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		<title>Dirigenti: 50 anni e licenziato</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 22:21:14 +0000</pubDate>
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      Più di 100mila dirigenti hanno perso il lavoronostro Paese dall&#8217;inizio della crisi: circa uno su cinque. La scure si è abbattuta su tutti, senza grandi differenze tra uomini (-21,5%) e [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Birilli-disoccupati.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8447" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Birilli-disoccupati" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Birilli-disoccupati.jpg" alt="" width="140" height="80" /></a>Più di 100mila dirigenti hanno perso il lavoronostro Paese dall&#8217;inizio della crisi: circa uno su cinque. La scure si è abbattuta su tutti, senza grandi differenze tra uomini (-21,5%) e donne (-19,7%). Hanno risentito della contrazione tutti i comparti, dal pubblico al privato. <br /> L&#8217;organizzazione dei manager e delle alte professionalità del terziario, <a href="http://www.manageritalia.it/" target="_blank">Manageritalia</a>, che sulla base dei dati Istat e Inps, ha calcolato la fuoriuscita dal mondo del lavoro di 54.500 manager tra il 2006 e il 2011, solo del settore privato. Di questi, ben 43 mila tra il 2008 e il 2011.<br /> Secondo i dati di Manageritalia, ogni anno il 20% dei dirigenti privati esce dal contratto, il 52% si ricolloca in una funzione equivalente, il 4% come «quadro» e ben il 18% con contratti atipici, anche di co.co.pro.</p>
<p><a href="http://www.jobtel.it/gli-over-45/" target="_blank"><strong>Leggi l&#8217;approfondimento di JobTel</strong></a>.</p>
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		<title>La crisi colpisce i lavoratori</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      La crisi colpisce, ancora più forte, i lavoratori. A marzo il tasso di disoccupazione, rilevato dall&#8217;Istat, è cresciuto di 0,2% percentuali al 9,8%, con una progressione, su base annua di [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Lavorousurante.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7875" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Lavorousurante" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Lavorousurante.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>La crisi colpisce, ancora più forte, i lavoratori. A marzo il tasso di disoccupazione, rilevato dall&#8217;Istat, è cresciuto di 0,2% percentuali al 9,8%, con una progressione, su base annua di 1,7 punti base. E&#8217; il livello più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili) e dal terzo trimestre del 2000 guardando le serie trimestrali. <br />Ma, soprattutto, viene confermato il trend di crescita già notato da <strong><a href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Unemployment_statistics" target="_blank">Eurostat, l&#8217;agenzia statistica dell&#8217;Unione europea</a></strong>, mentre sono preoccupanti i <strong><a href="http://www.istat.it/it/archivio/inattivi" target="_blank">dati rilevati dall&#8217;Istat sul mercato del lavoro italiano</a></strong>.<span id="more-9918"></span>Secondo Bruxelles, infatti, i senza lavoro in Italia erano l&#8217;8,1% a febbraio 2011 e l&#8217;8,9% alla fine dello scorso anno per sfondare la quota del 9% a gennaio. A preoccupare è, soprattutto, la disoccupazione giovanile (tra i 15 e i 24 anni) a marzo è volata al 35,9%, in aumento di due punti percentuali su febbraio. E&#8217; il tasso più alto dal gennaio 2004 (inizio delle serie storiche mensili), ma guardando le serie trimestrali è il più alto dal quarto trimestre 1992. <br />Il tasso di disoccupazione più alto è quello registrato in Spagna (24,1%) seguita dalla Grecia (21,7% in gennaio). Tra marzo 2011 e marzo 2012, il tasso di disoccupazione maschile è passato dal 9,7% al 10,8% nell&#8217;Eurozona, quello femminile dal 10,2% all&#8217;11,2%. A marzo erano disoccupati 3,345 milioni di giovani sotto i 25 anni nell&#8217;Eurozona in aumento dei 163mila unità. A marzo il tasso di disoccupazione era all&#8217;8,2% negli Usa e del 4,5% a febbario, in Giappone. <br /> I problemi sul mercato del lavoro non lasciano indenne neppure la locomotiva tedesca con il primo aumento di disoccupati da oltre un anno. Gli analisti si attendevano un calo del tasso al 6,7%, ma la disoccupazione è rimasta al 6,8% con 19mila persone in più costretta a stare a casa.</p>
<p>In Italia, l&#8217;Istat rivela che il numero dei disoccupati, pari a 2,506 milioni di persone, aumenta del 2,7% rispetto a febbraio (66mila unità), mentre su base annua si registra una crescita del 23,4% (476mila unità). Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,3% (-40mila unità) rispetto al mese precedente. <br />Il tasso di inattività si posiziona così al 36,7%, con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 1,1 punti su base annua. Da questi dati emerge quindi che l&#8217;aumento del numero di disoccupati e del relativo tasso deriva principalmente dal fatto che coloro che prima erano inattivi ora si sono in cerca di un lavoro. <br />Rispetto all&#8217;anno precedente il tasso di disoccupazione maschile sale di 1,6 punti percentuali e quello femminile di 1,9 punti. L&#8217;inattività diminuisce dello 0,3% in confronto al mese precedente, coinvolgendo sia la componente maschile (-0,4%) sia quella femminile (-0,2%). Rispetto a dodici mesi prima, quindi, gli inattivi diminuiscono del 2,9%: in particolare, la componente maschile si riduce del 3,2% e quella femminile del 2,6%. <br />A marzo scorso, prosegue l&#8217;Istat, gli occupati sono 22.947mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-35mila unità) e dello 0,4% rispetto a marzo 2011 (-88mila unità). <br />Il risultato è determinato dal calo dell&#8217;occupazione maschile. Il tasso di occupazione è pari al 57%, in diminuzione nel confronto congiunturale di 0,1 punti percentuali e di 0,2 punti in termini tendenziali.<br /> Il calo &#8211; sottolinea l&#8217;Istat &#8211; è in parte dovuto al fatto che gli occupati adulti restano più a lungo al lavoro, sia per l&#8217;allungamento della vita media che per gli interventi sul sistema pensionistico. </p>
