Uno strumento per la tua impresa
Il business plan è la più preziosa fonte di informazioni su un'idea di impresa. Esso si rivolge a finanziatori o a partners ma è anche uno strumento indispensabile per simulare «a tavolino» la validità e la fattibilità delle ipotesi di lavoro.
La compilazione può essere realizzata da soli o con l'aiuto di esperti. Nel caso si voglia realizzarlo da soli è raccomandabile seguire la metodologia descritta in un buon testo che solitamente tratta la stesura del business plan dividendola in quattro macro temi:
- la descrizione del business
- il piano di marketing
- il piano economico/finanziario
- il piano organizzativo.
Gli esperti che possono aiutare a redigere un business plan possono essere presenti presso le Camere di Commercio, alcune associazioni di categoria oppure gli sportelli presenti sempre presso le Camere di Commercio lombarde.
Infine, spesso le agevolazione per le nuove imprese (nazionale o regionale) prevedono un organismo predisposto alla assistenza per la redazione delle domande e la preparazione di un annesso business plan.
CHE COSA E' >
OBIETTIVO >
METODOLOGIA >
LE TAPPE >
ALLEGATI >
CHE COSA E'
Una nuova impresa nasce da un’idea, da un’intuizione: la scoperta
di una nuova tecnologia, l’espansione della domanda di un prodotto/servizio,
la nascita di nuovi gusti e nuove propensioni d’acquisto dei consumatori,
lo sviluppo di mercati emergenti, l’individuazione di un bisogno e di
una carenza.
Da questa intuizione deve partire un processo di analisi che porta alla redazione
di un piano di fattibilità o business plan in grado di verificare se
l’idea imprenditoriale ha un mercato e se il prodotto/servizio può
essere acquistato dal consumatore e a che prezzo.
In particolare il "business plan" (o piano d'impresa) è il
documento attraverso il quale l'imprenditore descrive/analizza in dettaglio
il proprio progetto imprenditoriale.
Nonostante un primo periodo di incertezza nel suo utilizzo (in particolare dovuto
alle resistenze degli stessi imprenditori a tradurre in forma scritta la propria
idea imprenditoriale), oggi il business plan viene ad essere riconosciuto un
fondamentale strumento, efficace sia nei confronti dell'esterno (i finanziatori),
che dell'interno dell'azienda (l'imprenditore).
Il business plan (o progetto di impresa) fa emergere, con maggiore chiarezza
e consapevolezza da parte dello stesso neo-imprenditore:
- caratteristiche tecniche del prodotto/servizio;
- tecnologie e attrezzature necessarie;
- mercato di riferimento;
- immagine da imprimere all’impresa;
- azioni di promozione da attivare;
- politiche di prezzo;
- capitali necessari per l’avvio e la gestione iniziale;
- soci da coinvolgere e risorse umane da impiegare;
- forma giuridica più adeguata;
- adempimenti burocratici da espletare.
Al termine di questo processo di analisi/ricerca, l’imprenditore sarà
in grado di partire con un ragionevole grado di certezza sulla potenzialità
dell’idea e sulla realizzabilità del progetto. Alla nuova impresa
serve una traccia che indichi la strada maestra sulla quale indirizzare la propria
attività.
Per questo è necessario dotarsi del business plan, un documento nel quale
vengono identificate le principali azioni che saranno intraprese nel primo triennio
di vita dell’impresa.
Il business plan è fondamentale per tutti i tipi di attività:
un imprenditore deve essere sempre in grado di sapere cosa vuole fare e come
farlo, avere uno strumento che possa aiutarlo nella valutazione dell’idea.
Il testo del business plan deve essere chiaro e conciso ma contenere il maggior
numero di informazioni possibili.
Pone subito in evidenza il settore di attività e i promotori; deve specificare
le fonti dei dati ed essere corredato di efficaci tabelle e grafici illustrativi.
