Barista – Barman

Il barista, dietro il bancone di un bar, a qualsiasi ora del giorno o della notte, prepara e serve caffè, cappuccini, bibite, long drink, cocktail ed aperitivi; panini e piattini, torte, brioche, pasticcini e coni di gelato.
Egli può essere un dipendente o il titolare “tuttofare” all’interno del pubblico esercizio Normalmente viene detto barman, invece, il professionista specializzato nelle miscelazioni delle bevande o nelle preparazioni gastronomiche, e possiede un’approfondita conoscenza merceologica.
Nelle aziende più moderne il Barman utilizza anche il computer, verificando l’ammontare delle scorte, comunicando con il settore ricevimento o inserendo dati sulle vendite.
La giornata di lavoro è spesso soggetta ad una certa discontinuità con un’alternanza di fasi di minore o maggiore afflusso di clientela. La retribuzione media di un Barman è di circa 18.500 euro lordi annui.
La cifra riportata è solo indicativa, in quanto è necessario aggiungere le ore di straordinario, i premi mensili ed i compensi concordati per l’eventuale orario notturno.

Data: 27/07/2009
Fonte: Isfol, elaborazione redazionale

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PROFILO

Il barista esercita la sua attività in un bar multispecializzato, che offre un servizio polifunzionale ad una clientela vasta e diversificata, ossia serve le colazioni al mattino, gli aperitivi alle 11, la gastronomia veloce all’ora di pranzo, le bibite e i gelati al pomeriggio.
Oppure lavora in un bar specializzato, cioè un punto d’incontro soprattutto per i giovani: è il locale, ad esempio, che si distingue per la degustazione di vini o di diverse marche di birra, o per la possibilità di passare il tempo utilizzando giochi di società o dove si esibiscono dal vivo gruppi musicali o artisti di vario genere.
Le mansioni del barista dipendono dalle dimensioni del locale, dalla sua tipologia e dal personale impiegato. Può essere, quindi, semplicemente colui che sta al banco, oppure colui che si occupa anche della cassa, del servizio ai tavoli, degli acquisti e del controllo delle forniture, dell’organizzazione del lavoro nelle varie fasi della giornata, della pulizia del locale, ecc.
Il barman qualificato lavora in strutture di prestigio collegate per lo più con i settori del turismo: grandi alberghi, villaggi, navi da crociera, discoteche, american bar e serve una clientela selezionata.
Dopo anni di esperienza tende ad aprire un locale proprio mettendo a frutto le numerose conoscenze acquisite.

In dettaglio, il barman/barista si occupa di:

- preparare di cocktail e long drink, curando molto anche la presentazione;
– servire caffè, bevande e piccola ristorazone;
– controllare i servizi di apertura e chiusura del bar e verificare la pulizia dei locali;
– gestire gli aspetti amministrativi come la conduzione del magazzino e gli acquisti di sua competenza.

Il profilo del Barman può essere molto specialistico e limitato alla gestione delle richieste legate al servizio bar, ma può anche svolgere compiti molto vari a seconda del tipo di locale in cui lavora.
Negli alberghi di alta categoria, ad esempio, al barman può essere assegnato un budget di fatturato, al quale si deve attenere per poi garantire che le vendite di bevande rientrino nella cifra stabilita in partenza. 

Data: 27/07/2009
Fonte: Redazione

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REQUISITI

Caratteristiche fondamentali richieste alla figura professionale del barista-barman sono innanzitutto la cortesia, che deve manifestarsi dall’accoglienza del cliente fino al suo congedo, una grande attenzione alle esigenze di chiunque entri nel locale, rapidità e precisione nel servizio, competenza merceologica, fantasia e creatività.
L’aspetto comunicativo/relazionale, che si esplica nella cura e nell’attenzione al cliente, è forse uno dei tratti più caratterizzanti di questa professione. Sono, inoltre, utili una buona resistenza fisica, date le numerose ore di lavoro da effettuare in piedi, e una predisposizione naturale alle pubbliche relazioni.
Se il barista è il titolare dell’esercizio, deve inoltre essere in grado di coordinare il lavoro dei suoi dipendenti, di occuparsi di contabilità, di gestire oculatamente gli acquisti e le vendite e di prestare la massima attenzione alle nuove tendenze e tecnologie.
Per essere un bravo barman, è necessario conoscere le lingue, le esigenze della clientela straniera ed è consigliabile aver maturato, per un certo periodo, esperienze lavorative all’estero.
Infine, saper effettuare le caratteristiche evoluzioni con bicchieri e bottiglie, che tanto connotano questo lavoro, certamente richiede destrezza e prontezza di riflessi.

