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RIDUZIONE DEI CORSI

Parte la razionalizzazione dell'offerta formativa universitaria promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per contrastare la proliferazione dei corsi di laurea non sempre motivata da reali esigenze del mercato del lavoro.
A partire dall'anno accademico 2009/2010 i corsi di studio degli Atenei si ridurranno del 20% rispetto a quelli attivati quest’anno. All’inizio dell’anno accademico 2007/2008 i corsi di I livello (laurea triennale) e di II livello (laurea specialistica) erano 5.879.
Le priorità sono disattivare i percorsi formativi non essenziali e rendere più razionale l’organizzazione delle attività didattiche per offrire agli studenti didattica di qualità.
Per l’attivazione dei corsi di studio, le Università dovranno tenere in considerazione nuovi parametri. In particolare, è prevista:

- la disattivazione di corsi di studio con un numero basso di iscritti, qualora nella stessa Regione risultino già attivi corsi con analoghi obiettivi formativi. 
- l'aumento del numero di docenti necessario per attivare un singolo corso di laurea.
- la riduzione della frammentazione degli insegnamenti presenti in ciascun corso di studio, attraverso:

- l’indicazione di un numero minimo di 6 crediti formativi per ciascun insegnamento;
- l’individuazione del numero di insegnamenti che ciascun ateneo è in grado di sostenere effettivamente, in base alle strutture e ai docenti di ruolo disponibili.

Altro punto fondamentale del pacchetto di misure predisposte è la razionalizzazione delle Scuole di specializzazione mediche attraverso l’accorpamento delle scuole con un basso numero di specializzandi.
Grazie a queste misure, già da questo anno accademico 2008/2009, il numero di scuole di specializzazione mediche si è ridotto, passando dalle circa 1600 dell’a.a. 2007/2008 alle attuali 1150, diminuendo quindi di 450 scuole.
In epoca di razionalizzazione della spesa non è più possibile mantenere corsi di specializzazione con 1 solo studente. Grazie a queste misure si potrà ottenere invece un miglioramento della qualità didattica.

Per l'anno accademico 2009/10 è dunque atteso un primo taglio dell'offerta didattica, anche se gli atenei sembrano procedere in ordine sparso. In molte università più che tagliati, i corsi sono stati compattati. Così è accaduto alla Politecnica delle Marche con il risultato di una decina di corsi in meno nelle cinque facoltà. A Camerino sono stati invece soppressi 12 corsi e uno a Macerata.
L'Università di Bologna eliminerà due corsi nel prossimo anno accademico: il primo è quello per operatore giuridico informatico che aveva solo 36 immatricolati, il secondo quello in archivistica (13 iscritti).
Nell'ateneo Federico II di Napoli è stato soppresso un corso nella facoltà di scienze politiche e quattro sono in via di trasformazione mentre l'università del Sannio rinuncia a scienze ambientali.
Ecco una prima panoramica della situazione:

- Trento
Due i corsi tagliati, Scienze storiche a Lettere e Fisica e tecnologie biomediche a Scienze. E' stato disattivato anche il corso biennale di specializzazione a Giurisprudenza, sostituito da un corso unico quinquennale.

- Lombardia
Nessuno stravolgimento nei principali atenei salvo che alla Cattolica: i corsi soppressi sono 11, da Viticoltura ed enologia a Teorie e tecniche della comunicazione multimediale. A Pavia l'euroateneo ha ridotto i corsi di circa il 10%.

- Piemonte
L'università di Torino ha deciso di far scendere dagli attuali 191 a 177 i corsi (a subire i tagli maggiori sono Scienze che passa da 37 a 27 corsi e Agraria, da 13 a 8). Invariata invece l'offerta del Politecnico.

- Liguria
La razionalizzazione si è fatta sentire con corsi già tagliati del 10%, docenti con più anzianità pensionati, le 11 facoltà regionali in via di accorpamento in 5 scuole, i dipartimenti dimezzati e i poli decentrati riorganizzati.

- Friuli Venezia Giulia
Ha cancellato 14 corsi a Trieste mentre Udine prevede una riduzione della programmazione tra il 10 e il 13% in meno.

- Toscana
Sono previsti interventi consistenti: 34 corsi in meno a Siena, 24 a Pisa e 13 a Firenze (dove si prevede una riduzione del numero dei corsi del 30% nel 2009-2010).

- Lazio
La Sapienza eliminerà sono 46 i corsi per il prossimo anno accademico che rappresentano il 12,3% rispetto ai 373 esistenti. A Tor Vergata, a lettere, saranno invece accorpati circa otto corsi e uno o due saranno quelli tagliati a Roma Tre.

- Puglia
A Bari i corsi sono passati da 159 del 2006-2007 a 131 del 2009-2010, a Lecce ne sono stati accorpati una decina mentre a Foggia ne sono stati soppressi due.

Sicilia
Prevede un taglio ai corsi di laurea del 21,20% con l'introduzione di un tetto minimo di iscritti per avviare le lezioni. Complessivamente i corsi di laurea erano 184 nel 2007-2008 e oggi si riducono a 145. L'ateneo di Messina ha deciso di sacrificare la facoltà di scienze statistiche: la facoltà aveva in tutto solo 33 iscritti per tutti i corsi di laurea.

Non tutte le università hanno messo mano alla propria didattica: nelle università calabresi tutto resta più o meno come è (alla Mediterranea di Reggio si conteranno 25 corsi invece di 27 con una razionalizzazione che ha riguardato due specialistiche della sede decentrata in Lamezia Terme).
Tutto fermo anche negli atenei veneti (soltanto a Padova scompare la laurea magistrale in musicologia), a Bolzano (che già risponde ai requisiti minimi richiesti dal ministero) e nell'università della Valle d'Aosta dove sono previsti minimi cambiamenti soltanto per l'accesso. Tutto fermo per ora anche in Sardegna.

Per un quadro completo delle disposizioni per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca, consulta il decreto legge del 10 novembre 2008 coordinato con la legge di conversione n. 1 del 9 gennaio 2009.


Gli effetti dei tagli
In occasione della presentazione del XII Rapporto Almalaurea presentato a Bologna il 28 maggio 2010, sono state presentate le misure che gli atenei hanno adottato per razionalizzare l'offerta formativa, eliminando innanzitutto corsi poco frequentati e dalle incerte prospettive lavorative.
Un'operazione iniziata nell'anno accademico 2007-2008 che oggi ha portato a un primo risultato concreto: grazie alla "dieta" seguita dagli atenei i corsi di laurea, tra triennali e specialistici, sono scesi sotto la soglia "psicologica" di cinquemila passando per la precisione da 5.460 a 4.986. La stretta più evidente si registra nelle lauree triennali che scendono da 2.782 a 2.411 (371 in meno, pari al 13,3%).

Più contenuto il taglio nelle specialistiche: dalle 2.401 di due anni fa ora se ne contano 2.304 (97 in meno, pari al 4%). A tagliare di più sono stati gli atenei statali (-9%), mentre invece le università private - che rappresentano solo il 4,4% dell'offerta accademica nazionale - hanno "sfoltito" i loro corsi per il 3,5%.
La cura dimagrante si è distribuita in maniera non omogenea sul territorio nazionale: al Centro sono stati eliminati ben 139 corsi di laurea (all'Università Sapienza i tagli più consistenti), il Sud ne conta invece 108 in meno; 87 lauree tagliate nelle isole e altrettante nel Nord-Est; nel Nord-Ovest la sforbiciata ha riguardato solo 53 corsi. Analizzando i dati, però, emerge che l'offerta formativa si è contratta proprio dov'era già meno presente: isole -13,9%, Sud -9,5%, Centro -9,3%, Nord-Est -7,9% e Nord-Ovest -4,6%.

Le motivazioni principali che hanno spinto i rettori a "sopprimere" alcuni corsi sono legate a due necessità, di stretta attualità: da un lato il contenimento dei costi, dall'altro la razionalizzazione dei percorsi formativi. Un duplice aspetto sottolineato anche dal presidente Lenzi: "La riduzione è stata realizzata per offrire ai giovani un percorso di studio di base più completo e meno frammentato rispetto alla situazione precedente.
I tagli sono stati eseguiti secondo criteri di razionalizzazione dei percorsi formativi eliminando l'eccessiva frammentazione e l'esagerata moltiplicazione dei corsi di studio".
A fare le spese del rigore "taglia-corsi-inutili", però, sono stati anche alcuni piccoli corsi di laurea seri presenti in facoltà "forti" - come ingegneria - che però non possedevano i requisiti minimi (strutture, professori, iscritti) per giustificare la spesa. In questi casi i rettori hanno deciso di operare degli accorpamenti, improntati a mere ragioni di budget.

Data: 07/06/2010
Fonte: Redazione

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AREA SANITARIA

L'area sanitaria raggruppa le lauree mediche a ciclo unico (Medicina e Chirurgia, Medicina veterinaria, Odontoiatria), le lauree in Farmacia e Chimica e Tecnologia farmaceutica e le lauree di primo livello che preparano alle professioni sanitarie.

Professioni sanitarie a tasso zero
Secondo un recente rapporto realizzato dall'Università di Bologna per le professioni sanitarie la disoccupazione non esiste.
Questo grazie al numero chiuso delle lauree, alla forte specializzazione e ad una domanda elevata di operatori della sanità, tanto che spesso dalle Università escono meno figure professionali di quante ne richieda il mercato nazionale.
Secondo Angelo Mastrillo - segretario della Conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie e coordinatore del corso di laurea per Tecnici di neurofisiopatologia - nel 2006 il fabbisogno medio di profili sanitari (tra quelli richiesti dalle Regioni e quelli richiesti dalle categorie), è stato di 31.346 posti, un valore molto vicino a quello calcolato in base al turn over naturale di queste professioni, contro i poco più di 25.000 posti per le lauree triennali messi a bando dalle università italiane.
"Il numero chiuso dei corsi di laurea mantiene alta la qualità della formazione e, in generale, rende immediato l'assorbimento da parte del mercato del lavoro", spiega Mastrillo. Nel caso degli infermieri, addirittura, le richieste sono maggiori dei profili disponibili: nel 2006, secondo la ricerca, facendo la differenza tra quelli richiesti da ospedali e Asl (circa 17.000) e quelli in formazione, ne mancavano oltre 4.000. "Quello infermieristico è infatti il settore sanitario dove, dopo la laurea, esiste l'assoluta certezza di un'occupazione immediata senza doversi trasferire in un'altra città per lavoro", spiega Mastrillo. La carenza maggiore di infermieri si registra soprattutto nelle regioni del Nord.


  Le lauree specialistiche

Medicina e chirurgia
Il corso di laurea specialistica in Medicina e chirurgia offre la preparazione tecnico-pratica per esercitare la professione medica. Il corso dura 6 anni e deve essere completato da un esame di Stato di abilitazione alla professione. Dopo il conseguimento del titolo di laurea e l'esame di abilitazione è obbligatorio compiere un tirocinio di almeno un anno presso cliniche universitarie o del Ssn nei reparti di medicina interna, chirurgia generale, pediatria, ostetricia, urgenza ed emergenza e medicina di laboratorio.
Dopo l'abilitazione è possibile specializzarsi in una delle seguenti aree:

- Area medica e delle specialità mediche: malattie dell’apparato respiratorio, medicina interna, allergologia ed immunologia clinica, cardiologia, dermatologia e venereologia, ematologia endocrinologia e malattie del ricambio, gastroenterologia, malattie infettive, medicina del lavoro, medicina tropicale, nefrologia, reumatologia, geriatria, neurologia, psichiatria, neuropsichiatria infantile, medicina fisica e riabilitazione, pediatria.

