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Scegliere il proprio percorso di studio e formazione e orientarsi alla scelta dell’università, della formazione superiore e quella continua lungo il corso della vita.

Alternanza

Tre mesi sui banchi di scuola e tre in fabbrica o in azienda. È la grande ambizione della scuola italiana: l'alternanza scuola lavoro come progetto formativo utile all'inserimento professionale degli studenti.

Il problema esiste da decenni e molte scuole e istituti professionali avevano risposto attivando progetti e convenzioni con i privati nella totale assenza di un quadro normativo e disciplinare di riferimento. Oggi, Unioncamere, Unione industriale, enti locali, scuole e istituti professionali si stanno muovendo in una sola direzione, verso la definizione un programma comune.
Il Ministero della Pubblica istruzione dal canto suo sta attuando una riforma strutturale del mondo della scuola in cui l'alternanza scuola lavoro ricopre un peso significativo. In particolare il disegno di legge n.1306 prevede la partecipazione dei ragazzi del quarto e quinto anno delle superiori (circa 100 mila gli interessati), a piani annuali di tirocinio aziendale con la possibilità di alternare studio e lavoro. Alternanza che diventerà parte integrante dell'attività formativa.

Lo studente potrà mescolare attività lavorativa e formazione scolastica di tipo professionale ricevendo, per la durata del tirocinio aziendale, una certificazione finale che avrà valore di credito formativo. Per questi piani di sviluppo potranno essere coinvolte anche le Camere di commercio e gli altri soggetti del mondo del lavoro presenti sul territorio locale.

Le imprese così avranno definitivamente la possibilità di "allevare" i giovani alle attività di loro interesse.
Per ora i progetti restano ancora sulla carta, ma è indubbio ormai l'interesse che questo argomento sta suscitando nel mondo della scuola e delle imprese, anche se si stanno muovendo i primi passi.

Nelle schede successive, il punto della situazione sulla nuova frontiera della formazione in Italia, l'alternanza scuola lavoro.



SITUAZIONE > ATTUARE L'ALTERNANZA > DALLE REGIONI > OBBLIGO FORMATIVO > PERCORSI INTEGRATI SCUOLA-FORMAZIONE >


SITUAZIONE

In Italia soltanto uno studente su 100 frequenta la scuola o l'università secondo una particolare metodologia didattica definita "alternanza studio-lavoro". Negli altri Paesi europei gli studenti che possono alternare momenti di studio a momenti di lavoro raggiungono una media del 20-30.
Da noi c'è una sola facoltà universitaria dove viene praticata l'alternanza, medicina: qui uno studente non può laurearsi se non ha trascorso un periodo in ospedale, mentre ci si può laureare in economia senza aver mai visto un'azienda.
Occorre riconoscere che questa opportunità è oggi preclusa alla gran parte degli studenti. In Italia esiste ed è da tempo regolamentata l'alternanza lavorativa, cioè l'apprendistato: un'alternanza su base contrattuale dove il giovane è un dipendente che passa la maggior parte del tempo in azienda e dedica una quota minoritaria alla formazione. La riforma Moratti introduce un altro tipo di alternanza: l'"alternanza formativa".
Destinatari gli studenti del secondo ciclo o dei centri di formazione professionale che hanno compiuto i 15 anni. Il carattere peculiare dell alternanza formativa sta nella predisposizione per gli studenti specialmente per quelli che trovano indigesto il tradizionale menù didattico di un nuovo menù. L'alternanza non è un nuovo ordinamento scolastico. 
I
 nostri studenti non si iscriveranno all'"alternanza", ma continuando a frequentare licei o istituti potranno conseguire il diploma secondario o il diploma professionale anche in alternanza. La scelta delle imprese con cui realizzare accordi, analisi dei fabbisogni professionali, progettazione didattica, individuazione di posti stage non sarà casuale.
L'alternanza è una modalità di realizzazione dell'autonomia didattica di cui è responsabile il consiglio d'istituto. Partner della scuola e dei centri formativi l'alternanza la praticano anche i Cfp saranno le associazioni imprenditoriali, il terzo settore l'alternanza si potrà fare anche nel volontariato , le Camere di commercio. Nell'alternanza è decisiva la figura del tutor. Ai docenti incaricati dei rapporti con le imprese viene riconosciuta una specifica funzione.
Infine, tra le diverse tipologie di alternanza si è introdotta quella costituita da "corsi integrati"  cioè l'alternanza tra esperienze scolastiche e frequenza di corsi nell'ambito della formazione professionale. Occorre chiedersi a che serve l'alternanza?
Le ricerche internazionali evidenziano la crisi profonda della tradizionale istruzione secondaria. Cresce l'insofferenza dei giovani verso l'insegnamento ex cathedra, cui contrappongono modalità di apprendimento basato sull'esperienza.
L'alternanza è una combinazione di preparazione scolastica e di esperienze assistite sul posto di lavoro, progettate anche sul piano didattico in collaborazione col mondo dell'impresa per mettere in grado gli studenti di acquisire attitudini, conoscenze e abilità utili allo sviluppo della loro professionalità.
Mentre l'alternanza lavorativa l'apprendistato prevede un diretto coinvolgimento del sindacato, la responsabilità sostanziale nel caso dell'alternanza formativa è della scuola o del centro formativo che sceglie in massima autonomia l'impresa con cui progettare e realizzare il percorso, anche se un coinvolgimento del sindacato non è precluso.
L'alternanza nasce dal superamento della separazione tra momento formativo e momento applicativo e si basa su una concezione dell'educazione in cui educazione formale, informale ed esperienza di lavoro si combinano in un unico progetto formativo.
L'acquisizione delle abilità skill avviene primariamente dentro l impresa attraverso il learning by doing.
L'apprendimento sul lavoro non avviene principalmente attraverso la trasmissione teorica di regole e di astrazioni, ma in un mix di imitazione e improvvisazione sul posto di lavoro.
Le esperienze europee mostrano una crescente necessità di integrazione fra saperi tecnici e professionali e saperi sociali e "trasversali" per la preparazione dei giovani al lavoro e valorizzano la possibilità di inserire attività pratiche nel processo formativo, sotto forma di alternanza, di stage o di altre esperienze definibili come "percorsi misti" e che comunque si basano sulla personalizzazione e sulla flessibilità della formazione.
L'integrazione fra scuola, formazione professionale e impresa avviene secondo due modelli prevalenti: modello duale - di matrice tedesca ma esteso nel resto del Nord Europa - in cui le imprese gestiscono parte della formazione nell'ambito di una forte regolazione pubblica; modello integrato, proprio dei Paesi mediterranei, che vede la centralità della scuola o del centro di formazione.

