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Dai progetti europei alle nuove opportunità della società della conoscenza globale. La mobilità geografica come occasione di formazione, lavoro, crescita e sviluppo.

Come cercare lavoro
Come cittadini dell'Unione europea gli italiani che intendono accedere al mercato del lavoro di un altro paese comunitario hanno diritto di rispondere a qualsiasi offerta di lavoro in un altro paese dell'Unione europea, ivi compresi i posti della pubblica amministrazione.
Tuttavia, possono essere riservati a dei cittadini nazionali quegli impieghi che implicano una partecipazione all'esercizio del potere pubblico e la salvaguardia degli interessi generali della nazione (forze armate, polizia, giustizia, diplomazia, amministrazione tributaria...).

Ciò significa che oltre ai posti di lavoro disponibili nel settore privato, sono accessibili a tutti i cittadini dell'Unione europea, indipendentemente dalla nazionalità, gran parte dei posti di lavoro nei settori della sanità e dell'insegnamento, negli organismi che gestiscono servizi commerciali (trasporti pubblici, compagnie aeree o marittime, elettricità o gas, Poste e telecomunicazioni, organismi radiotelevisivi) e negli organismi di ricerca a fini civili.
Gli italiani hanno il diritto di soggiornare in un altro Stato dell'Unione europea e cercarvi un impiego entro un termine ragionevole.
Nell'assenza di regole comunitarie che fissino tale termine, la maggioranza degli Stati membri prevedono un periodo di sei mesi, sebbene alcuni Stati prevedano ancora un termine di tre mesi.

Si consiglia, pertanto, di rivolgersi alle autorità dello Stato membro nel quale si cerca lavoro, per verificare qual'è la situazione precisa a questo riguardo. Tuttavia, qualunque sia il periodo di tempo generalmente accordato, l'autorità non potrà imporre di lasciare il territorio dello Stato se si prova che si prosegue con impegno la ricerca del posto di lavoro e che ci sono reali possibilità di trovarlo (ad esempio a seguito di colloqui ancora da affrontare). Ci si potrà iscrivere alle liste di collocamento avendo diritto alla stessa assistenza fornita ai disoccupati nazionali.

Si può anche continuare a riscuotere per tre mesi l'indennità di disoccupazione se si è iscritti da almeno quattro settimane sugli elenchi dell'ufficio di collocamento del paese che eroga il sussidio. Da tale ufficio di collocamento si potrà ottenere il modulo E303 e, con quest'ultimo, ci si potrà presentare come persona in cerca di lavoro, agli uffici di collocamento del paese in cui si intende cercare lavoro. Se non si trova lavoro, si dovrà tornare entro tre mesi nel primo paese per conservare l'indennità alla disoccupazione.

Tutti coloro che cercano o hanno accettato un lavoro in un altro Stato dell'Unione europea possono ricorrere ai servizi della rete Eures istituita in collaborazione tra la Commissione europea e le amministrazioni nazionali del lavoro.
La rete si avvale di 450 Euroconsiglieri sparsi in tutta l'Unione e nei paesi dello Spazio economico europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein) che possono essere contattati presso gli uffici di collocamento. I familiari, indipendentemente dalla loro nazionalità, hanno il diritto a raggiungere il lavoratore.
Questo diritto si estende non solo al coniuge e ai discendenti con meno di ventuno anni ma anche agli ascendenti e a quelli del coniuge purché siano a carico. I familiari che accompagnano il lavoratore riceveranno una carta od un documento di soggiorno di validità uguale a quella del lavoratore. Il coniuge e i figli possono lavorare nel paese di accoglienza senza alcuna restrizione.
Possono ugualmente seguire i corsi dell'insegnamento generale e professionale. Inoltre, i figli del lavoratore possono beneficiare delle stesse borse di studio dei figli dei cittadini nazionali.
Per i membri della famiglia che sono cittadini di paesi terzi il paese di accoglienza può richiedere, a seconda della nazionalità, un visto di ingresso. Tale visto è rilasciato gratuitamente e con ogni agevolazione dalle autorità consolari competenti.


I PUNTI > LA DOMANDA > ALLA PARI > WORKSCAMP > VOLONTARIATO > COOPERAZIONE > LAVORARE NELLE ISTITUZIONI DELL'UE >


I PUNTI

In modo schematico quali sono i punti principali della ricerca e quali possono essere i settori che offrono le occasioni migliori?
Bisogna iniziare la ricerca il più presto possibile, informandosi su quali siano le condizioni (visto, permesso di lavoro ecc.) richieste per recarsi nel paese desiderato, soprattutto quando si tratti di paesi non comunitari. Il processo di ricerca può durare a lungo, così come lunghe possono essere le formalità burocratiche.