- Area chirurgica e delle specialità chirurgiche: chirurgia generale, oftalmologia, otorinolaringoiatria, urologia, chirurgia apparato digerente, chirurgia maxillo-facciale, chirurgia pediatrica, chirurgia plastica e ricostruttiva, chirurgia toracica, chirurgia vascolare, cardiochirurgia, neurochirurgia, ginecologia e ostetricia, ortopedia e traumatologia.

- Area della medicina diagnostica e dei servizi: anatomia patologica, medicina nucleare microbiologia e virologia, radiodiagnostica, radioterapia, biochimica clinica, patologia clinica anestesia e rianimazione, farmacologia.

Per obiettive esigenze del Servizio sanitario nazionale sono riconosciute anche le seguenti scuole di specializzazione: oncologia, medicina legale, igiene e medicina preventiva, medicina dello sport, genetica medica, tossicologia medica, scienza dell’alimentazione.

 Medicina veterinaria
Icorso di laurea in Medicina veterinaria dura 5 anni e prepara alla professione di medico veterinario. Dopo la laurea occorre conseguire l'abilitazione professionale tramite l'esame di Stato.

Odontoriatria e protesi dentaria
Il corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria dura 5 anni e prepara alla professione di odontoiatra. Dopo la laurea, anche in questo caso è indispensabile conseguire l'abilitazione professionale.

Farmacia
Il corso di laurea in Farmacia prepara alla professione di farmacista. La stessa qualifica può essere ottenuta anche tramite il corso il Laurea in Chimica e tecnologia farmaceutiche.
Entrambi i titoli accademici non abilitano però di per sé all’esercizio della professione di farmacista, che è subordinato al superamento dell’esame di Stato.
Questo può essere sostenuto dal laureato in Farmacia anche immediatamente dopo il conseguimento del titolo accademico, poiché egli effettua il richiesto periodo di tirocinio pratico durante il corso degli studi. Il laureato in Ctf, invece, può sostenere l’esame di stato solo dopo aver compiuto, successivamente alla laurea, il periodo di pratica semestrale presso una farmacia aperta al pubblico o in un ospedale, sotto la sorveglianza del servizio farmaceutico dell’ospedale. 

Scienze e tecnologie farmaceutiche
Questa classe di laurea è orientata ad approfondire le competenze di chimica, biologia animale e vegetale e morfologia e fisiologia del corpo umano, nonché a fornire conoscenze nell'area della chimica farmaceutica. Il corso dura tre anni e fornisce 180 crediti.
Le attività formative di base sono le discipline matematiche, chimiche, fisiche e biologiche. I laureati in questa classe possono trovare occupazione in diversi ambiti: dal controllo del farmaco nel settore dell'industria farmaceutica al controllo di qualità dei prodotti clinici e diagnostici, dalla professione di informatore farmaceutico a quella di erborista.


  Professioni sanitarie infermieristiche e ostetrica

I laureati di questa classe sono gli operatori professionali dell'area infermieristica e ostetrica. Il percorso formativo riguarda tre profili: infermiere, ostetrico/a e infermiere pediatrico.
I corsi durano tre anni per un totale di 180 crediti. La attività formative di base, comuni alla classe, individuabili nel rispetto dei diversi profili professionali, sono le scienze mediche propedeutiche e le scienze biomediche. Per quanto riguarda la professione di infermiere, il percorso formativo è fortemente caratterizzato dalle materie dedicate all'assistenza generale infermieristica, preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa. Grande attenzione è rivolta alla prevenzione delle malattie e all'assistenza ai malati e ai disabili.
La professione di ostetrico/a prevede che i laureati acquisiscano le competenze necessarie per assistere la donna nel periodo di gravidanza e durante il parto, per assistere il neonato, per effettuare interventi di educazione sanitaria e sessuale, per preparare e assistere negli interventi ginecologici. L'infermiere pediatrico, infine, deve acquisire la preparazione necessaria di tipo infermieristico, pediatrico, preventivo, curativo e riabilitativo, nonché le competenze per la prevenzione delle malattie e l'assistenza ai malati e ai disabili in età evolutiva.


  Professioni sanitarie della riabilitazione
La classe di laurea in professioni sanitarie della riabilitazione è strutturata in 8 profili professionali, ciascuno dedicato a sviluppare specifiche competenze: educatore professionale, fisioterapista, logopedista, ortottista, podologo, tecnico della riabilitazione psichiatrica, terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, terapista occupazionale. Tutti i corsi durano 3 anni per un totale di 180 crediti.
L'educatore professionale dovrà essere in grado di operare a fini educativi-relazionale in un contesto di difficoltà, operando nelle famiglie e sul contesto sociale del paziente per favorirne il reinserimento nella comunità. Il fisioterapista deve saper svolgere interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali, compromesse da eventi patologici.
Il logopedista, invece, svolge interventi nella prevenzione e nella riabilitazione delle patologie collegate al linguaggio. Per quanto riguarda le professioni di ortottista e di assistente di oftalmologia, il percorso formativo prevede lo studio relativo alle materie riguardanti il trattamento dei disturbi motori e sensoriali della visione e le tecniche di semiologia strutturale oftalmica.
La professione del podologo comprende le conoscenze utili a trattare i dolori del piede e segnalare al personale medico le patologie che richiedono un approfondimento di tipo diagnostico o di carattere terapeutico.
Il profilo formativo del tecnico della riabilitazione psichiatrica ha come obiettivo quello di svolgere interventi di carattere riabilitativo su soggetti con disabilità psichica. Occorre anche avere strumenti e competenze per analizzare il contesto famigliare e attuare interventi sulle famiglie e sul contesto sociale di riferimento per favorire il reinserimento nella comunità.
Il corso di studi per terapista della neuro e psico motricità dell'età evolutiva mira a fornire competenze per la prevenzione la terapia e riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili.
Infine, il corso per terapista occupazionale, che opera nella prevenzione e cura dei soggetti afflitti da malattie fisiche e psichiche con disabilità sia temporanee sia permanenti, ha lo scopo di preparare il laureato ad individuare i bisogni del disabile, i suoi aspetti motivazionali e le potenzialità di adattamento.


  Professioni sanitarie tecniche
Le aree abbracciate da questa classe di laurea sono due: quella tecnico-diagnostica e quella tecnico assistenziale. Per la prima area le figure professionali che vengono formate sono: tecnico audiometrista, tecnico di laboratorio biomedico, tecnico di radiologia medica per immagini e radioterapia, tecnico di neurofisiopatologia. Per la seconda: tecnico ortopedico, tecnico audioprotesista, tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, igienista dentale e dietista.
Per la professione di tecnico audiometrista, obiettivo del corso è fornire le competenze necessarie a valutare e riabilitare la patologia del sistema uditivo e vestibolare, e ad eseguire delle prove non invasive psico acustiche di valutazione e misura del sistema uditivo.
Il corso per tecnico di laboratorio biometrico mira invece a fornire competenze per svolgere attività di analisi e ricerca relative ai settori biomedico, biotecnologico, microbiologico, virologico e farmatossicologico.
Il corso per tecnico di radiologia medica per immagini e radioterapia fornisce una preparazione specifica per realizzare indagini e prestazioni radiologiche. Infine, il tecnico di neurofisiopatologia deve essere preparato per svolgere la sua attività nella diagnosi delle patologie del sistema nervoso, applicando i metodi relativi alla scienza neurologica e neurochirurgica.
Per quanto riguarda l'area tecnico-assistenziale, il tecnico ortopedico deve essere formato per operare, su prescrizione medica, nella costruzione, adattamento, applicazione e fornitura di protesi, ortesi e ausili sostitutivi, correttivi e di sostegno all'apparato locomotore.
Il tecnico audioprotesista deve invece essere in grado di preparare, adattare, fornire e controllare i presidi protesici per la prevenzione e correzione dei deficit uditivi.
Il corso per tecnico della fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare prepara a operare in campo sanitario nella conduzione e manutenzione delle apparecchiature relative alla tecniche di circolazione extracorporee e di emodinamica.
L'igienista dentale deve invece occuparsi dell'attività di educazione sanitaria dentale, nella prevenzione, nella redazione della cartella clinica odontostomatologica, della raccolta dei dati tecnico-statistici e delle metodiche di igiene orale.
Infine il dietista deve acquisire le competenze per svolgere tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell'alimentazione e della nutrizione, inclusi gli aspetti educativi e di collaborazione all'attuazione di politiche alimentari.


  Professioni sanitarie della prevenzione
Questa classe di laurea mira a fornire una preparazione di base utile per comprendere i processi patologici dell'età evolutiva, adulta e geriatrica. Le competenze specifiche variano a seconda del percorso prescelto. Si può scegliere infatti tra due percorsi: tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro e assistente sanitario. Il tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro si occupa dell'attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale. Collabora con l'autorità giudiziaria nelle indagini sui reati contro il patrimonio ambientale e vigila sui prodotti cosmetici.
Il corso per assistente sanitario ha invece lo scopo di far acquisire le competenze necessarie per operare nella prevenzione, promozione ed educazione alla salute. I laureati progettano, programmano, attuano e valutano interventi specifici di educazione alla salute in tutte le fasi della vita di una persona.
Anche per questi corsi di laurea i crediti previsti sono 180, e il corso di studi dura tre anni.


  Per saperne di più
I corsi di laurea dell'area sanitaria sono corsi a numero chiuso che prevedono il superamento di un esame di ammissione. Gli esami si tengono in settembre e il numero di posti disponibili è decretato ogni anno dal Ministero dell'Università e della Ricerca, che indica anche le materie di esame.
Per avere maggiori informazioni sugli insegnamenti e gli sbocchi professionali dei corsi di laurea dell'area sanitaria clicca qui  e scarica la Guida all'Istruzione superiore e alle professioni del Miur.
Nella sezione Mestieri e professioni  di JobTel è invece possibile trovare maggiori informazioni sull'attività, i requisiti e la carriera delle professioni sopra citate.

Data: 28/04/2009
Fonte: Redazione

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AREA UMANISTICA

L'area umanistica comprende, in generale, i corsi attivati presso le facoltà di Lettere e Filosofia, Lingue, Scienze della formazione e Scienze dei beni culturali. Il numero dei corsi è molto elevato (oltre 600) per cui in questa guida ci soffermeremo sulle classi di laurea dell'area umanistica entro cui le Università hanno istituito i corsi di primo livello.

Lauree deboli ma non troppo
Una volta si chiamavano "lauree deboli", ma secondo le più recenti indagini si tratta soprattutto di un luogo comune. almeno nel lungo periodo. Se infatti resta vero – come conferma l'ultima indagine Almalaurea – che i laureati in Storia, Filosofia, Lettere, Scienze dell'educazione e affini faticano di più per entrare nel mondo del lavoro (solo il 49% trova lavoro ad un anno dalla laurea, contro il 52,4% della media dei laureati italiani), a lungo andare i laureati in ambito umanistico colmano il gap e raggiungono posizioni lavorative di prestigio.
A cinque anni dalla laurea, infatti, vanno meglio della media dei laureati italiani (89,4%) sia i laureati in storia (93,4%), che quelli del Dams (91,3%), mentre restano indietro i laureati in lettere (84%), in filosofia (81,5%) e in conservazione dei beni culturali (88,4%).

