Competenze tecnologiche

AlmaLaurea ha condotto un interessante studio sui comportamenti degli studenti quindicenni italiani riguardo a tecnologie di informazione e comunicazione, a confronto con i coetanei in ambito Ocse.
Emerge come in famiglia la disponibilità dei mezzi sià buona mentre in classe le cose vanno decisamente in modo diverso.Il quadro tracciato da AlmaLaurea, con il sostegno della Fondazione Obiettivo Lavoro, è piuttosto sfaccettato, ma l’anello debole sotto diversi aspetti è la scuola. Che stenta a dare un contributo rilevante nello sviluppo delle competenze digitali dei ragazzi. L’indagine fotografa comportamenti ed atteggiamenti di un segmento specifico e centrale, quello dei quindicenni scolarizzati, che vengono messi a confronto con i loro “colleghi” dei paesi Ocse.
E rivela che, se da una parte computer e dispositivi digitali non mancano nelle case italiane – la dotazione generica in famiglia è in linea con la media Ocse – in classe siamo in ritardo. Sull’inadeguatezza delle dotazioni i dirigenti scolastici si fanno sentire poco: viene percepita come meno grave rispetto a carenze di personale e attrezzature scientifiche.
In parallelo, l’uso che i ragazzi fanno di computer e internet per motivi di svago è in linea con la media degli altri Paesi. Scivola invece giù l’utilizzo per motivi di studio, in particolare fra le quattro mura domestiche.

La ricerca parte dalle rilevazioni PISA – Programme for international student assessment – 2009, e riguarda un campione rappresentativo di oltre 30mila studenti in più di 1000 scuole, per focalizzarsi sull’atteggiamento dei ragazzi e sul loro uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Si parte da casa, dove le cose non vanno male. La dotazione digitale generica – computer, cellulare, videogiochi, internet, riproduttori digitali di musica, schede di memoria – che gli studenti quindicenni italiani hanno a disposizione è complessivamente buona.
Il quadro, però, non è omogeneo: le regioni meridionali e insulari risultano più arretrate, le ragazze sono penalizzate rispetto ai ragazzi, così come i figli di famiglie che vivono in condizioni economiche, sociali e culturali svantaggiate e i ragazzi di origine straniera. Se si considerano invece dotazioni tecnologiche più specifiche, la situazione si appanna rispetto alla media Osce.
E a scuola? In classe, agli studenti italiani va peggio rispetto ai coetanei dell’area Ocse ed il contesto è nel complesso più arretrato, sia rispetto all’ambito Ocse che a quello familiare. Qualche esempio? Nelle lezioni di matematica, sette studenti su dieci dichiarano che gli strumenti tecnologici a lezione non sono mai stati usati, per non parlare poi di materie come italiano, scienze e lingue straniere. Comportamenti effettivi degli studenti. Altro punto su cui si concentra la ricerca è l’uso effettivo di computer e internet da parte degli studenti italiani.
Per motivi di svago, i risultati sono in linea con la media Osce, mentre l’uso a scuola di questi strumenti risulta meno frequente. Meno ancora vengono usati a casa per studiare: punto particolarmente dolente, che invita ad una riflessione, visto che, in base ai dati, le dotazioni digitali in famiglia risultano in media più consistenti rispetto a quelle dell’area Ocse.
Riguardo a questo tema, le differenze territoriali sono meno rilevanti, ma il quadro risulta più complesso nei diversi tipi di scuola: se nelle attività di studio a casa gli studenti delle scuole professionali sono sfavoriti rispetto ai liceali, la situazione è opposta a scuola, dove le attività di supporto allo studio premiano invece gli allievi della formazione professionale a discapito dei licei.
Quanto si sentono competenti gli studenti italiani rispetto ai loro coetanei di altri Paesi?
La fiducia nella propria competenza informatica è sostanzialmente in linea con la media Ocse, senza differenze sostanziali tra nord e sud. Quello che pesa, invece, è la correlazione tra status economico, sociale e culturale delle famiglie di origine e la percezione delle proprie abilità: chi viene da contesti avvantaggiati si sente maggiormente in grado di solvere compiti che richiedono padronanza di strumenti informatici. In generale, infine, l’atteggiamento della maggioranza degli studenti italiani è molto favorevole verso gli strumenti informatici.
Anzi, gli studenti italiani risultano maggiormente bendisposti verso il computer rispetto ai loro compagni in ambito Ocse. E, per competenza ed atteggiamento positivo verso i mezzi tecnologici, quelli che se la cavano meglio sono gli alunni degli istituti tecnici.

Consulta i dati della ricerca di Almalaurea in collaborazione con la Fondazione Obiettivo Lavoro.

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