L'azienda come aula scolastica allargata, per offrire la possibilità di imparare in concreto, lavorando. L'alternanza scuola-lavoro permette sia agli studenti liceali che a quelli dell'istruzione e formazione professionale di acquisire, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età possono chiedere di svolgere l'intera formazione dai 15 ai 18 anni - o parte di essa - attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituto di appartenenza. A questi ultimi spetta il compito di progettare i percorsi in alternanza, attraverso convenzioni con aziende, associazioni degli imprenditori, camere di commercio o enti pubblici e privati, comprese le associazioni di volontariato.
Previsto inoltre un sistema tutoriale: un docente tutor della scuola e un tutor designato dall'azienda che ospita gli studenti guideranno e valuteranno i ragazzi. Agli studenti saranno riconosciuti dei crediti per il periodo di alternanza scuola-lavoro, anche in base alle indicazioni fornite dal tutor aziendale. La scuola rilascerà una certificazione supplementare che attesterà le competenze acquisite dallo studente per il proseguimento degli studi e per il successivo inserimento nel mondo del lavoro.
La valutazione e il monitoraggio dell'attività sarà realizzata da un comitato che lavorerà in collaborazione con l'Invalsi (Istituto nazionale di valutazione). Per finanziare i meccanismi legati dall'attuazione dell'alternanza scuola-lavoro è stata prevista una spesa massima di 10 milioni di euro per il 2005 e di 30 milioni di euro per per il 2006. Infine, per il monitoraggio e la valutazione dei progetti è prevista una cifra annua di 15.500 euro.
Il dossier che segue presenta in modo efficace e dettagliato i contenuti del decreto attuativo sull'alternanza scuola-lavoro, i percorsi che nei principali Paesi dell’Unione consentono di avvicendare lo studio nelle aule e nelle aziende e i progetti avviati dalle Camere di commercio italiane in base al protocollo d'intesa Miur-Unioncamere.
Scuole e imprese aprono le porte al «saper fare»
Alternanza, una formula europea
Stage e tirocini attivati
Scuola-lavoro dalle Camere di Commercio
Le guide sull'alternanza
Il progetto Polaris
Scuole e imprese aprono le porte al «saper fare»
L’approvazione in via definitiva del decreto legislativo n. 77 del 15 dicembre 2005 sull’alternanza tra scuola e lavoro rappresenta una novità importante, che ci avvicina all’Europa, consentendo a tutti gli studenti di poter apprendere anche fuori dell’aula, come avviene nei Paesi più avanzati. Confindustria ha dato un forte contributo alla nascita di questo sistema di alternanza, in cui si prevede che l’azienda si strutturi come ambito formativo, facilitando l’incontro tra i giovani e il lavoro.
Il decreto disciplina la possibilità, per gli studenti che abbiano compiuto 15 anni, di frequentare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro. Questo percorso formativo viene attuato sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, di sperimentare le proprie vocazioni e attitudini ai fini di una scelta più consapevole rispetto ai percorsi successivi, acquisendo anche le competenze spendibili sul mercato del lavoro.
La possibilità di effettuare percorsi di alternanza potrà essere sfruttata sia nel sistema dei licei, sia nel sistema di istruzione e formazione professionale. Le ricerche internazionali evidenziano la crisi profonda della tradizionale istruzione secondaria. Cresce l’insofferenza dei giovani verso l’insegnamento ex cathedra, al quale vengono contrapposte modalità di apprendimento basate sull’esperienza.
I veri beneficiari di un efficace sistema di alternanza sono tutti i giovani, compresi quelli di un liceo classico che volesse alternare lo studio del greco a uno stage in una biblioteca, o quello dell’italiano a uno stage in un giornale. Non bisogna dimenticare che l’alternanza è efficace per i giovani che, pur avendo un’intelligenza vivace, vivono con disagio un modello di scuola basato su un approccio nozionistico.
Tra questi occorre ricordare i 240mila studenti 15-18enni che escono oggi dalla scuola e dalla formazione professionale senza aver acquisito né il diploma né una qualifica spendibile. Occorre però precisare che l’alternanza non è il refugium peccatorum per gli espulsi dal sistema scolastico, ma un’alternativa didattica per i giovani che vogliono acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro senza rinunciare ad accrescere la propria cultura di base.