Data: 18/01/2007
Fonte: Redazione

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ATTUARE L'ALTERNANZA

La riforma Moratti prevede che gli studenti, compiuti il quindicesimo anno di età, possano svolgere i corsi del secondo ciclo nelle modalità di alternanza scuola-lavoro.
L'articolo 4 infatti istituisce questo percorso formativo, progettato, attuato e valutato dall'istituzione scolastica in collaborazione con le imprese; il fine è quello di assicurare ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione di competenze facilmente spendibili nel mercato del lavoro.
Per alternanza scuola-lavoro si intende la possibilità di svolgere l'intera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso l'alternanza di periodi di studio nella struttura scolastica con periodi di lavoro, sottoforma di tirocinio, presso soggetti disposti ad accogliere studenti.
Si introduce per la prima volta nel nostro sistema una nuova modalità di apprendimento legata alla esperienza diretta nell'ambiente organizzativo e relazionale del mondo del lavoro. Tale modalità può essere utilizzata anche nei licei.
Questi periodi di lavoro non costituiscono rapporto individuale di lavoro e si svolgono sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa.I soggetti che posso stabilire convenzioni con le scuole e gli enti di formazione per accogliere studenti/tirocinanti sono:

- imprese;
- associazioni di rappresentanza;
- enti pubblici e privati, compresi quelli del terzo settore.

La legge prevede che vengano stabilite le modalità di certificazione dell'esito positivo del tirocinio e di valutazione dei crediti formativi acquisiti dallo studente.
A differenza dell'apprendistato, l'alternanza scuola lavoro è una modalità di apprendimento, per cui i periodi di esperienza lavorativa sono inseriti dentro un percorso formativo progettato, attuato e valutato dall'istituzione scolastica o formativa.
L'alternanza scuola lavoro non è pertanto un'attività lavorativa, bensì una opportunità di apprendimento offerta ai ragazzi.
Le certificazioni sono necessarie sia per consentire l'eventuale inserimento nei percorsi di istruzione e formazione a tempo pieno sia per l'accesso al mondo del lavoro.