Nel caso in cui si voglia lavorare in una determinata città o in una determinata zona non eccessivamente lontana dal nostro paese, sarebbe opportuno recarsi in anticipo sul posto e sviluppare in loco la propria iniziativa e cercare indirizzi ed informazioni anche utilizzando gli elenchi del telefono, recarsi di persona presso le agenzie di collocamento (nei paesi dell'Unione europea, tutti i cittadini comunitari hanno diritto ad iscriversi presso i locali uffici di collocamento), le agenzie private che trovano lavoro, le imprese e le associazioni che interessano, leggere le offerte di impiego sui quotidiani e sui giornali specializzati e fare eventualmente degli annunci. Se si svolge la ricerca da casa vale comunque la pena di acquistare quotidiani stranieri e leggere gli annunci economici, se non altro per imparare a leggerli.

Una buona cosa è rivolgersi alle filiali estere di imprese italiane, i cui indirizzi sono rintracciabili presso le camere di commercio, le ambasciate, le delegazioni commerciali e i consolati esteri, che hanno gli elenchi delle aziende divisi per settore produttivo. Se invece passiamo a considerare quali sono gli impieghi che si possono ottenere, esistono dei settori in cui le possibilità di successo sono migliori che in altri.
Innanzitutto vi sono grosse chance nel campo del volontariato, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza ai portatori di handicap, nel settore dei campi di lavoro, e per quanto riguarda le donne, le possibilità di trovare un posto come ragazza alla pari sono molto buone. Bisogna pensare però che si tratta di lavori che prevedono soltanto vitto e alloggio e un "rimborso" che può anche essere basso. Talvolta il viaggio è a proprie spese.

La maggior parte dei parchi di divertimento impiegano lavoratori per periodi limitati, per adibirli alle mansioni più diverse. Indirizzi di queste strutture si trovano nei dépliant ottenibili presso le agenzie di viaggio. Nelle guide per i campeggiatori si possono trovare gli indirizzi dei camping, che hanno bisogno di forza lavoro ausiliaria durante la stagione estiva, così come di lavoratori stagionali hanno bisogno i club per le vacanze come il Club Med ed i vari villaggi turistici.
In questo ultimo caso gli indirizzi si possono trovare presso le agenzie e gli uffici turistici. Un'occasione di impiego relativamente buona è costituita dagli hotel e dai motel (dalle catene alberghiere in particolare per il numero di persone impiegate).
Per ottenere gli indirizzi ci si può rivolgere alle agenzie di viaggio, richiedendo i dépliant sugli alberghi nelle località turistiche, oppure si può scrivere agli uffici nazionali per il turismo dei vari paesi e se si ha in mente una zona ben precisa, alle aziende di soggiorno e turismo locali. Agli uffici nazionali per il turismo si può altresì scrivere e richiedere gli indirizzi di luoghi di cura e stazioni termali.

Successo si può anche avere presso le catene di fast food come Mc Donald's, Burger King, Kentucky Chicken, Pizza Hut e altre ancora, presso le sale-giochi, presso i "classici" negozi di gelati, presso le pompe di benzina e le stazioni di servizio. Inoltre in alcuni paesi vi è l'occasione di lavorare come braccianti agricoli durante la stagione del raccolto. Si tratta di una possibilità offerta soprattutto in Gran Bretagna e negli Stati Uniti.
Le possibilità di lavoro descritte sopra sono più o meno aperte a tutti, uomini e donne.
Vi sono però delle situazioni come le attività di volontariato con persone anziane oppure portatrici di handicap e lo scambio come ragazza alla pari, in cui spesso è necessario possedere esperienza e conoscenze specifiche.

Da ultimo vi sono quelle strutture che possono offrire un impiego soltanto a chi ha determinate caratteristiche nel proprio curriculum. Nel caso di aziende, banche, assicurazioni sono certamente avvantaggiati coloro che hanno effettuato o effettuano studi nelle discipline economico-aziendali o in quelle giuridiche, ma vi sono chance anche per gli studenti di discipline tecnico-scientifiche in aziende chimiche, farmaceutiche ecc.
Naturalmente ottenere un impiego (oppure effettuare uno stage) in azienda è più difficile che in altre situazioni. Per ottenere indirizzi vale quanto detto sopra parlando delle filiali estere di ditte italiane.

Una lettura interessante per chi vuole vivere un esperienza di lavoro in Europa sono le Euroguide. Eurocultura pubblica la collana di guide Lavorare all'estero con lo scopo di fornire uno strumento d'informazione per chi desidera fare un'esperienza utile fuori dall'Italia, realizzando un'attività di lavoro, stage, volontariato o formazione. Fornisco un quadro completo sia delle opportunità esistenti sia delle difficoltà da superare.
Consulta il catalogo delle euroguide pubblicate.

