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Come mettersi in proprio, creare il proprio business plan e conoscere incentivi e interventi a favore dell’imprenditorialità. Le modalità e le caratteristiche del lavoro autonomo.

Agricoltura biologica
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L'AGRICOLTURA BIOLOGICA IN ITALIA

Negli ultimi anni l'agricoltura biologica ha registrato un costante sviluppo, grazie a una maggiore consapevolezza dei consumatori in materia di ambiente e sicurezza alimentare.
In Europa, tra il 1993 e il 1998 questo settore è cresciuto di circa il 25% all'anno fino a raggiungere nel 2000 circa il 3 % dell'intera superficie agricola utilizzata (Sau) dell'Ue. Dall'entrata in vigore della normativa comunitaria sull'agricoltura biologica nel 1992, sono state diecimila le aziende si sono convertite a questo sistema.
L'agricoltura biologica è diventata di fatto uno dei settori agricoli più dinamici dell'Unione europea; è parte integrante di un sistema di agricoltura sostenibile e valida alternativa ai tipi di agricoltura più tradizionali. Un'agricoltura e un ambiente sostenibili sono attualmente uno degli obiettivi fondamentali della Politica agricola comune (Pac).
In questo contesto, per sviluppo sostenibile si intende tutte le azioni e gli interventi umani in campo agricolo in grado di conciliare produzione alimentare, conservazione delle risorse non rinnovabili e protezione dell'ambiente naturale. Il fine è quello di soddisfare i bisogni della popolazione attuale senza compromettere le possibilità delle popolazioni future di soddisfare i propri. La giusta prospettiva con cui opera l'agricoltura biologica prevede di tenere sempre conto degli effetti che avrà l'attività umana sul futuro dell'agricoltura e sull'ambientale
Ma qual'è la situazione dell'agricoltura biologica in Italia?
Dai dati forniti dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, risulta che gli operatori del settore biologico attivi in Italia alla fine del 2002 sono passati dai 60.509 del 2001 agli attuali 55.902.
Di questi, i produttori agricoli sono 49.489: 1.912 produttori/trasformatori, 4.346 trasformatori e 155 gli importatori. Rispetto al 2001 sono calati i produttori, aumentati invece i trasformatori e gli importatori.
La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede sempre Sicilia, Sardegna, Calabria e Puglia tra le regioni con maggiore presenza di aziende biologiche. Se la maggiore concentrazione di aziende di produzione è al Sud, le aziende di  trasformatori ed importatori  sono maggiormente concentrate al Nord.
La superficie interessata, in conversione o interamente convertita ad agricoltura biologica, risulta pari a 1.168.212 ettari, pari all’8% circa della Sau. Le principali colture riguardano i foraggi, i cereali, i prati e pascoli, che nel loro insieme rappresentano il 70% circa degli investimenti. Seguono in ordine di importanza le coltivazioni arboree (olivo, vite, agrumi, frutta) e le colture orticole ed industriali (leguminose da granella, prodotti orticoli, colture industriali).
Sul fronte delle produzioni animali, distinte sulla base delle principali tipologie produttive, al 31 dicembre 2002 si segnala la seguente situazione: bovini 164.536 (latte e carne), ovi-caprini 668.451, suini 17.917, pollame 939.396, conigli 1377, api, in arnie, 67.353.

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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IL CONCETTO DI AGRICOLTURA BIOLOGICA

Rispetto all'agricoltura tradizionale, l'agricoltura biologica favorisce le risorse rinnovabili e il riciclo, restituendo al suolo i nutrienti presenti nei prodotti di rifiuto. L'allevamento del bestiame è regolata prestando particolare attenzione al benessere degli animali e all'utilizzazione di mangimi naturali.
Si rispettano i meccanismi naturali dell'ambiente per il controllo delle malattie e degli insetti nocivi e si evita l'impiego di fitofarmaci di sintesi, erbicidi, fertilizzanti, ormoni della crescita, antibiotici o manipolazioni genetiche. In alternativa gli agricoltori biologici fanno ricorso ad una serie di tecniche che contribuiscono al mantenimento degli ecosistemi e riducono l'inquinamento.
Va precisato che un'agricoltura maggiormente rispettosa dell'ambiente non è affatto sinonimo di ritorno a metodi di produzione arcaici. L'agricoltura biologica si avvale di tecniche fitosanitarie molto avanzate, benché naturali, per evitare l'uso di pesticidi.
Un ruolo essenziale per la promozione di tecniche agronomiche innovative rispondenti ad esigenze che sono i capisaldi non solo dell'ambiente ma anche sul piano della sanità e della normativa della qualità è riservato alla ricerca da effettuarsi presso le università e gli istituti agrari.

