29/04/2010
Imprese extra
La Cgia di Mestre analizza l'exploit delle imprese guidate da titolari provenienti da altri paesi: i più numerosi sono i marocchini, seguiti da cinesi e romeni. Danno occupazione a 2 milioni di persone
I titolari d'azienda stranieri che operano in Italia sembrano non subire la crisi: negli ultimi cinque anni le imprese di questo tipo sono aumentate del 40,5%, sfiorando alla fine del 2009 quota 600 mila (599.036). Anche nello scorso anno, uno dei più difficili della storia recente del nostro Paese, l'aumento rispetto al 2008 è stato del 4,1%.
Lo rivela uno studio della Cgia di Mestre, che indaga su un comparto del nostro settore produttivo certo non trascurabile: si stima che trovino occupazione in questo tipo di aziende almeno 2 milioni di persone. La comunità di imprenditori più numerosa è quella marocchina, che conta 57.621 aziende, seguita da quella cinese con 49.854 e da quella romena con 49.132. Appena fuori dal podio troviamo gli svizzeri (43.973 imprenditori), i tedeschi (36.325) e gli albanesi (34.982).
Da notare come, da una recente indagine dell'Istat del dicembre 2010 il 90,9% dei lavoratori stranieri intervistati abbia dichiarato di far uso della lingua italiana nei luoghi di lavoro. Inoltre, ritengono che questa sia una condizione necessaria per affermarsi professionalmente oltre a rappresentare uno strumento necessario per favorire il loro inserimento sociale. L'unica eccezione è rappresentata dai cinesi, che praticamente non conoscono la nostra lingua.
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