Data: 20/07/2009
Fonte: Redazione

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LA DOMANDA

La forma ed il contenuto della domanda di impiego sono decisivi per il suo successo od insuccesso, in quanto essa è l'unica cosa che il nostro potenziale datore di lavoro ha di noi ed i dati contenuti sono le uniche informazione che egli conosce di noi.
Di conseguenza è necessaria una certa cura. Noi consigliamo di seguire lo schema seguente contenente:

 - la domanda di impiego vera e propria, possibilmente nella lingua delle persone a cui ci si rivolge. Essa deve contenere nome, cognome, indirizzo e numero telefonico; deve indicare se si possiedono conoscenze e qualificazioni, se si sono fatte esperienze che potrebbero risultare utili nell'impiego per cui ci si propone
Deve chiarire le motivazioni che spingono a scrivere e le motivazioni particolari per cui ci si rivolge all'indirizzo a cui si scrive (quindi la domanda dovrebbe essere personalizzata secondo l'impresa); deve infine specificare per quanto tempo e a partire da quando si vuole lavorare.

- Se si conosce il nome della persona a cui si scrive, è meglio rivolgersi direttamente ad essa (Egregio Signor...) piuttosto che scegliere una forma generica (Egregi Signori). Inoltre è meglio non essere prolissi quando si scrive in una lingua straniera: generalmente si preferisce uno stile più conciso di quanto non si faccia in italiano.

- un curriculum vitae scritto in maniera tabellare e schematica. Esso dovrebbe essere scritto secondo la forma ed il contenuto richiesto nel paese in cui si vorrebbe lavorare. Nel nostro paese un curriculum deve indicare anche le aspirazioni professionali, in Germania bisogna riportare anche dati sulla propria famiglia di provenienza e così via.

- una foto formato tessera, di buona qualità che abbia riportati sul retro nome ed indirizzo.
- le copie di certificati, di attestati, di diplomi ottenuti che potrebbero essere utili.
- tutti i documenti richiesti da chi offre l'impiego.

- Una buona parte delle domande di impiego non hanno successo a causa di errori di forma: la loro lunghezza è eccessiva, vi sono errori di scrittura, nell'intestazione, nell'indirizzo oppure i documenti richiesti risultano incompleti.

- Come dicevamo precedentemente è opportuno usare la lingua della persona a cui si scrive, cercando di essere corretti, chiedendo eventualmente aiuto ad amici o conoscenti che conoscono meglio la lingua e ricorrendo eventualmente anche a traduttori di professione.

- La domanda e gli allegati devono essere leggibili e ordinati in una certa maniera: la foto deve essere attaccata in alto a destra sulla domanda, sotto bisogna porre il curriculum, poi documenti e certificati, ordinati dal più recente al più vecchio.

- Per ultimo bisogna scegliere una busta di opportune dimensioni, scrivere in maniera esatta l'indirizzo, anche quello del mittente, ed affrancare correttamente. Domande con un'affrancatura non sufficiente non vengono prese in considerazione.

A costo di apparire pedanti, ribadiamo che la cura nello scrivere una domanda di impiego è fondamentale: dobbiamo sempre pensare che da essa si tenta di capire chi noi siamo.

Data: 20/07/2009
Fonte: Redazione

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ALLA PARI

Possiamo dividere i job all'estero in due grandi settori, quello del lavoro salariato e quello del lavoro non salariato. All'interno di questo secondo settore possiamo individuare le aree del volontariato e dello scambio alla pari.

Presso numerose famiglie è diffusa l'abitudine di ospitare una ragazza proveniente da un paese estero, offrendole vitto, alloggio ed una piccola paghetta, spesso anche la possibilità di frequentare un corso di lingua in cambio di alcune mansioni che essa svolge all'interno dell'ambiente domestico, come le faccende di casa o l'occuparsi di bambini piccoli: tipicamente la ragazza alla pari svolge per un certo numero di ore settimanali, generalmente 30-35, un'attività di baby-sitter.
Per ottenere un impiego è necessario essere di sesso femminile (soltanto in alcuni paesi come la Francia o i paesi scandinavi anche i ragazzi possono proporsi come au pair), un'età compresa fra i 18 e i 30 anni, una certa esperienza con i bambini e naturalmente possedere conoscenze linguistiche del paese dove ci si vuole recare.

