Costo del lavoro

Secondo i calcoli della Cgia di Mestre, la pressione fiscale sul lavoro è salita al 42,6% nel 2012 ma è destinata ad aumentare fino al 47,3%.In pratica il prelievo fiscale supera quasi la metà degli stipendi e dei salari lordi degli italiani.
Secondo l’analisti degli artigiani mestrini, un operaio occupato nell’industria con uno stipendio mensile netto di 1.226 euro costa al suo titolare 2.241 euro. Questo ultimo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda (1.672 euro) e dal prelievo a carico del datore di lavoro (pari a circa 568 euro). Un ipotetico impiegato che lavora in una azienda industriale porta a casa 1.620 euro mensili netti e al suo datore di lavoro costa 3.050 euro. Questa cifra è data dalla somma tra la retribuzione lorda (2.312 euro) e il prelievo a carico del suo titolare (738 euro).
Nei 17 Paesi dell’Eurona il tasso medio è stato del 34%: in Germania il peso fiscale implicito sul lavoro nel 2010 era al 37,4%, in Francia al 41%, in Spagna al 33%, in Austria al 40%, in Portogallo al 23,4%, nel Regno Unito al 25,7%. La media dell’Ue a 27 si attesta invece al 33,4%.
Dallo studio Eurostat, emerge, invece, che la pressione fiscale sulla aziende resterà ferma al 31,4%. Il peso medio del fisco sulle persone fisiche nell’Eurozona sarà del 43,3% nel 2012, a fronte del 42,2% registrato nel 2011, mentre sulle aziende la pressione fiscale sarà del 26,1%, rispetto al 25,9% dello scorso anno.

Consulta i dati sulla pressione fiscale sul lavoro, secondo i calcoli della Cgia di Mestre.

Share