Animatore turistico

L’Animatore turistico ha il compito di animare ed organizzare il tempo libero di gruppi di vacanzieri, per lo più all’interno di villaggi turistici.

Data: 05/12/1997
Fonte: Corriere Lavoro

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TURISTICO

La parola animazione sottintende vari profili professionali. Oltre a coloro che intrattengono gli ospiti e organizzano gli spettacoli, ci sono gli istruttori sportivi, le puericultrici/assistenti all’infanzia, gli addetti alle boutique, il personale dei ristoranti e delle cucine. Nella domanda va sempre specificata la mansione per la quale si intende candidarsi L’età minima è di 18 anni (21 per Club Med). Quella massima, che generalmente viene indicata intorno ai 30 anni, dipende anche dalla mansione per cui ci si offre. La prima selezione avviene sulla base dei curriculum: è bene porre attenzione alla stesura del testo, indicando chiaramente (e brevemente) titoli, brevetti ed esperienze varie, anche non lavorative (per esempio, sono molto apprezzate le attività di volontariato) e la propria disponibilità (stagione estiva/invernale, e così via). La conoscenza di una o più lingue straniere costituisce quasi sempre titolo preferenziale. Se si lavorerà all’estero, attenzione alla validità del passaporto. Le selezioni prevedono colloqui individuali e di gruppo e, in un secondo momento, un corso di formazione della durata di una settimana. Lo stage, il più delle volte, è gratuito; è previsto un contributo spese (vitto e alloggio) a carico del candidato che può oscillare dalle 200 alle 500 mila lire. Oltre ai tour operator, ci sono un centinaio di agenzie di animazione che selezionano personale per villaggi, alberghi. Attenzione però: accanto a società serie ve ne sono altre poco affidabili: il corso di formazione è sempre a pagamento (e può anche essere molto caro); il posto, invece, non sempre è assicurato. Vitto, alloggio, viaggio e assicurazione (per infortuni e danni a terzi) devono essere a carico della società che assume. Le retribuzioni variano da mansione a mansione, ma in genere sono abbastanza basse (sotto il milione di lire). Il contratto diiassunzione va letto con molta attenzione. Non firmatelo se contiene qualcheÊ«stranezza», la rinuncia a un vostro diritto o se non prevede quanto concordato a voce. Nel dubbio è meglio rivolgersi a un sindacato. Èiimportante essere garantiti anche in caso di risoluzione anticipata del contratto. Se si lascia il posto prima della fine della stagione si ha diritto alla retribuzione per il periodo in cui si è lavorato. Ecco le possibilità di lavoro proposte dalle organizzazioni.

Data: 05/12/1997
Fonte: Corriere Lavoro

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AGRITURISMO

L’Animatore agrituristico è colui che per conto di consorzi e complessi agrituristici o al servizio di enti pubblici territoriali, si occupa della promozione e della realizzazione di attività complementari all’ospitalità agrituristica e della gestione diretta di alcune attività di animazione. Svolgendo un’attività di raccordo tra le esigenze produttive e d’immagine degli operatori agrituristici da un lato e gusti e bisogni dei clienti dall’altro, l’animatore agrituristico non solo fornisce ai primi consulenze organizzative, analisi di mercato e indicazioni per la promozione e lo sviluppo delle loro aziende, ma provvede anche a progettare e condurre attività rivolte agli ospiti delle imprese agrituristiche (visite e percorsi guidati, corsi di attività gastronomiche e/o artigianali connesse con il mondo agricolo, raccolta di erbe officinali, ecc…) e assolve compiti di rappresentanza in occasione di manifestazioni e fiere. Nello svolgimento delle sue funzioni, l’animatore agrituristico tiene conto e provvede all’applicazione dei piani elaborati dall’agente di sviluppo agrituristico. Per svolgere questa professione è sufficiente una preparazione di livello medio superiore (sono consigliati i diplomi in perito turistico o agrario). Presso la Scuola di agraria di Monza è attivo un corso annuale di specializzazione per operatori agrituristici.