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		<title>Al via il Piano Sociale per il Sud</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      Oltre 2,3 miliardi di euro dalla riprogrammazione dei fondi europei. 845 milioni sono destinati a obiettivi di inclusione sociale. Il Piano Sociale per il Sud prevede anche una maggiore cura per [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Mezzogiorno.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9902" title="Mezzogiorno" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Mezzogiorno.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Oltre 2,3 miliardi di euro dalla riprogrammazione dei fondi europei. 845 milioni sono destinati a obiettivi di inclusione sociale.<span id="more-9901"></span> Il Piano Sociale per il Sud prevede anche una maggiore cura per l’infanzia e per gli anziani, nuove opportunità per i giovani insieme a interventi a favore delle imprese e più investimenti per la cultura.<br /> Sono queste le priorità della riprogrammazione dei fondi comunitari per il Mezzogiorno presentati oggi in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Mario Monti insieme al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, al Ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca e al Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi. <br /> Proseguendo la riprogrammazione dei fondi comunitari co-finanziati al Sud con l’obiettivo di accelerarne e soprattutto di riqualificarne l’impiego, viene realizzata una riprogrammazione pari a circa 2,3 miliardi di euro nelle Regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, de-finanziando interventi con criticità di attuazione, obsoleti o inefficaci. 845 milioni sono destinati a obiettivi di inclusione sociale: cura dell’infanzia (400), cura degli anziani non auto-sufficienti (330), integrazione della politica dell’istruzione contro la dispersione scolastica con azioni per la legalità nel territorio (77), progetti promossi da giovani del privato sociale (38). <br /> Per un approfondimento si rimanda ai seguenti documenti:<br /> &#8211; <a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/08B15A44-203A-4F1D-A47B-B1674468D580/0/Piano_Coesione_fase2.pdf" target="_blank">Fondi comunitari per lo sviluppo del Sud &#8211; Piano di Azione Coesione fase II</a> ( .pdf 0,84 Mb) <br /> &#8211; <a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/59FAFCCF-14A0-4B69-96CE-5923234546FA/0/Comunicato_stampa_PianoSocialeSud_11052012.pdf" target="_blank">Comunicato stampa dell&#8217;11 maggio 2012</a> (.pdf 187,97 Kb) </p>
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		<title>Imponibile nascosto</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 09:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      La Guardia di Finanza ha messo nel mirino il mondo delle professioni scovando circa 190 milioni di imponibile Irpef nascosto al Fisco. Nei primi quattro mesi dell&#8217;anno le Fiamme Gialle hanno [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Cassaforte.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9906" title="Cassaforte" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Cassaforte.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>La Guardia di Finanza ha messo nel mirino il mondo delle professioni scovando circa 190 milioni di imponibile Irpef nascosto al Fisco.<span id="more-9905"></span> Nei primi quattro mesi dell&#8217;anno le Fiamme Gialle hanno passato al setaccio studi e ambulatori, loft di architetti e uffici di notai. Circa 2.000 i professionisti coinvolti, sparsi per l&#8217;intero territorio nazionale, da Nord a Sud, dai piccoli centri alle grandi città. Gli agenti li hanno selezionati utilizzando degli indicatori di rischio come la dichiarazione dei redditi, il tenore di vita e i precedenti giudiziari. <br />Ne è emerso un mondo in cui l&#8217;evasione fiscale è ben presente, grazie a una lunga serie di trucchetti contabili: prestazioni sottofatturate, materiali pagati in nero per non stonare con i pochi incassi regolari, spese gonfiate con l&#8217;espediente dell&#8217;«anticipazione per nome e per conto». <br />Fino alla pura e semplice omissione di fattura. Con la frase di circostanza pronunciata dalla segretaria di turno: &#8220;Vuole la fatttura o lo sconto?&#8221;. Alla fine il bottino della Finanza è consistente, in tutto 200 milioni di evasione fiscale, tra Irpef e Iva, da imputare al mondo delle professioni.</p>
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		<title>Tasse incassate</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 22:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      Fisco, entrate stabili a 87,9 miliardi Cresce la lotta all&#8217;evasione: +5%. Le entrate tributarie nei primi tre mesi del 2012 si sono attestate a quota 87,979 miliardi di euro in [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Tasse.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7910" title="Tasse" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Tasse.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Fisco, entrate stabili a 87,9 miliardi Cresce la lotta all&#8217;evasione: +5%. <br /><span id="more-9820"></span>Le entrate tributarie nei primi tre mesi del 2012 si sono attestate a quota 87,979 miliardi di euro in crescita dello 0,7% rispetto al primo trimestre del 2011. Lo comunica il <a href="http://www.tesoro.it/ministero/dipartimenti.dpf.asp" target="_blank">Dipartimento delle Finanze del ministero dell&#8217;Economia</a> che evidenzia come complessivamente, pur in presenza di una congiuntura fortemente negativa, il gettito del primo trimestre del 2012 risulta essenzialmente stabile per effetto delle misure correttive varate a partire dalla seconda metà del 2011.