Controtendenza

L’industria alimentare mostra forti segni di ripresa e prevede nuove  assunzioni. Tra le figure più richieste, addetti alla produzione, tecnici della qualità ed esperti di marketing le figure più ricercate nel settore food Manager della sostenibilità, nutrizionisti, analisti del gusto, affinatori di formaggi, designer e arredatori per il food: sono alcune delle nuove professioni che stanno conquistando l’industria alimentare italiana. Uno studio condotto su 1.000 imprese alimentari per conto di Federalimentare rivela che, dopo due anni difficili, segnati dalla perdita di 2mila posti di lavoro, il 70% delle aziende del settore (il 75% di quelle orientate all’esportazione) intende assumere per il biennio 2013-2014.
Oltre il 48% inserirà nuovo personale nell’area produzione mentre della percentuale restante, quasi la metà (44,5%) riguarderà l’area tecnica, seguita dal marketing (il 35,6%, perlopiù medie e grandi imprese).
Le aree aziendali in cui le nuove assunzioni riflettono maggiormente un aumento degli organici rispetto al semplice mantenimento delle risorse sono, nel dettaglio, Marketing, Produzione, Qualità, Finanza e controllo. Ovvero i campi più strategici su cui si gioca il posizionamento dell’industria alimentare made in Italy nel panorama del mercato.
L’industria alimentare italiana continua ogni anno ad assumere circa 11.600 persone, il 15% delle quali (oltre 1.800) sono laureate, principalmente in economia, agraria, biologia, chimica e ingegneria. Nel solo 2011 gli occupati del settore in Italia ammontavano a 408mila.

L’industria alimentare italiana si è distinta, negli ultimi anni, per una tenuta occupazionale nettamente migliore rispetto al grande aggregato industriale del Paese. Le aziende alimentari danno occupazione a 408 mila addetti, di cui oltre 280 mila lavorano nelle 6.250 imprese che contano oltre 9 dipendenti (dati Istat – settembre 2012).
Un’analisi congiunturale sul secondo trimestre 2012, condotta da Format Research per Federalimentare su un campione di 1.000 imprese del settore distribuite sull’intero territorio nazionale, evidenzia che in questo secondo scorcio del 2012 l”andamento dell”occupazione nelle aziende alimentari italiane è stabile. La tenuta dei livelli occupazionali nei mesi di aprile, maggio e giugno è stata rilevata principalmente presso le industrie di piccole dimensioni e con sede nel Nord Ovest. A tenere meno l’occupazione si sono rivelate, invece, le industrie con oltre 249 addetti e quelle operative nel Centro Italia e nel Mezzogiorno. Diminuisce lievemente rispetto al primo trimestre 2012 la capacità delle industrie alimentari di riuscire a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario. Difficoltà che ha colpito in prevalenza le piccole imprese, che operano nel settore “animale” e con sede nelle regioni del Mezzogiorno.

È evidente, dunque, la grande vitalità di questo comparto, che può rappresentare un riferimento forte per tutti i giovani che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro. In particolare, secondo le ultime elaborazioni di Format Research su dati Excelsior-Unioncamere, nel biennio 2013-2014, le imprese alimentari di grandi dimensioni (oltre 249 addetti) saranno quelle più interessate ad assumere personale nell’area tecnica e nell’area marketing per ampliare il proprio organico.
Mentre le imprese con un numero di addetti compreso tra i 50 e i 249 tenderanno piuttosto ad assumere personale nell’area delle risorse umane e nell’area “finanza e controllo”. Infine, le aziende di piccole dimensioni (con un numero di addetti compreso tra i 10 e i 49) privilegeranno le assunzioni nell’area comunicazione. Per i nuovi occupati dell”industria alimentare, le competenze più richieste dalle aziende alimentari per il prossimo biennio saranno in primo luogo quelle di carattere economico, commerciale e marketing (37,7%); davanti a quelle tecnologico-scientifiche (20,7%) e amministrative (17,7%); infine, l’expertise in campo ingegneristico, ambientale e logistico (8,6%) o giuridico (1,3%).

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Tratto da: www.federalimentare.it, settembre 2012

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