Data: 19/10/1999
Fonte: Il Sole 24 Ore

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AMBIENTALE

L’animatore ambientale promuove organizza attività rivolte alla diffusione delle conoscenze sull’ambiente nei suoi vari aspetti (naturalistico, geografico, economico-industriale, storico-artistico). A tale fine, all’interno di enti locali come assessorati alla cultura e all’ecologia, o come consulente di scuole, parchi naturali o degli stessi enti locali, promuove attività didattiche nelle scuole (lezioni in classe, escursioni in città o in campagna, ecc…), organizzando visite e percorsi guidati. Non esistendo il riconoscimento giuridico della professione, la formazione di base può variare fra il diploma di maturità e la laurea in Scienza Naturali, Geografia, Pedagogia, ecc…). Vengono organizzati corsi per animatore ambientale presso organizzazioni ecologistico-ambientaliste (come la cooperativa Trapper o l’associazione Gea, entranbe con sede a Milano), o presso le sedi locali più importanti di Italia Nostra e del WWF (World Wildlife Found).

Data: 19/10/1999
Fonte: Il Sole 24 Ore

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NOTTURNO

Tra locali e discoteche c’è chi crea eventi speciali Come dimenticarsi dell’inebriante profumo offerto da una ragazza in discoteca o della birra consigliata in un pub da due giovani sorridenti e carine? Sono mansioni normalmente svolte dall’animatore notturno, figura professionale sempre più richiesta dalle aziende di bevande analcoliche (e alcoliche in particolare). Proprio queste ultime hanno ripreso a investire risorse nella promozione dei loro prodotti, tramite le cosidette «serate evento» concentrate nei locali più frequentati dai giovani: pub e discoteche. «Studenti universitari o le stesse hostess che di giorno lavorano negli stand delle fiere, sono in genere impiegati come animatori notturni», dice Paolo Pelizza, della Promo & 20, società specializzata in iniziative promozionali. «Ma anche gli animatori turistici liberi da impegni stagionali», sottolinea Gianni Merenda della Special Events Machine. Quello che è stato finora un lavoro occasionale potrebbe diventare una delle professioni del futuro. La conferma arriva dalla ricerca di alcuni colossi del settore bevande alcoliche (soprattutto), orientati a inserire in organico giovani brillanti che si occupino esclusivamente della promozione dei loro prodotti. E che un domani potrebbero proseguire la carriera formando altri nuovi talenti o organizzando essi stessi eventi speciali. «Queste figure professionali devono conoscere bene l’inglese, essere coinvolgenti e dinamici», dice Claudio Achilli, direttore generale della società Diomede del gruppo Empire, specializzata nella ricerca e selezione del personale. La società di recente ha ricevuto il mandato da una nota multinazionale americana del settore bevande alcoliche per reclutare animatori notturni a Milano, Roma e presto in tutta Italia. «Uno staff di animazione notturna è composto da almeno tre persone», precisa Susanna Pozzoni, consulente della Diomede. Due donne (hostess) e un ragazzo (tour manager) che è l’accompagnatore e il coordinatore dell’evento. Il suo ruolo è sempre più centrale per le mansioni che deve svolgere insieme alle ragazze: realizza l’allestimento scenografico del locale, distribuisce volantini e soprattutto controlla la delicata fase di distribuzione del prodotto. Questo giovane è il nuovo professionista che le aziende stanno cercando, sottolinea Pozzoni, ovvero un brillante animatore che conosca i prodotti, i drink, le tendenze giovanili e che collabori con la forza commerciale dell’azienda all’individuazione stessa del locale dove organizzare l’evento promozionale. Questa figura professionale emergente svolge un lavoro che lo impegna spesso dalle 16 fino alle 3-4 del mattino. Deve avere un’età compresa fra i 25 e i 28 anni. «Se viene assunto direttamente dall’azienda ha uno stipendio mensile di 2,5 milioni», dice Achilli. Le hostess possono invece ad arrivare a guadagnare 200-250 mila lire nette a serata. Per essere un professionista vero della promozione notturna occorre concepire questa attività come un vero e proprio lavoro, attenendosi a un’etica aziendale, suggerisce ai giovani aspiranti Aurelio Girelli della Field Marketing Activities di Milano. Quella di animatore notturno in effetti è già una professione riconosciuta e avviata in Olanda, Spagna e Francia e potrebbe diventarlo presto anche in Italia, dove il mercato richiederà molti giovani brillanti. (Alessandro Luongo)

Data: 05/12/1997
Fonte: Corriere Lavoro

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CAMPI DA GIOCO

L’animatore dei campi da gioco è un operatore specializzato che , per conto o alle dipendenze di comuni, organizzazioni scolastiche pubbliche o private, ecc…, assiste e guida in spazi appositamente attrezzati ovvero “campi da gioco” bambini e adolescenti nelle loro attività ricreative. Per l’accesso a questa professione è indispensabile la partecipazione di specifici corsi di formazione, di solito organizzati da comuni e per i quali è richiesto il possesso del diploma di maturità.

