Animatore socio-culturale

Non è facile dare una definizione precisa di chi sia e cosa faccia l’animatore. Questa difficoltà è dovuta al fatto che questa figura professionale non ha ancora ricevuto un riconoscimento normativo a livello nazionale. Controversa è anche la differenza tra animatore ed educatore, sia per quanto riguarda la professionalità sia per le differenti mansioni: il dibattito è ancora aperto e per ora le Regioni hanno assunto posizioni proprie, tradotte in normative locali. L’animatore è un operatore la cui professionalità è finalizzata a promuovere i processi di attivazione del potenziale ludico, culturale, espressivo, relazionale, sia a livello individuale sia di gruppo.
A partire dagli anni ‘80, è emersa sempre di più una domanda di professionalità nel campo dell’animazione, collegata all’esigenza di un uso.Gli strumenti dell’animatore sono relativi alle diverse attività di animazione (attività teatrali, musicali, grafico-pittoriche, audiovisive e multimediali, ecc.).
In Italia si sono sviluppate diverse “scuole di pensiero”, ciascuna delle quali ha una propria prassi operativa: l’animazione teatrale ed espressiva, che privilegia la ricerca creativa, attraverso la festa e il gioco, gli ambiti della scuola e del quartiere. l’animazione socioculturale nasce da esperienze di educazione degli adulti per favorire la partecipazione dei gruppi alla gestione della realtà sociale e politica in cui vivono, collocando la propria azione nel territorio.
L’animazione del tempo libero si rivolge in particolare al tempo libero infantile, all’attività ludica collocata nei centri ricreativi, nei campi gioco, nelle ludoteche, negli ospedali e nello sport.
L’animatore è quindi organizzatore di attività motorie e creative condotte secondo il modello di pedagogia attiva. l’animazione socioeducativa modello valido sia in contesto scolastico sia extrascolastico

Data: 01/08/2000
Fonte: Redazione

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PROFILO

L’animatore, operando in contesti eterogenei ed avendo molteplici potenzialità, svolge per lo più le seguenti attività:

- scolastiche con metodi non convenzionali;
– del tempo libero;
- di prevenzione del disagio;
- di laboratori teatrali ed espressivi;
– sportive, musicali ed artistiche;
- in centri sociali, centri di aggregazione per anziani, giovani, adulti;
- culturali del territorio;
- di recupero dei soggetti marginali e devianti;
- centrate sul gioco (ludoteche, stages, ecc.);
- di alfabetizzazione ed educazione degli adulti;
- di difesa e sviluppo del patrimonio culturale e ambientale;
– di formazione;
- di cooperazione internazionale;
– di volontariato, associazionismo, cooperazione sociale;
- di centri “Informagiovani” o di informazione ai cittadini;
- di promozione dell’imprenditorialità giovanile.

Data: 01/08/2000
Fonte: Redazione

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REQUISITI

Può sembrare che per fare l’animatore basti essere dotati di un buona dose di simpatia, voglia di giocare, attitudine teatrale, facilità a socializzare e far socializzare. In realtà in questa professione nulla può essere lasciato all’improvvisazione e alla spontaneità.
L’animatore deve sì possedere buone doti creative, espressive e comunicative, ma queste devono essere sviluppate ed orientate, al fine di essere un operatore in grado di lavorare in équipe, di progettare gli interventi, facendo attenzione alla globalità delle persone, sapendo dare le giuste risposte a diverse fasce di utenza e a diverse situazioni, di stimolare alla partecipazione attiva dei soggetti e al loro protagonismo.

Data: 01/08/2000
Fonte: Redazione

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FORMAZIONE

Non esiste un iter formativo ben preciso per diventare animatori, ma sono presenti, su tutto il territorio nazionale, molti corsi attivati da associazioni, cooperative, Regioni o Comuni. Questi corsi forniscono una preparazione teorica in diverse aree disciplinari (area dei principi teorici, area della prassi e metodologia dell’animazione, area delle tecniche e degli strumenti di animazione e dei linguaggi creativi ed espressivi, area della metodologia della comunicazione), affiancandola ad esperienze pratiche guidate. I corsi attivati dalle Regioni seguono indirizzi diversi tra loro, che emergono dalle differenze relative alla loro durata (da 200 a 1200 ore annue), alla modalità di accesso e ai requisiti (dall’obbligo del diploma, a nessuna indicazione in merito), e al loro costo eventuale. In questi casi, i corsi sono legalmente riconosciuti e al loro termine prevedono il conseguimento di un diploma di qualifica. Per avere ulteriori informazioni su dove vengono attivati, è necessario rivolgersi agli uffici d’informazione locale.
Un discorso diverso riguarda la formazione nell’ambito degli enti privati. I corsi gestiti dalle associazioni e dalle cooperative, sono rivolti perlopiù ad operatori interni o a persone che si intendono assumere per iniziative specifiche; di solito questi corsi non durano più di un anno ed hanno un’impostazione seminariale (vedi indirizzi utili).

Data: 01/08/2000
Fonte: Redazione

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SBOCCHI PROFESSIONALE

Gli animatori socioculturali possono trovare impiego presso enti pubblici (Comuni, Regioni, ASL, Comunità montane, ecc.), in servizi residenziali e territoriali per anziani, in servizi per minori, nei progetti di prevenzione primaria, nei servizi sul territorio con funzione di aggregazione sociale; oppure presso cooperative o associazioni convenzionate con l’ente pubblico, o ancora presso associazioni, gruppi o enti privati che svolgono attività di animazione non in regime di convenzione.
Già da tempo le cooperative sono una realtà affermata in Italia, e se ne contano più di 2000 nel solo campo dell’animazione. Si può pensare che le opportunità di lavoro in queste strutture possano aumentare, vista la tendenza degli enti pubblici ad affidare a società esterne la fornitura di molti servizi di pubblica utilità.

Data: 01/08/2000
Fonte: Redazione

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PER SAPERNE DI PIU’

Indirizzi utili – AIATEL (ASSOCIAZIONE ITALIANA ANIMATORI TEMPO LIBERO) – via Luigi Bertelli 16, 20217 Milano, tel. 02.26112010; fax 02.26148970 Formazione – CEMEA – (CENTRO DI ESERCITAZIONE AI METODI), via Di Quarto 115, 50012 Bagno a Ripoli (Firenze), tel. 055.630086 – ISTITUTO DI SCIENZE SOCIALI “NICOLO’ REZZARA” – contrà delle Grazie 14, Vicenza, tel. 044.4324394; fax 044.4324096 Bibliografia e legislazione R. Maurizio e D. Rei, Professioni nel sociale, Torino, Gruppo Abele, 1991.

Data: 01/08/2000
Fonte: Redazione

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