Analista - Programmatore
SITUAZIONE
Il periodo d’oro dell’informatica, quando era ricercatissimo e considerato quasi un “mago”, è finito. Ma le nuove innovazioni tecnologiche e le sempre più numerose richieste degli uffici marketing di tecnici specializzati da inserire nelle équipe di lavoro hanno rivitalizzato il mercato del lavoro: infatti oggi, a distanza di tre anni dalla laurea, praticamente la totalità degli informatici ha una occupazione stabile.
Per quanto riguarda l’analista programmatore, si tratta di una professione che, in alcune realtà, può dividersi in due figure distinte: quella dell'analista e quella del programmatore. L'analista si occupa dell'analisi delle esigenze del cliente e la traduzione di queste ultime in un progetto funzionante attraverso il coordinamento di un team di programmatori.
Il programmatore dello sviluppo del software nei vari linguaggi partendo dal progetto di un analista. Va comunque detto che la presenza di due figure distinte per adempiere ai compiti precedentemente citati dipende strettamente dalla dimensione dell'azienda in cui ci si trova ad operare: solo le strutture medio-grandi possono permettersi analisti che poi non partecipano all'attività di programmazione.
Data: 27/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione editoriale)
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PROFILO
Il lavoro dell'analista programmatore può sostanzialmente essere suddiviso in due fasi successive: nella prima il suo compito è quello di analizzare ed interpretare le esigenze degli utenti; nella seconda si incarica della progettazione, codifica e documentazione, collaudo e manutenzione dei programmi creati in risposta a tali esigenze.
L'analista programmatore è perciò colui che sviluppa l'analisi di un problema in termini informatici, e partecipa anche alla stesura dei programmi.
L'insieme delle attività svolte dall'analista programmatore possono essere così riassunte:
- Analisi ed interpretazione delle esigenze del cliente. L’analista programmatore realizza un software che deve soddisfare le esigenze evidenziate dal cliente, espresse sotto forma di una serie di requisiti. Il successo del sistema si misura da come il prodotto finale corrisponda ai requisiti concordati e da quanto le esigenze emerse nel dialogo con gli utenti siano soddisfatte.
- Progettazione del sistema software, prendendo le mosse dai requisiti/esigenze emerse durante il dialogo con il cliente. In questa fase l'analista programmatore è spesso chiamato a giustificare le proprie scelte mostrando l'efficienza e la funzionalità delle soluzioni adottate.
- Codifica e documentazione. Il progetto viene tramutato in un programma scritto in un linguaggio di programmazione: è questa l'unica fase in cui si usa direttamente un linguaggio di programmazione. Buona norma da parte degli analisti programmatori, durante la fase di implementazione documentare accuratamente il lavoro svolto in modo da agevolare il compito di chi, nel futuro, andrà ad esaminare il codice sviluppato.
- Collaudo. Viene qui accertata la qualità del sistema realizzato che viene poi consegnato all'utente.
- Manutenzione. Dopo che il sistema è stato consegnato possono rendersi necessari dei cambiamenti, o perché gli utenti rilevano dei malfunzionamenti (errori), oppure perché risulta necessario aggiungere nuove funzioni o apportare delle migliorie a quelle preesistenti; tutti gli interventi di questo tipo sono considerati di manutenzione.
L'analista programmatore svolge il suo lavoro spesso all'interno di un team di sviluppo coadiuvato da figure professionali del suo stesso tipo; in particolare, il lavoro all'interno del gruppo è suddiviso in modo da permettere di procedere in parallelo ottimizzando in questo modo i tempi di sviluppo. E' di vitale importanza che all'interno del gruppo ci sia un certo affiatamento che garantisca un alto grado di cooperazione e comunicazione.
I tempi medi di un progetto cui un analista programmatore prende parte sono intorno ai sei mesi, ma su un caso particolarmente complesso o di grandi dimensioni il suo lavoro può protrarsi anche uno-due anni. Il lavoro dell'analista programmatore si svolge a ritmi serrati, spesso si lavora "a scadenza" per cui i suoi orari risultano piuttosto flessibili.
Proprio per lo stretto rapporto con il cliente che il suo ruolo comporta, all'analista programmatore può spesso esser richiesto di raggiungere il cliente nelle sue sedi allo scopo di fornirgli formazione ed assistenza.
Una figura sicuramente prossima a quella dell'analista programmatore e che in alcuni casi può rappresentare la sua evoluzione è quella del Project Manager.