Data: 19/10/1999
Fonte: Il Sole 24 Ore

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ESPERIENZE

«Portavo la valigia ai clienti e ora dirigo il marketing» Giuseppe Caiazza, 31 anni, direttore marketing di Club Med Italia, Milano Un’esperienza in villaggio può servire a far carriera nel mondo del turismo? Probabilmente sì, visto che in certi casi è addirittura obbligatoria. E’ il caso di Giuseppe Caiazza, 31 anni, direttore marketing di Club Med Italia. «Nel ’92 – ricorda Caiazza – Club Med lanciò una campagna di reclutamento per dirigenti nelle maggiori scuole di economia del mondo. Io mi ero appena laureato alla Bocconi di Milano e cominciai i colloqui». Ma l’assunzione era sottoposta a una clausola: passare 8 mesi a lavorare in villaggi del Club prima di mettersi alla scrivania. «Così passai 4 mesi estivi al Club Med Kamarina, in Sicilia, e 4 invernali a Les Almadies, in Senegal. Per mezza giornata facevo quello che sapevo fare, cioè il maestro di tennis, e per l’altra mezza lavoravo a rotazione in tutti i servizi: gestione, manutenzione, economato, sport, boutique, escursioni… Naturalmente condividevo le attività degli altri g.o. (gentil organisateur, come si chiamano gli animatori di Club Med, ndr), dall’accoglienza clienti agli spettacoli serali». Ora che la sua carriera è avviata, Caiazza ricorda bene l’utilità di quell’esperienza: «Mi è servita per conoscere bene il prodotto sul quale oggi lavoro e a farmi una cultura del servizio, che in Italia non è molto presente. E’ stato importante il contatto con i clienti, conoscere le loro passioni, i loro dubbi. E anche una lezione di umiltà: con la mia laurea in Bocconi, prendevo le valige dei nuovi arrivati e le portavo in camera». Un «bagaglio» non solo tecnico, dunque. «Consiglio questa esperienza a qualsiasi giovane laureato – afferma infatti il dirigente di Club Med -. Il villaggio ti abitua alle relazioni con persone di ogni origine, nei nostri Club sono presenti in genere una ventina di nazionalità diverse». E c’è anche la possibilità di incontri curiosi: «In Senegal un giorno arrivò un signore vestito piuttosto male e mi chiese di fare qualche palleggio a tennis. Non giocava molto bene, ma in poco tempo gli spalti si erano riempiti. A un certo punto pensai che tutti guardassero me, ma quando sono scesi in massa a chiedere autografi all’altro ho scoperto la verità: era Peter Gabriel, che aveva una casa lì vicino». «Si lavora tutto il giorno: ma son pronta a ripartire» Sabrina Insidioso, 21 anni, Santa Marinella (Roma) Se gli animatori turistici avessero un inno, potrebbe essere «Ci vuole un fisico bestiale». Sabrina Insidioso ha fatto quest’estate la sua prima stagione, a Creta e a Rodi, con l’operatore Pianeta Terra. Un’esperienza positiva, che, probabilmente, ripeterà. Ma il mestiere di far divertire può rivelarsi inaspettatamente duro: «La nostra giornata lavorativa – ricorda Sabrina – poteva durare dalle 9 del mattino alle 3-4 di notte. Dopo colazione, cominciavano le attività sportive in piscina e in spiaggia. Nel pomeriggio, eravamo impegnati nelle prove per la sera. Poi, dopocena, c’erano gli spettacoli e la discoteca fino a circa mezzanotte. Spesso, però, c’era bisogno di provare ancora per gli show successivi, e si rivedeva il letto a notte fonda. Ma se ti trovi bene con i colleghi, se il gruppo funziona, riesci a fare anche questo». A Creta, all’hotel club Athina Palace nei pressi della capitale Heraklion, Sabrina era destinata alle attività in spiaggia. A Rodi, invece, accoglieva i gruppi in aeroporto, li