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Analista di credito

SITUAZIONE > PROFILO > REQUISITI > FORMAZIONE > SBOCCHI PROFESSIONALI > PER SAPERNE DI PIÙ >


SITUAZIONE

Un tempo considerato il mastino del recupero crediti, oggi l'analista di credito (o credit manager) è una professione nuova che unisce competenze legali, amministrative, commerciali e finanziarie.
Il credit manager è sempre più richiesto dalle imprese italiane: il suo compito è gestire il credito commerciale nelle aziende, stabilendo come, quando e a chi concedere i fidi.
Si preoccupa, in sostanza, d'incassare i crediti e di controllare la solvibilità del cliente.
Deve quindi avere esperienza in gestione di cassa e tesoreria, curare i rapporti con le banche e risolvere le temporanee crisi di liquidità delle aziende.
La responsabilità della gestione del credito commerciale comporta valutazioni e decisioni armonicamente interconnesse, di natura commerciale, finanziaria, amministrativa, giuridica e fiscale.
In Italia non esiste, come del resto in Gran Bretagna, un corso di laurea specifico. Si accede a questa professione dopo aver frequentato la facoltà di economia e commercio o con il diploma di ragioneria. Per svolgere bene questa professione è necessario frequentare corsi e seminari di formazione e aggiornamento.
L'associazione credit manager italiana organizza numerosi appuntamenti per chi vuole entrare in questo settore o perfezionare le proprie competenze.

 

Data: 01/06/2009
Fonte: Redazione

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PROFILO

L'analista di credito (o credit manager) si occupa di:

- analizzare e valutare la congruità delle richieste di finanziamento delle aziende con la loro posizione sul mercato;
- studiare i bilanci e la documentazione aziendale necessaria per definire l'ammontare e il tipo di finanziamento più adatto alle esigenze e alla struttura economica e finanziaria dell'azienda;
 - valutare le garanzie a copertura del finanziamento e la loro congruenza con la domanda di affidamento.
- analizzare la situazione del mercato di riferimento e il posizionamento dell'azienda rispetto al mercato;
- valutare l'evoluzione della situazione economico-finanziaria dell'azienda e i possibili rischi nella concessione del credito.
- esaminare le pratiche di fido predisponendo un documento di accoglimento parziale o integrale e/o l'eventuale richiesta di garanzie supplementari.
- individuare le posizione anomale e formulare nuove ipotesi di soluzione;
- controlla che i piani di rientro vengano rispettati e ad attiva le procedure necessarie in caso di anomalie.

L'analista di credito ha come interlocutore privilegiato il consulente d'imprese che fornisce informazioni necessarie per la definizione delle linee commerciali da intraprendere con i clienti.
Lavora, spesso in team, anche con altri specialisti, anche più esperti. Si relaziona con i responsabili della struttura e con i colleghi di rete che hanno diretto rapporto con le aziende.

Data: 01/06/2009
Fonte: Redazione

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REQUISITI

Per l'analista di credito (o credit manager) è indispensabile la capacità di redigere documenti corredati di grafici e tabelle che ne facilitino la lettura.
Oltre alla affidabilità e alla precisione è una professione che non può prescindere dal possesso di una propensione ad un lavoro di analisi, in cui deve conoscere:

- i diversi schemi di classificazione di bilancio e le loro finalità;
- gli indicatori di reddività, liquidità, solidità, sviluppo;
- i diversi tipi di garanzie personali e reali e i criteri di analisi del rischio;
- l'impatto delle variabili interne (dimensioni, organizzazione, ecc...) ed esterne (settore, zona geografica, ecc...) sul rischio;
- le variabili rilevanti per l'analisi di settore (concorrenza, barriere di entrata, integrazione, ecc...);
- le fonti di informazioni per l'analisi di settore in esame;
- i criteri di base di composizione dei prestiti e valuta quali informazioni richiedere quando c'è un rischio presunto;
- le principali tecniche di valutazione dei progetti.

