Communication manager

Il crescente peso della comunicazione (soprattutto in tempo reale) da parte delle imprese, necessario per far fronte alla progressiva apertura e concorrenzialità dei mercati, hanno reso indispensabile il ricorso a professionalità altamente specializzate nel settore delle tecnologie e della gestione tecnico-economica-organizzativa dei sistemi di telecomunicazione da parte delle imprese non appartenenti al settore. Va ricordato anche il continuo aumento della complessità di questi sistemi Tlc e la loro crescente velocità della innovazione.

Imprese multinazionali, finanziarie, assicurative, società aeree o di trasporti, grandi imprese commerciali e/o di distribuzione, ecc. articolate con una struttura di rete a livello nazionale e/o internazionale, hanno continue esigenze di comunicazione in tempo reale, a costi contenuti e con elevati livelli di affidabilità. Ma questa esigenza si sta gradualemnte estendendo anche alle Pmi seppure con intensità e modalità differenti rispetto alle grandi imprese multinazionali.

Ecco allora che entra in campo il communication manager in grado di affrontare, comprendere e risolvere i problemi generali e specifici dell’impresa nel campo delle telecomunicazioni e quindi di gestire in maniera ottimale, dal punto di vista tecnico, economico, organizzativo e commerciale, tutto il sistema di telecomunicazioni dell’impresa.
Il communication manager gestisce infatti il sistema di telecomunicazioni di un’impresa che generalmente non appartiene al settore delle telecomunicazioni. Le esigenze delle aziende di contare su una comunicazione per lo più in tempo reale sono aumentate a un punto tale da rendere necessario il ricorso a professionisti altamente specializzati nel settore delle tecnologie e della gestione tecnico economica e organizzativa dei sistemi di telecomunicazioni.
Il communication manager opera normalmente in imprese che hanno strutture a livello nazionale o internazionale (multinazionali, finanziarie, assicurazioni, società aeree, grandi imprese commerciali) che gestiscono direttamente al loro interno le problematiche di telecomunicazioni.

Data: 15/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO

Il compito principale del communication manager è il monitoraggio continuo dei problemi di telecomunicazione interni ed esterni dell’impresa per cui lavora, identificando le soluzioni ottimali e curandone la realizzazione.
Egli definisce e attiva, con l’aiuto di fornitori e consulenti, l’architettura del sistema di telecomunicazioni e della rete d’impresa, ed è responsabile anche della sua manutenzione.
Il communication manager deve essere in grado di far fronte alle situazioni di emergenza che non sono frequenti ma problematiche per la tipologia non facilmente classificabile. Le emergenze, nella gestione di sistemi altamente complessi come quelli delle telecomunicazioni, devono essere affrontate tempestivamente, nonostante le cause non sempre siano identificabili in guasti tecnici e i rimedi prevedibili o noti. La loro rapida risoluzione è pertanto problematica e richiede una grande professionalità e prontezza gestionale, nonché la capacità di interagire con eventuali responsabili esterni dell’assistenza tecnica (fornitori, gestori di rete).
Il cambiamento (dei sistemi e delle apparecchiature di Tlc delle imprese) è un altro evento straordinario ma sempre più frequente e talvolta traumatico a causa dei continui “salti” tecnologici e commerciali che si verificano attualmente nel campo delle Tlc.
Il cambiamento di uno o più standard tecnici (per esempio software di base, frequenze o canali di comunicazione), l’introduzione sul mercato di nuove apparecchiature o tecnologie fortemente innovative, la drastica variazione delle tariffe (in questo periodo in genere si tratta di riduzioni) possono indurre, se non addirittura obbligare, a cambiare rapidamente, in tutto o in parte, i sistemi di TLC adottati dall’impresa.
Per questo è importante che il communication manager continui a informarsi e sia aggiornato sulle evoluzioni tecnologiche e del mercato delle telecomunicazioni per garantire all’impresa una gestione ottimale e sempre al “passo con i tempi”.

Sono le figure professionali affini il tecnico telematico, il responsabile delle telecomunicazioni aziendali e l’amministratore di rete. Il communication manager, nonostante sia una figura professionale nuova, rientra a pieno titolo sia tra i tecnici elettronici e in telecomunicazioni, sia tra gli ingegneri elettronici e in telecomunicazioni. La diversità di collocazione dipende dalle dimensioni dell’impresa, dal settore di appartenenza e dall’importanza che le telecomunicazioni rivestono all’interno della singola azienda.

Data: 15/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI 

Il communication manager deve possedere i seguenti requisiti:

- capacità di comprendere le esigenze di comunicazione interna ed esterna dell’impresa;
– conoscenza teorica e approfondita esperienza operativa della tecnologia dei sistemi di telecomunicazione;
– conoscenza della normativa relativa alle telecomunicazioni dell’assetto generale delle telecomunicazioni nazionale e internazionale;
– conoscenza dell’offerta dei principali gestori di servizi nazionali ed europei oltre alle competenze di natura tecnica;
– una valida cultura economico finanziaria e commerciale,
– conoscenza della lingua inglese, requisito indispensabile per poter svolgere la sua attività;
– una spiccata sensibilità verso le esigenze degli utenti dei servizi.

