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Commercialista

SITUAZIONE > PROFILO > REQUISITI > FORMAZIONE > SBOCCHI PROFESSIONALI > PER SAPERNE DI PIÙ >


SITUAZIONE

La figura del dottore commercialista risulta complessa da definire perché le sue attività sono molto diversificate, spaziano nelle diverse aree dell'Afc, e possono essere esercitate sia affiancando alcuni reparti aziendali, sia come consulente su materie specifiche, sia, ancora, come unico referente esterno all'impresa o al singolo, per ogni adempimento civile, fiscale, tributario ecc.
Le molteplici funzioni del commercialista, infatti, si sovrappongono a quelle di altre figure professionali più "specializzate", tra cui quelle descritte nelle altre schede (es: revisore dei conti), e al contempo le sue competenze vanno considerate come relative ad una vera e propria libera professione, con diverse peculiarità, dovute all'appartenenza ad uno specifico Ordine, dal quale provengono leggi e codici deontologici molto dettagliati e stringenti. In questa sede prenderemo in esame unicamente la figura del libero professionista iscritto all'Albo specifico, essendo state già presentate nelle precedenti schede le altre funzioni, qualora queste siano svolte all'interno o all'esterno dell'azienda, ma senza la suddetta iscrizione all'Ordine.
Per esercitare la libera professione, il dottore commercialista deve essere iscritto all'Albo, e come tale può svolgere consulenze che vanno dagli adempimenti fiscali all'esame economico e giuridico delle gestioni patrimoniali; dalle pianificazioni budgetarie alle perizie per le liquidazioni societarie; dalla valutazione dei beni per la successione, agli adempimenti contributivi per il singolo lavoratore; dalle ispezioni e verifiche amministrative alla consulenza sugli investimenti di piccoli risparmiatori, e molte altre ancora, meno delimitabili rispetto agli altri profili caratteristici dell'area Afc.

La libera professione dei dottori commercialisti iscritti all'Ordine viene generalmente esercitata in uno studio proprio, singolarmente o in forma associata, normalmente come consulente, quindi in regime di piena autonomia decisionale.
Naturalmente gli orari sono del tutto autogestiti, anche se, come è facilmente immaginabile, durante l'anno ricorrono alcune scadenze di legge (dichiarazione dei redditi, chiusura di bilanci, ecc.), che impongono periodi di attività molto intensa, sostanzialmente continuativa e spesso molto onerosa.
Va considerata l'incidenza notevole, sulla situazione lavorativa dei dottori commercialisti, della clientela "fissa", che si rivolge al professionista iscritto all'albo affidandogli la complessiva gestione delle proprie attività.
Di converso il mercato della consulenze verso le grandi imprese private, o la Pubblica amministrazione, è in sostanza governato dai grandi gruppi multinazionali, le note società di revisione o i grossi consorzi legati alle organizzazioni di categoria (industria, artigianato, commercio...).

Data: 12/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO

Il dottore commercialista ha la facoltà di spaziare a largo raggio su diverse attività, che variano notevolmente per complessità, livello di responsabilità, delicatezza e autonomia decisionale.
Si tratta di competenze relative all'amministrazione societaria, alla gestione commerciale, alla contrattualistica, alla finanza, alla materia tributaria, fiscale, di ragioneria, di liquidazione e fallimenti, di revisione dei bilanci, funzioni di sindaco di società, di perito su patrimoni, cessioni, questioni ereditarie, ispezioni amministrative.
In termini generali le macro-aree di responsabilità e compiti del dottore commercialista sono:

- Rapporti con l'impresa;
- rapporti con i privati cittadini;
- rapporti con enti pubblici e istituzioni;
- tutela dell'interesse pubblico.

Rapporti con l'impresa
Le conoscenze in campo aziendale permettono di operare nelle tre fasi tipiche della vita di un'azienda: la nascita, la fase attiva, la cessazione.
All'inizio, il dottore commercialista valuta se è possibile o meno, e se è conveniente, dare seguito all'idea imprenditoriale, e si occupa della forma giuridica, dello statuto, della composizione del collegio sindacale, della gestione patrimoniale e così via.
Nella fase di funzionamento dell'impresa il dottore commercialista deve operare in tutte le aree di cui il suo mandato lo rende responsabile, dalla finanza al diritto societario, dalla revisione contabile alle valutazioni aziendali, dalla gestione amministrativa all'area tributi.
Si occupa delle ricapitalizzazioni, dell'accesso alla finanza agevolata, o delle procedure per la quotazione in borsa, dei vari aspetti fiscali, anche in merito al fisco internazionale, redige bilanci, sovrintende a fusioni, acquisizioni, cessioni di quote, ed esplica le necessarie operazioni di tenuta della contabilità generale, redazione dei bilanci, revisione e controllo della contabilità e del bilancio, in aderenza ai corretti principi contabili e di revisione
Anche per la liquidazione e la chiusura di un'impresa questo professionista si occupa dei vari aspetti giuridici e burocratici e può fornire consulenza nei casi di risanamenti aziendali o commissariamenti.