Fondamentale è sapere che le ragazze alla pari godono di diritti tutelati da una direttiva del Consiglio d'Europa relativa all'orario di lavoro, ai compiti da svolgere e alla sistemazione: è necessariamente previsto, oltre al vitto e all'alloggio, un argent de poche e la sistemazione in una stanza singola, dove non deve dormire nessun bambino ed in nessun caso la ragazza alla pari deve essere disponibile 24 ore al giorno, ma lavorare 5-7 ore al giorno e disporre di un giorno libero a settimana.
Essa dovrebbe essere considerata come membro temporaneo della famiglia e non come una domestica o una donna a ore ed avere il tempo necessario ad approfondire le sue conoscenze linguistiche, a conoscere meglio la gente, la cultura, il paese in cui ci si trova.
Il successo o meno dell'esperienza dipende quindi in modo rilevante dalla famiglia di destinazione. Molte volte si tratta di persone aperte, giovani, che amano viaggiare e le altre culture, che hanno avuto esperienze all'estero, ma in altre situazioni la ragazza alla pari è considerata come una baby-sitter che costa meno di quelle del proprio paese e che è sempre a disposizione.

La permanenza all'estero come au pair può avere durata di 2-3 mesi se limitata al periodo estivo, oppure arrivare fino ai 12 mesi. Esistono anche demi au pair che prevedono un'occupazione limitata a 10-15 ore settimanali senza però paghetta mensile. Per ottenere un impiego esistono apposite agenzie di intermediazione che si occupano di tutte le formalità.
Fino a qualche tempo fa, esistevano queste agenzie prevalentemente in Gran Bretagna, Germania, Olanda, ora ve ne sono anche nel nostro paese. Esse non sono attive soltanto nel settore del lavoro alla pari, ma anche in altri. Potremmo dire che agiscono quasi come agenzie di collocamento in quanto sono collegate con omologhe agenzie in altri paesi nella ricerca di un lavoro temporaneo. I costi di intermediazione possono variare da situazione a situazione, anche secondo il paese in cui ci si reca; talvolta essi gravano sulla famiglia di destinazione.
Ci si può rivolgere anche al consolato, alle istituzioni culturali ufficiali, a gli istituti culturali (come può essere il Goethe Institut per la Germania o l'Istituto Cervantes per la Spagna) dei paesi che interessano o ad altre organizzazione per gli scambi culturali ed i rapporti internazionali., che molte volte hanno degli appositi albi per le offerte di posti come au pair. Un'altra possibilità è costituita dalla pubblicazione di annunci economici nei paesi dove ci si vuole recare.

Una volta che il contatto con la famiglia di destinazione è stabilito, oltre alle informazioni sul visto e sul permesso di lavoro, che vengono generalmente fornite dall'agenzia, bisogna richiedere ad essa per iscritto le condizioni esatte dell'impiego alla pari e cioè durata, ammontare della paghetta, tipo di sistemazione, le mansioni che la famiglia si aspetta vengano svolte, tempo libero a disposizione, numero dei componenti della famiglia, informazioni sul numero e sull'età dei bambini e sull'abitazione (numero delle camere). Tutto questo è opportuno per non incorrere in spiacevoli sorprese ed incomprensioni con la famiglia di destinazione.

Per maggiori informazioni è possbile contatta le agenzie per l'au pair in Italia oppure:

- Iapa,International Au Pair Association
Bredgade 25 H,
1260 Copenhagen K, Denmark
tel +45 3317 0066 fax +45 3393 9676
e-mail: mailbox@iapa.org
sito web: www.iapa.org.

- Uapa, Universal Au Pair Association
P.O. Box 1332, Gallo Manor 2052, South Africa
Fax +27-11-464-2958
e-mail: info@uapa.org
sito web: www.uapa.org.  

Data: 20/07/2009
Fonte: Redazione

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WORKSCAMP

Proseguiamo il nostro discorso sugli impieghi all'estero parlando dei workcamps, i campi di lavoro. In essi, si incontrano giovani provenienti da paesi diversi, di differenti culture, razza, confessione religiosa o classe sociale, che trascorrono assieme alcune settimane allo scopo di prestare gratuitamente il proprio lavoro in attività di tipo sociale o culturale.