<br /> Tuttavia, nel solo mese di marzo 2012 si registrano entrate totali per 26.957 milioni di euro (-1.770 milioni di euro, pari a -6,2% rispetto allo scorso anno). <br />Positivi, invece, gli incassi della lotta all&#8217;evasione fiscale. Nel periodo gennaio-marzo 2012 il gettito derivante dai ruoli si è attestato a 1.618 milioni (+77 milioni di euro sul 2011, pari a +5,0%): 1.031 milioni di euro (+99 milioni di euro, pari a +10,6%) dalle imposte dirette e 587 milioni di euro (-22 milioni di euro, pari a -3,6%) dalle imposte indirette.</p>
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		<title>Il colloquio di lavoro</title>
		<link>http://www.jobtel.it/il-colloquio-di-lavoro/</link>
		<comments>http://www.jobtel.it/il-colloquio-di-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Come contattare le aziende]]></category>

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		<description><![CDATA[      
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
      Il colloquio di lavoro è la situazione di comunicazione per eccellenza. Mette, una di fronte all&#8217;altra, due persone che non si conoscono, con un obiettivo preciso: essere in grado di [...]]]></description>
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      <p><strong></strong><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Colloquio.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-1340" style="margin: 5px;" title="Colloquio" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Colloquio.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Il colloquio di lavoro è la situazione di comunicazione per eccellenza. Mette, una di fronte all&#8217;altra, due persone che non si conoscono, con un obiettivo preciso: essere in grado di prendere una decisione. E&#8217; importante tener conto di questo, per non cadere nella rappresentazione, troppo frequente, del colloquio di lavoro come una prova o un esame da superare, una partita che si può vincere o perdere. <br />Sicuramente, però, si tratta di un appuntamento importante, a cui è opportuno arrivare preparati e sufficientemente sereni. Vediamo quindi come si articola il colloquio e come gestirlo nel migliore dei modi.<span id="more-716"></span></p>
<p><a name="inizio"></a> <a href="#675">CINQUE FASI DEL COLLOQUIO</a> &gt;  <a href="#676A">CINQUE DOMANDE «CRUCIALI»</a> &gt; <a href="#676">PREPARARSI AL COLLOQUIO</a> &gt; <a href="#677">COSE DA FARE</a> &gt; <a href="#678">COSE DA NON FARE</a> &gt; <a href="#679">QUALCHE CONSIGLIO</a> &gt; <a href="#680">DOMANDE PIÙ FREQUENTI</a> &gt; <a href="#681">COSA CHIEDERE AL SELEZIONATORE</a> &gt; <a href="#682">DOPO IL COLLOQUIO</a> &gt; <a href="#841">MA QUANTI COLLOQUI PRIMA DELL&#8217;ASSUNZIONE?</a> &gt; <a href="#901">COLLOQUIO SENZA ABUSI</a> &gt;</p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p><a name="675"></a>CINQUE FASI DEL COLLOQUIO</p>
<p>Può risultare utile suddividere il colloquio in diverse fasi:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p><strong>1.</strong> La prima fase è quella del contatto: il candidato e il selezionatore si incontrano, e instaurano il primo contatto. E&#8217; un approccio globale, dove sguardo, voce e comunicazione non verbale consentono di farsi una prima idea sull&#8217;altro</p>
<p><strong>2.</strong> La seconda fase è quella dell&#8217;esplorazione: il selezionatore deve verificare le competenze del candidato e farsi un&#8217;idea della sua personalità. Comunque si sviluppi questa fase (con domande, richieste di fare un racconto della tua vita professionale, test attitudinali ecc&#8230;) il suo scopo è quello di conoscere meglio possibile il candidato nel poco tempo a disposizione. <br /> E questa la fase chiave del colloquio. A questo punto possono verificarsi due eventi: a) il selezionatore conclude rapidamente il colloquio. Questo significa che non ci sarà alcun seguito positivo à b) il selezionatore comincia a dare al candidato informazioni sul posto di lavoro e sulle attività che comprende.</p>
<p><strong>3.</strong> Se si è verificato l&#8217;evento b, si entra nella fase dell&#8217;informazione. Il selezionatore ritiene opportuno fornirci informazioni sull&#8217;azienda e sul futuro posto e, a sua volta, vuole ulteriori chiarimenti sulle nostre competenze. <br /> A partire da questo momento possiamo pensare tranquillamente che l&#8217;essenziale è stato detto. E che le due successive fasi avranno comunque luogo. Occorre soltanto lasciare al selezionatore tutta la documentazione utile: il curriculum, i nostri lavori o le nostre pubblicazioni e soprattutto, indirizzo e telefono per contattarci!</p>
<p><strong>4.</strong> La quarta fase si svolge da un lato all&#8217;interno dell&#8217;impresa, dall&#8217;altro nella nostra testa. E&#8217; la fase della riflessione. Per questo è importante curare a nostra documentazione, in primo luogo il Cv. E&#8217; quello che in rimarrà a parlare di noi e per noi in nostra assenza!</p>
<p><strong>5.</strong> La quinta e ultima fase è quella della decisione. Saremo ulteriormente contattati dall&#8217;azienda che ci comunicherà l&#8217;esito della sua riflessione. </p>
</blockquote>
<p>Data: 19/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="676A"></a>CINQUE DOMANDE «CRUCIALI»</p>
<p>Durante un colloquio di lavoro ci sono cinque domande decisive; sono spesso quesiti generici e «inoffesivi» ma usati dai selezionatori per scoprire quello che non si può indagare direttamente. Un&#8217;indagine su 650 dirigenti condotta dalla società di recruiting specializzato <a href="http://www.roberthalf.it/" target="_blank">Robert Half</a> le ha svelate:</p>