Professione insegnante: regole in evoluzione
Per insegnare nelle scuole d'infanzia o nella scuola primaria è obbligatorio avere la laurea in Scienze della formazione primaria. Il corso dura 4 anni ed è articolato in due bienni: il primo con insegnamenti comuni e il secondo suddiviso in due indirizzi.
Per insegnare nella scuola secondaria di primo grado e di secondo grado al momento è necessario conseguire una laurea specialistica corrispondente a quanto richiesto dalla classi di concorso. Ma al momento in cui scriviamo, resta ancora da chiarire se sarà obbligatorio frequentare la Siss (Scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario).
Per essere sempre aggiornati sulla normativa in materia di insegnamento occorre visitare periodicamente il sito del Ministero della Pubblica istruzione (www.istruzione.it).

Lettere
I laureati in Lettere devono possedere una solida conoscenza della letteratura, della storia, della geografia e dell'arte nel loro sviluppo attraverso i secoli. Devono conoscere almeno una lingua dell'Unione europea e saper utilizzare i principali strumenti informatici. Terminato il triennio "base" (tre anni per 180 crediti) potranno scegliere di perfezionare la loro formazione conseguendo una laurea specialistica.
Quelle a cui è propedeutica la classe di laurea triennale in Lettere sono: Archeologia, Filologia e letterature dell'antichità, Filologia moderna, Informatica per le discipline umanistiche, Lingua e cultura italiana.
Il laureato in Lettere può utilizzare le conoscenze acquisite per dedicarsi all'insegnamento (italiano, storia geografia, latino greco). Inoltre, il laureato in lettere può trovare impiego in diversi campi: giornalismo, comunicazione, editoria tradizionale o multimediale, comunicazione pubblica, attività di promozione della lingua e cultura italiana in Italia e all'estero.

Filosofia
I laureati nei corsi della classe di laurea in Filosofia devono aver acquisito una solida conoscenza del pensiero filosofico e scientifico dall'antichità ai nostri giorni e un'ampia informazione in diversi ambiti della ricerca filosofica (teoretico, logico, epistemologico, linguistico, estetico, etico, religioso, politico. Devono inoltre aver conseguito una buona padronanza della terminologia e dei metodi riguardanti l'analisi dei problemi, le modalità argomentative e l'approccio ai testi, e possedere adeguate competenze nelle problematiche dell'etica applicata.
Le classi di laurea specialistica collegate alla laurea triennale in filosofia sono: filosofia e storia della scienza, filosofia teoretica, morale, politica ed estetica, scienze delle religioni.
Per quanto riguarda gli sbocchi professionali, il laureato in filosofia può dedicarsi all'insegnamento nelle scuole secondarie. Oppure può occuparsi dell'elaborazione, analisi e comunicazione di testi e informazioni in diversi ambiti: giornalismo, editoria, comunicazione pubblica, divulgazione scientifica con particolare riferimento a specializzazioni tematiche relative all'ambito umanistico, storico-filosofico, etico, epistemologico, storico-scientifico.
Altri settori di competenza possono essere: il marketing e la pubblicità, la gestione delle risorse umane, i servizi culturali, la comunicazione aziendale o politico-sindacale, gli uffici studi e i centri di ricerca sociale e culturale.

Lingue e culture moderne
I laureati nei corsi di questa classe di laurea devono possedere una solida formazione di base in linguistica teorica e in lingua e letteratura italiana. Devono poi possedere la completa padronanza scritta e orale di almeno due lingue straniere (di cui una dell’Unione europea, oltre l’italiano), nonché del patrimonio culturale delle civiltà di cui sono espressione e una discreta competenza scritta e orale in una terza lingua, oltre ad essere in grado di utilizzare i principali strumenti informatici e della comunicazione telematica negli ambiti specifici di competenza.
Le lauree specialistiche collegate sono: Interpretariato di conferenza, Lingue e letterature afroasiatiche, Lingue e letterature moderne euroamericane. Lingue straniere per la comunicazione internazionale, linguistica, traduzione letteraria e tecnico-scientifica.
Il laureato in Lingue e culture moderne può trovare impiego in diversi settori: servizi culturali, giornalismo, editoria. Inoltre possibili sbocchi professionali sono le istituzioni culturali, le imprese e attività commerciali, le rappresentanze diplomatiche e consolari, il turismo culturale e l’intermediazione tra le culture dell’Europa e fra queste e quelle dell’America, dell’Asia, dell’Africa nonché la formazione degli operatori allo sviluppo in contesti multietnici e multiculturali.
Il laureato in Lingue straniere potrà inoltre utilizzare le conoscenze e le capacità critiche acquisite prima di tutto nell’ambito dell’insegnamento per accedere alle cattedre di lingue straniere nelle scuole di ogni ordine e grado, secondo le norme che regoleranno l’accesso alla docenza.

Scienze della mediazione linguistica
I laureati nei corsi di laurea in Scienze della mediazione linguistica devono possedere una solida base culturale e linguistica in almeno due lingue, oltre l’italiano, e nelle relative culture. Oltre a sicure competenze linguistico-tecniche (orali e scritte), devono inoltre possedere un’adeguata preparazione generale in campo economico-giuridico, storico-politico, socio-antropologico e letterario.
Occorre inoltre una buona padronanza degli strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione, e un'adeguata conoscenza delle problematiche di specifici ambiti di lavoro (istituzioni pubbliche, imprese produttive, culturali, turistiche, ambientali, ecc.) in relazione alla vocazione del territorio e alle sue possibili evoluzioni, con riferimento anche alle dinamiche interetniche e interculturali. Le lauree specialistiche collegate sono le stesse della classe di laurea in Lingue e culture moderne.
I laureati in Scienze della mediazione linguistica svolgeranno attività professionali nel campo dei rapporti internazionali, a livello interpersonale e di impresa, della ricerca documentale, della redazione, in lingua, di testi quali rapporti, verbali, corrispondenza; di ogni altra attività di assistenza linguistica alle imprese e negli ambiti istituzionali.
Appartengono al campo delle Scienze della mediazione linguistica alcune attività professionali quali, per esempio: l'interprete, il traduttore e il mediatore linguistico.

Scienze dei beni culturali
I laureati nei corsi di tale campo di attività devono possedere una buona formazione di base e un adeguato spettro di conoscenze e di competenze nei vari settori dei beni culturali (patrimonio archeologico; archivistico e librario; teatrale, musicale e cinematografico; storico-artistico; demoetnoantropologico; del paesaggio e dell’ambiente).
Devono inoltre conoscere adeguatamente la legislazione del settore dei beni culturali.
La laurea specialistica biennale per la quale è propedeutica la laurea in Scienze dei beni culturali è la laurea in Archivistica e Biblioteconomia.
I curricula triennali delle lauree i Scienze dei beni culturali sono mirati alla formazione di base di un operatore dei beni culturali.
Questa figura sarà attiva all’interno degli organi di tutela centrali, periferici (soprintendenze, musei, istituti culturali) e locali, di livello qualificato, ancorché diversa da quella richiesta per i ruoli dirigenziali, cui si accede tuttora solo se in possesso di titoli accademici superiori.
Appartengono al campo delle Scienze dei beni culturali alcune attività professionali quali, ad esempio: archeologo, archivista, bibliotecario, storico dell'arte, restauratore, manager culturale.

Scienze dell'educazione e della formazione
I laureati nei corsi di questa classe di laurea devono aver acquisito conoscenze teoriche e competenze operative nel settore dell’educazione e della formazione, caratteristicamente integrate da ambiti differenziati di conoscenze e competenze nelle scienze della natura e dell’uomo ma sempre in relazione a una prevalenza della formazione generale, relativa alla conoscenza teorica, epistemologica e metodologica delle problematiche educative nelle loro diverse dimensioni, compresa quella di genere. Inoltre, occorre che abbiano adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione. Le lauree specialistiche corrispondenti sono: programmazione e gestione dei servizi sociali, Scienze cognitive, Scienza dell'educazione degli adulti e della formazione continua, Scienze pedagogiche.
I laureati nella classe di Scienze dell'educazione e della formazione possono svolgere attività di educatore professionale, educatore di comunità e nei servizi sociali, animatore socio-educativo, operatore nei servizi culturali, nelle strutture educative, in altre attività territoriali, connesse anche al terzo settore. Possono inoltre operare come: formatori, istruttori o tutor nelle imprese, nei servizi, nelle pubbliche amministrazioni.
Possono infine essere impiegati come educatori infantili nelle strutture prescolastiche, scolastiche ed extrascolastiche, nei servizi all’infanzia e in altre attività che richiedano una specifica qualificazione rispetto all'educazione infantile.

Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda
I laureati nei corsi di laurea di tale campo devono possedere un’adeguata formazione di base relativamente ai settori delle arti, del cinema, della musica, del teatro e del costume. Devono inoltre saper padroneggiare strumenti metodologici e critici adeguati all’acquisizione di competenze dei linguaggi espressivi, delle tecniche e dei contesti delle manifestazioni specifiche. Occorrono, infine, adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione, e un sicuro uso degli strumenti informatici e della comunicazione telematica negli ambiti specifici di competenza. Le lauree specialistiche correlate sono: Musicologia e beni musicali e scienza dello spettacolo e della produzione multimediale.
I laureati della classe svolgeranno attività professionali in diversi ambiti, quali l’animazione e l’industria culturale, le televisioni e i mass-media, il costume e la moda, dall’ideazione del prodotto alla sua realizzazione.
Nel campo della musica, i laureati della classe possono trovare impiego come insegnanti delle materie musicali nelle scuole di musica e nella scuola secondaria, come organizzatori musicale addetti alla promozione, programmazione e produzione di spettacoli, rassegne, festival e manifestazioni musicali (teatri, enti lirici, enti concertistici, radio e televisione, industria discografica, enti locali).
Nel cinema, nella moda e nel teatro, solo a titolo esemplificativo, è possibile svolgere attività professionali come: addetto stampa e pubblicista in uffici stampa di istituzioni teatrali e musicali e di case di moda, in redazioni di periodici specialistici o di programmi radiotelevisivi, in istituzioni museali per la preparazione di mostre, sfilate, realizzazione di colonne sonore di film, spot pubblicitari, programmi radiotelevisivi, e l’ambientazione sonora di mostre ed eventi culturali, come responsabile della progettazione di eventi, responsabile di produzione, casting director, location manager, responsabile di distribuzione, responsabile di esercizio, direttore di sala, responsabile della segreteria organizzativa, responsabile della sicurezza degli spettacoli, direttore commerciale di compagnia e di esercizi teatrali.
Nel settore delle arti visive, tra le diverse opportunità, è possibile operare: nella progettazione e produzione di siti Web, Cd Rom, Dvd, nella produzione di audiovisivi digitali, nella gestione e organizzazione di eventi multimediali. come redattore di ipertesti, progettista multimediale, esperto in linguaggi e tecnologie multimediali, come promotore culturale, collaboratore e consulente in videoteche e mediateche autonome o istituite presso biblioteche e musei;
collaboratore a vario livello in archivi cinematografici e televisivi, istituzioni ed enti pubblici e privati quali festival cinematografici, sale cinematografiche, aziende televisive; in redazione di case editrici del settore, uffici stampa.