Gran parte del lavoro dell'analista programmatore è infatti svolto all'interno di un progetto; il leader nonché primo responsabile delle risorse impiegate nel progetto è proprio il Project Manager.
A lui compete la responsabilità del perfezionamento dell'accordo contrattuale con i clienti, la partecipazione a tutte le fasi di sviluppo ed implementazione di un progetto, la verifica dei costi e dei tempi necessari alla sua realizzazione ed, infine, il coordinamento delle persone affidategli.
Data: 27/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione editoriale)
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REQUISITI
L'analista programmatore deve essere in grado di calarsi nella realtà del suo interlocutore, costruire con lui un rapporto produttivo, decodificarne il linguaggio e comprenderne i problemi e le richieste.
Inoltre, da un punto di vista più strettamente tecnico, deve avere una buona padronanza delle metodologie di progettazione e delle diverse tecniche di programmazione. In particolare, deve possedere:
- comprensione della logica di programmazione strutturata e a oggetti (unita alla conoscenza di un gran numero di linguaggi di programmazione);
- comprensione dei concetti di Software Engineering;
- capacità di interpretare i requisiti degli utenti;
- capacità di sviluppare adeguate metodologie per i test;
- capacità di realizzare documentazione tecnica (questa implica una buona capacità di sintesi e, al contempo, di chiarezza).
All’analista programmatore è inoltre richiesta la conoscenza della lingua inglese tecnica (in particolare buona capacità di lettura ed interpretazione) e spiccate capacità di analisi.
Si tratta di una professione che richiede spesso di lavorare in team e dove molto utili si rivelano flessibilità, capacità di autoapprendimento e volontà a un continuo aggiornamento.
Data: 27/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione editoriale)
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FORMAZIONE
Per le professioni informatiche, così recenti, non esiste un albo, né, spesso, un iter formativo preciso. Di sicuro però ad un livello piuttosto elevato e specifico, si collocano i laureati in materie tecniche, specialmente informatici ed ingegneri elettronici e informatici, che rappresentano il bacino di reclutamento più battuto dalle aziende alla ricerca di personale qualificato.
Spesso una competenza di programmazione è acquisita anche all'interno di altri corsi di laurea tecnico scientifici, come astronomia, fisica, matematica e statistica.
Per un quadro completo dell'offerta formativa universitaria è possibile consultare il sito http://offf.miur.it.
In ogni caso, anche senza un curriculum scolastico alle spalle orientato a questa professione, si può imparare a programmare seguendo un corso di formazione presso un centro di formazione professionale, normalmente dalle 600 alle 1200 ore, o un corso di teoria della programmazione tenuti da case di informatica. Le Regioni organizzano corsi gratuiti dedicati alle diverse discipline informatiche.
L'iter che segue la carriera del programmatore, è quello di un periodo di tempo con la qualifica di programmatore junior (normalmente un biennio), dopo si parla di programmatore senior.
Il passaggio tra le due qualifiche è praticamente automatico, in quanto derivante unicamente dall'esperienza e non dalle abilità e predisposizioni personali. Nel successivo passaggio, da programmatore senior ad analista programmatore, invece, entrano in gioco le capacità personali, oltre ai fattori ambientali legati al tipo di azienda entro il quale ci si muove.
Data: 27/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione editoriale)
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SBOCCHI PROFESSIONALI
L'analista programmatore può essere un lavoratore dipendente o un libero professionista: opera in genere all'interno di grandi imprese dotate di propri centri di elaborazione, nelle software house in società di servizi, studi di consulenza, centri di ricerca nonché in ambito universitario. La figura dell'analista programmatore fino a pochi anni or sono era ambitissima; attualmente, sia per una certa saturazione del mercato, sia per l'abbondanza dei diplomati e laureati nei corsi di informatica, le prospettive sono meno favorevoli, pur restando comunque buone, soprattutto per i più preparati.
Per chi ha ambizione e capacità, l'epilogo di questo tipo di professione, è spesso quello del lavoro in proprio, o come libero professionista, o attraverso la costituzione di società, di persone o di capitale. Questo fenomeno è relativamente frequente, e si instaura anche grazie al tipo di dipendenza che l'azienda di provenienza ha con un buon analista programmatore. Infatti, questa può diventare uno dei migliori clienti dell'analista programmatore, che, spesso, continuerà a prestare la sua opera, a tariffe ben più elevate.