Data: 27/07/2009
Fonte: Redazione

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FORMAZIONE 

La formazione scolastica del barista avviene in uno degli oltre ottanta Istituti Professionali Alberghieri esistenti sul territorio italiano.
Il primo biennio è comune; al terzo anno si sceglie l’indirizzo specifico con il quale consegue, al termine del triennio, il diploma di qualifica per operatore ai servizi di sala-bar.
Chi desidera può proseguire per altri due anni, ottenendo il diploma di maturità professionale per tecnico dei servizi della ristorazione. Alcune Regioni organizzano corsi biennali di formazione, rilasciando diplomi di qualifica riconosciuti. In genere la frequenza a questi corsi è subordinata al possesso della licenza di scuola media inferiore e l’iter didattico prevede stage aziendali, utili a stabilire i primi contatti concreti con il mondo del lavoro.
Altrettanto importanti sono i corsi di aggiornamento e di perfezionamento organizzati dalle Associazioni di categoria locali della Confcommercio e della Confesercenti; in genere sono corsi destinati a chi già opera nel settore, a volte sono comunque aperti a tutti. In particolare la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) organizza con una certa regolarità corsi di aggiornamento e perfezionamento per barman, aventi come sedi varie località su tutto il territorio nazionale.
Inoltre è consigliabile che il barman e il barista che lavorano in località turistiche o città d’arte conoscano bene almeno una lingua straniera.
Gli esperti del settore sostengono, comunque, che la fase realmente formativa per esercitare questo mestiere sia quella di lavoro: è attraverso l’esperienza che si comprendono i ritmi, le esigenze e le particolarità di questa attività.

Se un barista o barman desidera aprire un locale proprio, l’iter burocratico che deve percorrere ricalca quello indispensabile all’avvio di una qualsiasi attività commerciale:

- richiedere l’iscrizione al Registro degli Esercenti il Commercio (R.E.C.) presso la Camera di Commercio dell’area di residenza;
– richiedere l’autorizzazione (licenza) all’esercizio dell’attività al Comune competente o rilevarla dal titolare di un esercizio già abilitato;
– richiedere l’iscrizione al registro delle ditte, aprire la partita Iva, acquistare un registratore di cassa, far vidimare i libri contabili presso gli uffici provinciali competenti. In più, trattandosi di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, alcolici compresi, occorre l’autorizzazione sanitaria, rilasciata dall’Azienda Sanitaria Locale. 

Data: 27/07/2009
Fonte: Redazione

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SBOCCHI PROFESSIONALI

Tra le attività commerciali, il bar è una delle più diffuse su tutto il territorio nazionale. C’è quindi buona possibilità d’inserimento e di passaggio da un esercizio ad un altro, ma altrettanto elevata è la concorrenza e, quindi, è sempre più richiesta una buona professionalità.
Spesso s’inizia questa attività per caso, facendo lavori stagionali o comunque temporanei. Se, in seguito, si desidera sceglierla come professione è necessario possedere una certa determinazione perché si presenta come una carriera lunga e faticosa.
Il lavoro può essere svolto in qualità di dipendente presso i bar di ogni dimensione e tipologia e tutte le strutture ricettive per le vacanze: campeggi, villaggi turistici, navi da crociera, ecc.

Quando le persone addette al servizio bar sono più di una, esiste una divisione gerarchica delle responsabilità e dei compiti. Il responsabile è il Primo barman o capo barman, assistito dal Secondo Barman e da una squadra di persone più giovani, che svolgono mansioni più esecutive, come il riordino e la pulizia del bar.
Un ulteriore avanzamento di carriera è possibile andando a lavorare in locali di standard più elevato oppure, acquisita la necessaria esperienza e con i mezzi economici a disposizione, aprire o gestire un proprio esercizio.

Il contratto nazionale individua cinque livelli professionali: il commis di bar (cioè l’ex-aiuto barista); il cassiere, il barista vero e proprio e il cameriere; il barman gastronomo; il barman unico e, infine, al gradino più elevato, il capo barista o responsabile dei servizi di banco.
La retribuzione dipende dal livello d’assunzione, dalle competenze, dal tipo di esperienza maturata e dalle proprie capacità individuali; un notevole contributo è dato dalle mance dei clienti.

Data: 27/07/2009
Fonte: Redazione

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PER SAPERNE DI PIU’ 

Per avere informazioni sui corsi per diventare barma/barista è necessario rivolgersi all’Assessorato per la Formazione Professionale della propria Regione o agli uffici d’informazione locale.
Per avere ulteriori informazioni sull’attività di questa figura professionale ci si può rivolgere presso:

- Fipe, Federazione italiana pubblici esercizi
piazza G. Belli 2
00153 Roma
tel. 06 583921 fax 06 5818682
e-mail: info@fipe.it
sito web: www.fipe.it
La Fipe è l’associazione leader nel settore delle imprese che svolgono attività di ristorazione e di intrattenimento (P.E.) come: bar, wine bar, pub, internet caffè, piano bar, videobar, ristoranti, trattorie, free flow, osterie, pizzerie, tavole calde, gelaterie, pasticcerie, mense aziendali, mense scolastiche, mense sanitarie, discoteche, night club, balere, buffet di stazione, stabilimenti balneari.
Il settore oggi è rappresentato da più di 230 mila imprese con 750 mila addetti, per un fatturato annuo superiore ai 45 miliardi di euro.

- Federazione italiana esercenti pubblici e turistici
via Nazionale 60
00184 Roma
tel. 06 47251 fax 06 4817211
e-mail: fiepet@confesercenti.it
sito web: www.fiepet.it

Data: 27/07/2009
Fonte: Redazione

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