L’alternanza affida alle imprese una nuova responsabilità: aprire le porte ai giovani, offrendo loro opportunità di crescita culturale, di conoscenza delle tecnologie e di acquisizione di competenze utili per un corretto inserimento nel mercato del lavoro. Grazie all’impegno delle imprese, sull’alternanza sono già in corso da due anni sperimentazioni che hanno coinvolto 418 scuole secondarie superiori (nella grande maggioranza istituti tecnici e professionali, ma anche 53 licei classici e scientifici) e un numero complessivo di 20.431 studenti.
L’alternanza sarà anche un utile investimento, nei prossimi anni, perché consentirà di ridurre il divario qualitativo tra domanda e offerta di lavoro e lo sforzo delle imprese per la formazione iniziale. In un Paese come il nostro, dove la cultura idealistica è dominante e quindi diffidente verso l’impresa e il lavoro, l’approvazione di questo decreto rappresenta un primo passo verso il superamento di questo pregiudizio.
Tratto da: Il Sole 24 Ore, 26 marzo 2005.
Alternanza, una formula europea
L’alternanza scuola-lavoro in Europa è già una realtà. Mentre per l’Italia la formula è una novità assoluta, nella Ue si tratta di un modello già applicato. L’esordio nel nostro sistema educativo è fissato per il prossimo anno scolastico, così come stabilito dal decreto attuativo della riforma Moratti approvato giovedì scorso dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento prevede la possibilità di integrare la formazione lavorando in azienda, come risposta al vero punto debole del nostro sistema educativo: la transizione dalla scuola al lavoro.
Infatti, l’età media di ingresso al lavoro in Italia è di oltre 25 anni e il periodo di passaggio dai banchi al lavoro è il più lungo rispetto a gran parte dei Paesi Ocse: oltre di 11 anni, a fronte dei 2-3 anni nella media dei maggiori Paesi europei.
I giovani hanno grandi difficoltà a entrare nel sistema produttivo e, nella fascia 19-35 anni di età, oltre la metà svolge un lavoro che non ha attinenza con la formazione ricevuta. Vediamo nel dettaglio, con l’aiuto di Eurydice (la rete europea per l’informazione sull’educazione), l’alternanza scuola-lavoro in Francia, Germania, Spagna e Inghilterra. Per comprendere bene le affinità dei meccanismi adottati va chiarito che in Europa l’alternanza scuola-lavoro si realizza in due modi: alternanza "formativa", cioè studenti che lavorano (come previsto dalla riforma Moratti); alternanza "lavorativa" o apprendistato, ossia lavoratori che studiano (secondo quanto contemplato dalla riforma Biagi).
• Francia
L’alternanza si realizza nella possibilità di ottenere diplomi attraverso contratti di apprendistato. Un periodo nel quale l’apprendista riceve regolare stipendio per il lavoro svolto.
Si tratta, comunque, di un contratto di lavoro particolare: comprende una formazione pratica fornita in azienda e un insegnamento di tipo teorico offerto dai Centres de formation d’apprentis (Cfa-Centri di formazione apprendisti). Per iscriversi all’apprendistato basta aver assolto l’obbligo scolastico (15 anni di età), ossia avere tra i 16 e i 25 anni.
• Germania
Il sistema tedesco presenta il modello che più si avvicina alla proposta italiana: comprende sia l’alternanza formativa che l’apprendistato. L’alternanza formativa è garantita dalla Fachoberschule, scuola professionale a tempo pieno, che offre preparazione pratica e teorica. Vi si accede a partire dai 15 anni di età, dopo il diploma della Realschule (istruzione secondaria inferiore) o di un diploma equivalente. La durata è di due anni.
L’alternanza lavorativa, invece, è offerta dal sistema di istruzione duale, che si svolge a scuola e in azienda. Un percorso costituito per una vasta preparazione di base e specifiche abilità e competenze tecniche, dove la scelta è molto ampia: circa 350 qualifiche riconosciute. Un canale aperto a tutti, con il completamento dell’obbligo come unico requisito di ammissione. Percorso scelto dai due terzi dei giovani. I corsi possono essere di durata biennale o triennale.
• Spagna
Nel sistema scolastico spagnolo non esiste un canale esplicito per l’alternanza, ma la Formaciòn profesional especifica de grado medio (Formazione specifica di grado intermedio) offre, al termine dell’istruzione obbligatoria, corsi formativi che prevedono periodi di formazione sul posto di lavoro.
Al canale accedono giovani dai 16 ai 18 anni, la durata è di circa un anno. Le ore complessive sono circa 2mila, delle quali 700 sono di specifica attività lavorativa.