<p><strong>«Mi parli brevemente di sé»</strong><br /> I selezionatori infatti puntano molto sulla domanda. È una domanda «aperta» che rischia di fare incorrere in errori e uscite fuori tema.<br /> In queasto caso mai parlare della propria vita privata e di quello che sono le attività al di fuori dell&#8217;ambito professionale. In generale vale la regola che quanto più la domanda è generica, tanto più sia meglio essere precisi e concisi. Adottate frasi concise ma dettagliate che descrivono esperienze maturate e risultati ottenuti, in modo da far capire rapidamente che cosa si è in grado di offrire.</p>
<p><strong>«Perché vorrebbe lavorare per la nostra società?»</strong><br /> Domanda quasi inevitabile. È bene almeno in questo preciso momento del colloquio, non fare considerazioni basate sul proprio bilancio personale. Non esitate a fare esplicito riferimento alle vostre esigenze finanziarie, sottolineando di essere attratti dallo stipendio e dai benefit offerti. Molto meglio invece mostrare di conoscere con profondità le aree di attività delle imprese e le sue strategie di mercato.</p>
<p><strong>«Qual è il suo principale punto debole?» </strong><br /> Evitate di enunciare un finto difetto, ma non siate eccessivi elencandone un numero troppo elevato. Quando si tratta dei propri difetti è meglio essere sinceri ma senza esagerare cercando anche di mostrare, comunque, di essere capaci di risolvere i problemi. Riguardo al futuro e alle ambizioni si tratta di riuscire a essere, anche qui, equilibrati più che spericolati.</p>
<p><strong>«Dove vede se stesso tra cinque anni» </strong><br /> Cercate di apparire ambiziosi ma anche realisti. Si può citare il desiderio di crescere professionalmente, oppure sottolineare il desiderio continuo di apprendere. Evitate obiettivi spropositatamente distanti e difficilmente raggiungibili in cinque anni. Infine, non raccontate sogni e ambizioni molto staccate dal realismo aziendale. Infine, nel caso si abbia già un lavoro, è bene prepararsi alla domanda chiave: “</p>
<p><strong>« Perché desidera lasciare la società per la quale sta attualmente lavorando?»</strong><br /> Se gia avete un lavoro, è una domanda chiave a cui è bene prepararsi. Del resto, è ragionevole che il selezionatore voglia sapere perché una persona se ne vuole andare da un&#8217;impresa: non vuole correre il rischio di vedersi lasciato dopo solo qualche mese. A questa domanda non mostrate mai rancore o risentimento nei confronti dell&#8217;attuale datore di lavoro e piuttosto sottolineare come si intende invece “cogliere una grande opportunità”.</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="676"></a>PREPARARSI AL COLLOQUIO</p>
<p>E&#8217; molto importante arrivare al colloquio preparati, pronti a fare un efficace racconto di noi, ma anche consapevoli di quello che ci potrà essere offerto, della compatibilità o meno con il nostro profilo e dei vantaggi che saremo in grado di apportare alla nuova azienda. Quindi per prima cosa occorre preparare e studiare una scaletta di autopresentazione. <br /> La scaletta non deve essere lunga (10 o 15 minuti al massimo) per poter dare al selezionatore tutto il tempo per fare le sue domande e per chiederci ulteriori precisazioni. <br />Il linguaggio adottato, così come la focalizzazione sulla professionalità, dovranno essere adattati a seconda dell&#8217;interlocutore: selezionatore esterno, manager del personale oppure futuro capo. <br /> E&#8217; ovvio che con quest&#8217;ultimo dovremo utilizzare un linguaggio più tecnico e fornire maggiori dettagli sulle nostre competenze e sui compiti precedentemente svolti. In ogni caso, la nostra scaletta dovrà contenere i seguenti elementi:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- percorso di studi<br /> &#8211; ulteriori specializzazioni <br /> &#8211; esperienze di stage <br /> &#8211; precedenti esperienze lavorative ( eventualmente più dettagliate se attinenti in qualche modo con la posizione ricoperta). <br /> &#8211; motivazioni che ci hanno spinto a candidarci per l&#8217;offerta.</p>
</blockquote>
<p>La scaletta dovrebbe essere redatta in forma scritta, in modo da studiarne anche la forma ed il linguaggio. Ripassiamola mentalmente prima del colloquio. Potremo utilizzarla per intero, nel caso, molto frequente, il selezionatore ci chieda di descriversi (la formula classica è &#8220;Mi parli di lei&#8221;) oppure potremo doverla scomporre per rispondere ai diversi quesiti che ci verranno posti. <br /> Ovviamente se, anziché essere un giovane al primo impiego, siamo dei professionisti che hanno maturato significative esperienze lavorative, la nostra scaletta avrà un&#8217;impostazione diversa: <a href="http://www.jobtel.it/Default.aspx?sezid=10&amp;id=5&amp;idt=142#">clicca qui</a> per avere qualche idea su come redigerla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 19/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="677"></a>COSE DA FARE</p>
<p>L’approccio migliore ad un colloquio di lavoro consiste nell’essere ben preparati. Questo significa due cose: una buona preparazione pratica al colloquio e la raccolta di informazioni e conoscenze a cui attingere nel corso del colloquio stesso. <br /> Ecco alcune cose da fare:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- accertarsi della data, dell&#8217;ora e del luogo del colloquio, e studiando con anticipo il percorso, per evitare di arrivare in ritardo<br /> &#8211; annotare il nome della persona con la quale si sostiene la selezione e il suo ruolo nell&#8217;azienda <br /> &#8211; reperire più informazioni possibili sull&#8217;azienda e sul profilo professionale proposto<br /> &#8211; studiare bene il curriculum: è la base di partenza di qualunque colloquio <br /> &#8211; curare l&#8217;abbigliamento: né trasandati né troppo eleganti <br /> &#8211; essere puntuali: niente ritardi, ma neanche troppo in anticipo<br /> &#8211; guardarsi intorno: notare ambiente e persone può dare una prima idea del &#8220;clima aziendale&#8221;<br /> &#8211; le presentazioni: una stretta di mano decisa e un bel sorriso sono il modo migliore per cominciare.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 19/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="678"></a>COSE DA NON FARE</p>
