Cooperante allo sviluppo

Il cooperante allo sviluppo lavora alla realizzazione di progetti, attinenti ai settori più diverso, nell’ambito di processi di aiuto e di solidarietà ai Paesi in via di sviluppo (Pvs). Tali attività implicano l’utilizzo di competenze specifiche relative ad una professionalità o ad una formazione di partenza che può essere utilizzata anche in altri contesti professionali e che assumono, nell’ambito della cooperazione, connotazioni specifiche sia di tipo organizzativo che di tipo operativo (per fare un esempio: un medico che decide di svolgere l’attività di cooperante allo sviluppo in un paese del terzo mondo opererà in condizioni diverse da quelle che trova in un ospedale italiano).
La cooperazione allo sviluppo è parte integrante della politica estera italiana ed è regolata dalla legge del 26 febbraio 1987 n. 49 (“Nuova disciplina della cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo”).
L’Italia definisce le linee della propria politica di sviluppo nell’ambito degli obiettivi internazionali di sviluppo sanciti dalle Nazioni Unite: le attività di cooperazione allo sviluppo sono svolte da enti pubblici, privati ma anche dalle organizzazioni non governative, le quali possono ottenere il riconoscimento di idoneità dal ministero degli Affari esteri.
Il cooperante allo sviluppo lavora per l’Onu, per organizzazioni internazionali (governative e non), nazionali e internazionali. In genere si tratta di lavoratori autonomi, le cui retribuzioni variano in funzione degli specifici compiti assegnati. 

Data: 04/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO 

Il cooperante allo sviluppo è una figura poliedrica che opera in diversi settori come progettista, consulente, operatore umanitario e ambientale.

Più in particolare gli ambiti di intervento del cooperante allo sviluppo sono:

- assistenza sociosanitaria;
– tutela dei diritti umani;
– aiuti alimentari;
– educazione di base, formazione professionale;
– sostegno dei minori;
– sostegno dei programmi di lotta all’Hiv e alle epidemie;
– sviluppo dell’imprenditoria locale;
– sicurezza alimentare e sviluppo rurale;
– sviluppo industriale sostenibile e in armonia con le problematiche ambientali;
– lotta al crimine e alla droga;
– interventi specifici per migliorare la condizione femminile per promuovere lo sviluppo culturale e sociale della donna;
– adozione di programmi di riconversione agricola per ostacolare la produzione della droga nei Paesi in via di sviluppo;
– attuazione di programmi di educazione ai temi dello sviluppo, anche nell’ambito scolastico, e di iniziative volte all’intensificazione degli scambi culturali tra l’Italia e i Paesi in via di sviluppo, con particolare riguardo a quelli tra i giovani;
– realizzazione di interventi in materia di ricerca scientifica e tecnologica ai fini del trasferimento di tecnologie appropriate nei Paesi in via di sviluppo;
– sostegno a programmi di informazione e comunicazione che favoriscano una maggiore partecipazione delle popolazioni ai processi di democrazia e sviluppo;
– valorizzazione del patrimonio culturale dei Paesi in via di sviluppo. 

Data: 04/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISTI 

I requisiti richiesti al cooperante allo sviluppo sono chiaramente diversi in relazione all’attività che si trova a realizzare. Saranno pertanto richieste competenze di tipo tecnico specialistico (per esempio professionalità quali quelle del medico, ingegnere, agronomo, docente) accanto a quelle relazionali, trasversali a tutti i profili.
Gli elementi di base per essere un cooperante allo sviluppo sono:

- conoscenza fluente dell’inglese (spesso costituisce una carta in più la conoscenza della lingua e della cultura del Paese di destinazione);
– eccellente stato di salute e la capacità di adattarsi a situazioni difficili;
– flessibilità nell’approccio al lavoro, spirito d’iniziativa, equilibrio di giudizio, capacità di lavorare sotto pressione, capacità di stabilire e mantenere proficue relazioni di lavoro con persone di nazionalità e retroterra culturale differenti;
– disponibilità a viaggiare frequentemente in Paesi in via di sviluppo;
– conoscenza dei più diffusi programmi informatici. 

Data: 04/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE 

I percorsi formativi sono diversi in relazione ai settori in cui il cooperante si trova ad operare e al profilo specifico da lui ricoperto. Normalmente in tutti i settori è richiesta la laurea. Quelli maggiormente rappresentativi sono:

- Medicina e sanità
Le organizzazioni internazionali a carattere sanitario, richiedono prevalentemente una laurea in Medicina con varie specializzazioni talvolta molto specifiche (cardiologia, epidemiologia, immunologia, patologia, radiologia, malattie tropicali).

- Scienze sociali
È richiesta una laurea in Sociologia, Antropologia, Demografia, Psicologia, Economia, Statistica:

- aiuti umanitari. È richiesta una laurea (generalmente non specifica, semmai attinente all’area di attività dell’organizzazione) e soprattutto un’esperienza nel campo dell’approvvigionamento, conservazione e fornitura di materiale in programmi di aiuto
– ambiente/ecologia. È richiesta la laurea in Economia, Economia ambientale, Scienze naturali, Scienze forestali e ambientali, Scienze geologiche, Ingegneria per l’ambiente e il territorio, Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale.
– agricoltura/agronomia/veterinaria. Per aspirare ad una posizione in questo settore sarà utile una laurea in Biotecnologie, Scienze e tecnologie agrarie, Scienze della produzione animale, Scienze agrarie, tropicali e subtropicali, Medicina veterinaria.

- Architettura/urbanistica
Occorre essere in possesso di laurea ed esperienza tecnica; spesso è richiesta la conoscenza delle normative di settore.

