Cattedre salvate

Il ministero dell’Istruzione ha annullato la cancellazione di duemila previsto dalla riforma Gelmini. Dopo il trienno 2009-2011 in cui sono state cancellate 87 mila cattedre i sacrifici per la scuola italiana sembrano per ora cessare. Per effetto della riforma Gelmini, non ancora a regime all’elementare e alle superiore, il ministero dell’Istruzione avrebbe potuto infatti tagliare per il prossimo settembre altre 2 mila cattedre. Tuttavia dalle tabelle consegnate ai sindacati del taglio in questione non c’è traccia. L’unica operazione che si è limitata a fare viale Trastevere sugli organici del personale docente è una distribuzione diversa delle cattedre tra le regioni settentrionali, centrali e meridionali.
Nelle prime la popolazione scolastica conterà 23 mila alunni in più e le cattedre aumenteranno di 1.060 unità. Stesso discorso nelle regioni centrali: più 278 posti per effetto di un incremento della popolazione scolastica più contenuto. Mentre al Sud verranno tagliate 1.338 cattedre perché ci saranno 20 mila alunni iscritti in meno dell’anno in corso.
A settembre, per effetto di un calo del numero dei piccoli di età compresa fra i 2 anni e mezzo e i 5 ani e mezzo, l’organico della scuola dell’infanzia verrà limato di 167 posti, ma dopo tre anni di tagli quello della scuola primaria ne recupererà 275. Anche alla scuola media l’organico si allargherà, di 342 posti, e al superiore per effetto di un contenuto calo di circa 5 mila studenti le cattedre diminuiranno di 450 unità.

Per maggiori informazioni, visita il sito www.istruzione.it

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