Scienze geografiche
I laureati della classe di laurea in Scienze geografiche devono possedere una solida formazione di base e la padronanza specifica delle discipline geografiche, economiche e sociologiche, delle materie culturali e giuridiche.
Devono possedere gli strumenti teorici, tecnici e metodologici necessari per l’interpretazione e la rappresentazione e del territorio e dello spazio prodotto dalle attività umane e del rapporto tra queste e l’ambiente fisico. Devono conoscere almeno una lingua dell'Unione europea, essere in grado di utilizzare i principali strumenti informatici e della comunicazione telematica negli ambiti specifici di competenza. Le lauree specialistiche collegate sono: Geografia.
I laureati della classe svolgeranno attività professionali in enti pubblici e privati che utilizzino professionalità coerenti con la tipologia di competenze specifiche fornite dal corso di laurea, nonché nei settori della rappresentazione e dell’analisi del territorio, dell’identificazione e valorizzazione delle risorse dei connessi fenomeni economici e politici. Appartengono al campo delle Scienze geografiche alcune attività professionali quali, ad esempio: geografo, analista del territorio, mediatore territoriale, promotore turistico.

Scienze storiche
I laureati nei corsi di tale campo di attività devono acquisire una formazione di base finalizzata all’indagine storica mediante l’apprendimento delle principali metodologie specifiche e delle nozioni fondamentali delle discipline e delle tecniche ausiliarie. Devono apprendere le linee generali della storia dell’umanità e acquisire familiarità con linguaggi e stili storiografici, con l’uso delle fonti documentarie e orali e della tradizione storiografica, con i profili diacronici delle relazioni di genere e con la conoscenza diretta di alcune fonti in originale.
Le lauree specialistiche collegate sono: Storia antica, Storia contemporanea, Storia dell'arte, Storia della filosofia, Storia medievale, Storia moderna, Studi europei.
I laureati nelle discipline collegate alle classe di scienze storiche possono trovare occupazione in enti pubblici e privati, negli istituti di cultura che si occupano di tradizioni storiche e di cultura locale, in attività e servizi culturali per il recupero delle tradizioni.
Chi aspirasse alla ricerca universitaria dovrà completare gli studi storici con una laurea specialistica, mentre chi fosse interessato all'insegnamento dovrà mettere in preventivo un percorso di laurea quinquennale.

Per saperne di più
Per conoscere tutti i corsi di laurea attivati dalle Università italiane nell'ambito delle classi di laurea dell'area umanistica consulta il sito http://universo.miur.it  e seleziona la classe di laurea che ti interessa.
Per maggiori informazioni sugli insegnamenti e gli sbocchi professionali dei corsi di laurea dell'area umanistica clicca qui  e scarica la Guida all'Istruzione superiore e alle professioni del Miur.
Nella sezione Mestieri e professioni  di JobTel è invece possibile trovare maggiori informazioni sull'attività, i requisiti e la carriera delle professioni sopra citate.

Data: 27/04/2009
Fonte: Redazione

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AREA SOCIALE

Secondo la suddivisione operata dal Ministero dell'Università e della Ricerca l'area sociale comprende le seguenti classi di laurea: giurisprudenza, scienze dei servizi giuridici, scienze del servizio sociale, scienze sociologiche, scienze della comunicazione, scienze politiche e delle relazioni internazionali, scienze dell'economia e della gestione aziendale, scienze dell'amministrazione, scienze economiche, scienze e tecniche psicologiche, scienze del turismo e scienze della difesa e della sicurezza.
Vediamo per ciascuna classe, quali sono i principali corsi attivati e gli sbocchi occupazionali.


Giurisprudenza
Dall'anno accademico 2007-08 la laurea magistrale in giurisprudenza sarà attivata secondo un'articolazione 1+4. Dopo il primo anno comune gli studenti potranno scegliere se concludere il proprio percorso di studi in altri due anni con una laurea triennale (1+2), oppure continuare gli studi scegliendo un percorso di 4 anni, che conduce al conseguimento della nuova laurea magistrale (1+4). In quest’ultimo caso si svolgerà complessivamente un ciclo di studi quinquennale.
Le figure professionali regolamentate nel campo della giurisprudenza sono il notaio, l'avvocato e il magistrato.

Il notaio è un ufficiale pubblico che riceve atti tra vivi e di ultima volontà, attribuendo loro pubblica fede, conservandone il deposito e rilasciando copie, certificati ed estratti. Si ottiene la nomina a notaio superando un concorso pubblico nazionale bandito dal Ministero della Giustizia. Gli aspiranti debbono essere in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza e aver compiuto un periodo di praticantato di almeno due anni presso uno studio notarile.

L'avvocato è il professionista chiamato ad assistere una parte in giudizio. Lavora nei tribunali occupandosi della difesa dei clienti nei processi penali e civili. Può svolgere anche attività stragiudiziale per esempio attraverso consulenze periodiche a singoli, enti e aziende, stesure di pareri, arbitrati, redazione di contratti complessi.
Nella professione dell'avvocato si fa strada sempre più la necessità di una specializzazione professionale. Abbiamo così: il penalista, il civilista, l'amministrativista, il tributarista, il matrimonialista, l'avvocato specializzato in diritto del lavoro, tutela dei consumatori ecc... Per svolgere la professione di avvocato occorre, dopo la laurea in giurisprudenza, svolgere un periodo di pratica presso uno studio legale e superare un esame di Stato.

Il magistrato si occupa come attività principale dell’esame di una controversia, che deve essere decisa in giudizio con una sentenza. Quella del giudice è un’attività di interpretazione e di applicazione della legge al caso concreto.
Essa presuppone lo studio delle precedenti sentenze su casi simili e l’analisi delle opinioni degli studiosi sulla materia (dottrina). Si entra in magistratura superando il concorso per uditore giudiziario riservato ai laureati in giurisprudenza.


• Scienze dei servizi giuridici
I laureati nei corsi di laurea triennale di tale campo devono possedere una solida preparazione culturale e giuridica di base, la sicura conoscenza di particolari settori dell’ordinamento e la capacità di applicare la normativa ad essi pertinente.
Nell'ambito della classe di lauree in scienze dei servizi giuridici l'unica professione regolamentata è quella del consulente del lavoro, il cui titolo professionale si consegue superando l’esame di stato di abilitazione professionale. All’esame di stato sono ammessi i laureati della classe in Scienze dei servizi giuridici e i titolari degli altri diplomi previsti dalla legge che abbiano effettuato un tirocinio biennale.
Inoltre, appartengono al campo delle Scienze dei servizi giuridici alcune attività professionali come, per esempio, il giurista d'impresa e l'operatore giudiziario.
Il giurista d’impresa esercita la propria attività lavorativa nell’ambito delle imprese dei diversi settori, compreso quello bancario e finanziario, sia come addetto agli uffici di direzione e governo societario, che come responsabile di uffici aziendali, della contrattualistica d’impresa, nonché in generale della gestione dei rapporti con la clientela e le altre imprese.
L'operatore giudiziario può svolgere diverse attività,come per esempio, il cancelliere di tribunale o l’ufficiale giudiziario, ma può anche trovare impiego presso studi legali come quadro intermedio e di raccordo tra gli avvocati ed il personale di segreteria.
Un altro campo di attività possibile è quello del mediatore che svolge un ruolo di grande utilità sociale nell’ambito dei servizi di prevenzione, dei servizi sociali, della pubblica sicurezza e del sistema penitenziario, con peculiare riguardo alla prevenzione della criminalità minorile e del recupero dei minori autori di illeciti penali.


Scienze del servizio sociale
I laureati nei corsi di laurea attivati in tale ambito devono possedere un'adeguata conoscenza di base per il servizio sociale, dimostrare una sicura padronanza dei metodi e delle tecniche proprie del servizio sociale e possedere competenze pratiche e operative per individuare e trattare situazioni di disagio sociale, riferite sia a gruppi che a comunità.
L'impiego naturale è quello di assistente sociale. Per poter esercitare la professione occorre superare l'esame di Stato, che dà diritto a iscriversi nella sezione B dell'Albo (nella sezione A ci si potrà iscrivere dopo aver conseguito una laurea specialistica in Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali). Le aree di impiego saranno strutture pubbliche e private, di servizio alla persona, servizi sociali e organizzazioni no profit.

Scienze sociologiche
I laureati nella classe di laurea in scienze sociologiche devono possedere un'adeguata conoscenza delle discipline sociologiche e delle scienze sociali, e dimostrare una buona padronanza del metodo di ricerca sociologica e di parte almeno delle tecniche proprie dei diversi settori di applicazione. Indispensabili sono poi le competenze pratiche e operative relative alla misura, al rilevamento e al trattamento dei dati pertinenti all'analisi sociale.
I laureati di questa classe possono trovare impiego come esperti di metodi e tecniche di ricerca sociale, di problemi dello sviluppo del territorio, di problemi di organizzazione e comunicazione del lavoro, nonché come operatori nelle amministrazioni pubbliche e private, con ruoli di autonomia e responsabilità.

Scienze della comunicazione
I laureati in questa classe di laurea devono arrivare a possedere le conoscenze e competenze professionali indispensabili per l'inserimento professionale nei diversi apparati, sia dell'industria culturale (editoria, giornali, radio, tv, teatro, nuovi media) sia dei settori comunicativi delle imprese e delle istituzioni.
Per quanto riguarda gli sbocchi professionali, lo spettro è piuttosto ampio: tecnico delle relazioni pubbliche, portavoce e addetto stampa, comunicatore d’impresa nelle forme tradizionali e innovative (in rete), esperto di pubblicità commerciale e di utilità sociale, comunicatore di sistemi territoriali locali, regista multimediale, webmaster,redattore editoriale.
Appartiene al campo delle Scienze della comunicazione la professione del giornalista, la cui attività consiste nella raccolta e nell’elaborazione delle informazioni e, successivamente, nella redazione di un testo (notizia, articolo, o servizio), che potrà essere pubblicato su carta o in formato elettronico, o letto, in genere dal giornalista stesso.
Per svolgere la professione di giornalista (in forma professionale)occorre essere iscritto all'Albo. L'Albo dei giornalisti è suddiviso in due categorie: quella dei professionisti e quella dei pubblicisti: la prima, composta da coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione giornalistica; la seconda, da coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se contestualmente ad altre professioni. Per iscriversi all'Albo occorre un periodo di pratica di almeno 18 mesi e il superamento di un'esame di idoneità professionale.


Scienze politiche e delle relazioni internazionali
I laureati in questa classe di lauree devono possedere una preparazione interdisciplinare nei settori giuridico, economico, politologico, sociale e storico per essere pronti ad affrontare le problematiche pubbliche e private proprie delle società moderne, nonché le politiche delle pari opportunità. Devono inoltre aver assimilato il metodo della ricerca empirica in ambito politologico, sociologico, statistico ed economico.
Per quanto riguarda le possibilità di impiego, i laureati di questa classe possono essere impiegati in imprese e organizzazioni private nazionali e multinazionali, in amministrazioni, enti e organizzazioni pubbliche nazionali, sovranazionali e internazionali e in organizzazioni governative del terzo settore.