- Educazione/cultura
In questo campo possono entrare i laureati in: Lettere, Discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo, Conservazione dei beni culturali, Filosofia, Lingue, Pedagogia, Scienze dell’educazione, Storia e molte altre discipline, soprattutto quelle di carattere umanistico e sociale.

- Economia/commercio internazionale
Normalmente è necessaria una laurea, talvolta una specializzazione post laurea e una esperienza di lavoro significativa in relazione al tipo di posizione da ricoprire.

- Energia
Si tratta di un settore professionale molto specifico per il quale normalmente vengono richieste lauree scientifiche quali: Ingegneria, Fisica, Informatica, più raramente Economia.

Al fine di favorire un più ampio coinvolgimento dei giovani nelle attività di cooperazione allo sviluppo, il Ministero degli affari esteri (Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo) e alcune organizzazioni internazionali promuovono una serie di iniziative volte alla valorizzazione delle risorse umane per l’accesso al lavoro nella cooperazione internazionale, tra cui:

- stages: tra i più ambiti quelli promossi dall’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite)
– programma di tirocini, presso la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero degli affari esteri
– programma “Esperti Associati” (Jpo): i cittadini italiani, in possesso di diploma di laurea e che non abbiano superato i 30 anni di età (33 per i laureati in Medicina chirurgica) possono compiere un’esperienza professionale nelle attività di cooperazione promosse dagli organismi internazionali per un periodo di due anni, partecipando al programma “Esperti Associati” (Associate Expert).

Fra le lauree e i master che permettono di sviluppare le competenze teoriche di base adeguate si segnalano:

- Laurea triennale in Cooperazione allo sviluppo
Università degli Studi di Padova Facoltà di Scienze della Formazione , Agraria , Lettere e Filosofia, Scienze politiche
via Dondi dall’Orologio 4, 35139 Padova
tel. 049 8274776 fax 049 8274779
e-mail: preside.formazione@unipd.it
sito web: www.scform.unipd.it/

- Laurea in Scienze Sociali per la cooperazione e lo sviluppo (CeSV)
Università di Pavia
Facoltà di Scienze Politiche
via Strada Nuova 65, 27100 Pavia
tel. 0382 504427 fax 0382 504672
e-mail: chiapper@unipv.it
sito web: www.unipv.it/

- Master in Cooperazione e progettazione per lo sviluppo
Centro interuniversitario di ricerca per lo sviluppo sostenibile – Cirps
via della Polveriera 17, 00184 Roma
tel. 06 4874839 fax 06 4874838
e-mail: cirpsdirezione@uniroma1.it,
sito web: www.cirps.it/ 

Data: 04/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI 

Per il cooperante allo sviluppo la tendenza è positiva, in quanto si è passati da una situazione di contrazione dei fondi destinati all’aiuto pubblico allo sviluppo e quindi anche al cofinanziamento dei progetti Ong, ad un’altra in cui gli stanziamenti per le missioni nei paesi in via di sviluppo sono aumentati.
Ciò permette di prevedere nel breve-medio termine una domanda maggiore di esperti in cooperazione da parte di organizzazioni non profit oppure da parte di organizzazioni internazionali come l’Onu o la Fao. 

Data: 04/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIU’ 

Per informazioni su come lavorare nel terzo settore e come svolgere l’attività di cooperante allo sviluppo è possibile rivolgersi a:

- Associazione Ong Italiane
L’Associazione ha per scopo di aggregare e rappresentare il mondo delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, al fine di suscitare affermare, sostenere e diffondere i valori e la cultura della solidarietà internazionale e la difesa e la promozione dei diritti fondamentali della persona e dei popoli.

Associazione Ong Italiane
via Giovanni Devoti 16, 00167 Roma
tel. 06 66019202 fax 06 66032774
e-mail: ong@ong.it
sito web: www.unimondo.org/ong.it

- Ministero degli Affari Esteri
Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo
piazzale della Farnesina 1, 00191 Roma
tel. 06 36914215 fax 06 36914997
e-mail: dgcs7@esteri.it
sito web: www.esteri.it

- Organizzazione delle Nazioni Unite
Ufficio risorse umane per la cooperazione Internazionale
corso Vittorio Emanuele II 251, 00186 Roma
tel. 06 68136320 fax 06 6821025
e-mail: info@undesa.it
sito web: www.undesa.it.

- Icei – Istituto cooperazione economica internazionale
L’Icei è una associazione privata, senza fini di lucro, impegnata nel settore della solidarietà internazionale e della cooperazione allo sviluppo. Lavora sui temi della pace, dell’ambiente e dell’interdipendenza, promuove la cultura della solidarietà, il rigetto di ogni razzismo, la partecipazione attiva di uomini e donne liberi allo sviluppo umano, materiale e culturale.
Icei Italia
via Cufra 29, 20159 Milano
tel. 02 25785763 fax 02 36582762
e-mail: info@icei.it
sito web: www.icei.it.

oppure consultare le seguenti risorse Web:

- www.noprofit.org
Sviluppato dalla cooperativa EtaBeta, questo sito offre un’esauriente raccolta di dati sul Terzo settore e sulle tipologie di organizzazioni attive nel sociale. Con le indicazioni per costituirle e lavorarvi, No Profit Italia ha tutte le caratteristiche dei siti professionali.

- www.bilanciosociale.it
Il sito si presenta come un valido supporto per la realizzazione del bilancio sociale di un’azienda, ovvero la certificazione del suo profilo etico.

- www.vita.it
Il sito dell’omonimo tabloid settimanale in vendita in edicola è un grande contenitore di notizie e cultura pulsante dal mondo del volontariato, della cooperazione e delle organizzazioni non governative. Un osservatorio diretto sul Terzo settore, ma anche una guida attendibile per chi vi opera o intende operarvi a titolo professionale. Da non perdere: tutta l’area dei servizi al non profit. 

Data: 04/05/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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