I workcamps rientrano all'interno del settore del volontariato e si propongono di compiere un lavoro di utilità per le persone più deboli o per la società in generale, ma vogliono essere anche un'occasione di formazione per i partecipanti. Si prende parte ad un campo di lavoro per stare con altri coetanei, per discutere con loro e superare pregiudizi e barriere, per "vivere" un paese non solo da turisti, ma con una prospettiva più ampia, poiché si ha modo di conoscere più in profondità le sue condizioni di vita e culturali.
Poi, vi è il lavoro in sé e la possibilità di migliorare le proprie conoscenze linguistiche. Le attività che vengono svolte in un campo di lavoro possono essere di molti tipi.
Si va dall'assistenza sociale alle persone più deboli e sfortunate, a campi di volontariato per lo studio e l'approfondimento di problematiche sociali ed ambientali; da attività di animazione per i bambini, al restauro di abitazioni di persone anziane e bisognose; da campi archeologici e per il restauro di monumenti ed opere architettoniche a campi dove ci si occupa della tutela ambientale, a campi agricoli durante il raccolto di frutta e verdura o durante la vendemmia.

Naturalmente esistono campi di lavoro anche nel nostro paese: essi vengono ad esempio organizzati da associazioni di volontariato a carattere religioso e non, dal Servizio Civile Internazionale, da organizzazioni per la tutela dell'ambiente, da centri per il recupero dei monumenti e per scavi archeologici.
I workcamps durano normalmente fra le 2 e le 4 settimane, si svolgono da aprile ad ottobre, per parteciparvi è necessario avere un età di almeno 16-18 anni, a seconda del tipo di campo, e conoscenze linguistiche (talvolta la "lingua di lavoro" è l'inglese anche se ci si reca in un paese non anglofono).
Il lavoro che viene richiesto può essere svolto generalmente da giovani di entrambi i sessi, senza bisogno di particolari conoscenze o requisiti; si svolge 5-8 ore al giorno, per almeno 5 giorni alla settimana.
Di solito viene stilato un programma di lavoro a cura degli organizzatori, tuttavia può accadere che esso sia preparato direttamente con l'aiuto dei partecipanti. Vitto e alloggio sono previsti nella maggior parte dei casi, per l'assicurazione sanitaria o per la responsabilità civile - l'assicurazione è fondamentale per ogni evenienza - non è sempre così; ai partecipanti si domanda di affrontare le spese di viaggio e talvolta di contribuire alle spese per la comunità con una piccola quota di partecipazione.

Le condizioni di vita sono differenti da situazione a situazione: può essere prevista la sistemazione in una fattoria o in una scuola, in tende o in baracche; qualche volta non vi è acqua corrente oppure ci si deve fare da mangiare. In ogni caso, per evitare spiacevoli incomprensioni, è meglio informarsi a fondo sulle condizioni di effettuazione del campo.
Con la partecipazione ad un workcamp non si fanno sicuramente grossi guadagni, ma non vi sono grosse spese da affrontare, spesso soltanto quelle relative al viaggio. Il carattere prevalente di un'esperienza di questo tipo è quello formativo, oltre a quello culturale e linguistico, non si partecipa certamente ad un campo per guadagnare.

A chi vuole prendere parte ad un workcamp vengono richieste capacità di adattamento, anche ai piccoli imprevisti che possono capitare durante lo svolgimento; resistenza fisica, capacità di vivere a contatto con altre persone, di assumersi responsabilità nelle attività che si svolgono; capacità di prestare la propria opera in un lavoro di gruppo, assieme a persone provenienti da realtà diverse, ma soprattutto si richiede di essere motivati a vivere un'esperienza di lavoro e di vita in comunità.

Data: 20/07/2009
Fonte: Redazione

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VOLONTARIATO

Nel campo del volontariato, sono molte le possibilità di impiego connesse all'assistenza sociale svolte in comunità. Vengono offerte da associazioni che hanno scopi educativi o di aiuto in genere, che si occupano di portatori di handicap fisici o mentali, di persone provenienti da famiglie in difficoltà, di anziani, del recupero di tossicodipendenti e di alcolisti.
Molto spesso, il lavoro offerto non si limita ad un periodo dell'anno né ha una durata rigidamente determinata, in quanto le comunità sono strutture permanenti. Si potrebbe quindi anche prolungare il proprio periodo di impiego. Se in certi casi vengono ricercati volontari durante i mesi estivi, in altri chi offre il lavoro richiede esplicitamente un impegno per un periodo più lungo, che può essere anche superiore ad un anno.

