Consulenti cercasi
Capgemini lancia in tutta Italia una nuova campagna di assunzioni per il 2013 che prevede la selezione di 350 nuove figure professionali.
>>
L’Ocse invita a investite per formare i professori, ma l’Italia in 10 anni quasi azzera i fondi. Ma nell’ultimo decennio i fondi per la formazione dei docenti in Italia si sono assottigliati dell’81,4 per cento. Il dato è contenuto in una elaborazione effettuata dalla Cisl-scuola su Finanziamenti per la formazione di docenti e Ata estratti dal bilancio dello stato. Nel 2001, per la formazione del personale furono iscritti in bilancio 45,4 milioni di euro, che dieci anni dopo si sono ridotti a 8,4. Una scelta che, leggendo uno degli ultimi focus dell’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sui risultati del Pisa 2009, non annovera l’Italia tra i paesi più lungimiranti.
Tra i paesi e le economie ad alto reddito – spiegano dall’Ocse – quelli che ottengono le performance migliori investono di più sugli insegnanti. Così, in Corea e Hong Kong (Cina), tra i migliori per competenze nella lettura, gli insegnanti nel primo ciclo istruzione secondaria guadagnano più del doppio del Pil pro capite dei loro paesi”. E in Italia? Un insegnante della scuola media riceve uno stipendio annuale di poco superiore al Pil pro-capite italiano, che nel 2007 era pari a 31 mila dollari Usa.
Complessivamente, i paesi al top per risultati nel Pisa attraggono i migliori studenti verso l’insegnamento – continuano da Parigi – offrendo loro salari più alti e un migliore inquadramento professionale”. Una correlazione – quella tra risultati nelle literacy di Lettura, Matematica e Scienze e investimenti sul personale docente – che vale soltanto per le economie avanzate. Nelle economie deboli, con un Pil per abitante inferiore a 20 mila dollari Usa, le performance degli studenti sono in affetti legate alla ricchezza dei diversi paesi. Ma appena si supera questa soglia, non sembra esserci più nessuna correlazione tra Pil pro-capite e performance nel Pisa.
Ad esempio – concludono dall’Ocse – i paesi che spendono più 100 mila dollari Usa per la formazione di uno studente di età compresa tra i 6 e 15 anni, come gli Stati Uniti, Lussemburgo, Norvegia e Svizzera, hanno un livello di prestazioni simile a quella dei paesi che spendono meno di metà di tale importo, come l’Estonia, l’Ungheria e Polonia. La discriminante è invece il rapporto salario/Pil: nei paesi dove gli insegnanti guadagnano di più gli studenti sono più bravi.