Data: 18/01/2007
Fonte: Redazione

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DALLE REGIONI

Nelle regioni che hanno sottoscritto di recente accordi con il ministro Moratti Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Molise, Puglia, Sardegna stanno partendo le sperimentazioni che avranno il compito di evidenziare le criticità di questo nuovo menù formativo.
Occorre mettere a punto linee guida, modelli organizzativi, fattispecie di accordi, modalità alternative di svolgimento delle discipline tradizionali italiano, matematica ... e di quelle professionalizzanti in ambiente lavorativo.
Sarà utile l esperienza organizzativa e didattica soprattutto nel campo della coprogettazione e della certificazione delle competenze accumulata nei corsi Ifts, nella formazione professionale regionale, nei centri per l'educazione degli adulti.
In un Paese come l’Italia dove il pregiudizio idealistico è radicato e dove lo stesso concetto di alternanza viene confuso con la rinuncia alla cultura o peggio con il precoce inserimento lavorativo dei minori, sarebbe forse utile rileggere le illuminanti ricerche di Schwartz rimotivazione allo studio che nasce lavorando in impresa , di Morin differenza tra una «testa ben fatta» e una «testa ben piena» , di Gardner intelligenze multiple .
E’ auspicabile che i diversi attori coinvolti scuole autonome, imprese e loro associazioni, sindacati, enti locali, ministero dell’Istruzione, regioni, ministero del Lavoro dimostrino di avere superato le divisioni e le contrapposizioni e acquisito la cultura della partnership. Senza orientamento e formazione dei tutor ovviamente non si andrà lontano.
Se ai ragazzi e alle loro famiglie non comunichiamo una idea corretta di alternanza e se non dedichiamo risorse adeguate alla preparazione dei tutor scolastici e di quelli aziendali il fallimento dell’operazione è scontato. I veri beneficiari di un efficace sistema di alternanza sono tutti i giovani, compresi quelli di un liceo classico che volesse alternare lo studio del greco a uno stage in una biblioteca o quello dell’italiano a uno stage in un giornale.
Non bisogna dimenticare che l’alternanza è efficace per i giovani che pur avendo una vivace intelligenza vivono con disagio un modello di scuola basato su un approccio nozionistico.
Tra questi occorre ricordare i 240 mila studenti 15-18enni che escono oggi senza diplomi né qualifiche spendibili.
Con una precisazione però: che l’alternanza non è il «refugium peccatorum» per gli espulsi dal sistema scolastico ma un’alternativa didattica per i giovani che vogliono acquisire competenze spendibili sul mercato del lavoro, senza rinunciare ad accrescere la propria cultura di base.
Il successo dell’alternanza dipenderà in larga misura dal grado di autonomia effettiva che la scuola italiana ha conquistato i corsi in alternanza sono «personalizzati» per gruppi di studenti e organizzati non dal centro ma dalle singole scuole e dalla capacità degli imprenditori di vivere pienamente la loro funzione sociale perché l’alternanza si diffonda non bastano le scuole, ci vogliono imprese disposte a scommettere sui giovani.

Data: 18/01/2007
Fonte: Redazione

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OBBLIGO FORMATIVO

A partire dall'anno scolastico 2000/01, i quindicenni, che a giugno hanno concluso il loro obbligo di istruzione, potranno lasciare la scuola ma dovranno proseguire con attività formative (anche in alternanza formazione-lavoro con l'apprendistato) fino a 18 anni. E' questa una delle principali conseguenze del nuovo obbligo formativo. In pratica, i ragazzi che hanno concluso a giugno l'obbligo scolastico hanno ora queste possibilità:

1) proseguire gli studi nella scuola secondaria superiore;
2) frequentare corsi di formazione professionale regionali;
3) avviarsi a un apprendistato, caratterizzato dall'alternanza formazione-lavoro;
4) percorsi integrati di istruzione e di formazione.

Le istituzioni scolastiche hanno già predisposto l'anagrafe delle scelte compiute dai giovani quindicenni e comunicheranno i dati ai Centri per l'impiego, tramite i competenti organismi regionali e provinciali.
Spetta infatti ai Centri per l'impiego, in base all'accordo Stato-Regioni-Autonomie locali del 2 marzo 2000, organizzare le informazioni e l'orientamento per assolvere l'obbligo formativo al di fuori del sistema scolastico, in particolare le modalità di alternanza scuola lavoro.

Data: 18/01/2007
Fonte: Redazione

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PERCORSI INTEGRATI SCUOLA-FORMAZIONE

Una soluzione intermedia per i giovani che non intendono abbandonare definitivamente la scuola è quella di percorsi integrati di istruzione - formazione. Si tratta di percorsi, progettati e realizzati in collaborazione fra istituti superiori ed enti di formazione professionale convenzionati, che facilitano la capacità di scelta degi studenti.
I percorsi integrati permettono, alla fine dei cinque anni regolari di studio, di conseguire:

- il diploma di istruzione secondaria superiore unita a una qualifica professionale (integrazione curriculare);
- la certificazione di crediti spendibili nella formazione professionale o direttamente nel mondo del lavoro (arricchimento curriculare).

Queste iniziative di integrazione non riguardano solo giovani a rischio di dispersione scolastica, ma a tutti gli studenti; si propongono inoltre l'obiettivo di ri-orientare e ri-motivare, attraverso metodologie e percorsi integrati con quelli tradizionali, anche ragazzi che, pur continuando a frequentare con alterni successi un determinato indirizzo, hanno spesso un rapporto conflittuale con la scuola.

Data: 18/01/2007
Fonte: Redazione

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