• Inghilterra
Il modello inglese rappresenta un caso a parte. Nell’istruzione secondaria superiore non obbligatoria è lo studente stesso a definire il proprio curriculum, secondo le qualifiche che intende ottenere.
L’alternanza formativa è prevista negli ultimi due anni di istruzione secondaria superiore (key stage 4: da 14 a 16 anni di età), dove c’è la possibilità di svolgere periodi lavorativi di due settimane per anno.
Nell’istruzione non obbligatoria, invece, cioè nelle National vocational qualifications, si trovano qualifiche professionali che prevedono specificamente lo svolgimento di un’attività lavorativa.

Tratto da: Unioncamere, 20 gennaio 2005.
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Stage e tirocini attivati
Il principale obiettivo dell'indagine Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro consiste nella previsione, a partire da interviste effettuate direttamente presso le imprese, dei flussi occupazionali di lavoro dipendente.
Le previsioni non si limitano a quantificare in termini assoluti i flussi in entrata e in uscita, ma si spingono anche a individuare alcune importanti caratteristiche qualitative degli stessi, quali ad esempio la difficoltà di reperimento, la richiesta di una precedente esperienza lavorativa, il tipo di contratto che verrà proposto al lavoratore in entrata, ecc.
Nel corso dell'intervista, vengono richieste all'impresa anche informazioni non strettamente connesse alle assunzioni previste nel corso dell'anno, tra cui la formazione svolta in azienda attraverso corsi per il personale e i tirocini formativi e stage utilizzati nel corso dell'anno precedente l'indagine.
Dall’ultima indagine Excelsior risulta che, nel corso del 2008, i tirocini e gli stage attivati dalle imprese con dipendenti sono stati, su tutto il territorio nazionale, circa 305 mila, con un incremento notevolissimo, pari a ben il 19,1%, rispetto ai 256 mila del 2007.
Prosegue, quindi, e anzi assume dimensioni sempre più nette la tendenza già segnalata nelle precedenti tre rilevazioni, quando si erano registrate variazioni positive, sia tra il 2005 e il 2004 che tra il 2006 ed il 2005, di poco superiori al 2% e poi, tra il 2007 e il 2006, al 12%.
Uno sguardo riassuntivo mostra che negli ultimi tre anni la collaborazione fra le imprese e il sistema formativo, scuola e università cresce sistematicamente in termini numerici, passando da 228.450 tirocini e stage del 2006 a 256.340 nel 2007 (+12,2%) a 305.400 nel 2008 (+19,1%), con un aumento in soli due anni del 33,7%.
Ciò può essere letto come un segno inequivocabile di un interesse crescente delle aziende per queste forme di inserimento dei giovani nella realtà lavorativa, che consente all’impresa di assumere un ruolo attivo anche nei percorsi formativi offerti dal mondo della scuola, dell’università e della formazione professionale.
In linea con quanto rilevato per il 2006 e il 2007, più di due terzi delle opportunità di tirocinio e stage sono state offerte dalle imprese dei servizi. Queste ultime, tuttavia, mentre fi no allo scorso anno sembravano trainare le suddette dinamiche di sviluppo, sono state nel 2008 superate, in termini di tassi di crescita, dalle imprese industriali, che fanno segnare un incremento su base annuale del 19,8% (contro il +18,8% delle aziende terziarie). L’espansione nettamente più elevata tra il 2007 e il 2008, tuttavia, si registra per le costruzioni (+27,5%).
La propensione all’attivazione di tirocini formativi e stage è particolarmente elevata nel turismo, dove sono stati quasi raggiunti i 51 mila tirocini e stage nel 2008 (+18% rispetto all’anno precedente), con una quota che rappresenta quasi il 17% del totale e con l’incremento di maggiore entità in termini assoluti (quasi 8 mila in più). Seguono le costruzioni, con un valore vicino ai 27 mila tirocini ed un peso pari quasi al 9% sul totale dei tirocini attivati nel corso dell’anno.
Tutti gli altri settori che contribuiscono maggiormente all’offerta di tirocini e stage, con quote di incidenza sul totale comprese tra il 6% e l’8%, appartengono ai servizi: sanità (24.110), servizi avanzati alle imprese (21.340), commercio al dettaglio (19.400) e altri servizi alle persone (18.720).