<p>Ecco infine un rapido riepilogo delle cose da evitare durante un colloquio di lavoro:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- Arrivare tardi o eccessivamente in anticipo.<br />- Vestire in maniera trasandata o troppo elegante.<br /> &#8211; Dimenticare il nome dell&#8217;intervistatore.<br /> &#8211; Sedersi prima dell&#8217;interlocutore.<br /> &#8211; Gesticolare in modo eccessivo.<br /> &#8211; Masticare chewing-gum.<br /> &#8211; Essere prolissi, o eccessivamente reticenti e sulla difensiva.<br /> &#8211; Monopolizzare la conversazione.<br /> &#8211; Portare il discorso su questioni personali.<br /> &#8211; Essere passivi o al contrario essere aggressivi.<br /> &#8211; Fare i primi della classe.<br /> &#8211; Avere le idee poco chiare.<br /> &#8211; Lamentarsi per questo o per quello.<br /> &#8211; Sbirciare tra i fogli del selezionatore.<br /> &#8211; Mostrarsi irritabili o furbi o disonesti o scorretti.<br /> &#8211; Parlar male degli assenti o delle imprese concorrenti o di quelle in cui si è lavorato<br /> &#8211; Mostrarsi eccessivamente sicuri o nervosi.<br /> &#8211; Mostrare subito troppo interesse per la retribuzione: questo aspetto va discusso solo dopo che il selezionatore ha fatto una proposta retributiva.<br /> &#8211; Chiedere immediatamente l&#8217;esito del colloquio.<br /> &#8211; Avere fretta, guardare l&#8217;orologio in continuazione: è il selezionatore a scandire il tempo.</p>
</blockquote>
<p>Negli ultimi anni però, datori di lavoro,  selezionatori e  direttori del personale hanno individuato una nuova serie di errori e «cattive abitudini» dei candidati. Ecco  le principali «new entry»:</p>
<p style="padding-left: 30px;">- Informarsi subito su ferie, permessi e giorni di malattia.<br />Non è opportuno che prima ancora di essere assunti, programmiate le future assenze dall’azienda. </p>
<p style="padding-left: 30px;">- Rispondere al telefono.<br />Non è affatto normale rispondere alle chiamate telefoniche durante un colloquio l&#8217;anno. Spegnere sempre il cellulare. </p>
<p style="padding-left: 30px;">- «Dove ti vedi tra cinque anni?» «A lavorare presso di voi».<br />Non è la risposta migliore: i candidati devono cercare di costruire una risposta sull&#8217;esperienza che vorrebbero aver acquisito e il livello di responsabilità che cercano, piuttosto che assecondare o «lusingare» l&#8217;intervistatore. </p>
<p style="padding-left: 30px;">- Parlare male del precedente lavoro.<br />Non importa quanto possa essere stato noioso o poco interessante, non bisogna mai parlare male di un precedente lavoro; non è professionale e induce l&#8217;intervistatore a riflettere sulla correttezza del candidato. Inoltre, è il nuovo datore di lavoro potrebbe mettersi in contatto con l&#8217;ex datore di lavoro per le referenze a seguito di un colloquio. </p>
<p style="padding-left: 30px;">Informarsi sull&#8217;azienda.<br />La mancata ricerca di informazioni complete sul potenziale datore di lavoro è un grande passo falso. Guardare sito web aziendale non è sufficiente. </p>
<p style="padding-left: 30px;">Non imprecare durante il colloquio.<br />Può succedere, soprattutto se l&#8217;intervistatore abbonda lui stesso con le parolacce. Tuttavia lo standard del colloquio non deve mai degenerare mentre il tono deve rimanere professionale in ogni momento. </p>
<p style="padding-left: 30px;">Non cadere nel «gergo» del settore dove si lavorava prima del colloquio.<br />E&#8217; infatti importante non presumere che l&#8217;intervistatore conosca qualcosa della propria esperienza. Meglio parlare chiaro circa le abilità e l&#8217;esperienza per evitare qualsiasi confusione o malinteso. </p>
<p style="padding-left: 30px;">L&#8217;abito è importante.<br />Qualsiasi critica sulla divisa da lavoro (qualora sia prevista) o a vincoli sull&#8217;abbigliamento da adottare, abbassa le possibilità di assunzione (o di un secondo colloquio). Bisogna tener conto che l’intervistatore ha dovuto indossare prima di voi quella divisa e che tanto non piace. </p>
<p style="padding-left: 30px;">Le cose importanti di un lavoro.<br />Se il candidato deve rispondere quali sono le cose migliori che si aspetta, è bene evitare la busta paga, i benefit, la pausa pranzo, i miei collaboratori o le vacanze.</p>
<p>Data: 10/05/2012<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="679"></a>QUALCHE CONSIGLIO</p>
<p>Durante il colloquio occorre cercare di capire chi abbiamo di fronte. L&#8217;età del selezionatore, in questo caso, può fornirci alcune indicazioni. Se il selezionatore è una persona matura, probabilmente con molta esperienza alle spalle, vorrà subito arrivare al sodo: quello che gli interessa è soprattutto la nostra personalità. Il consiglio è mostrare un carattere deciso, buon senso e rispetto per le istituzioni e i ruoli. <br /> Un selezionatore giovane, invece, è solitamente un entusiasta, innamorato dell&#8217;azienda, curioso e ottimista. Sarà più facile entrare in sintonia se vi vedrà simile a lui. Infatti, non avendo grande esperienza, il suo metro di paragone è principalmente se stesso.<br /> In ogni caso, occorre rispettare alcune regole generali:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- ascoltare bene le domande, prendendo sempre qualche secondo prima di rispondere.<br /> &#8211; essere sinceri il più possibile: sia per non cadere in contraddizione, sia per evitare figuracce per esempio se ci sottopongono a test di lingue o informatica.<br /> &#8211; presentarsi come persone concrete, propositive, attive, affidabili.<br /> &#8211; non lamentarsi della nostra situazione dando la colpa a qualcun altro.<br /> &#8211; volgere al positivo anche eventuali lacune o errori commessi in passato.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 19/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="680"></a>DOMANDE PIÙ FREQUENTI</p>