accompagnava nelle escursioni e lavorava in ufficio. Ma un animatore è quasi un soldato delle vacanze: in servizio continuo. Allora, ne valeva la pena? Sabrina non ha dubbi: «Mi piace viaggiare, conoscere persone e culture nuove. In villaggio ho trovato tutto questo. È un ambiente internazionale, ho conosciuto clienti di tutta Europa, anche russi. E questo mestiere ti permette davvero di entrare in contatto con le persone. Ricompensandoti della fatica». Del resto, Sabrina la sua vocazione internazionale se l’è costruita. «Sono diplomata al liceo linguistico, parlo inglese, francese e spagnolo, ora sono iscritta alla scuola interpreti di Trieste. E sto cominciando a lavorare come attrice teatrale. A 18 anni avevo frequentato un corso per presso l’Associazione nazionale animatori di Roma. La scorsa primavera mi sono decisa a mandare in giro un po’ di curriculum e sono stata contattata da diversi operatori. Ho potuto scegliere io quello che mi andava meglio». Pronta a ripartire, dunque? «Non può essere il lavoro di una vita – conclude Sabrina -, ma se capita l’occasione lo faccio volentieri. Soprattutto se mi mandassero in Florida, perché lì c’è il mio clima ideale». «Un’esperienza utilissima per il mio studio d’arte» Sara Della Torre 31 anni, Orvieto (Terni) Ha studiato come modellista e costumista, senza immaginare quale sarebbe stata la sua passerella: quella dei villaggi turistici. Perché negli staff di animazione ci sono anche dei «tecnici», dai d.j. agli istruttori sportivi e, appunto, i costumisti per gli spettacoli serali. Sara Della Torre, trentunenne milanese trapiantata a Orvieto, ha al suo attivo sei stagioni in giro per il mondo: in Sardegna, a Canazei, a Djerba, a Ibiza e a Cuba. Ora fa la decoratrice e ha aperto uno studio d’arte a Orvieto. Insieme a Ettore, lo scenografo che ha conosciuto proprio durante una «stagione». «A scuola ho saputo di questa possibilità – ricorda Sara – e a 24 anni sono partita per la prima esperienza. Avevo voglia di andare via da Milano e l’idea di farmi 5 mesi in Sardegna mi attirava. Da lì mi sono fatta sei stagioni consecutive, salvo un paio di inverni passati a casa». Tirando le somme, l’esperienza è stata positiva, tanto che Sara la consiglierebbe a tutti, se non altro come una sorta di «formazione al sorriso»: «Io sono piuttosto timida – confessa – ma in villaggio ti fanno entrare in testa soprattutto una cosa: sorridere, sorridere sempre, mostrare disponibilità. E’ una cosa che ora mi serve, quando tratto con i clienti. Fa sempre buona impressione». Soddisfazioni professionali? «Ricordo soprattutto i costumi che ho ideato per ‘Il fantasma dell’Opera’, che abbiamo rappresentato al villaggio di Ibiza, e per uno show ispirato a Micheal Jackson, a Djerba». Ma c’è anche l’altro piatto della bilancia: «Si lavora come pazzi, 14 o 15 ore al giorno, con mezza giornata libera alla settimana se va bene, e quindi non riesci a vedere quasi nulla al di fuori del villaggio. Qualche volta, gli alloggi per animatori non sono il massimo, ti capita anche di stare in 4 in una stanza. O di avere due bagni per 15 persone. Il ricordo peggiore? Un capo-animatore durissimo, che faceva scenate. Una volta ha trattato malissimo un’animatrice alla prima esperienza solo perché si era seduta su una sdraio a bordo piscina. Abbiamo minacciato le dimissioni in tre e si è calmato». E sul fronte dei soldi? «Al massimo ho raggiunto – conclude Sara – un milione 200 mila lire nette al mese. Ma gli animatori generici alla prima esperienza ne prendevano solo 5-600 mila».