Per il 2008, tuttavia, va sottolineato che quasi tutti i settori presentano variazioni positive (Tavola 8). Il numero di tirocini ospitati diminuisce solo, con dimensioni considerevoli, nelle industrie estrattive (-34,1%) e nei trasporti e attività postali (-16,3%) e, in minor misura, nelle industrie della gomma e plastica (-9%), nel commercio all’ingrosso (-5,8%) e nel settore del legno e mobile (-1,1%).
I più alti incrementi riguardano, nell’ordine: servizi avanzati alle imprese (+46,8%), commercio e riparazione autoveicoli e motocicli (+46,3%), industrie alimentari (+46,2%), sanità e servizi sanitari privati (+38,9%), industrie della carta, stampa ed editoria (+34,9%), informatica e telecomunicazioni (+32,1%) e costruzioni (27,5%).
In valori assoluti, vanno segnalati soprattutto i dati di crescita del turismo (+7.760), dei servizi avanzati alle imprese (+6.800), della sanità (+6.750), delle costruzioni (+5.770) e del commercio al dettaglio (+3.800).
Dal punto di vista dimensionale, quasi la metà dei tirocini e stage è stata attivata dalle imprese appartenenti alla classe 1-9 dipendenti, dato pressoché identico a quello dei tre anni precedenti, e un altro 27,5% dalle imprese con 10-49 (tra le quali si concentra la crescita avvenuta negli ultimi due anni).
Le quote relative alle imprese con 50-249 dipendenti e quelle con almeno 250 dipendenti si aggirano intorno, rispettivamente, all’11% e al 13,5%, con leggere fl essioni rispetto al 2007, al 2006 e al 2005. A crescere è pertanto il peso percentuale delle due classi dimensionali inferiori.
Analizzando la diffusione dei tirocini e stage a livello territoriale , le concentrazioni più elevate si riscontrano in Lombardia (quasi 61 mila, pari a circa un quinto del totale), Veneto (34 mila), Lazio ed Emilia Romagna (entrambi 32 mila), Piemonte e Toscana (22 mila ciascuno).
Ai primi posti non troviamo dunque alcuna regione del Sud e Isole, dove solo la Sicilia (15 mila) e la Puglia (13 mila) raggiungono numeri abbastanza rilevanti. Nel complesso, comunque, si conferma, anche in questo specifi co ambito formativo, un ritardo del Mezzogiorno.
• Scarica il rapporto completo del Sistema Informativo Excelsior Formazione continua, tirocini e stage attivati nel 2008 , clicca qui.
Tratto da: Unioncamere, Sistema Informativo Excelsior 2009.
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Scuola-lavoro dalle Camere di Commercio
Il varo del decreto legislativo che regolamenta l'alternanza scuola-lavoro permette ai giovani tra i 15 e i 18 anni di acquisire competenze e capacità, coniugando formazione ed esperienza diretta in ambiente lavorativo.
E' un passaggio che risponde alle esigenze dei giovani, che possono apprendere in maniera più attraente e, contemporaneamente, preparare il loro ingresso nel mondo del lavoro con maggiori possibilità di riuscire. Ma è anche un passo avanti per le imprese, che possono mantenere un raccordo stretto con il sistema formativo e orientare le scelte dei giovani verso i reali fabbisogni del mercato.
Grazie al protocollo d'intesa Miur-Unioncamere del 2003, le Camere di commercio italiane stanno producendo un grande sforzo per offrire il loro apporto alla buona riuscita di percorsi di alternanza scuola-lavoro.
Le iniziative sul territorio sono cresciute costantemente fino a portare nel 2008 a 87 gli sportelli provinciali per l'alternanza scuola-lavoro, operativi presso altrettante Camere di commercio. Attraverso l'attività di queste strutture, supportate anche dalla banca dati di Polaris, Unioncamere ha coinvolto oltre 10.000 studenti di 359 scuole superiori tra licei, istituti tecnici e professionali, potendo contare su un bacino di quasi 2.900 imprese disponibili ad ospitare stage.
I progetti di alternanza elaborati dalle Camere di commercio per il 2005 sono stati presentati oggi a Roma in occasione di un incontro informativo tra Unioncamere e Ministero dell'Istruzione.
