Benessere scolastico

Sempre più in affanno e divisa tra Nord e Sud appare la scuola italiana. Una conferma che arriva anche dal Rapporto Bes 2013: il benessere equo e sostenibile in Italia, incentrato sul Benessere equo e sostenibile, che sostituisce il Pil come indicatore di benessere degli italiani.
Il primo rapporto sul Benessere equo e sostenibile, promosso da Cnel e Istat pone l’Italia all’avanguardia nel panorama internazionale in tema di sviluppo di indicatori sullo stato di salute di un Paese che vadano oltre il Pil. I dati si riferiscono quasi sempre alla fine del 2011.Il rapporto 12 dimensioni del benessere:

- Salute
Istruzione e formazione
Lavoro e conciliazione tempi di vita
Benessere economico
Relazioni sociali
Politica e istituzioni
Benessere soggettivo
Paesaggio e patrimonio culturale
Sicurezza
Ambiente
Ricerca e innovazione
Qualità dei servizi.

 

Stando ai numeri contenuti nello studio, la scuola più efficiente è quella della provincia autonoma di Trento, seguita dal Friuli Venezia Giulia. Per quanto riguarda la partecipazione alla scuola dell’infanzia, troviamo in vetta la Valle d’Aosta. E così via anche per le altre 9 dimensioni del benessere scolastico:

- Giovani che non lavorano e non studiano, i cosiddetti Neet.
– Livello di competenza alfabetica degli studenti quindicenni.
– Livello di competenza numerica degli studenti.
– Persone che hanno conseguito un titolo universitario.
– Persone con almeno un titolo di scuola superiore.
– Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (abbandoni scolastici).
– Persone con alti livelli di competenza informatica.
– Partecipazione alla formazione continua e partecipazione culturale.

Prendiamo allora degli altri esempi. Nel caso dei Neet – giovani di 15/29 anni che non lavoro né studiano – in Sicilia sono il 35,7% e in Campania il 35,2%. Spicca in questo caso la provincia di Bolzano, con appena il 9,2% di giovani che non studiano e non lavorano. Trento è al secondo posto con il 13,3%.
Stesso discorso per i laureati. In provincia di Trento il 26,7% dei giovani di età 30/34 anni è già in possesso di un titolo universitario, mentre questa volta è la Campania, col 14,7%, ad occupare l’ultima piazza. La qualità di un sistema di istruzione si misura anche dal numero di abbandoni scolastici dei propri alunni. E’ la Sardegna – col 25,1% di giovani 18/24enni in possesso al massimo della licenza media – in pole position, seguita dalla Sicilia. E ancora una volta è Trento la più efficiente. Discorso che non cambia se si passa in rassegna la classifica delle persone – di 16 anni ed oltre – che mostrano alte competenze informatiche: Bolzano e Emilia Romagna in testa e Puglia in coda.
Va precisato che le performance dei diversi sistemi di istruzione regionali risentono anche delle condizioni economiche e occupazionali dei propri abitanti. La Sicilia, ha infatti il 44,3% di persone a rischio povertà, cinque volte e mezzo più elevata degli abitanti di Bolzano. Così come il tasso di occupazione delle persone di età compresa fra i 20 e i 64 anni di età: a Bolzano è al 76,0% contro 43,1% della. Campania, dovr 17 persone su cento vivono in nuclei familiari dove nessuno lavora mentre a Bolzano se ne registrano soltanto 2 su cento.

Consulta il capitolo Istruzione e formazione del Rapporto Bes 2013: il benessere equo e sostenibile in Italia.

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