Scienze dell'economia e della gestione aziendale
I laureati nei corsi di laurea in scienza dell'economia e della gestione aziendale devono conoscere i metodi di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali, grazie alla padronanza di diverse competenze: economiche, aziendali, giuridiche e quantitative.
I corsi appartenenti a questa classe di laurea formano figure professionali e manageriali che possono trovare impiego in diversi settori all'interno di aziende private (marketing e vendita, finanza, personale, amministrazione), ma anche mettersi in proprio o assumere ruoli di management imprenditoriale nelle aziende medio-grandi.


Scienze dell'amministrazione
I laureati nei corsi di laurea attivati nell'ambito delle scienze dell'amministrazione devono possedere conoscenze di metodo e di contenuto in ambito giuridico, economico, politico istituzionale, organizzativo-gestionale, orientate al settore delle amministrazioni pubbliche, nazionali ed internazionali e a quello delle organizzazioni private.
Devono inoltre essere in grado di assistere le istituzioni pubbliche, le organizzazioni private d'impresa e di servizi e quelle del terzo settore nelle attività di progettazione e sviluppo di iniziative per l'evoluzione economica, sociale e civile della comunità.
Per i laureati di questa classe, le prospettive occupazionali riguardano sopratutto le amministrazioni pubbliche centrali e locali. In particolar modo, questa classe di laurea forma i nuovi funzionari della pubblica amministrazione, dotati di grande flessibilità e competenze interdisciplinari. Sono anche possibili sbocchi professionali nelle imprese private e nel Terzo settore per la gestione di progetti in cui si intrecciano obiettivi aziendali e politiche pubbliche.


Scienze economiche
I laureati nei corsi attivati nell'ambito della classe di laurea in scienze economiche devono possedere un'adeguata conoscenza delle discipline economiche e dimostrare una buona padronanza degli strumenti matematico-statistici e delle basi dell'ordinamento giuridico.
Devono inoltre possedere competenze pratiche e operative, relative alla misura, al rilevamento e al trattamento dei dati pertinenti all'analisi economica nei suoi vari aspetti applicativi e dimostrare una buona padronanza del metodo della ricerca, della metodica economica e delle tecniche proprie dei diversi settori di applicazione.
I laureati di questa classe possono trovare impiego in imprese, società di intermediazione finanziaria, aziende di credito, assicurazioni, istituzioni ed enti internazionali in ambito economico. Dopo il corso di laurea triennale è anche possibile proseguire gli studi con un corso di laurea specialistica in scienze dell'economia o scienze economico-aziendali, che aprono la strada alla libera professione all'attività di consulente.


Scienze e tecniche psicologiche
I laureati in scienze e tecniche psicologiche devono acquisire un gruppo di conoscenze di base caratteristiche dei diversi settori delle discipline psicologiche e, al contempo, devono sapere padroneggiare i principali metodi e procedure di indagine scientifica. Inoltre, è indispensabile arrivare a possedere competenze operative e pratiche per operare professionalmente nell'ambito dei servizi diretti alla persona, ai gruppi e alle comunità.
Dal punto di vista degli sbocchi professionali, la laurea triennale in scienze e tecniche psicologiche consente, oltre all'accesso alla specializzazione in psicologia (per poi potersi iscrivere alla sezione A dell'Albo degli psicologi), l'accesso al master di primo livello per diventare riabilitatore del linguaggio o riabilitatore psicosociale.
Per diventare psicologi, dopo la laurea triennale occorre frequentare un tirocinio di 6 mesi, e sostenere l'esame di Stato per iscriversi alla sezione B dell'Albo degli Psicologi. Il laureato di primo livello può svolgere attività di tipo tecnico-operativo, partecipando ad esempio, alla verifica di interventi psicosociali, con l'utilizzo di tecniche e strumenti di analisi (test, interviste ecc...) per valutare l'idoneità psicologica dei soggetti e intervenire nel recupero.


Scienze del turismo
I corsi di laurea attivati nell'ambito delle scienze del turismo preparano i giovani laureati nelle discipline economiche, geografiche, antropologiche e sociologiche in modo che possano cogliere le interdipendenze settoriali del mercato del turismo. I laureati dovranno inoltre possedere una buona padronanza dei metodi di ricerca sociale ed economica, con competenze relative alla misura, al rilevamento e al trattamento dei dati pertinenti all'analisi sociale. Inoltre, è indispensabile acquisire le tecniche di promozione e fruizione dei beni e delle attività culturali e strumenti idonei alla comunicazione e alla gestione dell'informazione.
Gli sbocchi professionali, oltre a quelli più classici del settore (agenzie di viaggio, alberghi, organizzazione di eventi ecc..), possono riguardare sia il mondo dell'impresa (controller di imprese turistiche, food and beverage manager) che quello della comunicazione (editoria tradizionale, multimediale e uffici stampa di enti e imprese del settore).


Scienze della difesa e della sicurezza
I laureati di questa classe sono professionisti, militari o civili, che hanno acquisito la preparazione culturale (umanistica, socio-politologica, scientifica e tecnologica) e l'addestramento teorico-pratico adeguati per operare con incarichi di comando, gestione e coordinamento in uno dei seguenti ambiti: unità terrestri, marittime e aeree; tutela del territorio nazionale e dei suoi beni; tutela degli interessi strategici ed economico finanziari dello Stato italiano e dell'Ue, gestione e direzione di sistemi organizzativo-funzionali.
Solitamente, le singole Università, d'intesa con gli istituti militari di riferimento, individuano gli specifici percorsi formativi destinati ai diversi profili professionali che possono appartenere alla categoria degli ufficiali dell'Arma dei carabinieri, dell'Esercito italiano, della Marina militare, dell'Aeronautica militare, del Corpo della Guardia di Finanza.


Per saperne di più
Per conoscere tutti i corsi di laurea attivati dalle Università italiane nell'ambito delle classi di laurea dell'area umanistica consulta il sito http://universo.miur.it  e seleziona la classe di laurea che ti interessa.
Per maggiori informazioni sugli insegnamenti e gli sbocchi professionali dei corsi di laurea dell'area umanistica clicca qui  e scarica la Guida all'Istruzione superiore e alle professioni del Miur.
Nella sezione Mestieri e professioni  di JobTel è invece possibile trovare maggiori informazioni sull'attività, i requisiti e la carriera delle professioni sopra citate.

Data: 27/04/2009
Fonte: Redazione

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AREA SCIENTIFICA

Come conferma l'ultima indagine Excelsior le lauree scientifiche restano le più "ambite" dalle imprese italiane.
Subito dopo il settore economico (che nella suddivisione del Miur è inserito nell'area sociale), sono infatti i diversi ambiti di ingegneria ad essere soprattutto richiesti dal mercato del lavoro. Ma anche per i fisici e i matematici le opportunità non mancano. Vediamo quindi le classi di laurea che appartengono all'area scientifica, e i principali sbocchi occupazionali.

Secondo la suddivisione operata dal Miur, l'area scientifica comprende le seguenti classi di laurea:

- Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali;
- Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura;
- Architettura e Ingegneria edile;
- Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali;
- Scienze biologiche;
- Biotecnologie;
- Scienze e tecnologie chimiche;
- Disegno industriale;
- Scienze e tecnologie fisiche;
- Scienze e tecnologie informatiche;
- Ingegneria civile e ambientale;
- Ingegneria industriale;
- Ingegneria dell’informazione;
- Scienze matematiche;
- Scienze delle attività motorie e sportive;
- Scienze e tecnologie della navigazione marittima e aerea;
- Scienze statistiche;
- Scienze della terra;
- Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale;
- Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali.

Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
I laureati di questo corso devono possedere conoscenze di matematica, chimica, fisica, informatica, biologia, e familiarità con gli strumenti di indagine scientifica e capacità di operare nei settori agrario, agroalimentare e forestale.
Gli sbocchi professionali riguardano le professioni regolamentate dell'agronomo i forestale junior, l'enologo o il tecnologo alimentare. In applicazione del Dpr 5/6/2001 n. 328 con la laurea della classe in Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali è anche possibile conseguire l’abilitazione all’esercizio delle professioni di agrotecnico, perito agrario e perito industriale (sezione tecnologie alimentari).
I laureati dei percorsi triennali che intendono proseguire gli studi potranno iscriversi ai corsi di laurea specialistica (biennali). La laurea specialistica è requisito per conseguire l’abilitazione all’esercizio della professione di dottore agronomo e dottore forestale.

Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura
I laureati nei corsi di tale campo di attività devono possedere una cultura sistemica dell'ambiente e una buona pratica del metodo scientifico per l’analisi di componenti e fattori di processi, sistemi e problemi riguardanti l’ambiente, sia naturale, che modificato dagli esseri umani. Devono, inoltre, possedere adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell’informazione.
Gli sbocchi professionali possono riguardare l'ambiente marino: rilevamento, classificazione, analisi, ripristino e conservazione di componenti abiotiche e biotiche di ecosistemi marini, l’analisi e il monitoraggio dell’ambiente marino nella prospettiva della sostenibilità e della prevenzione. E', inoltre, possibile trovare impiego nel settore della guida e divulgazione naturalistica, oppure nei parchi/riserve naturali, musei naturalistici, centri didattici, nonché nei settori pubblici/privati relativi al turismo e all’editoria naturalistica.
La classe di laurea in Scienze e tecnologie per l'ambiente e la natura prepara alla professione di biologo (junior) e pianificatore junior.

Architettura e ingegneria edile
Il corso di laurea in Architettura e Ingegneria edile è un corso di laurea specialistica a ciclo unico, che dura 5 anni. Ha come obiettivo formativo di fondo l'integrazione delle conoscenze nel campo dell'architettura e dell'urbanistica con quelle più tipicamente tecnico-ingegneristiche. I principali sbocchi professionali, oltre alla libera professione, prevedono funzioni di alta responsabilità in istituzioni ed enti pubblici e privati, in studi professionali e società di progettazione, operanti nei campi dell'architettura, dell'urbanistica e delle costruzioni.
Un'altra possibilità è costituita dal corso di laurea triennale in scienze dell'Architettura e dell'ingegneria edile. Gli studenti del corso triennale avranno poi l’opportunità di proseguire gli studi iscrivendosi ai corsi di laurea specialistica (biennali).
In tal modo potranno iscriversi, previo superamento dell’esame di Stato, alla stessa sezione dell’Albo professionale alla quale hanno accesso coloro che hanno conseguito il titolo di studio al termine del percorso quinquennale.

Tecnologie per la conservazione e il restauro dei beni culturali
I laureati nei corsi di tale campo di attività devono essere in grado di intervenire sul bene culturale e di garantirne la conservazione, conoscendone le caratteristiche strutturali, nonché le caratteristiche e le proprietà dei materiali che lo compongono.
Devono, inoltre, possedere competenze atte a svolgere interventi in uno o più dei seguenti settori: definizione dei progetti di intervento mirati all’arresto di processi di degrado e di dissesto dei manufatti architettonici storici, di quelli storico-artistici, archivistici, musicali, teatrali, cinematografici; studio delle modalità per la rimozione delle cause del degrado; conservazione dei beni ambientali e dei beni demoetnoantropologici, relativamente agli aspetti tecnologici del problema.
I laureati della classe svolgeranno attività professionali presso enti locali e istituzioni specifiche, quali sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, nonché presso aziende ed organizzazioni professionali operanti nel settore del restauro, della tutela dei beni culturali e del recupero ambientale.