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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IL RUOLO DELL'UNIONE EUROPEA

Il pacchetto di riforme comunitarie noto come Agenda 2000 mette molto l'accento sullo sviluppo rurale, facendone il "secondo pilastro" della Pac: molto peso è riconosciuto al rispetto dell'ambiente. Le riforme in questione impongono agli Stati membri di adottare opportune misure di protezione ambientale per tutti i tipi di agricoltura.
Gli agricoltori dovranno ormai rispettare una serie di regole di base in materia ambientale senza ricevere alcuna compensazione finanziaria e si applicherà anche a loro il principio "chi inquina paga". Tuttavia le misure agroambientali adottate nell'ambito dei programmi di sviluppo rurale offrono premi agli agricoltori che sottoscrivono impegni ambientali che vanno al di là delle buone pratiche agricole.
Gli agricoltori che praticano l'agricoltura biologica hanno diritto a premi agroambientali in quanto si riconosce che questo particolare sistema di coltivazione ha effetti positivi sull'ambiente. L'agricoltura biologia può essere inoltre promossa mediante aiuti agli investimenti nel settore della produzione primaria, della trasformazione e della commercializzazione. Una volta attuate tutte queste disposizioni, la politica di sviluppo rurale dovrebbe contribuire sensibilmente all'espansione di questo tipo di agricoltura.

Il Regolamento CEE n. 2092/91 ha introdotto norme dettagliate per la produzione, trasformazione ed etichettatura dei prodotti vegetali biologici allo scopo di assicurare condizioni di concorrenza leale fra i produttori europei e di consentire ai consumatori di distinguere queste produzioni sul mercato.
Il regolamento ha inoltre stabilito, a garanzia dei consumatori, un regime di controllo a cui si devono obbligatoriamente assoggettare tutti gli operatori della filiera (produttori, trasformatori, rivenditori).
Le norme comunitarie sulla produzione biologica prevedono che la fertilità e l'attività biologica del suolo debbano essere conservate ed aumentate con:

- la reintroduzione di una adeguata rotazione pluriennale
- la coltivazione di leguminose e di altre colture da sovescio
- l'incorporazione nel terreno di materiale organico aziendale (residui colturali, letame, compost).

La lotta contro i parassiti, le malattie e le piante infestanti, deve essere invece imperniata su:

- la scelta di specie e varietà adeguate
- un programma di rotazione appropriato
- il diserbo meccanico e il pirodiserbo (scottatura delle infestanti)
- la protezione dei nemici naturali dei parassiti grazie a provvedimenti ad essi favorevoli (es. cura o impianto di siepi).

Nel caso che questi provvedimenti non siano sufficienti a garantire un'adeguata produzione delle colture è possibile utilizzare alcuni prodotti commerciali quali ammendanti (es. letame), concimi azotati (es. pollina e guano), fosfatici (es. fosforiti e scorie Thomas), potassici (es. sali grezzi di potassio), insetticidi (es. piretro, Bacillus thuringiensis) e fungicidi (es. rame e zolfo).
L'elenco dei prodotti ammessi in agricoltura biologica è periodicamente aggiornato in sede comunitaria. Pertanto, è buona regola, prima dell'acquisto di un concime, di un insetticida o di un fungicida, verificare presso gli organismi di controllo che tale prodotto sia ammesso in agricoltura biologica.

I principali interventi a livello comunitario per il sostegno dell'agricoltura biologica sono:

1) Regolamento 2092 del 24/6/91
 Detta le norme fondamentali sul metodo di produzione biologico, esclusi il settore zootecnico, demandato ad altro regolamento, ed altri settori come la vinificazione e la produzione dell'olio di oliva. Definisce anche le regole per l'etichettatura ed il controllo dei prodotti ottenuti con metodo biologico e per l'importazione degli stessi da paesi terzi.