<p>Esistono due modi per impostare il colloquio. I selezionatori cercano di mettere sotto stress il candidato per vedere il suo controllo e la sua sicurezza, oppure possono avere un atteggiamento più disteso, ma anche in questo caso mettendo a proprio agio la persona intendono valutare come si comporta il candidato. <br /> Quindi è bene affrontare il colloquio in maniera rilassata, ma non troppo. La giusta dose di tensione aiuta a non perdere il controllo della situazione e l&#8217;obiettivo che vogliamo raggiungere. <br /> Le domande sono normalmente aperte e lasciano al candidato la possibilità di presentarsi e parlare di sé e delle proprie esperienze. Prepariamoci quindi a rispondere a domande del tipo:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- mi parli delle sue precedenti esperienze lavorative<br /> &#8211; mi parli della sua carriera formativa<br /> &#8211; come vede la sua carriera fra 5/6 anni (per verificare il livello di ambizione della persona o se il profilo è corrispondente alle richieste dell&#8217;azienda) <br /> &#8211; mi parli dei suoi punti di forza e dei suoi punti deboli<br /> &#8211; ha avuto esperienze di lavoro per obiettivi me ne parli (se non si hanno esperienze lavorative si può parlare dell&#8217;esperienza scolastica) <br /> &#8211; cosa ha colpito la sua attenzione nell&#8217;annuncio pubblicato<br /> &#8211; sta facendo altri colloqui in questo periodo in che settore (intende capire se una persona sta rispondendo a caso agli annunci o se è il lavoro che veramente intende fare).</p>
</blockquote>
<p>E&#8217; bene prepararsi anche a rispondere a domande apparentemente &#8220;indiscrete&#8221; (i rapporti con la famiglia, perché si vuole cambiare lavoro, perché si è scelto un certo tipo di studi ecc&#8230;): l&#8217;obiettivo è quasi sempre valutare il grado di maturità e affidabilità del candidato. <br /> Non siamo tenuti ad entrare troppo nel personale, ma possiamo sfruttare domande di questo tipo per &#8220;raccontarci&#8221;, mostrandoci al contempo disponibili al dialogo. <br /> Per fare un po&#8217; di pratica sulle domande che ci potranno essere poste e sugli atteggiamenti da tenere può essere utile l&#8217;esercitazione di JobTel dedicata al colloquio: <a href="http://www.jobtel.it/Default.aspx?sezid=10&amp;action=esercitazioni&amp;t=colloquio&amp;id=1">clicca qui</a> per accedere al percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 19/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="681"></a>COSA CHIEDERE AL SELEZIONATORE</p>
<p align="left">In generale, a meno che il colloquio non si sia chiuso troppo in fretta, il selezionatore ci avrà già spiegato, più o meno dettagliatamente, le caratteristiche della posizione offerta. Alla fine del colloquio, però, quasi sempre ci viene chiesto se abbiamo bisogno di precisazioni o chiarimenti. <br /> E&#8217; sempre bene fare qualche domanda, perché dimostra il nostro interesse per l&#8217;azienda e per il posto. Assolutamente vietato, in questa fase, fare domande sulla retribuzione o su eventuali benefit. Queste cose si definiscono solo in fase contrattuale. <br /> Allo stesso modo, tutti i dettagli relativi al contratto, a meno che non siano stati precedentemente trattati dal selezionatore, vanno rinviati ad un secondo incontro. In questo momento, dobbiamo limitarci a chiedere ulteriori informazioni o precisazioni sull&#8217;azienda o sulla posizione offerta. I temi saranno quindi: il mercato in cui l’azienda opera, gli stili di management, i valori aggiunti dell’azienda, gli obiettivi a lungo termine dell&#8217;azienda, le responsabilità e gli obiettivi richiesti per la posizione offerta. <br /> E&#8217; evidentemente essenziale, prima di fare qualsiasi domanda, essere stati molto attenti a quello che il selezionatore ci ha raccontato, per evitare di far ripetere due volte al nostro interlocutore le stesse cose, mostrandoci così disattenti e superficiali. <br /> Da evitare tassativamente: chiedere l&#8217;esito del colloquio. Alla fine del colloquio, sarà il selezionatore a dirci se, come e quando ci contatterà. Nel caso non lo facesse, siamo autorizzati a porre voi stesso la questione. Evitiamo comunque di apparire ansiosi.</p>
<p>Data: 20/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="682"></a>DOPO IL COLLOQUIO</p>
<p dir="ltr">Ora non resta che aspettare. Sia che ci venga detto quando ci sarà comunicato l&#8217;esito del colloquio, sia che ci abbiano congedato con il generico &#8220;Le faremo sapere&#8221;, possiamo comunque raccogliere gli elementi utili di questa esperienza, anche per essere fronti ad affrontare un eventuale secondo colloquio di approfondimento. <br /> Oppure per migliorare la nostra presentazione in vista di altri colloqui di lavoro. <br /> Un esercizio utile è analizzare il colloquio attraverso una griglia che racchiude alcuni elementi chiave di ciascun colloquio che sosterremo, in modo da capire meglio perché non ha funzionato o anche, perché è andato bene. Su un quaderno, annotiamo, per ciascun colloquio, i seguenti elementi:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- Nome dell&#8217;azienda <br /> &#8211; Data e luogo del colloquio <br /> &#8211; Nome del selezionatore e sua funzione nell&#8217;impresa<br /> &#8211; Posizione offerta e breve descrizione <br /> &#8211; Punti di forza <br /> &#8211; Punti deboli <br /> &#8211; Soluzioni ai punti deboli <br /> &#8211; Condizioni offerte <br /> &#8211; Impressioni <br /> &#8211; Come siamo rimasti <br /> &#8211; Successi contatti (data e nomi dei presenti) <br /> &#8211; Contenuti dei successivi contatti<br /> &#8211; Come siamo rimasti.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 19/06/2007<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="841"></a>MA QUANTI COLLOQUI PRIMA DELL&#8217;ASSUNZIONE?</p>
