Art director

L’agenzia di pubblicità è un’impresa che crea, pianifica e realizza campagne pubblicitarie. Negli ultimi anni l’agenzia tende ad assorbire anche attività nate e sviluppatesi al di fuori di essa, come il direct marketing, le promozioni, le sponsorizzazioni, le relazioni pubbliche, la web advertising, a volte anche case di produzione cinematografica. In tal caso si parla di “agenzia di comunicazione”.
I fattori che maggiormente caratterizzano l’attività di un’agenzia sono il billing, ovvero il totale degli investimenti pubblicitari amministrati per conto dei clienti, e le risorse umane impiegate.

Un’ agenzia di pubblicità può essere organizzata in reparti (ogni funzione forma un reparto), in gruppi integrati (le varie funzioni professionali stanno all’interno di un gruppo, quasi una mini agenzia), o in desk (gruppi formati da account e strategic planner, che si avvalgono delle altre funzioni, organizzate a reparto).

In Italia ci sono circa 1500 agenzie pubblicitarie, ciascuna delle quali è composta da tre reparti:

- reparto contatto, formato da account che curano i rapporti tra i clienti e l’agenzia;
- reparto creativo, composto da un numero variabile di coppie creative, formate da un copywriter e da un art director, supervisionate da un direttore creativo;
– reparto media, che si occupa dell’acquisto degli spazi pubblicitari ed è costituito dai media planner (pianificatori) e i media buyer (coloro che acquistano).

Oltre alle agenzie, in Italia esistono numerosi studi di pubblicità, che non offrono al cliente un servizio completo ma si limitano a gestire un solo aspetto della comunicazione (spesso quello creativo).

L’art director entra nel progetto di comunicazione, come responsabile della parte visiva di una campagna pubblicitaria. Comunica l’idea alla base della campagna pubblicitaria e del prodotto da reclamizzare attraverso la scelta dell’immagine ideale e delle tecniche diverse di realizzazione che sono a sua disposizione. Possiede una solida cultura delle immagini, sia statiche che dinamiche; sa manipolare il loro valore evocativo e simbolico.
Per svolgere questo lavoro deve acquisire una forte capacità di sintesi e di invenzione visiva, per tradurre la promessa pubblicitaria in forma originale e coerente con la parte scritta dal copywriter, con il quale lavora.
La sua tecnica professionale spazia dalla scelta del carattere tipografico all’impaginazione dell’annuncio su stampa o affissione, fino alla scelta e alla supervisione dei professionisti che collaborano con lui alla realizzazione dell’immagine pubblicitaria (fotografi, registi, illustratori, graphic designer, ritoccatori, ecc.). 

Data: 25/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO 

L’art director è il responsabile della parte visiva della comunicazione, trasforma i concetti in immagini e lavora sempre a fianco di un copywriter, responsabile della parte verbale.
Nella comunicazione a mezzo stampa, l’art director si occupa della veste grafica dell’annuncio, dunque:

- sceglie il fotografo e l’illustratore e controlla, coadiuvato dal reparto di produzione, la qualità della stampa;
– adatta i contenuti e gli elementi dell’annuncio pubblicitario al tipo di giornale o rivista in cui appare;
– collabora con il copywriter per la scelta del headline (il titolo o lo slogan), la bodyopy (il testo), il visual (l’immagine composta solitamente dal logotipo o marhio dell’azienda e dal pay-off, ovvero il motto dell’azienda).

Nella comunicazione esterna, a causa dei diversi tempi di lettura dell’utente rispetto alla stampa, l’art diretor deve elaborare un messaggio sintetico e in grado di essere assimilato in pochi secondi.
Nel caso della comunicazione postale (o mailing) l’art director deve trovare l’equilibrio e la coerenza tra la busta, la lettera di accompagnamento e un coupon da compilare e che consente al destinatario di rispondere e quindi interagire con l’azienda: spesso la scarsa appetibilità della confezione esterna può rendere inefficace mailing curatissimi all’interno.
La comunicazione all’interno degli esercizi commerciali, può essere veicolata attraverso folder, dispenser, crowner, locandina, piccole vetrofanie, packaging, ecc.: nella realizzazione di questi materiali, l’art director deve tener conto della metratura del punto vendita e della posizione in cui verranno collocati i, supporti pubblicitari: trattandosi di stumenti complementari, ciascun pezzo deve adeguarsi al resto della comunicazione.