Se diamo uno sguardo ai vari tipi di impiego, essi risultano molto vari. Per fare un esempio, alcune comunità necessitano di volontari che svolgano mansioni di tutti i tipi, tra le quali anche lavori di cucina o attività di animazione, anche in sostituzione del personale in ferie. Molte strutture organizzano anche dei campi estivi. Si va poi dal servizio in progetti di assistenza alle famiglie socialmente più deboli, all’accompagnamento di anziani o portatori di handicap, anche durante soggiorni estivi, dal lavoro edile per il miglioramento delle condizioni abitative delle persone più bisognose, all'accoglimento di malati, anziani e disabili.
Altre organizzazioni si pongono l'obiettivo di inserire portatori di handicap mentali o bambini con situazioni difficili alle spalle in un ambiente di tipo familiare, oppure di aiutare gli anziani, accompagnandoli in gite, passeggiate, a fare la spesa.
Le condizioni della sistemazione e di vitto ed alloggio variano a seconda delle comunità. Possiamo soltanto dire che generalmente vitto e alloggio sono previsti, che spesso viene dato un rimborso parziale dei costi sostenuti per il viaggio, e che in alcuni casi ci si attende la partecipazione dei volontari alle spese di sostentamento. Il tempo libero non è molto, spesso un giorno fisso a settimana.
Non sono generalmente richieste conoscenze o una preparazione particolari, ma saranno senz'altro utili delle nozioni elementari di medicina. Generalmente, i volontari devono essere maggiorenni, ed avere conoscenze linguistiche, ma quello che risulta fondamentale è che posseggano tatto, comprensione, pazienza, altruismo e capacità di adattamento alle varie situazioni: chiaramente, il lavoro in comunità non è per tutti.

Quando si scrive per proporre la propria candidatura, può essere molto interessante specificare le abilità, gli studi compiuti e le eventuali esperienze nel settore. Ad ogni modo, è opportuno indicare le proprie condizioni di salute, in particolare le allergie o la necessità di seguire cure o diete particolari; inoltre, è certamente gradito un AIDS test recente. Quello che è infine possibile suggerire, è di rivolgersi nella propria ricerca anche a strutture presenti sia in Italia, che in altri paesi, come possono essere la Caritas o il Servizio Civile Internazionale.

Data: 20/07/2009
Fonte: Redazione

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COOPERAZIONE

I Progetti di cooperazione internazionale Con i progetti di cooperazione internazionale ci si propone di sostenere i paesi più poveri nel loro sviluppo. Più in particolare, essi hanno l'obiettivo della loro crescita economica, sociale e culturale, il che significa che i paesi più sviluppati devono prestare aiuto nel raggiungimento dell'autosufficienza alimentare, nel soddisfacimento dei bisogni primari, nella valorizzazione delle risorse, ma anche nella lotta all’emarginazione e nella tutela del patrimonio ambientale.

Nel nostro paese si occupano dei programmi alcune Organizzazioni non governative (Ong), che sono riconosciute ufficialmente dal Ministero degli Affari Esteri e che possono quindi richiedere finanziamenti per le loro attività. Nei progetti di cooperazione, le ONG impiegano due categorie di persone che vanno a prestare la loro opera all'estero: volontari e cooperanti (nel 1990, per fare un esempio, circa un migliaio tra volontari e cooperanti si sono recati all'estero).
Mentre i volontari si impegnano per un certo periodo, generalmente di almeno due anni, e ricoprono mansioni di vario genere, i cooperanti hanno incarichi di responsabilità - vuoi dal punto di vista tecnico, vuoi da quello organizzativo - e devono di conseguenza possedere conoscenze e competenze specifiche.

Vi sono perciò delle differenze, per quanto riguarda la retribuzione e per altri aspetti. Chi fa opera di volontariato nella cooperazione internazionale lo deve fare per un periodo minimo di due anni, come dicevamo in precedenza; viene retribuito mensilmente con una somma che può andare dalle 700 lire alle 900 leuro circa, a seconda dei compiti svolti e dell’area geografica di destinazione; ha diritto al rimborso delle spese di viaggio, così come ad un contributo per l’alloggio e ad un’integrazione per i familiari a carico.
Inoltre, i dipendenti di enti pubblici o statali hanno il diritto all’aspettativa sul lavoro; coloro che sono impiegati in un’impresa privata mantengono il loro posto di lavoro, per la loro sostituzione potrà essere assunto personale sostitutivo con contratto a tempo determinato. In ogni caso, è prevista la tutela assistenziale (pagamento Inps e contributi vari).

Per i cooperanti, il contratto può avere una durata inferiore a due anni, lo stipendio può variare tra i 4 e i 6 milioni e mezzo mensili, sulla base delle conoscenze linguistiche possedute, di eventuali precedenti esperienze professionali avute, ecc.. Vi è il diritto al rimborso delle spese di viaggio, ma non a quelle dell’alloggio.
Quello che è interessante sottolineare, è la possibilità per il Ministero degli Esteri di inviare nei paesi in via di sviluppo personale tecnico italiano con contratti di servizio civile internazionale, in base alla legge 38/79, consentendo a questi volontari di ottenere la dispensa dal servizio militare. In un’esperienza così lunga, che può essere interessante e coinvolgente, ma che presuppone delle buone capacità di adattamento, di comprensione, di saper vivere e lavorare a fianco di altre persone, che richiede un impegno fisico e mentale molto intenso, sono di importanza capitale le motivazioni.
Non si tratta di andare all'estero ad imparare una lingua straniera o di trovare semplicemente un'occasione di lavoro, la partecipazione ad un progetto di cooperazione internazionale è un'esperienza di vita, che inciderà in maniera forte sul proprio modo di vedere la vita e sulle proprie scelte. Quanto le Ong ricercano nei candidati è principalmente una forte motivazione personale, oltre certamente ad una specializzazione precisa.

