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Esperto in demolizioni per il recupero dei materiali

SITUAZIONE > PROFILO > REQUISITI > FORMAZIONE > SBOCCHI PROFESSIONALI > PER SAPERNE DI PIÙ >


SITUAZIONE

L'attenzione verso l'ambiente ha portato a una nuova coscienza del benessere quotidiano: un fattore che maggiormente influenza la salute fisica e mentale è il teatro abituale delle nostre azioni, come la casa, l'ufficio, i luoghi di ritrovo. A partire da questa esigenza si è fatta strada negli ultimi anni l'edilizia ecologica che utilizza materiali naturali non pericolosi per chi li produce, per chi li mette in opera e per chi li deve trattare. Fondamentale è anche l'eliminazione o la riduzione ai minimi termini delle fonti di inquinamento interno, che modificano la qualità dell'aria, producono campi elettromagnetici artificiali o generano emissioni dannose. Infine non va dimenticato il risparmio energetico e l'adozione di fonti di energia sostenibili come quella solare.
L'architettura bioecologica (denominata bioarchitettura o bioedilizia) realizza concretamente nelle costruzioni questi principi e costituisce oggi una risposta allo stato di progressivo degrado e distruzione dell'ambiente che ci ospita.
Il suffisso "bio" si riferisce alla auspicata presenza di "vita" in un'architettura: quindi un'architettura fatta per la vita, in grado di creare "case" e quindi "città" intese come organismi viventi. Il termine "ecologico" rappresenta la volontà che l'architettura crei luoghi che sappiano rapportarsi in modo equilibrato con l'ambiente in cui si inseriscono e che necessariamente trasformano. Comunemente, la bioedilizia si associa anche con l'aggettivo sostenibile, termine che richiama immediatamente alle implicazioni e dell'impatto che il costruire può avere sull'ambiente circostante.
L'Unione europea riconosce l'importanza di una trasformazione ecologica della produzione edilizia, con la direttiva 89/106 sulla qualità, anche ambientale, dei materiali da costruzione e poi con il regolamento 880/92 che prevede la costituzione di un marchio europeo denominato "ecolabel" per la certificazione della ecocompatibilitá dei prodotti non solo per l'edilizia.
Tra le principali figure professionali che operano in questa branchia dell'edilizia e dell'architettura,  l'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali si occupa della progettazione e realizzazione di interventi di decostruzione e dismissione di manufatti edili, garantendo la valorizzazione e la riutilizzazione dei materiali recuperati.

Data: 27/06/2005
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO

L'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali esegue il progetto di decostruzione, completo di cronoprogramma e schema di organizzazione del cantiere, prevede il piano di dismissione dei materiali e interagisce con il gestore della borsa dei rifiuti locale assieme al quale valuta le caratteristiche merceologiche del materiale recuperato, al fine di consentirne un proficuo  collocamento sul mercato. In particolare si occupa di:

- erogare istruzioni tecniche per l'organizzazione del cantiere in modo da accogliere la selezione delle macerie (pietre naturali, metalli, legno, vetro, materie plastiche, materie per l'isolamento, calcestruzzo da demolizione e inerti misti da demolizione) e, quando possibile, effettuarne la prima macinazione;
- fornire istruzioni tecniche per la demolizione di manufatti edilizi (riduzione della quantità, valorizzazione e riutilizzazione, gestione razionale);
- dare consulenza per una migliore decostruzione, reimpiego, riciclaggio dei materiali e manufatti edilizi.

L'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali coordina le attività di decostruzione garantendo la corretta separazione dei materiali secondo categorie merceologiche omogenee (materiali isolanti, materie plastiche, vetro, materiali lapidei, inerti misti da demolizione).
Programma inoltre le attività di manutenzione predisponendo una documentazione tecnica per l'analisi diagnostica, la manutenzione e il recupero degli elementi da riusare valutandone e valorizzandone al massimo le caratteristiche "superstiti".
Coordina le attività dei diversi responsabili di settore al fine di individuare insieme linee programmatiche di maggiore efficienza in interventi successivi.
Questo esperto deve aggiornare periodicamente le proprie competenze attraverso attività formative, seminari, convegni in materia di processi di riciclaggio dei materiali.
Può realizzare attività di ricerca per l'individuazione di nuovi mercati per i materiali da costruzione riciclati e collaborare con le Pubbliche amministrazioni per promuovere in modo mirato l'uso dei materiali riciclati e/o riusati attraverso specifiche normative.
Infine, organizza momenti di confronto e riflessione sugli effetti positivi ottenuti sull'ambiente grazie all'attivazione di procedimenti di riciclaggio dei materiali.