Nel corso dell'incontro sono stati valutati i progetti camerali svolti nel 2004 e discusse le modalità di attuazione dei progetti per il prossimo anno scolastico, anche con riferimento alla rete telematica di Imprese formative simulate (Ifs) del Miur. Sperimentazione di
• I numeri dei percorsi di alternanza scuola-lavoro promossi dalla Camere di commercio italiane, grazie al protoccollo d'intesa Miur-Unioncamere.
|
2004
|
2006
|
2007
|
2008
|
| Province coinvolte nella sperimentazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro |
85
|
88
|
85
|
87
|
| Accordi e convenzioni territoriali |
-
|
103
|
130
|
115
|
| Percorsi di alternanza scuola-lavoro realizzati |
277
|
576
|
665
|
509
|
| Istituti scolastici coinvolti |
324
|
406
|
469
|
359
|
| Studenti partecipanti |
5.478
|
13.736
|
14.905
|
11.609
|
| Imprese coinvolte |
1.400
|
3.029
|
3.411
|
2.887
|
| Fonte: Unioncamere, Le azioni di unioncamere per la formazione, l'orientamento e l'alternanza scuola-lavoro, 27 gennaio 2010. |
• Gli sportelli delle Camere di Commercio per l’alternanza scuola-lavoro (in arancione la camere di commercio aderenti).

Tratto da: Elaborazione redazionale, 27 gennaio 2010.
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Il progetto Polaris
Polaris è un progetto delle Camere di commercio italiane per favorire il collegamento tra i sistemi formativi e mondo del lavoro e quindi la transizione dei giovani dalla scuola al lavoro.
Il sistema camerale, grazie alla sua peculiare caratteristica di vicinanza al territorio, ha realizzato una rete fisica (presso le Camere o le loro Aziende Speciali) e virtuale (attraverso un portale) di sportelli destinati a offrire servizi per l’orientamento, i tirocini formativi, la promozione dell’alternanza tra scuola e lavoro. Polaris è dunque il punto di contatto tra studenti, scuole, università, imprese e operatori camerali.
Polaris offre servizi in grado di:
>>> favorire l’incontro tra domanda e offerta di tirocini formativi, attraverso banche dati per l’inserimento dei curricula degli studenti e delle offerte di stage da parte delle aziende;
>>> offrire strumenti per l’orientamento al lavoro e alla formazione;
>>> fornire notizie, su orientamento e alternanza scuola-lavoro;
>>> costituire una piazza virtuale per lo scambio di esperienze, suggerimenti, comunicazioni fra gli operatori camerali coinvolti nella gestione dei progetti.
In particolare, il portale Polaris per i tirocini e l’alternanza scuola lavoro, realizzato da Unioncamere ed attivo dal 2003, è un database per l’incontro domanda -offerta di tirocini e offre anche contenuti editoriali e strumenti (news, manuali, guide). Il database Polaris raccoglie 48.263 schede di cui:
>>> 25.931 curricula
>>> 774 enti formativi
>>> 6.155 aziende disponibili per stage
>>> 6.644 proposte di tirocinio disponibili
>>> 8.579 tirocini attivati.

Tratto da: Elaborazione redazionale, 27 gennaio 2010.
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Le guide sull'alternanza
L'Italia si pone agli ultimi posti, fra i Paesi europei, nella classifica dei giovani fra i sedici ed i diciannove anni che fanno esperienze di alternanza fra scuola e lavoro. Si avverte più che mai la necessità di sperimentare nuove metodologie di formazione, in grado di generare una maggiore integrazione tra teoria e pratica, anche attraverso il decentramento dell'autonomia e dei poteri decisionali dei molteplici istituti scolastici.
Per aiutare i ragazzi, le loro famiglie, gli operatori di orientamento e gli insegnanti a orientarsi e cogliere a pieno le opportunità offerte dall'alternanza, Unioncamere ha pubblicato una serie di guide che, attraverso un linguaggio semplice e una grafica accattivante, non solo illustrano i vantaggi offerti da questa modalità formativa, ma sono anche un valido strumento pratico per avviare un progetto o un'esperienza di alternanza tramite stage formativi e di orientamento. In formato .pdf, da scaricare gratuitamente!
• Guida ai tirocini formativi
Manuale per gli studenti.
• Guida ai tirocini formativi
Manuale per gli operatori.
• Stage & Università
Guida agli stage e ai tirocini formativi per studenti universitari e neo-laureati.
• Le aziende fanno scuola
Guida agli stage e ai tirocini formativi per le imprese.
• Quando i ragazzi guardano al lavoro
Guida agli stage e ai tirocini formativi per insegnanti.
• Incontrare le imprese
Guida agli stage e ai tirocini formativi per studenti delle scuole superiori.