Tuttavia questo non è l'unico epilogo possibile alla carriera di analista programmatore; quest'ultimo, infatti, maturando esperienza e professionalità, si può anche proporre all'interno della propria azienda per ruoli via via di maggior responsabilità nello stesso ambito tecnico (ad esempio come Project Manager, acquisendo le necessarie competenze a livello di project management, oppure in area commerciale, sfruttando la sua elevata competenza tecnica).
Vista la grande diffusione che le reti stanno conoscendo in questo periodo, sicuramente ciò che non dovrà mancare al futuro analista programmatore sarà una certa dimestichezza con l'ambiente di rete unita alla conoscenza di strumenti di sviluppo più particolari come l'UML per la progettazione e Java per quanto riguarda i linguaggi di programmazione.
Data: 27/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione editoriale)
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PER SAPERNE DI PIU'
Per avere maggiori informazioni sulla figura professionale dell'analista programmatore, è possibile contattare:
- Federcomin - Federazione delle imprese delle comunicazioni e dell'informatica
via Barberini 11, 00187 Roma
tel. 06 421401 fax 06 42140444
sito web: www.federcomin.it.
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici nasce dall’unione delle due strutture federative di Federcomin e Fita, per raccogliere le sfide portate dalle trasformazioni dell’economia nazionale ed internazionale, adeguando la struttura di rappresentanza ai rapidi cambiamenti del mercato, sempre più spesso caratterizzati da reali ed efficaci convergenze tra tecnologie e servizi innovativi.
La Federazione rappresenta in Confindustria le imprese di Applicazioni Satellitari, Comunicazione e Marketing, Consulenza, Contenuti Digitali, e-Media, Formazione, Ingegneria, Internet, Qualità, Radiofonia e Televisione, Ricerche e Sondaggi, Servizi tecnologici e professionali, Tecnologie Informatiche, Telecomunicazioni.
- Assinform - Associazione nazionale delle aziende di servizi di informatica e telematica
via G. Sacchi 7, 20121 Milano
tel. 02 00632801 fax 02 0063 28 24
e-mail: segreteria@assinform.it
sito web: www.assinform.it.
Assinform è l'associazione nazionale, aderente al sistema Confindustria, delle principali aziende di Information technology operanti sul mercato italiano. Frutto della fusione tra le due principali Associazioni del settore (AITech e Assinform), rappresenta l'offerta italiana di informatica.
Dispone di base associativa formata da 44 associazioni di categoria (che raggruppano le imprese telecomunicazioni, informatica, radiofoniche e televisive, contenuti digitali, comunicazione, ricerche, media, marketing, consulenza, ingegneria, formazione, qualità e servizi ad alto contenuto tecnologico e professionale) e da 62 sezioni territoriali, collocandosi così fra le prime Federazioni del Sistema confindustriale.
- Assintel - Associazione nazionale imprese servizi informatica telematica robotica eidomatica
Palazzo Castiglioni presso l'Unione del Commercio di Milano
corso Venezia, 49 Palazzina di via Marina 1° Piano, Stanza 162
e-mail: info@assintel.it, assintel@assintel.it
sito web: www.assintel.it.
Assintel è l’associazione nazionale di riferimento delle imprese Ict della Confcommercio. Rappresenta le imprese associate presso autorità, enti ed istituzioni nazionali ed internazionali, ne tutela gli interessi e si fa portavoce delle esigenze delle diverse tipologie di aziende che operano nel mercato dell’information and communication technology.
Assintel rappresenta l’Ict sull’intero territorio nazionale attraverso accordi diretti con le associazioni territoriali di Confcommercio (Ascom), per portare concretamente le iniziative e i servizi alle migliaia di piccole e medie aziende che operano nel settore.
A livello confederale, Assintel fa parte del Consiglio generale di Confcommercio e ne presiede la Commissione Innovazione Tecnologica e Sviluppo d’Impresa.
Anche Internet offre interessanti spunti e informazioni:
- www.esperti.com
Network nazionale composto da professionisti ed esperti nelle rispettive materie di specializzazione. Si occupa, tra l'altro, della qualificazione degli esperti del settore It.
- www.bancaprofessioni.it.
- www.somediaprofessional.com.
E per finire, due appuntamenti impedibili per ogni analista programmatore:
- Smau Milano: www.smau.it
Ogni anno a fine settembre - inizio ottobre.
Data: 27/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione editoriale)
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