Data: 20/07/2009
Fonte: Redazione

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LAVORARE NELLE ISTITUZIONI DELL'UE

Avviata nel marzo 2010, le procedure di selezione per entrare negli organici dell’Unione europea assicura ai candidati concorsi a cadenza annuale, prove meno articolate e un iter più rapido.
Ogni candidato può programmare la partecipazione, e quindi la preparazione, a un concorso: per i profili più comuni, come amministratore, assistente, interprete o traduttore, è infatti organizzato un concorso ogni anno. Inoltre, perde importanza la valutazione delle conoscenze a favore delle competenze dei candidati.

Ma prima di candidarsi negli organici delle istituzioni europee, è bene conoscere tutti i dettagli della procedura di selezione. Per iniziare, bisogna ricordare che, oltre alle specifici requisiti richiesti per ogni profilo, per candidarsi alle selezioni all’Unione europea occorre:

 - essere cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea;
- godere di tutti i diritti legati a tale cittadinanza;
- essere in regola con gli eventuali obblighi militari;
- avere una conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell’Unione europea e una buona conoscenza di una seconda lingua.

Tutte le procedure relative alle selezioni e alle assunzioni del personale negli uffici dell’Unione europea sono gestite dall’Ufficio di selezione del personale (Epso).
Tuttavia, se è l’Epso ad aver elaborato e introdotto la procedura per selezionare il personale permanente delle istituzioni europee, le selezioni dei candidati sono gestite direttamente da una commissione giudicatrice; essa compara le prestazioni dei candidati e ne valuta le attitudini a esercitare le funzioni richieste nel bando.
La commissione non solo valuta il livello di formazione, ma individua le persone più qualificate in base al loro merito. Infatti, fin dalle prove di ammissione, oltre alle capacità e conoscenze professionali specifiche, sono valutate le seguenti competenze:

 - Capacità di analizzare e risolvere problemi
Individuare gli elementi di rilievo in problemi complessi e trovare soluzioni creative e attuabili.

- Attitudine alla comunicazione
Comunicare con chiarezza e precisione, oralmente e per iscritto.

- Capacità di produrre risultati di qualità
Assumere responsabilità e possedere spirito di iniziativa per effettuare prestazioni efficaci in linea con gli standard qualitativi e nel rispetto delle procedure stabilite.

Capacità di apprendimento e perfezionamento
Sviluppare e accrescere le proprie attitudini e la conoscenza dell’organizzazione e del suo ambiente.

Attitudine a individuare le priorità e all’organizzazione
Determinare il grado di priorità tra differenti esigenze o funzioni, organizzando in modo flessibile ed efficace il proprio lavoro.

Determinazione e pacatezza
Resistena allo stress e ai sovraccarichi di lavoro, gestendo le frustrazioni organizzative e rispondendo positivamente ai cambiamenti di lavoro o di ambiente.

Disponibilità a collaborare
Lavorare in team, rispettando scadenze, obiettivi e risorse individuali.

Capacità dirigenziali
In particolare per gli amministratori, gestire, formare e motivare le persone per ottenere risultati.

I candidati devono inviare per ciascun bando la loro richiesta compilando un form sul sito dell'Epso.
La procedura di selezione prevede successivamente due fasi:

- una prova di ammissione mediante test al computer, che si svolgerà nei paesi membri;
- una valutazione mediante prove pratiche, che avrà luogo a Bruxelles.

Il test al computer mette alla prova:

- le capacità cognitive (ragionamento verbale, numerico e astratto);
- la capacità di giudicare le situazioni;
- le competenze professionali e linguistiche, in base al profilo prescelto;
- la conoscenza di una seconda lingua (inglese, francese o tedesco), solo fino al 2010.