Data: 04/12/1998
Fonte: Corriere Lavoro

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CONSIGLI

Dal curriculum all’abito ecco le istruzioni per l’uso Fare gli animatori in un villaggio turistico è sicuramente una professione intrigante: ma è e rimane un lavoro. Chi si candida con l’idea di andare a trascorrere una bella vacanza parte con il piede sbagliato. Lavorare 10-12 ore al giorno per sei giorni alla settimana, sia pur sotto un albero di cocco, può anche trasformarsi in un’esperienza pesante. – La prima selezione avviene sempre sulla base dei curriculum. È bene porre grande attenzione alla stesura del testo – sempre dattiloscritto – ricordandosi di segnalare chiaramente i propri dati personali, il titolo di studio, le proprie esperienze lavorative (partendo a ritroso: cioè dalla più recente). Evidenziare attività svolte nel tempo libero che possano risultare «utili» ai fini della professione: sportive, sociali o di volontariato. – E’ bene avere pronto un passaporto valido nel caso in cui si venga destinati all’estero. Poiché problemi di sostituzione di personale possono crearsi improvvisamente viene data la precedenza a chi è già in possesso del documento. – Taluni pensano che presentarsi vestiti in maniera eccentrica o comportarsi a tutti i costi da clown al primo colloquio sia il miglior modo per accattivarsi le simpatie dei selezionatori. Spesso invece si ottiene l’effetto opposto. Gli eccessi non sono troppo graditi neppure nel variegato mondo dell’animazione. Attenzione dunque a come vi presentate: la prima impressione può essere quella decisiva, specialmente quando in un solo pomerigggio vengono selezionate decine di persone. – I grandi tour operator organizzano sempre per i propri animatori un corso o stage di formazione gratuito (in qualche caso chiedono un contributo per il vitto) presso una loro struttura. Per chi vuole prepararsi alle selezioni esistono molti corsi finanziati dagli enti regionali (col contributo dei fondi europei). Per saperne di più rivolgersi agli assessorati alla Formazione regionale. – Cautela invece per i corsi proposti dalle agenzie di animazione: possono essere molto costosi (cioè superare il milione di lire) e non garantiscono affatto l’ingaggio al termine delle lezioni. – Soltanto dopo l’ultima selezione, quella che avviene in genere sotto forma di stage, direttamente in un villaggio turistico, vi verrà finalmente sottoposto il contratto. Leggetelo attentamente. Vitto, alloggio, viaggio e le necessarie assicurazioni devono essere a carico del datore di lavoro. La categoria professionale degli animatori turistici è riconosciuta dalla legge quadro per il turismo 217/83 e nel 1993 (dpr 203) ed è stata inquadrata fra i lavoratori dello spettacolo. Il datore di lavoro ha l’obbligo d’iscrivere il lavoratore all’Ente nazionale di previdenza. – Tra le clausole del contratto deve anche essere prevista la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. In genere, se non ci sono inadempienze da parte del lavoratore, dovrebbe essere corrisposto il salario dell’intero periodo. Ecco ancora 10 regole per evitare «incidenti» 1- Leggere sempre attentamente il contratto prima di firmare. L’animazione turistica è un mercato con poche regole. 2- Nel contratto devono essere indicati chiaramente tutte le condizioni e il compenso pattuiti durante il colloquio. 3- Vitto, alloggio e viaggio andata e ritorno sono sempre a carico del datore di lavoro (deve risultare per iscritto). 4- Il nome della società deve essere indicato chiaramente (è bene diffidare di piccole società con sede all’estero). 5- Fra le clausole deve essere sempre prevista la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro. 6A carico del datore di lavoro deve essere anche l’assicurazione del dipendente. 7- Diffidare dei corsi di formazione a pagamento che vanno oltre il milione di lire. Non danno certezze e chi li frequenta. 8- Solo un piccolo contributo per vitto e alloggio può essere chiesto per gli stage proposti nelle strutture delle aziende. 9- Chi va all’estero deve ricordarsi di fare le vaccinazioni necessarie. 10- E se anche il passaporto è in ordine… buon viaggio e buon lavoro!