<p>Sette settimane e più di tre colloqui di lavoro. Tanto passa in Italia, dall’istante in cui si viene convocati per la prima volta nella stanza del selezionatore, al momento in cui il direttore delle risorse umane prende una decisione. <br /> Le imprese, nonostante l&#8217;elevato tasso di disoccupazione, non riescono a trovare i candidati ideali, soprattutto quando cercano profili specializzati. E così, in maniera inattesa, passa sempre più tempo per vedere deciso il proprio destino professionale. Si devono superare sempre più prove ad ostacoli prima di raggiungere, se si è bravi e fortunati, l&#8217;ambito posto di lavoro. <br /> L’indagine <em><a href="http://www.roberthalf.ch/EMEA/2008%20GFEM_final.pdf" target="_blank">Global Financial Employment Monitor</a></em>, realizzata nel 2009 da Robert Half, multinazionale di recrtuitment specializzato misura il periodo netto di selezione interna all’impresa necessario a individuare il candidato per una posizione vacante. <br /> Non viene quindi conteggiato il tempo extra che poi intercorre tra la decisione dell’impresa e la comunicazione dell’esito al fortunato che è riuscito ad avere il posto e ai meno fortunati che invece il posto non sono riusciti a conquistarselo.</p>
<p>In Italia, per rintracciare il candidato ideale, si arriva a una media di 10 settimane con casi in cui non ne bastano neppure 50 (succede nel 2 per cento dei casi). Ciascun aspirante a una posizione da manager deve infatti sostenere 4,4 colloqui di lavoro con i diversi selezionatori e responsabili d’impresa. Un valore di gran lunga superiore a quello che si registra in Europa dove in media in candidati sono chiamati a &#8220;passare&#8221; 2,9 colloqui. Il Belgio e il Lussemburgo le nazioni-tartaruga mentre la più veloce è l&#8217;Irlanda.<br /> Al di là del numero di colloqui e di persone da convincere, se si guarda semplicemente al tempo necessario, l’iter complessivo porta via in Francia 7,4 settimane così come Regno Unito si arriva a 7,3. In Germania, per prendere la fatidica decisione i responsabili dell’impresa si prendono anche più tempo: 8,5 settimane. <br /> Le nazioni dove le cose vanno ancora più pèer le lunghe sono il Belgio (9,7 settimane) e il Lussemburgo (10,2 settimane).</p>
<table width="100%" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="45%"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Tempi di selezione per gli impiegati</span></strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><br /> Settimane e numero di colloqui necessari per selezionare una figura professionale per una posizione nello staff dell&#8217;area amministrazione e finanza.</span></td>
<td width="3%"> </td>
<td width="52%"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Tempi di selezione per i manager</span></strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><br /> Settimane e numero di colloqui necessari per selezionare una figura professionale per una posizione manageriale dell&#8217;area amministrazione e finanza.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table width="240" border="1" cellspacing="1" cellpadding="4" align="center">
<tbody>
<tr bgcolor="#339966">
<td width="21%">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Paese</strong></span></div>
</td>
<td colspan="2">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Selezione</strong></span></div>
</td>
</tr>
<tr bgcolor="#339966">
<td width="21%"> </td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Settimane</strong></span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Colloqui</strong></span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Austria </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">6,3 </span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,5 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Belgio </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">9,7 </span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,9</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Rep. Ceca </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">6,1</span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,5 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Francia</span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">7,4 </span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,1</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Germania </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">8,5</span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,6</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Irlanda </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">5,3</span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,6 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Italia </span></strong></td>
<td width="39%">
