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Come  scegliere il lavoro più adatto alle proprie necessità e aspettative. Le nuove possibilità per chi decide di cambiare impiego, vuole reinserirsi nel mercato del lavoro o cerca qualificazione.

L’approdo al nuovo lavoro
Quando si approda ad un nuovo lavoro, è opportuno prestare molta attenzione alle modalità con cui avviene quello che è paragonabile ad un vero e pririo sbarco: il modo di gestire tale sbarco e il modo in cui viene percepito dagli altri (colleghi e superiori) condiziona infatti significativamente il futuro rapporto con l’azienda.
In particolare, se si commette l’errore di dare una prima cattiva immagine di sé (o un’immagine poco chiara), quest’ultima perseguiterà il lavoratore durante tutta la sua permanenza nell’azienda stessa. In linea di massima, si può affermare che occorre da subito dare ed ottenere delle informazioni chiare (nel primo periodo di socializzazione con il nuovo lavoro, si è praticamente legittimati a fare tutta una serie di domande riguardanti non solo l’espletamento della propria mansione e della funzione assegnata, ma anche il funzionamento e l’organizzazione dell’intera azienda), così come si devono da subito esplicitare chiaramente le proprie intenzioni, avendo l’accortezza di incontrare il più rapidamente possibile tutti coloro con i quali si devono, o dovranno, intrattenere dei rapporti e di evidenziare eventuali difficoltà che, se non risolte, potrebbero col tempo diventare insormontabili.

Naturalmente, almeno in una prima fase bisogna evitare di dare giudizi avventati, di esprimere pareri preconcetti, di fare la figura di quelli che ne sanno troppo, così come non bisogna dare l’impressione di sentirsi smarriti: la cosa migliore è registrare il maggior numero di informazioni e vagliare le impressioni che man mano si ricavano.
E’ più che normale che, all’inizio, il nuovo arrivato venga in qualche modo messo alla prova dai colleghi: può però essere opportuno che egli sfrutti a sua volta la particolare situazione per mettere alla prova i nuovi colleghi, per capire, seppur in maniera indiretta, cosa si aspettano, cosa sperano e/o cosa temono, che idea si sono fatti sul suo conto.
Ma l’approdo ad un nuovo lavoro può anche essere la conseguenza di una promozione. In questo caso, occorre affrontare tempestivamente e con franchezza gli eventuali problemi che si possono verificare nei rapporti con quei colleghi che si trovano ad essere subordinati al nuovo capo, così come occorre familiarizzarsi velocemente e serenamente con le responsabilità che la nuova mansione prevede.


IL COLLOQUIO > ANCORAGGIO AL NUOVO > ADATTAMENTO > ANALIZZARE L'AZIENDA > PRIMI INCONTRI > INFORMAZIONI DAL PREDECESSORE > DEFINIRE LA PROPRIA FUNZIONE >


IL COLLOQUIO

Quando si decide di trovare un nuovo lavoro, si è destinati a sostenere una serie di colloqui che bisogna cercare di gestire con tutto il tatto necessario, allo scopo di evitare almeno 2 tipi di inconvenienti: il primo riguarda il fatto che il colloquio possa non fornire tutte le informazioni necessarie a maturare una decisione consapevole; il secondo riguarda il fatto che un eventuale rifiuto da parte del lavoratore possa venire frainteso e, quindi, possa offuscare la sua immagine futura.
Occorre dunque saper ben negoziare, vale a dire saper discutere con franchezza sul contributo che si è in grado di dare (capacità, potenzialità) e su ciò che ci si aspetta (opportunità offerte dal nuovo lavoro, eventuali vincoli, condizioni di lavoro, trattamento economico).
Le informazioni, esaustive o incomplete, e le impressioni, positive o negative, che si ricavano da un colloquio di lavoro devono poi essere attentamente vagliate prima di fare una scelta che, in un modo o in un altro, è destinata a condizionare il proprio fututo professionale. Non bisogna ovviamente dimenticare che il rischio che sempre si corre quando si affronta un colloquio di lavoro è quello di essere scartati.