Scienze biologiche
Obiettivo del corso in Scienze biologiche è far acquisire competenze nei diversi settori delle scienze biologiche e familiarità con il metodo scientifico, per consentire allo studente di comprendere a livello applicativo e operativo l'ambito biologico. Molta importanza è riservata all'attività di laboratorio. Sono obbligatori tirocini e stage presso aziende o strutture della pubblica amministrazione.
Gli sbocchi occupazionali riguardano la libera professione di biologo (previa iscrizione all'albo – sezione B) e nell'impiego presso istituti di ricerca, come il Cnr o altri, oppure presso enti pubblici e privati, laboratori di analisi, società chimiche, farmaceutiche, alimentari, o presso enti di controllo di gestione delle risorse naturali e ambientali.

Biotecnologie
Il corso triennale fornisce agli studenti una buona conoscenza dei sistemi biologici, con particolare attenzione a fornire le basi scientifiche e sperimentali delle tecniche multidisciplinari che caratterizzano gli aspetti operativi delle biotecnologie. I laureati dovranno acquisire familiarità con il metodo scientifico, al fine di poter svolgere ruoli tecnici e professionali nei diversi campi di applicazione delle biotecnologie. Le discipline di base sono quelle matematiche, informatiche, statistiche, fisiche, chimiche e biologiche.
Gli sbocchi professionali principali riguardano l'impiego in grandi aziende industriali o in laboratori di ricerca biotecnologica. In crescita è l'offerta di lavoro proveniente dal comparto alimentare dell'industria.

Scienze e tecnologie chimiche
I laureati della classe in Scienze e tecnologie chimiche devono possedere competenze nei settori della chimica sia a livello teorico sia sperimentale, al fine di acquisire le metodologie di indagine scientifica in relazione a problemi di carattere applicativo. Tra gli sbocchi professionali, oltre alla libera professione di chimico (previa iscrizione all'Albo, sezione B), sono da annoverare l'impiego in laboratori, centri di ricerca, industrie chimiche e farmaceutiche e cosmetologiche.

Disegno industriale
L’obiettivo della classe di laurea in Disegno industriale è la formazione di tecnici del progetto che possiedano conoscenze atte a svolgere la funzione di raccordo tra il momento di ideazione e quello di produzione coprendo le diverse attività che, dalla progettazione del prodotto al suo sviluppo ed ingegnerizzazione fino alla fase di produzione su larga scala, declinano i numerosi apporti tecnico-progettuali che conducono alla definizione del prodotto stesso.
I laureati della classe svolgeranno attività professionali in diversi ambiti, quali la libera professione, le istituzioni e gli enti pubblici e privati, gli studi e le società di progettazione, le imprese e le aziende che operano nel campo del disegno industriale, delle comunicazioni visive e multimediali.

Scienze e tecnologie fisiche
I laureati della classe devono conoscere a fondo i diversi settori della fisica classica e moderna, le moderne strumentazioni di analisi dei dati e gli strumenti matematici e informatici di supporto. I corsi della classe in Scienze e tecnologie fisiche sono poi strutturati per far acquisire ai laureati competenze nei metodi e strumenti di indagine utili alla rappresentazione e alla modellizzazione della realtà fisica e alla loro verifica, nonché competenze operative e di laboratorio.
Gli sbocchi professionali più consistenti sono quelli offerti dalle opportunità di lavoro presso strutture nazionali e internazionali di ricerca come Cnr, Enea, Enel. Un'altra possibilità di impiego sono le aziende industriali e di servizi pubbliche e private, o nei laboratori di ricerca o, ancora, l'insegnamento nelle scuole secondarie.

Scienze e tecnologie informatiche
La classe di laurea in Scienze e tecnologie informatiche è strutturata in modo da fornire competenze nei settori delle scienze e tecnologie dell'informazione per la gestione, nell'utilizzo e progettazione dei sitemi informatici, nella pratica degli strumenti di indagine in situazioni concrete e l'applicazione pratica di queste competenze nei vari settori operativi dell'informatica.
I principali sbocchi professionali sono offerti dall'impiego in aziende private per attività di programmazione per il software, nel settore dell'automazione industriale, dell'attività e dei servizi legati a internet, e nel circuito della ricerca scientifica.

Ingegneria civile e ambientale
Sono due i corsi principali raggruppati sotto questa classe: ingegneria civile e ingegneria per l'ambiente e il territorio. I laureati in Ingegneria civile e ambientale devono conoscere gli aspetti metodologici e operativi della matematica e delle altre scienze di base per poter interpretare e descrivere i problemi dell'ingegneria. Devono inoltre conoscere gli aspetti metodologici e operativi delle scienze dell'ingegneria per poter identificare, formulare e risolvere i problemi utilizzando le tecniche e i metodi più aggiornati. Devono inoltre conoscere l'impatto delle soluzioni ingegneristiche nel contesto sociale e fisico-ambientale e conoscere le proprie responsabilità professionali ed etiche.
Le opportunità di impiego sono sopratutto legate alla libera professione (previa iscrizione all'Albo, sezione B per le lauree triennali), anche se non mancano opportunità all'interno dell'industria o del settore pubblico.

Ingegneria industriale
I laureati di questa devono conoscere gli aspetti metodologici, e operativi della matematica e delle altre scienze di base per poter interpretare e descrivere i problemi dell'ingegneria. Devono inoltre conoscere gli aspetti metodologico-operativi delle scienze dell'ingegneria, sia in generale sia in modo approfondito, relativi ad una specifica area dell'ingegneria industriale nella quale sapranno identificare, formulare e risolvere i problemi utilizzando le tecniche e i metodi più aggiornati. Devono inoltre essere capaci di utilizzare tecniche e strumenti per la progettazione di componenti, sistemi e processi, saper condurre esperimenti ed interpretarne i risultati.
I laureati della classe di ingegneria industriale svolgono attività professionali in diversi ambiti, quale la progettazione assistita, la produzione, la gestione e l'organizzazione, l'assistenza delle strutture tecnico-commerciali, sia come liberi professionisti, sia in imprese manifatturiere o di servizi e nelle amministrazioni pubbliche.

Ingegneria dell'informazione
I principali corsi di ingegneria dell'informazione sono: ingegneria delle telecomunicazioni, ingegneria elettronica e ingegneria informatica. I laureati dei corsi della classe devono conoscere gli aspetti metodologici, e operativi della matematica e delle altre scienze di base per poter interpretare e descrivere i problemi dell'ingegneria. Devono inoltre conoscere gli aspetti metodologico-operativi delle scienze dell'ingegneria, sia in generale sia in modo approfondito, relativi ad una specifica area dell'ingegneria dell'informazione nella quale sapranno identificare, formulare e risolvere i problemi utilizzando le tecniche e i metodi più aggiornati.
Devono inoltre essere capaci di utilizzare tecniche e strumenti per la progettazione di componenti, sistemi e processi, saper condurre esperimenti ed interpretarne i risultati. Svariati sono gli sbocchi professionali. In generale, questo percorso formativo permette di svolgere attività professionali in vari ambiti, come la progettazione assistita, la produzione, la gestione e l'organizzazione, l'assistenza delle strutture tecnico-commerciali, sia come liberi professionisti, sia in imprese manifatturiere o di servizi e nelle amministrazioni pubbliche.
Tra le varie attività non bisogna dimenticare la consulenza, che può essere un possibile percorso per tutti gli ingegneri. Scienze matematiche
Obiettivo della classe di laurea è fornire conoscenze di matematica, competenze computazionali e informatiche, familiarità con il metodo scientifico e strumenti per utilizzare modelli matematici in situazioni concrete di interesse scientifico ed economico. I piani di studio comprendono tirocini in aziende, laboratori, ma anche una significativa percentuale di attività caratterizzate da logica, e da un elevato livello di astrazione.
Gli sbocchi professionali principali sono costituiti dall'insegnamento presso le scuole secondarie, dalla ricerca nel settore matematico, dall'impiego in aziende industriali, commerciali e di informatica, in banche, assicurazioni e laboratori di calcolo.

Scienze delle attività motorie e sportive
Obiettivo del percorso di studio, istituito presso la Facoltà di scienze motorie (ex Isef), è fornire una serie di competenze nella progettazione, conduzione e gestione delle attività motorie di carattere educativo, ludico o sportivo.
Gli insegnamenti spaziano dal campo biomedico a quello psicopedagogico e organizzativo, e l'iter formativo è fortemente incentrato sulle scienze inerenti alle discipline motorie e sportive. Il percorso formativo è completato da laboratori e tirocini presso impianti sportivi e strutture pubbliche.
Le opportunità professionali spaziano dal campo dell'educazione motoria e sportiva, in strutture sia pubbliche che private, alle organizzazioni sportive professionistiche e all'associazionismo ricreativo e sociale.

Scienze e tecnologie della navigazione marittima e aerea
Al momento sono due i corsi si laurea attivati nell'ambito di questa classe: Scienze nautiche ed Oceanografia e meteorologia.
Il corso di laurea in Scienze nautiche ha lo scopo di formare esperti nell'uso delle tecniche e degli strumenti di navigazione che abbiano conoscenze dei contesti aziendali e produttivi dei settori della navigazione, con riferimento agli aspetti tecnici, gestionali ed organizzativi. I laureati del corso di laurea in Scienze nautiche possono trovare impiego presso la Marina mercantile, nei settori della navigazione marittima e delle attività portuali, o nel campo delle tecniche navali finalizzate all'esercizio e alla gestione tecnica delle navi.
Il corso di laurea in Oceanografia e meteorologia forma invece esperti nella conoscenza del mare e delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e geologiche, e nello studio dell'atmosfera e dei suoi fenomeni. Con una laurea in Oceanografia e meteorologia è possibile trovare impiego presso gli enti pubblici e privati, nelle società di consulenza con finalità dirette alla gestione della fascia costiera e allo sfruttamento delle risorse marine, presso centri nazionali e locali destinati alla previsione del tempo, e in tutte le agenzie regionali per l'ambiente.

Scienze statistiche
I laureati in Scienze statistiche devono possedere un'adeguata conoscenza delle discipline statistiche, delle scienze sociali ed economico-statistiche, e dimostrare una buona padronanza del metodo di ricerca e della metodica statistica, e di almeno parte delle tecniche proprie dei diversi settori di applicazione.
Occorre inoltre essere in possesso degli strumenti logico-concettuali e metodologici per la realizzazione di indagini e per il trattamento informatico dei dati. Gli sbocchi professionali riguardano le possibilità di impiego nel settore imprenditoriale o in organismi pubblici e privati, o nel campo della ricerca. La crescita della richiesta dei dati statistici da parte del mercato negli ultimi anni conferma le buone opportunità occupazionali.

Scienze della terra
Obiettivo di questa classe di laurea è fornire competenze nei settori delle discipline fisiche, chimiche, informatiche e matematiche, nonché competenze per l'utilizzo degli strumenti fondamentali per l'analisi dei sistemi e dei processi geologici e dei metodi di indagine riguardanti il sistema Terra.
Tra gli sbocchi professionali sono da annoverare l'esercizio della libera professione di geologo (previa iscrizione all'Albo, sezione B) e l'impiego nella pubblica amministrazione, nei servizi geologici e idrologici, nel servizio sismico, presso gli enti per la protezione ambientale, in aziende private, nei settori petroliferi e minerari, in laboratori geotecnici e di analisi di minerali ed acque.