Rapporti con i privati cittadini
Il dottore commercialista si occupa, per il singolo, di compravendita di beni immobili e mobili, della stipula di contratti in genere, della risoluzione di problemi di natura ereditaria e patrimoniale, della compilazione della dichiarazione dei redditi per le imposte dirette, e delle dichiarazioni ai fini del tributo locale e delle imposte indirette, di consulenza finanziaria personalizzata.

Rapporti con enti pubblici e istituzioni
Al dottore commercialista può essere richiesta la conduzione economica degli enti pubblici, con attività tradizionali, dalla tenuta della contabilità finanziaria, patrimoniale ed economica, al controllo di gestione, del centri di spesa, dei costi-benefici, alla revisione e certificazione del bilancio: in questo caso il suo ruolo è quello di "revisore dei conti negli enti pubblici territoriali" (art. 57 legge 142/90) e quello di tradizionale di revisore contabile (sindaco).

Tutela dell'interesse pubblico
Viene denominato "uomo di fede pubblica", quindi gli vengono affidati, da parte dell'Autorità Giudiziaria, incarichi riguardanti pareri e consulenze come curatore fallimentare, commissario nell'amministrazione controllata, commissario governativo o liquidatore nelle cooperative, liquidatore di società commerciali, ecc...

Data: 12/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI

Le competenze necessarie al dottore commercialista sono non solo molteplici e diversificate, ma anche sostanzialmente impossibili da elencare in dettaglio, a meno di non ripercorrere quasi interamente l'intero repertorio delle altre figure professionali descritte nelle altre professioni presenti in questo argomento della Guida dei mestieri di Jobtel.
Quello che appare più rilevante da sottolineare è che le competenze richieste a questo professionista sono di elevato livello, come previsto nelle direttive dell'Ordine professionale, perché il dottore commercialista deve seguire con estrema attenzione le profonde riorganizzazioni aziendali in corso, la massiccia introduzione di software sofisticati, oltre alla nuova gestione delle responsabilità con l'avvento delle certificazioni telematiche (es: la firma digitale), e all'irreversibile europeizzazione e internazionalizzazione delle funzioni proprie della sua professione.

L'aggiornamento costante e capillare, si potrebbe dire, è sostanzialmente "la competenza" più importante del dottore commercialista. Del resto una parte della legislazione che questo professionista deve conoscere è notoriamente variabile:

- annuali leggi finanziarie nazionali;
- riordino nelle materie fiscali, tributarie, pensionistiche, che vengono più o meno profondamente modificate ad ogni nuovo governo;
- recepimento delle norme comunitarie;
- modifiche delle leggi che regolano la gestione aziendale, tanto a livello nazionale che internazionale;
- nuove norme sulla revisione dei bilanci.

Contenuti questi che il dottore commercialista non può non conoscere, e che impongono una sorta di costante rincorsa verso il pieno controllo della materia.
Inoltre, il dottore commercialista deve essere pienamente consapevole del suo ruolo e della necessità di possedere solidi principi di affidabilità e correttezza.

Data: 12/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE

Per esercitare la professione del dottore commercialista è necessaria la laurea in economia, integrata da tre anni di praticantato presso lo studio di un dottore commercialista iscritto all'Albo (decreto legge n. 327 del 10/03/1995), tirocinio obbligatorio per poter sostenere il relativo esame di abilitazione alla professione, che è disciplinata dal d.p.r. n. 1067 del 27/10/1953.
Possono accedere all'esame di Stato di abilitazione alla professione di dottore commercialista solo coloro che siano in possesso di:

- laurea in materia di economia e commercio;
- certificato di compimento del tirocinio previsto dalla L.17.02.92 n. 206, rilasciato dal Consiglio dell'Ordine professionale competente.
Superato l'esame di Stato, occorre in seguito iscriversi all'Albo professionale presso l'Ordine dei dottori commercialisti, su un registro tenuto dall'Ordine competente per il luogo di residenza del professionista.