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

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ANCORAGGIO AL NUOVO

Approdare ad un nuovo lavoro non significa aver preso definitivamente possesso del lavoro stesso: in altre parole, non basta sbarcare in un nuovo posto, bisogna altresì ancorarsi saldamente alla nuova azienda, bisogna far propri tutta una serie di riti e principi (in altre parole, sviluppare un certo senso di appartenenza ad una collettività) in modo da fornire agli altri (colleghi e superiori) la sensazione di permanenza.
In questa prospettiva, ove possibile e/o nel caso in cui non vi abbia già provveduto l’azienda stessa, diventa dunque estremamente utile (per sé e per gli altri) elaborare quanto prima: un’analisi della situazione esistente, allo scopo di individuare eventuali problemi operativi e formulare alcuni obiettivi prioritari (legati alla propria mansione ma anche al lavoro dell’intero ufficio in cui si opera); un piano di interventi, che specifichi chiaramente gli strumenti da utilizzare e le scadenze da rispettare.
Naturalmente, operazioni di questo genere (elaborazione di un’analisi e di un piano di interventi) devono essere condotte con la dovuta prudenza e nell’assoluto rispetto della propria posizione all’interno dell’azienda: se mal gestite o, peggio, se mal divulgate esse possono com’è ovvio condizionare negativamente la permanenza all’interno della nuova realtà lavorativa. In linea di massima, si può affermare che il rapporto con il nuovo ufficio comincia a stabilizzarsi dopo un lasso di tempo che varia da 2 a 6 mesi.
Infine, visto che il mondo delle aziende cambia continuamente, anche ad ancoraggio avvenuto è sempre opportuno cercare di vivere il proprio lavoro come se lo si dovesse reinventare tutti i giorni, cercare di concepire la propria mansione come un progetto passibile di modifiche.

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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ADATTAMENTO

E’ molto importante, quando si affronta una situazione così delicata, avere una chiara idea dei propri limiti e delle proprie possibilità.
Non è ad esempio una buona strategia quella del voler cambiare a tutti i costi, pur togliersi da una situazione non gradita. Non solo perché è sempre possibile trovare di peggio, ma soprattutto perché far coincidere la voglia di cambiare con una tensione al miglioramento della qualità della vita aiuta a sopportare lo stress che ogni esperienza di cambiamento necessariamente comporta.
Tra i fattori da valutare, quando ci si appresta ad intraprendere una nuova carriera, c’è anche il proprio grado di adattamento. Infatti la routine, anche se stancante, rappresenta per molte persone una forte sicurezza psicologica, un punto di riferimento composto di ritmi, relazioni e compiti abituali che non è facile abbandonare.
Un buon indicatore del proprio grado di adattabilità può essere, ad esempio, le tendenza a svolgere attività non ripetitive, o il fatto di avere molti interessi, anche diversi tra di loro.

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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ANALIZZARE L'AZIENDA

Gli elementi che compongono l'analisi dell'azienda sono:

- l'ambito professionale d'azione: è importante sapersi collocare in un settore professionale in via di sviluppo e valutarne le tendenze nel lungo periodo;
- le tecnologie impiegate;
- l'impatto commerciale e il peso dell’azienda sul mercato;
- le risorse umane, le competenze adoperate, la provenienza dei colleghi e dei dirigenti.
- lo stile di direzione che permette di collocarsi in maniera corretta in rapporto ai principi di gestione e di comunicazione cui si ispira l'azienda;
- l'ambiente lavorativo e i rapporti con i colleghi.

L'analisi di una azienda, seppure non deve determinare una decisione definitiva decisione tuttavia permette:

- d'evitare delle delusioni su un aspetto o un altro dell'azienda che potrebbero condizionare il futuro rapporto con l’azienda stessa;
- di manifestare agli interlocutori il nostro interesse per l'azienda;
- di collocare meglio le proprie esigenze personali nel l'ambito di un contesto che si conosce meglio e di cui si sanno valutare i rischi;
- di fare tutta una serie di comparazioni più precise tra vecchio e nuovo posto di lavoro anche in considerazione della remunerazione che si prenderà.