Urbanistica e scienze della pianificazione territoriale e ambientale
I corsi relativi a questa classe sono proposti sopratutto dalla facoltà di Architettura e riguardano la pianificazione e lo sviluppo del territorio, o i sistemi informativi territoriali. I laureati nei corsi della classe devono possedere le conoscenze di base per analizzare i processi di trasformazione delle città e del territorio, conoscere le teorie e i metodi di analisi delle forme e delle relazioni funzionali dell'ambiente fisico e dei suoi processi evolutivi. Devono, inoltre, possedere le conoscenze di base relative alla pianificazione e progettazione urbanistica, territoriale e ambientale.
Gli sbocchi professionali riguardano attività di analisi delle strutture urbane, territoriali e ambientali. I laureati potranno collaborare all'elaborazione di atti di pianificazione, programmazione, gestione e valutazione, contribuendo alla definizione di strategie delle amministrazioni, istituzioni e imprese, con riferimento al recupero, valorizzazione e trasformazione della città del territorio e dell'ambiente.

Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali
Obiettivo dei corsi di questa classe è fornire conoscenze nei settori di biologia, matematica, matematica e chimica, nei settori di indagine scientifica, nei principi di patologia generale e microbiologia degli animali, di epidemiologia delle malattie infettive e di igiene zootecnica. I laureati devono acquisire le competenze atte a operare nella rilevazione di qualità dei prodotti di origine animale e nella gestione tecnica, igienica ed economica delle imprese agro-zootecniche e faunistiche.
Gli sbocchi professionali possono riguardare: la gestione tecnica e igienica delle aziende geotecniche e faunistico-venatorie: l'igiene, il controllo e il miglioramento delle produzioni animali e la sanità pubblica veterinaria.

Per saperne di più
Per conoscere in maniera più approfondita i corsi di laurea attivati all'interno delle classi di laurea sopra descritte è possibile scaricare la Guida all'Istruzione superiore e alle Professioni – Area scientifica, disponibile online sul sito del Miur.
Per avere maggiori informazioni sulle professioni collegate, clicca qui, e consulta il database Mestieri e professioni di JobTel.

Data: 27/04/2009
Fonte: Redazione

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ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE

La legge 508 del 1999 ha inserito nel sistema accademico anche l'Alta formazione artistica e musicale, introducendo il doppio livello formativo (triennio di base più biennio specialistico) e i crediti formativi universitari. I titoli di studio sono equiparati a quelli rilasciati dalle Università per l'ammissione ai concorsi pubblici e alle qualifiche funzionali del pubblico impiego.
In base alla legge 508/1999 l'Alta formazione artistica e musicale comprende:

- le Accademie di Belle Arti;
- gli Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia);
- gli istituti superiori di studi musicali e coreutici (i Conservatori, gli Istituti musicali pareggiati e l'Accademia nazionale di danza);
- l'Accademia nazionale d'arte drammatica.


Le Accademie di Belle Arti
In Italia ci sono attualmente 20 Accademie statali di Belle Arti e 25 Accademie non statali legalmente riconosciute. Possono iscriversi direttamente all'Accademia gli studenti che provengono da un Istituto d'arte e dalla prima sezione del Liceo artistico. Gli altri dovranno superare un esame di ammissione che consiste in un elaborato su un tema artistico o architettonico, una prova scritta di storia dell'arte e alcune prove orali.
Gli indirizzi di studio sono diversi: decorazione, grafica, pittura, scultura, conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo, didattica dell'arte, nuove tecnologie dell'arte, restauro, scenografia.
Per quanto riguarda gli sbocchi professionali, si tratta di sbocchi prevalentemente collegati alle professioni artistiche di riferimento. Altra possibilità è l'insegnamento: educazione artistica alle medie, disegno o storia dell'arte nei licei, oppure una delle discipline artistiche in cui ci si è specializzati negli istituti d'arte o nei licei artistici.
Inoltre, accanto agli sbocchi tradizionali, le Accademie pongono sempre più attenzione, grazie al rinnovamento della didattica, a creare per i diplomati opportunità professionali nel campo del design, della comunicazione e dei nuovi linguaggi multimediali.


  Gli istituti superiori per le industrie artistiche (Isia)
Gli Istituti superiori per le industrie artistiche (Isia) rilasciano titoli di studio equivalenti a quelli delle Accademie, e presentano un forte legame con il mondo delle imprese. Obiettivo dei corsi attivati dagli Isia è, infatti, quello di formare progettisti per l'industria artistica.
Le discipline fondamentali impartite riguardano l'area della progettazione e del design. Gli Isia attivi nel nostro Paese sono attualmente 4 (a Faenza, a Roma, a Firenze e a Urbino) e sono a numero chiuso.
Ai corsi vengono ammessi, mediamente 25 studenti l'anno. L'esame di ammissione consiste, in genere, in una prova scritta seguita da un colloquio attitudinale su temi concernenti il campo del design.


  Gli istituti superiori di studi musicali e coreutici
Anche i Conservatori fanno parte del sistema dell'Alta formazione artistica e musicale, e propongono corsi triennali post diploma, equiparati alla laurea di primo livello, e corsi biennali di specializzazione.
In questi anni i Conservatori hanno rinnovato profondamente i loro programmi e il panorama dei corsi è molto articolato. Si va dai corsi più tradizionali legati all'approfondimento dei diversi strumenti musicali a corsi più innovativi, come quelli legati alla didattica per svolgere la professione di educatore musicale, o alle nuove tecnologie (informatica musicale, musica elettronica, tecniche di progettazione sonora per sistemi multimediali).
In tutti i casi, i corsi devono essere classificati in una delle seguenti aree disciplinari:

- strumenti e canto;
- teoria della musica, composizione, direzione e musicologia;
- pedagogia e didattica musicale;
- progettazione, organizzazione e gestione dello spettacolo musicale.

Gli Istituti musicali pareggiati si differenziano dai Conservatori perché sono amministrati dai Comuni, mentre i Conservatori sono statali. Il pareggiamento ha come conseguenza che l'ordinamento, i programmi e gli esami siano identici a quelli praticati dai Conservatori.


 L’Accademia nazionale d'arte drammatica
L'Accademia nazionale di danza ha sede a Roma e ed è l'unica istituzione statale dedicata all'insegnamento delle discipline coreutiche. Sin dalla sua istituzione, avvenuta nel 1948, a differenza delle scuole degli enti lirici, non formava solo danzatrici, ma anche compositori e maestri di danza, con un approccio didattico a dir poco innovativo per l’epoca.
Con la legge di riforma n. 508/1999, l’Accademia è entrata a pieno titolo nel sistema dell’alta formazione e specializzazione artistica e musicale, rilasciando (unica istituzione coreutica nel panorama nazionale) titoli aventi valore legale equiparati alle lauree universitarie.
Attualmente, è possibile iscriversi a:

- Danza classica / Danza moderna e contemporanea:

• Diploma di avviamento (classico o contemporaneo);
• Diploma VIII Corso;
• Danza classica: indirizzo educativo e tecnico di base.

- Didattica della danza:

• Didattica della danza ad indirizzo pedagogico-educativo (sostituisce corso avviamento coreutico).

  L'Accademia nazionale di arte drammatica
L’Accademia nazionale di Arte drammatica di Roma è stata fondata nel 1936 dal più grande teorico teatrale italiano, il critico e scrittore Silvio D’Amico, amico di Pirandello e Copeau e a lui è stata intitolata dopo la sua morte. Fa parte dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, di livello universitario, come unico Istituto del settore per la formazione di attori e registi di teatro.
E’ finanziata congiuntamente dal Miur e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
La struttura attuale dell'Accademia, che sarà sottoposta a riforma attraverso i dispositivi previsti dalla legge 508/99, prevede due corsi di primo livello: il corso di recitazione ed il corso di regia, con un primo anno e alcune materie curricolari comuni, regolati attraverso una serie di insegnamenti, di laboratori finalizzati, di progetti didattico/artistici e di produzioni.
Il suo ambito specifico d’intervento è quello del teatro drammatico, o “teatro di prosa”, come è chiamato in Italia, fondato sul primato della drammaturgia, con particolare attenzione al patrimonio drammaturgico nazionale e alla lingua italiana, definizioni queste che vanno comunque interpretate nella loro accezione più ampia e moderna. I corsi dell’Accademia hanno una durata di 3 anni. Alla fine del terzo anno si consegue un Diploma, che ha valore giuridico pari alla laurea universitaria, anche per i pubblici concorsi.
L’ammissione in Accademia è regolata da un pubblico bando di concorso. I candidati sono selezionati in fasi successive con il criterio dell’eccellenza. Al concorso possono partecipare anche cittadini stranieri, con l’unica condizione della conoscenza della lingua italiana.


 Per saperne di più
Il Ministero dell'Università e della ricerca ha dedicato all'Alta formazione artistica e musicale una sezione specifica del suo sito , dove è possibile trovare tutti gli indirizzi e i recapiti aggiornati delle Accademie e dei Conservatori, la normativa di riferimento (bandi di ammissione, esami, offerta formativa), nonché informazioni utili sul diritto allo studio e sulle prospettive di riforma.
Per accedere alla sezione, clicca qui.
Per conoscere gli indirizzi e i siti web delle scuole, invece, clicca qui.
Infine, per maggiori informazioni sugli insegnamenti e gli sbocchi professionali dei corsi di laurea dell'Alta formazione artistica e musicale clicca qui e scarica la Guida all'Istruzione superiore e alle professioni del Miur.

Data: 27/04/2009
Fonte: Redazione

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LAUREA ONLINE

Una delle novità più significative che hanno interessato il mondo universitario in questi ultimi anni è stata senz'altro l'istituzione dei corsi di laurea online. Una realtà che all'estero è già ben consolidata, mentre in Italia rappresenta un'esperienza piuttosto recente e non ancora affermata. Vediamo come funziona.

Il via libera all'e-learning universitario, dal punto di vista normativo, è arrivato con il decreto ministeriale presentato nell'aprile 2003 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 98 del 29 aprile 2003, divenuto operativo nel marzo 2004) che porta i nomi degli allora ministri dell'innovazione Lucio Stanca e dell'istruzione Letizia Moratti.
Il decreto regolamenta le cosiddette "Università telematiche", stabilendo i Criteri e procedure di accreditamento dei corsi di studio a distanza delle università statali e non statali e delle istituzioni universitarie abilitate a rilasciare titoli accademici. In pratica - e questa è una delle più grosse novità - non solo le Università già esistenti ma anche le Istituzioni Universitarie, promosse da soggetti pubblici e privati e riconosciute secondo i criteri e le procedure di cui al decreto in questione possono rilasciare titoli validi a tutti gli effetti.

Il target
Obiettivo dell'Università a distanza dovrebbe essere quello di estendere l'insegnamento universitario all'intero arco di vita (life long learning) raggiungendo anche fasce di popolazione che per diversi motivi sono impossibilitate ad accedere alla formazione universitaria, quali - ad esempio - gli studenti-lavoratori, gli anziani, i disabili e perfino i detenuti.
Il provvedimento permette inoltre di "realizzare un'Università italiana nel mondo in grado di valorizzare la nostra cultura e le nostre specificità. È, infine, uno strumento utile per rafforzare i legami tra l'università ed il mondo del lavoro favorendo la partecipazione di privati, utilizzando le esperienze delle scuole di management aziendale, riqualificando i lavoratori con l'utilizzo di nuovi strumenti di formazione".

Didattica al pc
I corsi di studio a distanza sono caratterizzati da:

- l'utilizzo della connessione in rete per la fruizione dei materiali didattici e lo sviluppo di attività formative basate sull'interattività con i docenti-tutor e con gli altri studenti;
- l'impiego del personal computer;
- il monitoraggio continuo del livello di apprendimento.