Data: 04/12/1998
Fonte: Corriere Lavoro

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INDIRIZZI

Quanti desiderino intraprendere la professione di animatore/animatrice, possono inviare il proprio curriculum (completo di fotografia) a una delle numerose agenzie e società (o tour operator) che gestiscono villaggi turistici. A titolo indicativo, eccone un elenco: Alpitour, via Roccavione 15, 12100 Rocco Castagnaretto (Cuneo). Anitur Scrl, viale Viareggio 99, 30038 Spinea (Venezia) L’Aquilone, località Ghigiano, 06024 Gubbio (Perugia), tel. 075) 9271105. Associazione Cacao – Libera università di Alcatraz, 06020 Santa Cristina di Gubbio (Perugia), tel. (075) 9229938. Club Mediterranée, largo Corsia dei Servi 11, 20122 Milano. Club Service, via M. C. Bragadino 2, 20144 Milano, tel. (02) 48017287. Club Vacanze, viale Mentana 150, 43100 Parma, tel. (0521) 288111. Cooperativa Cemea Piemonte, via Avogadro 26, 10121 Torino. Cooperativa Holiday Service, via Campo dei Fiori 2, 47100 Forlì, tel. (0543) 725370. Cooperativa Holiday Service, via Ilioneo 82, 80124 Napoli, tel. (081) 5701343. Costa Crociere, via G. D’Annunzio 2, 16121 Genova. Vacanze, corso Cavour 31, 70122 Bari, tel. (080) 5210214. Dieffe Animation – Ufficio risorse umane, corso Vittorio Emanuele 749, 80122 Napoli. Eufrom, via V. Martinelli 1, 40137 Bologna, tel. (051) 6233952. Field Marketing Activities, via Segantini 75, Milano; numeri di telefono 02-8940.9522, oppure 02-8940.5480. Franco Rosso, via Santa Chiara 19, 10122 Torino, tel. (011) 4646111. Frontières, via Tirone 11, 00146 Roma, tel. (06) 5599225. Gefratur, via Venezia 99, 37019 Peschiera del Garda (Verona), tel. (045) 640510. Viaggi, via A. Algardi 4, 20148 Milano, tel. (02) 326771. Lisfer, largo V Alpini 6, 20145 Milano, tel. (02) 48003363. Melacotogna Soc. Coop., via Pisacane 5, 04100 Latina, tel. (0773) 691695. Moonlight, via Pisanello 16, 20146 Milano, tel. (02) 48709386. Notorius, via Abate Gimma 98, 70122 Bari, tel. (080) 5211148. Ok Club, via A. Capuzzi 8/D, 40069 Zola Predosa (Bologna), tel. (051) 759344. Pianeta Vacanze, via Nuovalucello 3, 95126 Catania, tel. (095) 333676. Promo & 20, via San Maurizio al Lambro 4, Brugherio (Milano); tel. 039-2142-156, fax 039-2142.964. Show Time, corti San Domenico 7, 56125 Pisa, tel. (050) 44411. Special Events Machine, via Perosi 1, Milano; telefono 02-4771.0507. Studio Time, via del Carroccio 8, 20123 Milano, tel. (02) 8376386. Tino Mazzoleni, Compagnia Artistica, corso Buenos Aires 52, Milano; numero di telefono 02-2940.9432. Turisanda, via Poerio 2/A, 20129 Milano. Valtur, via Milano 42, 00184 Roma, tel. (06) 47061. I Viaggi del Ventaglio, via De Amicis 43, 20123 Milano. ZetaBi Animazioni, via C. Fossati 5/P, 10141 Torino, tel. (011) 3859966. Ecco a chi rivolgersi per avere indicazioni sulle proposte delle multinazionali che assumono, o indicazioni più generali sul settore: – Diomede-Gruppo Empire, via Domenichino 38, 20149 Milano. Numero di telefono 02-4801.5953; numero di fax 02-4801.5388. – Beval Import, via Piave 91, 20089 Quinto de’ Stampi, frazione di Rozzano (Milano); telefono 02-8920.1620, fax 02-8920.2002. Per ulteriori informazioni sulle possibilità di lavoro e sui «contatti»: Global Village, l’annuario degli animatori; il numero di telefono è 06-5757.825.

Data: 05/12/1997
Fonte: Corriere Lavoro

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NUMERO VERDE

1 NUMERO AMICO In difesa degli animatori L’associazione nazionale animatori turistici ricreativi e sociali dichiara guerra al lavoro nero e decide di avviare uno sportello telefonico da contattare per avere informazioni su contratti, società e agenzie di animazione, legislazione vigente, offerte di lavoro, corsi di formazione. Personale qualificato risponderà, dal martedi al venerdi, allo 06-791.8042.

Data: 30/11/1999
Fonte: Quotidiani Vari

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