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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PRIMI INCONTRI

Durante il passaggio da un posto di lavo ad un altro, è opportuno approfittare di questa situazione di transizione per mantenere una posizione di iniziativa per quanto riguarda la definizione dei propri obiettivi e le condizioni di lavoro.
Per ottenere questo risultato si devono rispettare i seguenti parametri: 
 

- chiarezza, con la quale si esprimono priorità e aspettative ai superiori;
- vendita della propria esperienza e competenza esattamente come si è in grado di concretizzarle operativamente;
- acquisto degli obiettivi e delle regole dell’azienda in cui si lavorerà.  
I contenuto degli incontri devono chiarire: le responsabilità che implica il nuovo lavoro e gli obiettivi generali dell’azienda; quantità e qualità del lavoro dei superiori, dei collaboratori e dei subordinati; gli obiettivi non ancora realizzati; stili di comunicazione, eventuali riunioni a scadenze fisse, principali procedure; i mezzi a disposizione; problemi relativi alla qualità del lavoro; rapporti con clienti; importanza delle relazioni esterne all’azienda.
Il contatto con i colleghii può esse're instaurato in diversi moditra cui i due più significativi sono:  
- il contatto individuale, attraverso la percezione dei singoli individui nella loro peculiarità. Questo genere di contatto facilita il rapporto interpersonale e minimizza le divergenze ma può in seguito dar luogo a delle delusioni.
- il contatto di tipo collettivo, che mettendo tutti sullo stesso piano tende a creare una barriera tra il nuovo arrivato e gli colleghi. E’ evidente che questo genere di contatto implica un capo o superiore con una notevole capacità di gestire delle riunioni.

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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INFORMAZIONI DAL PREDECESSORE

La persona che si va a sostituire rappresenta la migliore fonte d'informazione relativamente per quanto riguarda l’ambiente di lavo, i collaboratori che vi operano e tutti i problemi “nascosti di cui difficilmente all’inizio del rapporto di lavoro si fa menzione.
Qualora si riesca a incontrarlo si tratterà di motivarlo in modo che possa fornire informazioni mirate. In questo senso è utile: chiedergli esplicitamente d'aiutarci in quanto estranei al posto; chiedergli di raccontarci i lavori realizzati nel posto che sta per lasciare; chiedergli d'aiutarci ad instaurare un buon rapporto con i collaboratori.
Inoltre, bisogna cercare d'ottenere l'elenco dei problemi che ci aspettano nel nuovo ufficio:

- nei confronti dei superiori;
- con i collaboratori;
- con I'ambiente;
- per quanto riguarda gli aspetti tecnologici;
- per quanto riguarda il controllo;
- per quanto riguarda la gestione.

Un periodo di affiancamento rappresenta un'opportunità molto positiva ma che solo raramente si realizza. proprio in virtu di questa immagine preesistente, una valenza incontrollabile. Per non parlare del fatto che i collaboratori sono curiosi e che sperano o temono i cambiamenti.
Per quanto riguarda i collaboratori bisogna considerare da una parte i preconcetti che si sono formati sul nuovo arrivato e dall’altra la capacità di quest’ultimo di coglierle e di gestirle al meglio.

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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DEFINIRE LA PROPRIA FUNZIONE

Definendo la propria funzione si è spinti a ricercare una certa coerenza nelle sue azioni, a individuare le attività marginali; inoltre si è costretti a cogliere il nucleo dei problemi in modo da capire veramente la propria attività e, quindi, in modo da poterla motivare.
Un secondo obiettivo che si raggiunge definendo la propria funzione all’interno di un nuovo ambiente lavorativo riguarda l'aspetto della comunicazione in quanto il documento sul quale si espone questa funzione può rappresentare una base di discussione con il management, ad esempio per evidenziare e correggere delle disfunzioni, per completare le competenze assegnate all’ufficio o per definire i confini di tali competenze.
Naturalmente bisogna prendere tutto il tempo necessario affinché si riesca a far accettare l'idea di un tale documento come uno strumento utile per approfondire lo studio di certe disfunzioni.
Questo esercizio andrebbe fatto nei primi tre mesi suc- cessivi alla presa di possesso dell'ufficio. Qualunque definizione di funzione, di job, si articola su piu dimensioni. La prima di queste dimensioni viene generalmente a riguardare gli obiettivi generali dell'ufficio, gli obiettivi concreti che devono essere realizzati ed i servizi che devono essere prodotti per l'insieme dell'azienda o per la direzione di questa. La seconda di queste dimensioni viene a riguardare le responsabilità connesse alla funzione assegnata e ai rapporti interni ed esterni all’azienda.
La terza dimensione riguarda gli obiettivi operativi a breve e medio termine e gli strumenti di cui si dispone per realizzare tali obiettivi. L'ultima dimensione riguarda l'evoluzione a medio e a lungo termine del lavoro e tutte le azioni necessarie a questo scopo.

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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