Criteri selettivi e severi sono previsti per assicurare la qualità dei corsi e la serietà dell'offerta didattica. L'organizzazione didattica dei corsi di studio a distanza valorizza al massimo le potenzialità dell'Information & Communication Technology (Ict), in particolare la multimedialità e l'interattività, in modo da favorire percorsi di studio personalizzati e di ottimizzare l'apprendimento.
Il vantaggio della didattica a distanza è quello di essere fruibile in qualsiasi momento e ovunque, dal computer di casa come da quello dell'ufficio. Della didattica tradizionale si conserva il libro di testo e l'esame frontale davanti al docente. Per tutto il resto è la comunità virtuale a sostituire l'aula, e la chat prende il posto delle chiacchiere di corridoio. Maria Amato Garito, rettore dell'università telematica Internazionale Uninettuno spiega: "La didattica coniuga i diversi linguaggi della televisione e di internet. Lo studente può seguire le video-lezioni trasmesse sul canale satellitare Rai Nettuno Sat 1 o accedendo dall'archivio video sul sito internet dell'Ateneo". Con un click si consultano elaborati, appunti e test. Si accede alle prove intermedie e si partecipa a workshop online.
All'interno delle classi virtuali, sotto il coordinamento dei tutor, gli studenti collaborano allo sviluppo di progetti comuni, discutono nei forum, si supportano a vicenda nella comprensione dei contenuti e nello sviluppo degli elaborati, non limitandosi ad un percorso formativo di tipo esclusivamente "elettronico", ma organizzando anche eventuali opportunità d'incontro frontale.
Tutti gli studenti possono programmare, con l'aiuto del docente, il proprio impegno e individuare, fin dall'inizio del corso, date e tempi di svolgimento previsti, attraverso un'agenda online, che consente di gestire lo studio personale, gli elaborati esercitativi, le attività sincrone e le attività di laboratorio.
La valutazione degli studenti delle Università telematiche è svolta nelle sedi degli stessi Atenei e tramite verifiche di profitto. Il personale docente a tempo indeterminato delle Università telematiche viene reclutato secondo le modalità previste dalla legge. Gli Atenei, inoltre, possono stipulare appositi contratti di diritto privato con personale in possesso di adeguati requisiti tecnico-professionali.

I costi
Il ministro Stanca, al momento dell'approvazione del decreto aveva sottolineato come "l'e-learning è una delle cinque aree che l'Unione Europea ha posto come fondamentali per lo sviluppo dell'Information Society.
In particolare, mediante l'applicazione dell'innovazione tecnologica, è possibile abbassare drasticamente i costi necessari per la laurea rendendo così l'università veramente accessibile a moltissime persone ".
Le cose, in realtà, non stanno proprio così e i costi di un corso di laurea online sono in media superiori (a volte molto superiori) a quelli di una laurea tradizionale.

Elementi critici
Costi a parte, ci sono altri elementi che lasciano ancora qualche zona d'ombra sul metodo e-learning. Anzitutto, la difficoltà a valutare l'adeguatezza delle strutture. Inoltre, resta ancora da verificare quanto incide negativamente sull'apprendimento la mancanza fisica del docente e il confronto non virtuale con i colleghi di studio nella stessa aula.
Secondo Fabio Capani, rettore dell'Università telematica Leonardo Da Vinci: "Lo studente in rete non è isolato rispetto a chi frequenta fisicamente le lezioni. La chat consente un feed-back immediato tra gli utenti, le web-cam facilitano la comunicazione diretta e al materiale online delle lezioni si aggiungono i file audio con i commenti dei docenti. Inoltre, nella maggior parte dei casi, lo studente-tipo di un Ateneo telematico è un quarantenne già inserito nel mondo del lavoro, che desidera aumentare il proprio livello formativo e che ha già un proprio bagaglio di esperienza".

Per saperne di più
Al debutto, qualche anno fa, erano tre le università telematiche. Oggi, l'offerta formativa è piuttosto vasta: oltre al corso di laurea in Ingegneria informatica online del Politecnico di Milano (che è stato il primo istituito in Italia), molti atenei statali hanno attivato dei corsi di laurea online. Per trovarli occorre consultare i corsi di laurea attivati per il prossimo anno accademico sul sito del Ministero dell'Università: http://universo.miur.it/
Oltre ai corsi online degli Atenei tradizionali, ci sono invece le Università non statali – interamente telematiche - che hanno avuto il riconoscimento della loro offerta di istruzione via Internet.
Ecco l'elenco. I siti delle singole Università offrono tutti informazioni dettagliate sui corsi di laurea attivati, la metodologia didattica utilizzata, i costi e le modalità di iscrizione:

- Università telematica Guglielmo Marconi  - Roma Università telematica management audiovisivo TEL.M.A. (sito) - Roma.

- Università telematica Pegaso - Napoli.

- Università telematica internazionale UniNettuno promossa dal consorzio interuniversitario Nettuno - Roma.

- Università telematica Leonardo da Vinci promossa dall'Università Gabriele d'Annunzio - Torrevecchia Teatina.

- Università telematica delle scienze umane - UniSu  - Roma.

- Università telematica internazionale - Unitel  - Milano. 

- Università Telematica Universitas Mercatorum promossa dalle Camere di Commercio italiane - Roma. 

- Università telematica Telma - Roma.

- Università Telematica Giustino Fortunato - Benevento.

- Italian University Line - Iuline  - Firenze.

Data: 28/04/2009
Fonte: Redazione

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SERVIZI AGLI STUDENTI

La nostra Costituzione afferma - all’articolo 34 - che i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze. Il diritto allo studio universitario (Dsu) è dunque un diritto tutelato dalla Costituzione.
Esiste anche la possibilità per le Regioni e per le Università di stipulare convenzioni con le Aziende e con gli Istituti di credito per la concessione di prestiti fiduciari che contribuiscano a rendere effettivo il diritto allo studio.
Anche in questo caso lo Stato può intervenire con specifici finanziamenti: sono stati infatti approvati progetti sperimentali presentati dalle predette istituzioni, preordinati alla stipula delle richiamate convenzioni.
Con legge finanziaria del 2004 è stato anche istituito un Fondo finalizzato alla costituzione di garanzie sul rimborso dei prestiti fiduciari concessi dalle banche e da altri intermediari finanziari, nonché alla corresponsione agli studenti capaci e meritevoli privi di mezzi, di contributi in conto interessi per il rimborso di prestiti. Il diritto allo studio universitario (Dsu) è dunque un diritto tutelato dalla Costituzione.
Per consentirne agli studenti - in particolare a quelli capaci e meritevoli anche se privi di mezzi - l’esercizio effettivo sono previsti molteplici interventi nell’ambito di un sistema articolato, nel quale allo Stato spettano l’indirizzo, il coordinamento e la programmazione degli interventi, mentre le regioni (attraverso le aziende e gli enti per il Dsu) e le università realizzano concretamente gli interventi previsti. Per effetto della legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, è attualmente in corso un riassetto generale del sistema del diritto allo studio universitario.
Nell’ambito del Dsu sono previste differenti tipologie di interventi rivolte, fra le altre, alle seguenti categorie:

- studenti capaci e meritevoli privi di mezzi;
- studenti meritevoli;
- generalità degli studenti;
- studenti in situazione di handicap;
- studenti che svolgono attività di ricerca e di specializzazione.

Per avere informazioni sugli aiuti e sui servizi disponibili presso la propria sede di studio gli studenti possono rivolgersi all’università e all’ente o azienda per il Dsu.
I principali interventi a sostegno del diritto allo studio sono:

Aiuti economici:

- Interventi per studenti capaci e meritevoli privi di mezzi.

Borse per il diritto allo studio:

- Borse regionali
- Borse concesse dalle Università
- Contributi per la mobilità internazionale
- Esonero totale e parziale dalla tassa di iscrizione e dai contributi universitari
- Interventi a favore di studenti meritevoli
- Interventi a favore di studenti in situazione di handicap
- Interventi a favore di studenti esteri
- Borse per il perfezionamento dei laureati all’estero e per attività di ricerca e di specializzazione dopo la laurea.

I servizi per gli studenti:

- Ristorazione
- Alloggi
- Consulenza per i contratti di affitto
- Assistenza sanitaria
- Biblioteche e centri di incontro
- Servizi per la didattica
- Attività sportive e ricreative
- Iniziative culturali
- Orientamento e informazione
- Servizi rivolti agli studenti in situazione di handicap.

Per un quadro completo delle disposizioni per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca, consulta il decreto legge del 10 novembre 2008 coordinato con la legge di conversione n. 1 del 9 gennaio 2009.
Per conoscere in dettaglio i servizi per lo studente attivi nelle università italiane, rimandiamo alla Guida all'Istruzione superiore e alle professioni del Miur.

Data: 27/04/2009
Fonte: Redazione

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02/08/2010
Excelsior 2010
Rallenta l'emorragia di posti di lavoro. 802 mila i nuovi ingressi nelle imprese. I risultati del rapporto Excelsior di Unioncamere.

28/07/2010
Professioni più richieste
Infojobs.it: a giugno sono cresciute le richieste di lavoro per i settori green e marketing.

19/07/2010
Voglia di estero
Erasmus da record nel 2009: aumentate dell’8,7% le persone che hanno usufruito di una borsa di studio per studiare o svolgere uno stage all’estero.

01/08/2010
Studenti in attività
Stage e piani di studio con esperienze lavorative in azienda. Due iniziative dalla Libera Università di Bolzano.

28/07/2010
Tirocini in Europa
Il centro Europe Direct della Provincia di Perugia presenta l'iniziativa Tirocini e stage in Europa.

26/07/2010
Progetto Challenge
Dalle aziende 1.890 richieste di voucher per l'iniziativa pilota della Regione Veneto per la formazione del personale.

15/10/2010
Trova il tuo Mba
A Milano, il 21 ottobre, le scuole di business più importanti al mondo si presentano ai giovani talenti.

20/09/2010
Ricerca eccellente
A Roma, il 27 settembre, la Fondazione Crui organizza il seminario Come realizzare eccellenti percorsi di ricerca.

25/07/2010
Excelsior 2010
A Roma, il 29 luglio, presso Unioncamere si terrà la presentazione dell'Indagine Excelsior 2010.

02/08/2010
Borse di studio
Da Universitas Mercatorum, un bando per l'attribuzione di 100 borse di studio.

27/07/2010
Voucher
La Provincia di Livorno finanzia voucher formativi destinati a giovani laureati o diplomati.

21/07/2010
Contributi per lo sviluppo
La Camera di commercio di Ferrara ha varato una serie di nuovi interventi per sostenere le imprese.

03/08/2010
Gli Italiani dai piedi leggeri
C'è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent'anni. Una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l'Italia per un futuro più interessante, facile, appassionante. L'analisi dell'antropologo e architetto Franco La Cecla.

21/07/2010
Gioventù perduta
I giovani incontrano sempre maggiori difficoltà a realizzare i loro progetti di personali e professionali. L'indagine dell'Università di Napoli e storie raccolte da Repubblica.

23/06/2010
Come staremo tra 20 anni?
Come sarà l’Italia fra vent’anni? Sempre più anziani e meno giovani, divario crescente tra Nord e Sud. Le previsioni del Censis.

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