Con l'esperienza, l'analista di credito impara a giudicare l'attendibilità e la qualità del reddito di esercizio riuscendo a prevedere l'evoluzione della situazione economico-finanziaria delle aziende.
Deve essere in grado di rispondere alle sollecitazioni dei suoi interlocutori commerciali, senza venir meno alla necessaria prudenza che il suo lavoro richiede. Infatti, una delle capacità richieste all'analista di credito è quella di mettere in correlazione dati di analisi con possibili effetti, anche non nel breve periodo.
Deve inoltre essere in grado di prevenire l'insorgere di problemi o di gestirli quando si presentano.
L'analista di credito (o credit manager) deve infine essere disposto a studiare per aggiornarsi su un campo in continua evoluzione.

Data: 01/06/2009
Fonte: Redazione

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FORMAZIONE

L'analista di credito (o credit manager) possiede solitamente una laurea in discipline economiche o, più raramente, in ingegneria gestionale. In alcuni casi è sufficiente un diploma ad indirizzo tecnico commerciale, dopo un periodo di lavoro in altri ruoli.
Poiché la  preparazione di base richiesta fa riferimento a discipline di carattere economico, giuridico e finanziario, i titoli di studio più idonei sono a orientamento economico, dal diploma di ragioneria fino alla laurea in Economia e commercio.
Esistono, inoltre, corsi di specializzazione presso l'Università Cattolica e l'Università Bocconi di Milano, alla Luiss di Roma e presso centri di formazione manageriale come l'Ipsoa.
Per un quadro completo e aggiornato dell'offerta formativa universitaria, rimandiamo al sito http://offf.miur.it.
L'Acmi (Associazione credit manager Italia), che raggruppa i responsabili della gestione del credito commerciale delle principali aziende italiane e multinazionali, propone corsi di formazione e specializzazione in credit management.
Infine, per l'aggiornamento informativo l'Aiaf (Associazione italiana degli analisti finanziari) organizza numerosi corsi sulle tecniche di analisi finanziaria in collegamento con gli organismi internazionali di categoria.

Data: 01/06/2009
Fonte: Redazione

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SBOCCHI PROFESSIONALI

L'analista di credito (o credit manager) inizia a lavorare presso società di certificazione e di revisione di bilancio, organismi di tipo finanziario, banche (uffici studi, uffici fidi e titoli), società finanziarie, fondi di investimento e presso agenti di cambio.
Questa professione non richiede necessariamente un periodo di permanenza in altri ruoli, l'accesso può essere diretto dopo gli studi.
Gli analisti di credito sono molto richiesti, in un settore che, in Italia, è ancora giovane; anche le aziende Internet che fanno B2B sono interessate a questa figura.
Buone possibilità ci sono per chi vuole mettersi in proprio: sono infatti numerosi i credit manager che avviano società di servizio con compiti di gestione e recupero del credito e/o gestione contabile.
Il percorso professionale è prevalentemente di tipo specialistico e può prevedere l'integrazione di competenze commerciali e di analisi (consulente imprese evoluto ecc.) oppure caratterizzarsi per le competenze manageriali (direttore di filiale su territorio a prevalente presenza di imprese, responsabilità di unit business corporate ecc.) oppure ancora specializzarsi in operazioni ad elevata competenza specialistica (project financing, coperture di cambio ecc.).

Data: 01/06/2009
Fonte: Redazione

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PER SAPERNE DI PIÙ

Maggiori informazioni sulla figura professionale dell'analista di credito possono essere reperite presso:

- Acmi, Associazione credit manager Italiana
via Marcona 49, 20129 Milano
tel. 02 76000598 fax 02 76001719
e- mail: segreteria@acmi.it
sito web: www.acmi.it 
La definizione del profilo professionale dell'analista del credito rientra tra gli scopi istituzionali dell’Associazione che ha l’ambizione di promuovere questa figura professionale presso le istituzioni competenti e l'opinione pubblica.


- Aiaf, Associazione italiana analisti finanziari
via Dante 9, 20123 Milano
tel. 02 72023500 fax 02 72023652
e-mail: info@aiaf.it
sito web: www.aiaf.it
L’Aiaf promuove lo studio e la cultura dell’analisi finanziaria, contribuendo allo sviluppo, la trasparenza ed efficienza del mercato mobiliare. Svolge inoltre attività di formazione permanente nei confronti della comunità finanziaria, diffondendo in Italia il Diploma internazionale CIIA Certified International Investment Analyst.

Data: 01/06/2009
Fonte: Redazione

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Crediti
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