Come cambia il lavoro

Dalle comunicazioni obbligatorie rese note dal ministero del Lavoro emerge un quadro che evidenzia un crollo di contratti intermittenti e interinali.
Resistono invece i contratti a termine. Dati che consentono un parziale bilancio della legge Fornero, entrata in vigore il 18 luglio 2012.
La caduta delle assunzioni (-5,8%) penalizza maggiormente il lavoro intermittente, quello interinale, i contratti di inserimento lavorativo (complessivamente calano del 37,1%) e le collaborazioni (-25,1%). Si erode ulteriormente l’apprendistato (-3%) che nonostante la riforma continua ad avere scarso appeal per le imprese, così come i contratti a tempo indeterminato (-3,3%) che riguardano solo il 17,5% dei nuovi rapporti di lavoro.
Ai 2.269.764 rapporti di lavoro attivati (-5,8% sul quarto trimestre 2011) corrispondono 1.610.779 lavoratori (-8,2%), la maggior parte tra 25 e 34 anni (475.751 individui), segue la classe d’età 35-44 anni (421.059).
Proprio in queste due fasce si registra la flessione maggiore delle assunzioni che nel primo caso calano del 13,9% (per le donne del 14,7%) e per i 25-34 enni del 10,9 per cento. Sempre nel quarto trimestre 2012 sono state registrate 3.205.753 cessazioni di rapporti di lavoro, in calo di 0,2 punti percentuali (-6.494 unità).
La gran parte è rappresentata dai rapporti di lavoro terminati alla naturale scadenza, pari a 2.133.691 unità (+0,8% rispetto al 2011), mentre le cessazioni per dimissioni sono 347.793 (-17,6%). In aumento del 15,1% le cessazioni per licenziamento, pari a 329.259 (+43.256 unità). Nel 2012 i licenziamenti sono stati 1.027.462.

Scarica il rapporto annuale delle comunicazioni obbligatorie.

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