Deve essere considerato come il trampolino di lancio per l’impresa che
deve nascere perché serve per pianificare tutta l’attività.
Non solo, deve seguire le vicende dell’impresa stessa ed essere costantemente
aggiornato.
Data: 10/03/2009
Fonte: Redazione
Torna su
OBIETTIVO
Il businnes plan (o progetto di impresa) è il documento programmatico
e analitico dell’attività imprenditoriale che si intende avviare;
esso rappresenta anche il “biglietto da visita” per presentare l’impresa
all’esterno (potenziali soci, finanziatori, banche, clienti e fornitori)
in quanto:
- presenta ai finanziatori una descrizione dell'iniziativa e delle sue capacità;
- verifica sulla carta la fattibilità del progetto;
- fornisce un quadro di riferimento per un più efficace orientamento
nella fase di avvio della nuova iniziativa;
- simula l'impatto di diverse alternative decisionali sulla capacità
di reddito e sulla struttura finanziaria della neo-impresa.
Entrando più nello specifico, possiamo dire che il business plan:
- fornisce informazioni fondamentali per l’avvio dell’attività,
(quali e quante risorse economiche, finanziarie ed umane sono necessarie,
le caratteristiche del prodotto e del mercato ecc.);
- delinea una visione d’insieme dei fattori che caratterizzano l’azienda,
indispensabile per elaborare strategie ed azioni;
- illustrare la formula imprenditoriale (sistema di prodotto, mercato, struttura
organizzativa) ne evidenzia l’originalità, non limitandosi alla
semplice descrizione del prodotto/servizio;
- verificare l’interesse della potenziale clientela;
- chiarisce, anche allo stesso imprenditore gli obiettivi che si intendono
raggiungere e le modalità per perseguirli, permettendo di verificare
la coerenza tra descrizione dell’attività e conseguenti costi
di investimento e di gestione;
- indica la forma giuridica, scelta in rapporto alle caratteristiche dell’impresa
descritte;
- consente previsioni attendibili simulando le varie ipotesi di sviluppo dell’attività
dell’impresa.
Data: 10/03/2009
Fonte: Redazione
Torna su
METODOLOGIA
In relazione all'elevato contenuto informativo che deve fornire, la realizzazione di un business plan presenta indubbie difficoltà sia sotto il profilo del reperimento dei dati che sotto quello dell'elaborazione degli stessi.
Lo scopo del presente lavoro è quindi quello di poter fornire ad un neo-imprenditore uno schema logico di riferimento ed una metodologia di lavoro per la costruzione di un piano d'impresa.
Lo schema logico che proponiamo nei successivi temi ha lo scopo di mettere in relazione i vari elementi del business plan. E' diviso in tre macro-aree
- IDEA,
- MERCATO DI RIFERIMENTO,
- AZIENDA,
corrispondenti alle tre sezioni in cui è suddiviso il presente lavoro. Ciascuna delle macro-aree corrisponde all'obiettivo conoscitivo indicato all'inizio della sezione stessa ed è ripartita nei vari elementi in cui è scomponibile il piano d'impresa (idea, gruppo imprenditoriale, prodotto, settore ecc.).
Questi ultimi, corrispondono anche alle varie fasi attraverso le quali è possibile realizzare l'obiettivo conoscitivo della macro-area (sono da intendersi quindi come altrettanti subobiettivi di ciascuna sezione) e sono quelli in grado di interrelare l'intero processo costitutivo del piano d'impresa.
Allo stesso tempo si è andati a chiarire, evidenziandolo con il simbolo del rettangolo ed in neretto, la funzione svolta da ciascun elemento del piano d'impresa all'interno del progetto imprenditoriale, attraverso un interrogativo iniziale da cui viene a sorgere l'elemento stesso (chi, cosa, a chi ecc.).
Per ciascuna sezione si ripeterà la parte del diagramma corrispondente, mettendo in maggiore evidenza le interrelazioni esistenti tra i vari elementi della stessa sezione e di sezioni diverse.
