1 milione di disoccupati

Il numero dei nuovi disoccupati italiani creati dalla crisi ha superato il milione: per la precisione sono 1.031.151 le persone che hanno perso il lavoro fra il 2008 e il primo trimestre 2013. Si aggiungono ai due milioni di disoccupati “preesistenti” e quindi portano il totale a tre milioni di persone in cerca di lavoro nel nostro Paese. E’ questa la fotografia scatta da gli ultimi dati dell’Istat, anticipati da la RepubblicaIn totale, se ancora nel 2008 lavoravano 23 milioni e 405mila italiani, questo numero si è ridotto nei primi mesi di quest’anno a 22 milioni 374mila.
Non c’è settore che si sia salvato, né l’industria manifatturiera, né il commercio, né tantomeno l’edilizia. Ecco l’aspetto più drammatico della recessione che continua incessante a penalizzare il nostro paese ormai da oltre cinque anni.
L’Italia è il paese più colpito dalla disoccupazione è arrivata al 12,8% nella media nazionale, ma se si va a vedere la fascia giovane, cioè dai 18 ai 24 anni, è già al di sopra del 40%. E al Sud la disoccupazione giovanile supera ormai il 50%. Un ragazzo su due nel Mezzogiorno non trova lavoro.
I crolli, a leggere le cifre, sono devastanti: nella sola Campania gli occupati sono scesi da 1 milione e 680mila a un milione e 578mila: un crollo secco di oltre 100mila unità, pari quasi all’8%. In Puglia, la terra dell’Ilva (dove sono a rischio 20mila posti), la caduta è già stata, in poco più di quattro anni, di 108mila occupati: da 1 milione 286mila a un milione 178mila, ovvero quasi il 9%.
Ma ovunque, anche al Nord, gli effetti della recessione sono drammatici: in Veneto sono andati persi 75mila posti, in Toscana 70mila, in Lombardia 60mila, in Piemonte ben 88mila.
Scendendo ancora più in dettaglio, i particolari sono agghiaccianti: nel settore delle costruzioni, tanto per fare un esempio, in Campania gli occupati sono scesi da 158mila a 97mila fra il 208 e il 2013. Nello stesso periodo in Sardegna, guardando stavolta al settore industriale in senso lato, cioè compreso sia il manifatturiero che l’edilizio, i lavoratori sono crollati da 131mila a 99mila.
Quale miracolo dovrà mai avvenire per permettere di recuperare oltre 60mila dipendenti nell’edilizia in Campania o 32mila nell’industria in Sardegna? La Cgil è stata accusata di eccessivo pessimismo quando ha detto che serviranno 63 anni per raggiungere di nuovi i livelli pre-crisi, ma queste cifre le danno ampiamente ragione.

I dati della disoccupazione, Regione per Regione

Consulta i dati del dossier di la Repubblica.

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