2) Regolamento  2078/92
Riguarda i metodi di produzione agricola compatibili con le esigenze dell'ambiente e con la cura dello spazio naturale: è il più specifico per l'agricoltura biologica e integra la 2092/91, sempre per lo stesso comparto, stabilendo le modalità per usufruire di contributi.

3)  Regolamento  1804/99:
Varato dal Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, completa, per le produzioni animali, il regolamento CE n.2092/91 sull’agricoltura biologica.
In ultima analisi, sempre per il comparto zootecnico, si aggiunge il Reg. 1760/2000, previsto dal Parlamento e dal Consiglio europeo, che abroga la normativa 820/97, riscrive le norme sull’etichettatura delle carni bovine al fine di evitare le continue oscillazioni del mercato; la stabilità di questo comparto si può ottenere solamente grazie alla trasparenza di produzione e di commercializzazione, garantendo al consumatore la tracciabilità completa dell’alimento.
Per il settore biologico, tra i Regolamenti CEE che permettono agli operatori nel campo dell'agricoltura biologica di avere aiuti finanziari c’è il Reg.2328/91 modificato dal 3669/93: è accessibile a tutte le aziende agrarie per il miglioramento delle strutture. Si hanno anche interventi specifici per aziende in zone svantaggiate e per l'istituzione di associazioni agricole in particolare nei sistemi agricoli alternativi.

L’applicazione di questi Regolamenti è rimandata alla legislazione dei singoli Paesi e, con le seguenti norme nazionali, per quanto concerne l’Italia, sono le Regioni a stabilirne le modalità:

1) Decreti del 31/12/92: Sono 6 decreti con cui il M.A.F. autorizza altrettanti diversi oggetti giuridici ad esercitare attività di controllo sul metodo di produzione biologico. Inoltre sono autorizzati a partecipare alle attività di controllo anche 6 associazioni in rappresentanza dei consumatori.

2) Decreto del 14/5/93: Autorizzazione a svolgere i controlli all'organizzazione associativa "Ass. Agri Eco Bio".

3) Legge 146 del 22/2/94: Ribadisce la necessità di recepire le indicazioni del 2092 e conferma che fino a che non sarà stata fatta una nuova legge, restano attivi come controllori dell'attività biologica i 7 organismi già riconosciuti.

Infine ogni Regione possiede una normativa regionale; che hanno il compito di dettare le modalità applicative dei Regolamenti comunitari. Tutta questa parte della normativa, europea nazionale e regionale, deve essere applicata e rispettata nelle aziende biologiche o nelle aziende che si convertono a questo sistema di produzione (il procedimento di conversione verrà esposto nel prossimo paragrafo): per provare la biologicità di tutto il processo produttivo, per usufruire degli alti prezzi sul mercato, ogni azienda biologica è soggetta a controlli e questi controlli vengono effettuati da specifici organismi.

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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ADEMPIMENTI

