Arti e professioni

Arriva la legge per i professionisti senz’Albo: nuove regole per un milione e mezzo di operatori.
La commissione Attività produttive della Camera ha infatti approvato il 19 dicembre 2012 la normache li riguarda. È la prima volta che tutte le “arti e professioni” che sono nate negli ultimi anni hanno trovato una norma che li riconosce.La legge, definita Disposizioni in materia di professioni non regolamentate, sancisce, in 11 articoli, regole non obbligatorie, per l’esercizio dell’attività nel mercato. Stiamo parlando di attività che esistono, alcune da molti anni, altre più recenti, e che “sul campo” hanno trovato una loro clientela, come gli osteopati, i grafologi, i sociologi, i kinesiterapisti, i councelor, gli amministratori di condominio e molti altri.
A creare le condizioni per giungere ad avere una legge ad hoc è stata l’Unione Europea, che da tempo sta lavorando per facilitare la libera circolazione del lavoro.

La nuova legge i non impone nulla, a partire dall’iscrizione a un’associazione (obbligo che, invece, esiste negli Ordini); lascia ampia libertà di scelta, indicando, però, il sentiero da seguire. Non esiste, dunque,
l’obbligo di essere iscritto a un’associazione, ma chi sceglie di farlo deve attenersi ad alcune regole. Così come la stessa associazione ha l’obbligo di svolgere una serie di compiti che vanno dalla formazione, alla gestione delle controversie. Finora ogni professione non regolamentata si è mossa da sola per cercare di porre le basi per un’offerta di qualità. Una strategia scelta da alcune di loro è stata quella di rivolgersi all’Uni (l’Ente nazionale di normazione) per avere una norma tecnica.

Si introduce il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Si consente inoltre al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione riconoscendo l’esercizio di questa sia in forma individuale, che associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente. I professionisti possono costituire associazioni professionali (con natura privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza.
Le associazioni possono costituire forme aggregative che rappresentano le associazioni aderenti, agiscono in piena indipendenza ed imparzialità e sono soggetti autonomi rispetto alle associazioni professionali che le compongono, con funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali.

Nei prossimi mesi il Ministero dello Sviluppo economico provvederà a redigere l’elenco delle professioni nel quale sicuramente rientreranno ad esempio tributaristi e amministratori di condominio.

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