Se il praticantato viene svolto presso un professionista iscritto nel "Ruolo dei revisori contabili", l'esame sostenuto successivamente a tale tirocinio dà diritto anche all'iscrizione nel ruolo dei revisori contabili (qualifica che consente secondo le direttive comunitarie la revisione dei conti ed altre attività non più funzionali ma professionali, così come ad esempio molte Corti di Appello hanno riconosciuto l'iscrivibilità del revisore contabile presso i ruoli dei consulenti tecnici nei Tribunali).

La professione del dottore commercialista iscritto all'Ordine (nulla osta l'esercizio della professione senza l'iscrizione all'Albo, ma è evidente che gli sviluppi di carriera diventano molto improbabili) può essere esercitata solo a patto di tenere sotto costante controllo la propria formazione continua e di sottoporsi ai ripetuti e ricorrenti esami da parte dell'Ordine locale, con la supervisione del Consiglio nazionale.
L'obbligatorietà da parte del commercialista alla formazione continua è regolata e misurata in modo dettagliato, infatti il dottore commercialista viene sottoposto ad una batteria di esami a scansione triennale, per poter ottenere la riconferma dell'iscrizione all'Ordine. Per conseguire tale risultato, deve:

- acquisire 30 crediti formativi annuali, con un minimo di 20 crediti annuali e di 90 crediti nell'arco del triennio;
- documentare l'attività di formazione svolta, mediante attestati di partecipazione agli eventi formativi;
- esibire la documentazione all'Ordine di appartenenza secondo le modalità dallo stesso stabilite.

Data: 12/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

I dottori commercialisti dal 1965 ad oggi si sono quintuplicati. Per quanto riguarda le capacità del mercato di assorbire nuovi ingressi, per la figura professionale del dottore commercialista, il dato degli iscritti negli ultimi sei anni può dare un'idea della dimensione delle opportunità occupazionali: nel periodo tra il 1996 e il 2001 si sono registrati tassi di crescita interessanti solo per gli Ordini Locali delle province italiane più piccole, mentre le percentuali di nuove iscrizioni nelle regioni del nord e nelle città più grandi sono di entità irrilevante.
 Questo dato fa ipotizzare che la regionalizzazione dell'economia, l'entrata in vigore delle riforme degli enti locali, la decentralizzazione dei poteri verso le regioni, potrebbero effettivamente rappresentare una buona opportunità per chi volesse intraprendere la libera professione nei piccoli centri, che risultano ancora non pienamente presidiati.

Per quanto riguarda la carriera, essere iscritti all'Albo appare come la prima tappa indispensabile, da cui partire per migliorare la propria situazione: da semplice praticante presso uno studio, durante il tirocinio obbligatorio, una volta superato l'esame di stato e aver ottenuto l'iscrizione all'Albo, l'iter può essere quello di assistente, poi di senior interno ad uno studio, quindi consulente, poi titolare del proprio studio, o anche associato di studi di maggiori dimensioni, fino ad arrivare alle cariche tipiche di amministratore o socio di studi professionali prestigiosi, compresi, come già ribadito, i grandi gruppi consulenziali, anche nel settore della revisione dei conti.

Data: 12/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIÙ

Ecco i riferimenti utili per reperire maggiori informazioni su percorsi formativi, sbocchi professionali, e profilo professionale del dottore commercialista:

- Consiglio nazionale dottori commercialisti Cndc
via Poli 29, 00187 Roma
tel. 06.675861-2-3-4-5 fax 06.67586348-06.67586349
sito web: www.cndc.it

- Cassa nazionale di previdenza e assistenza per i dottori commercialisti - Cnpadc
via della Purificazione 31, 00100 Roma
tel. 06.474861
e-mail: webmaster@cnpadc.it
sito web: www.cnpadc.it

- Centro studi ragionieri commercialisti - Csrc
via Tripoli 86, Rimini
tel. 0541.780083 fax 0541.780655,
e-mail: ragcomm@infotel.it
sito web: www.commercialistatelematico.com

- Unione nazionale giovani dottori commercialisti - Ungdc
circonvallazione Clodia 86, 00195 Roma
tel. 06.3722850 fax 06.3722624
e-mail: unione@ungdc.it
sito web: www.ungdc.it.

Data: 12/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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