Nel caso in cui operi come consulente esterno, deve essere in grado di gestire professionalmente situazioni aziendali e contesti tecnologici anche molto diversi. 

Data: 15/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE

Il communication manager deve essere laureato, generalmente in ingegneria o in informatica, con specializzazione in telecomunicazioni. È necessario per lo svolgimento della professione il corso di formazione post diploma, nel caso in cui non possieda una laurea adeguata. Per un quadro completo dell’offerta formativa universitaria in Italia, rimandiamo al database offf.miur.it.
In alternativa, si può iniziare con una formazione scolastica iniziale fornita da un istituto tecnico industriale. Per quanto riguarda la specializzazione post-diploma, esistono centri di formazione particolarmente qualificati che organizzano corsi generalmente finanziati da grandi imprese del settore del le telecomunicazioni. L’aver seguito un simile corso è generalmente garanzia di assunzione da parte delle imprese finanziatrici e non solo.
La formazione del communication manager deve anche necessariamente prevedere un autoaggiornamento, corsi organizzati dall’azienda o dalle imprese fornitrici di hardware e software, o anche corsi a distanza assistiti da computer.

Data: 15/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

La figura del communication manager è attualmente poco diffusa in Italia, ma è destinata ad aumentare costantemente, fino a prevedere circa le mille unità. Le imprese si contendono già i pochi esistenti, e quindi per ora tutti coloro che hanno seguito la formazione adeguata hanno trovato inserimento nel mondo del lavoro.
Nell’ambito di imprese grandi e/o medio-grandi, questa figura professionale arriva di norma a dirigere un gruppo di persone e, se è un ingegnere, può diventare responsabile dell’area tecnico/informatica.
Lo sviluppo di carriera dipende, principalmente, dalle capacità individuali, oltre che dall’esperienza pratica e dal continuo autoaggiornamento, di fondamentale importanza in un settore, come quello delle telecomunicazioni, in continua evoluzione.

Nelle piccole imprese il percorso non è così lineare e varia notevolmente in funzione delle caratteristiche dell’impresa. Per quanto riguarda la mobilità orizzontale essa avviene, generalmente, sempre nell’ambito dell’area tecnologica da e verso il settore Edp (Electronic data processing )oppure da e verso quello della progettazione elettronica/informatica.
Il communication manager è generalmente un lavoratore dipendente che opera nell’ambito dell’area tecnica di imprese di dimensioni medie, grandi o anche molto grandi. Egli può essere inquadrato come dirigente o quadro, sempre in funzione della sua esperienza e della dimensione dell’impresa stessa. Più raramente, almeno in Italia, anche se in misura crescente può operare anche in qualità di lavoratore autonomo come esperto-consulente esterno alle imprese soprattutto Pmi.

Il suo grado di autonomia è molto elevato: egli infatti deve essere in grado di operare autonomamente affrontando e risolvendo tutti i problemi di telecomunicazione dell’impresa, sia quelli ordinari (gestione corrente) sia quelli straordinari (dai guasti al rinnovo delle tecnologie ecc.).
L’organizzazione del tempo di lavoro è spesso assai variabile, non routinaria e poco predeterminabile.
I livelli retributivi mensili netti di un communication manager variano dai 1.000 – 1.250 € iniziali fino ai 2-2.500 €; ma è anche molto più nel caso di dirigenti di grandissime imprese per le quali il fattore telecomunicazioni è di cruciale importanza. Quindi il range retributivo va sempre visto in relazione alle caratteristiche dimensionali, organizzative e settoriali della impresa per la quale lavora.

Data: 15/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIU’ 

Per avere maggiori informazioni sulla figura professionale del communication manager, è possibile contattare:

- Mit, Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie,
via Isonzo 21/b, 00198 Roma
tel. 06 84563002
e-mail: redazione.mit@governo.it
sito web: www.innovazione.gov.it.

- Fistel-Cisl, Federazione informazione, spettacolo e telecomunicazioni
via Palestro 30, 00185 Roma
tel. 06 4457566 fax 06 4457330

- Uilcom, Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
via Bellisario 7, 00187 Roma
tel. 06/4204041, fax. 06/42744897
e-mail: uilcom@uilcom.it
sito web: www.uilcom.it.

- Slc – Cgil, Sindacato lavoratori comunicazione Cgil
piazza Sallustio 24, 00187 Roma
tel. 06 420482012 fax 06 4824325
e-mail: slc@mail.cgil.it
sito web: www.cgil.it/slc

Data: 15/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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