Data: 27/06/2005
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI

L'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali deve conoscere principi di igiene degli ambienti, la composizione e le caratteristiche dei principali materiali edili, le tecniche e processi di produzione di materiali e prodotti per l'edilizia a basso impatto ambientale.
In particolare, non possono mancare tra le sue competenze:

- esperienze nazionali e internazionali di "Borse dei rifiuti dell'edilizia" e con associazioni di riferimento;
- fondamenti dell'ecologia applicata alla gestione dei principali flussi metabolici legati agli ambienti confinati ( rifiuti, reflui, energia, acqua, aria etc. ) in ogni fase del processo edilizio;
- fondamenti di progettazione a basso impatto ambientale;
- il sistema edilizio nel suo insieme e nella sua possibile scomposizione in sottosistemi.

Sa utilizzare tecniche computerizzate di project management (Microsoft Project, SureTrak Project Manager ecc... ) per la gestione dei cantieri e impiega tecniche di gestione delle risorse umane in cui sia centrale la sensibilizzazione ai problemi ambientali.
Dotato di buone capacità relazionali, sa lavorare in gruppi di lavoro interdisciplinari affrontare le problematiche e le criticità legate al concetto di sviluppo sostenibile e, in particolare, alle ricadute di tale approccio sulla salubrità degli ambienti confinati.
Orientato allo sviluppo sostenibile questo tecnico deve essere sensibile alle problematiche di una architettura a basso impatto ambientale e disponibile ad accogliere i vincoli ambientali come "fattori interni" e parti integranti del progetto.

Data: 27/06/2005
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE

L'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali possiede una laurea in Architettura, Ingegneria ambientale o Scienze ambientali. Segnaliamo inoltre i corsi di laurea in Ingegneria del recupero edilizio ed ambientale, architettura ambientale, Architettura per l'ambiente e il paesaggio. Per cercare i corsi di laurea attivati dalle Università italiane è possibile consultare il sito http://offertaformativa.miur.it/corsi.
Esistono inoltre numerosi master e corsi specifici promossi dall'Inbar, Istituto nazionale di bioarchitettura e dall'Anab, Associazione nazionale architettura bioecologica.
Particolarmente utili sono esperienze lavorative nell'ambito della progettazione in studi di ingegneria e/o architettura, che possono essere svolte durante gli studi universitari sottoforma di stage.

Data: 27/06/2005
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

L'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali lavora presso Pubbliche amministrazioni locali, imprese edili, studi di progettazione edilizia e architettonica, agenzie ambientali e istituti di ricerca, aziende di produzione per l'edilizia a basso impatto ambientale, società di servizi che operano nel settore ambientale, società di produzione di studi di impatto ambientale.
Trova impiego in qualità di tecnico di imprese di demolizioni edilizie e la sua carriera può evolvere nella figura del direttore dei lavori di decostruzione e riciclaggio di manufatti edilizi, dirigente nella Pa locale, nelle soprintendenze, nelle Comunità montane e nei centri di ricerca o manager della borsa dei rifiuti dell'edilizia.

Data: 27/06/2005
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIÙ

Maggiori informazioni sulla bioarchitettura e sulla figura professionale dell'esperto in demolizioni per il recupero dei materiali possono essere reperite presso:

Inbar - Istituto nazionale di bioarchitettura
via Cavour 92, 50123 Firenze
tel. 055 5000532 fax 055 5416739
e-mail: info@bioarchitettura.it
sito web: www.bioarchitettura.it
L'istituto accoglie e organizza professionisti iscritti nei rispettivi albi professionali che operano nell'ambito dello sviluppo sostenibile. È punto d'incontro nazionale ed internazionale per il mondo intellettuale e produttivo inserito in settori quali edilizia, urbanistica, geologia, gestione amministrativa del territorio. Collabora alla definizione di programmi esecutivi e di ricerca, attua progetti integrati nazionali, comunitari, internazionali e per i Paesi in via di sviluppo.

Anab - Associazione nazionale architettura bioecologica
via G. Morelli 1, 20129 Milano
tel. 02 76390153 fax. 02 76399798
e-mail: info@anab.it
sito web: www.anab.it
Nata nel 1989, l'associazione raggruppa architetti e professionisti accomunati dalla sensibilità per le tematiche ambientali e preoccupati dal progressivo degrado culturale, etico e materiale della loro professione, dalla devastazione inarrestabile del territorio e dalla sempre maggiore pericolosità dei materiali e delle tecniche costruttive utilizzate in edilizia per la salute dell'ambiente e dei suoi abitanti.
L'associazione è attiva attraverso corsi, convegni, mostre, pubblicazioni scientifiche e la rivista L'Architettura naturale e il trimestrale Notizie ANAB.

Data: 27/06/2005
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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Crediti
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