Va ricordato che un creativo del settore comunicazione come l’art director deve affrontare la responsabilità di ciò che comunica, dei bisogni che induce nel pubblico e dei messaggi che propone. 

Data: 25/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI 

I requisiti necessari per svolgere la professione di art director sono:

- fantasia, intuizione e attitudine ad elaborare associazioni mentali, per superare ogni problema di comunicazione con soluzioni efficaci e innovative;
– sensibilità per cogliere gli interessi, le aspirazioni, i bisogni e i gusti dell’opinione pubblica;
– cultura visiva, ossia un archivio mentale di immagini fotografiche, cinematografiche e pittoriche, da cui attingere costantemente nel tentativo di sintetizzare le caratteristiche di un prodotto o di una azienda;
– attitudine alla lettura e alla frequentazione di cinema, spettacoli ecc., per formare una solida cultura cinematografica e visiva, nonché‚ tenersi sempre aggiornati;
– memoria visiva;
– buongusto nelle scelte di carattere estetico;
– manualità, ossia la predisposizione a disegnare, tagliare, incollare, sovrapporre, ecc., funzioni che svolgono ancora un ruolo importante malgrado lo sviluppo della computergrafica;
– precisione e cura dei dettagli;
– dimestichezza con le nuove tecnologie di computergrafica.

A un buon art director non deve mancare l’ironia, mai gratuita, come uno dei tanti artifici creativi finalizzati al raggiungimento degli obiettivi aziendali
Nella comunicazione audiovisiva, l’art director deve saper seguire la realizzazione dello story-board (la sequenza di tanti piccoli disegni che illustra la sceneggiatura) e controllare la qualità dell’eventuale animatic (la ripresa video delle scene dello story-board).
Deve essere in grado di lavorare con le altre figure dell’azienda, della casa di produzione e con il regista, che supporta durante le riprese di uno spot. 

Data: 25/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE 

Per diventare art director occorre effettuare un periodo di formazione presso scuole di comunicazione che prevedono periodi di apprendistato non retribuito; in seguito si potrà inviare alle agenzie il proprio curriculum vitae. La preparazione di un curriculum può essere la prima prova per l’aspirante art director per esprimere talento e competenze acquisite.
L’art director lavora solitamente in agenzie di pubblicità, di direct marketing o di promozioni, ma può anche decidere, in coppia con un copywriter, di fare free-lance, prestando la propria competenza sia alle agenzie che alle aziende. Chi fosse interessato alle professioni della comunicazione e al mondo della pubblicità, può rivolgersi a:

- Istituti superiori di comunicazione
Vengono effettuati corsi parauniversitari di durata media di due o tre anni: sono adottati metodi didattici mirati all’apprendimento pratico come, ad esempio, esercitazioni in cui vengono simulati progetti di comunicazione, dalla strategia alla creatività.
Alcuni istituti prevedono la possibilità di effettuare stage presso aziende e agenzie.

- Università
La facoltà di Scienze delle comunicazioni è adatta a chi voglia lavorare nel mondo della pubblicità, tuttavia i docenti tendono a dare un’insegnamemto più accademico che pratico. Per conoscere i corsi di laurea offerti dagli atenei italiani, visita la banca dati http://offf.miur.it.

- Master, corsi brevi e seminari
Sono rivolti a chi ha già conseguito la laurea e a chi già opera nel mondo della comunicazione.