L'agricoltore intenzionato a seguire il metodo biologico di produzione indicato nel Regolamento CEE 2092/91 deve come primo passo convenzionarsi con un Organismo di Controllo riconosciuto che diventa responsabile della certificazione dei prodotti aziendali. L'autocertificazione da parte dello stesso produttore è invece perseguibile penalmente come truffa. Attualmente in Italia, operano otto Organismi di Controllo riconosciuti dal Ministero e dalle Regioni: AIAB, Bioagricoop, CCPB, Codex, Ecocert, IMC, QC&I, Suolo e Salute.
Se l'agricoltore non vuole convertire alla produzione biologica tutti i terreni che conduce, deve definire la superficie aziendale da dedicare a tale metodo.
Per evitare contaminazioni i terreni con colture biologiche devono essere ben separati da quelli ad agricoltura convenzionale per mezzo di siepi, strade, fossi, o fasce di rispetto; in questi terreni non si possono coltivare le stesse varietà di colture presenti anche nella parte non biologica dell'azienda; infine i magazzini per i mezzi tecnici e i raccolti biologici devono essere ben distinti da quelli per i prodotti convenzionali.
Il rispetto delle norme comunitarie comporta (purtroppo) numerosi adempimenti burocratici. L'avvio delle operazioni di produzione biologica deve essere notificato con un apposito modulo all'Organismo di Controllo e all'Autorità competente (la Regione). Occorre poi compilare e spedire annualmente un Piano Annuale di Produzione con le produzioni biologiche preventivate.
Le pratiche colturali eseguite, gli acquisti di materie prime e le vendite di prodotti devono essere annotate in appositi registri assieme ai relativi documenti commerciali (fatture, ricevute ecc..).
L'Organismo di Controllo vigila sul rispetto del metodo produttivo e delle misure precauzionali e sulla corretta tenuta dei registri aziendali per mezzo di visite di ispezione all'azienda (anche non preavvisate) e con analisi sui prodotti e sul terreno.
La fase più delicata è quella del confezionamento e dell'etichettatura dei prodotti. L'agricoltore deve rispettare per tre anni le norme comunitarie di produzione (Periodo di Conversione) prima di poter mettere in vendita i primi prodotti marchiati "da agricoltura biologica".
Per la vendita di prodotti sfusi l'agricoltore deve chiedere all'Organismo di controllo il Certificato di Produzione o altro documento analogo; per i prodotti confezionati deve chiedere il rilascio di apposite Etichette. Per tutte le produzioni devono essere identificabili la partita, il produttore, nonché l'Organismo di Controllo.
Quest'ultimo infatti garantisce che il prodotto corrisponde alle caratteristiche di biologicità e alle quantità previste dal Piano Annuale di Produzione.

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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CONTRIBUTI

Un aspetto importante dell’agricoltura biologica sono gli incentivi: costituiscono le fondamenta per lo sviluppo di questo settore che, altrimenti, a causa delle eccessive spese, avrebbe un tornaconto relativamente basso, pur rimanendo alti i prezzi. Il reddito degli agricoltori biologici viene particolarmente sostenuto dalla Politica agricola comune, (Pac): se da un lato il Reg. CEE 2092/91 ed i successivi aggiornamenti dettano le regole per le produzioni biologiche, il Reg. CEE 2078/92 rappresenta la più importante opportunità per le aziende biologiche di usufruire di aiuti pubblici.
L’operatività del Reg. 2078/92 è legata alla definizione, da parte della Regione, del Programma pluriennale nel quale vengono definiti gli obbiettivi perseguiti mediante l’adozione delle varie misure, il regime di aiuti e il quadro previsionale di spesa.

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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AIAB

L’Aiab è un’Associazione culturale che ha lo scopo di promuovere l’agricoltura biologica, l’ecosviluppo rurale e l’alimentazione naturale. Associa sia produttori agricoli, che tecnici, consumatori ed associazioni ecologiste e di consumatori. AIAB è l’associazione più rappresentativa nel settore del biologico con oltre 14.000 soci, 16 Associazioni Regionali e sportelli informativi in diverse regione d’Italia.

I  principali compiti dell'Aiab sono:

- tramite un apposito Comitato scientifico, studia e sperimenta nuove metodologie e disciplinari per le produzioni biologiche;
-  fornisce ai soci servizi, sostegno e aggiornamento, con iniziative di promozione del settore;
- contribuisce alla crescita della cultura e dell'informazione, in difesa dell'ambiente e dei progetti ecologici nel mondo;
- promuove iniziative utili allo sviluppo dei consumi più naturali e salutari;
- sostiene attività per la conoscenza e il recupero delle tradizioni culturali dei vari territori;
- informa di tutte le novità e le notizie utili al lavoro, ai consumi e ai comportamenti attraverso la rivista, la newsletter e il sito Internet;
- fornisce idee e strumenti di lavoro per la crescita dell'economia ambientale di qualità, con iniziative di ecoturismo nelle aziende e nei Parchi.

Per maggiori informazioni contattare:

Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica
via Piave 14, 00187,  Roma
tel. 06 45437485-6-7 fax 06 45437469
e-mail: aiab@aiab.it
sito Web: www.aiab.it

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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