Le conoscenze a proposito dell’Ue sono valutate successivamente, durante le prove pratiche nelle quali i candidati dimostrano le loro competenze professionali. In base al tipo di concorso, le prove pratiche possono richiedere un giorno intero o mezza giornata. Le prove si svolgono nella seconda lingua dei candidati (inglese, francese o tedesco), tranne che per i profili che richiedono conoscenze linguistiche specifiche.
A titolo indicativo, è possibile individuare le seguenti categorie di prove per i differenti profili professionali:

Amministratori
- studio approfondito di un caso nel settore per il quale i candidati si sono iscritti;
- esercizio di gruppo;
- presentazione orale;
- colloquio strutturato.

Linguisti
- prove linguistiche pratiche;
- esercizio di gruppo;
- presentazione orale;
- colloquio strutturato.

Assistenti
- prove pratiche destinate a valutare le competenze professionali;
- esercizio in-tray, ovvero una simulazione di gestione del lavoro quotidiano;
- colloquio strutturato.

La selezione di specialisti, per cui è importante valutare la conoscenza di un specifico settore, non prevede una fase preliminare di ammissione, a meno che il numero delle domande valide non superi una certa soglia. Le prove di valutazione vertono su:

- studio approfondito di un caso nel settore competenza;
- colloquio strutturato;
- prove di ragionamento verbale, numerico e astratto;
- esercizio di gruppo.

I candidati superano le prove di valutazione sono iscritti in un elenco di riserva, ossia nella banca dati dei vincitori di concorsi, tra i quali le istituzioni dell’Ue scelgono poi chi assumere. Tutti i partecipanti possono richiedere un riscontro in merito alle loro prestazioni.
Per i profili professionali più comuni, gli elenchi di riserva restano validi solo fino al completamento del ciclo di concorsi dell’anno successivo per il profilo corrispondente (cioè per 1 anno soltanto).
Gli elenchi degli idonei per altri profili sono validi per un periodo più lungo (di norma 3 anni). La maggior parte dei candidati iscritti in un elenco di riserva è convocata per un colloquio.

Per un approfondimento sulla procedura di selezione, il quadro delle competenze richieste e le fasi di concorsi, vista il sito dell'Ufficio europeo di selezione del personale (Epso).

Data: 03/07/2010
Fonte: Redazione

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19/07/2010
Voglia di estero
Erasmus da record nel 2009: aumentate dell’8,7% le persone che hanno usufruito di una borsa di studio per studiare o svolgere uno stage all’estero.

30/06/2010
Erasmus da record
Numero record di partecipanti al più importante programma dell'Ue nel campo dell'istruzione e della formazione.

28/03/2010
Ospitalità italiana
Secondo una ricerca di Intercultura, le famiglie italiane sono le più disposte ad accogliere studenti stranieri. Il podio a Lombardia, Sicilia e Puglia.

01/08/2010
Studenti in attività
Stage e piani di studio con esperienze lavorative in azienda. Due iniziative dalla Libera Università di Bolzano.

28/07/2010
Tirocini in Europa
Il centro Europe Direct della Provincia di Perugia presenta l'iniziativa Tirocini e stage in Europa.

23/07/2010
Cooperazione
Sono aperte le iscrizioni alle nuove edizioni del Fellowships Programme. Domande entro il 30 luglio 2010.

24/02/2010
FareTurismo
Dal 17 al 20 marzo 2010 avrà luogo a Salerno la settima edizione del salone dedicato alla formazione e al lavoro nel mondo del turismo.

23/01/2010
QEQ
A Roma, il 28 gennaio, il convegno Il Quadro europeo delle qualifiche: uno strumento per l’occupabilità e la competitività.

01/01/2010
Lotta alla povertà
L'Unione europea ha designato il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale.

25/07/2010
Erasmus per giovani imprenditori
Dall'Azienda speciale Fai di Campobasso, giovani imprenditori in Europa con il progetto Wortye.

12/07/2010
Notti di luce
La Camera di commercio di Bergamo presenta la manifestazione che si terrà dal prossimo 26 agosto al 5 settembre 2010.

02/07/2010
Imprese internazionali
La Camera di commercio di Milano organizza un corso di formazione per l'internazionalizzazione delle Pmi.

03/08/2010
Gli Italiani dai piedi leggeri
C'è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent'anni. Una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l'Italia per un futuro più interessante, facile, appassionante. L'analisi dell'antropologo e architetto Franco La Cecla.

23/06/2010
Come staremo tra 20 anni?
Come sarà l’Italia fra vent’anni? Sempre più anziani e meno giovani, divario crescente tra Nord e Sud. Le previsioni del Censis.

30/11/2009
Il manuale di navigazione di JobTel

Il manuale di navigazione di JobTel è una guida per un uso orientativo di JobTel che introduce casi concreti di fruizione in cui l’operatore si trova ad affrontare uno specifico fabbisogno informativo, proprio o espresso dall’utenza.

Da scaricare gratuitamente.

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