La metodologia di lavoro invece, seguendo un proprio percorso di tipo operativo nell'ambito dello schema logico, descrive le fasi che è necessario seguire per realizzare il proprio business plan in termini di scelte da operare e di informazioni da reperire.
Data: 10/03/2009
Fonte: Redazione
Torna su
LE TAPPE
Partiamo dall'idea e procediamo con:
1) DESCRIZIONE IDEA IMPRENDITORIALE: identificazione della nascita e dei
contenuti innovativi dell'idea;
2) VALUTAZIONE DEL GRUPPO IMPRENDITORIALE: realizzabilità dell'idea
in relazione alla capacità del gruppo imprenditoriale;
3) CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO/SERVIZIO: identificazione delle caratteristiche
tecniche del prodotto/servizio e delle tipologie di bisogni soddisfatti dallo
stesso.
4) Check list A questo punto segue la descrizione dell'ambito competitivo:
1) ANALISI SETTORIALE: individuazione delle caratteristiche dell'ambiente
generale e verifica di come si possa inserire nelle dinamiche settoriali;
2) ANALISI DEL MERCATO DI RIFERIMENTO: - Segmentazione della domanda e scelta
del segmento - Individuazione della concorrenza - Analisi imprese concorrenti
3) DECISIONI STRATEGICHE E PIANO DI MARKETING: scelta dei mezzi di cui dotarsi
per entrare nell'arena competitiva e delle modalità con cui competere
(fissazione del sistema di obiettivi); determinazione degli obiettivi commerciali
ed elaborazione del piano operativo.
4) Check list
Infine prendiamo in esame l'azienda:
1) PIANO TECNICO PRODUTTIVO: scelta tecnologica e del processo produttivo
in conformità alle caratteristiche del prodotto individuate nel piano
di marketing.
- Processo produttivo
- Scelta della tecnologia
- Scelta di make or buy
- Determinazione della capacità produttiva
- Scelta del mix di fattori produttivi.
2) PIANO ORGANIZZATIVO: scelta della struttura organizzativa e delle risorse
umane di cui dotarsi per svolgere la propria missione strategica. - Struttura
organizzativa - Fabbisogno risorse umane
3) PIANO DEGLI INVESTIMENTI: analisi e sintesi degli investimenti conseguenti
alle scelte dei piani operativi.
4) PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO: misura dell'impatto economico-finanziario
dell'iniziativa ed analisi di fattibilità della stessa; verifica congruità
risultati rispetto ai propri obiettivi strategici.
- Elementi ed obiettivi del piano
- Determinazione del fabbisogno finanziario e sua copertura
- Fattibilità economico finanziaria
5) Check list.
Data: 10/03/2009
Fonte: Redazione
Torna su
ALLEGATI
Il business plan può essere corredato di alcuni documenti utili per
completare il quadro della situazione:
- Curricula dei promotori dell’impresa.
- Riferimenti/estratti documentari.
- Analisi di mercato, con riferimento al metodo di ricerca, ai questionari
distribuiti e di quant’altro utilizzato per l’indagine. Va ricordato
che, rispetto alla ricerca di mercato, vanno estrapolati ed inseriti nel piano
solo gli elementi qualitativi e quantitativi che giustificano le scelte strategiche:
non bisogna infatti appesantire la lettura del business plan, quanto piuttosto
fornire anche al lettore più esigente garanzie sulla validità
del progetto d’impresa attraverso i dati illustrativi della ricerca
allegata.
- Preventivi dei fornitori in merito a impianti, macchinari, scorte e quant’altro
necessario alla neo-impresa.
- Eventuali contratti di affitto o planimetrie e preventivi delle opere murarie
necessarie.
- Lettere di pre-accordi con eventuali clienti e/o patner (scambi strategici,
reti tra imprese, persone, strutture ecc.).
Data: 11/03/2009
Fonte: Redazione
Torna su