Segnaliamo infine l’Accademia di Comunicazione di Milano che realizza un progetto di formazione, ricerca e innovazione nell’ambito della comunicazione persuasiva e visiva (marketing, pubblicità, relazioni pubbliche, graphic design e tutte le tecnologie relative a questi ambiti professionali).
L’iter formativo prevede docenti professionisti del settore, numero chiuso e lavoro degli studenti in azienda su progetti reali: si tratta in prevalenza di progetti di comunicazione, strategie di marketing, campagne pubblicitarie, progetti grafici, siti web per enti pubblici, associazioni ed enti senza fine di lucro ed aziende, realizzati con la guida e la supervisione dei professionisti docenti in accademia.
Per maggiori informazioni:
Fondazione Accademia di Comunicazione
via Savona 112/A, 20144 Milano
tel. 02 92882211 fax 02 92882230
e-mail: info@fondazioneaccademia.org
sito web: www.hdemia.it

Data: 25/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

L’art diretor può lavorare nel reparto creativo di un’agenzie pubblicitaria, nel reparto pubblicità interno alle aziende (House Agency) oppure in agenzie di comunicazione integrata (direct marketing o relationship marketing)
Dopo aver maturato esperienza nel settore e un buon portfolio clienti, è possibile avviare la carriera come libero professione che lavora per agenzie pubblicitarie o aziende, su progetti specifici.
Dal punto di vista dello sviluppo della carriera, è assai frequente che un art director passi un periodo lavorativo iniziale di “gavetta”. Del resto, il mestiere matura in larga misura nella pratica lavorativa quotidiana, non è raro che la gavetta possa durare anni, anche a seconda delle condizioni più o meno floride del mercato economico di riferimento.

In generale, il settore della comunicazione offre una competizione molto forte e risulta soggetta a un turnover di personale molto frequente; i creativi migliori tendono dunque a cambiare agenzia spostandosi, se necessario, anche all’estero, mentre il senso di appartenenza alla categoria professionale stenta a formarsi.
Tuttavia, le caratteristiche del settore portano i creativi a costruirsi una professionalità di alto livello, una forma mentis orientata all’autoapprendimento, una solida esperienza di prodotto, una estrema adattabilità alle esigenze del mercato e del lavoro. Permettono loro di venire a conoscere altri colleghi e professionisti del settore e, soprattutto, molti clienti diversi.
Queste caratteristiche sono fondamentali quando l’art director decide di aprire un’agenzia per suo conto o in società con qualche collega, spesso un copywriter.

Data: 25/05/2009
Fonte: Redazione

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PER SAPERNE DI PIU’ 

In Italia esistono diverse associazioni che operano nell’ambito della comunicazione d’impresa: tutte perseguono l’obiettivo di tutelare la professionalità e gli interessi di chi, individuo o società, lavora nel mondo della comunicazione. Ecco l’elenco delle principali associazioni di professionisti nel settore della pubblicità:

- Adci, art directors club italiano
via Moscova 46/3
20121 Milano
tel. 02 6555943 fax 02 6590736
e-mail: info@adci.it
sito web: www.adci.it.

- Uilcom, Unione italiana lavoratori della comunicazione
via Bellisario 7
00187 Roma
tel. 06 4204041 fax 06 42744897
e-mail: uilcom@uilcom.it
sito web: www.uilcom.it.

- Aiap, Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva
viale Col di Lana 12
20136 Milano
tel. 02 58107207 fax 02 58115016
e-mail: aiep@aiap.it
sito web: www.aiap.it.

- Associazione italiana pubblicitari professionisti
corso Magenta 46
20123 Milano
tel. 02 4333531 fax 02 43335320
sito web: www.associazione-tp.it.

- Assorel, Associazione delle agenzie di relazioni pubbliche
via G. Mameli 4, 20129 Milano
tel. 02 70100704 fax 02 70105414
e-mail: segreteria@assorel.it
sito web: www.assorel.it.

- Federpubblicità, Federazione italiana operatori della pubblicità
via Nazionale 60, 00184 Roma
tel. 06 47251 fax 06 4817211
e-mail: federpub@confesercenti.it.

- Aapi, Associazione aziende pubblicitarie italiane
via Larga 7, 20122 Milano
tel. 02 58304166 fax 02 58307617
e-mail: aapi@planet.it.

- Ascai, Associazione per lo sviluppo delle comunicazioni aziendali in Italia
via Cossera 2, 00192 Roma
tel. 06 3200406 fax 06 32628259
e-mail: ascai@iol.it
sito: www.ascai.it

Data: 25/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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