<div align="center"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">7 ,0</span></strong></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,3 </span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Lussemburgo </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">10,2</span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,6 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Spagna </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">6,3</span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,0</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Svizzera </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">8,8 </span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,8 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Olanda </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">10 ,0</span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,7</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Regno Unito </span></td>
<td width="39%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">7,3 </span></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,8 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Europa </span></strong></em></td>
<td width="39%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">7,7 </span></strong></em></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,9 </span></strong></em></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="21%"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Mondo </span></strong></em></td>
<td width="39%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">6,8 </span></strong></em></div>
</td>
<td width="40%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,8</span></strong></em></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">Fonte: Global Financial Employment Monitor, 2009.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<table width="240" border="1" cellspacing="1" cellpadding="4" align="center">
<tbody>
<tr bgcolor="#339966">
<td width="40%">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Paese</strong></span></div>
</td>
<td colspan="2">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Selezione</strong></span></div>
</td>
</tr>
<tr bgcolor="#339966">
<td width="40%"> </td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Settimane</strong></span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="color: #ffffff; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><strong>Colloqui</strong></span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Austria </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">8,8</span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">4,0 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Belgio </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">12,0 </span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,3 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Rep. Ceca </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">7,0</span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,0 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Francia </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">10,1 </span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,5 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Germania </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">11,1 </span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,2 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Irlanda </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">6,4</span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2,8</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Italia </span></strong></td>
<td width="30%">
<div align="center"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">10,5</span></strong></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">4,4</span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Lussemburgo </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">14,4 </span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,5 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Spagna</span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">7,7 </span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,4 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Svizzera </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">11,2</span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,3 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Olanda </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">10,6</span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,0 </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Regno Unito </span></td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">8,5 </span></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,2</span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Europa </span></strong></em></td>
<td width="30%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,4 </span></strong></em></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">9,9 </span></strong></em></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="40%"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Mondo </span></strong></em></td>
<td width="30%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">8,5 </span></strong></em></div>
</td>
<td width="30%">
<div align="center"><em><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3,2 </span></strong></em></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;">Fonte: Global Financial Employment Monitor, 2009</span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">.</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>A determinare questa dilatazione del tempo di selezione è la crescente difficoltà, nonostante la presenza di un elevato numero di candidati, delle imprese a individuare il profilo in grado di coprire quel ruolo. Secondo gli autori, le aziende italiane fanno fatica in particolare a trovare profili per le posizioni della gestione finanziaria, nel controllo di gestione e nella contabilità. <br /> L&#8217;indagine di Manpower<em> <a href="http://www.manpower.com/investors/releasedetail.cfm?releaseid=386282" target="_blank">2009 Talent Shortage Survey</a></em> conferma che un&#8217;impresa su tre ha problemi a trovare il candidato giusto. Un risultato ritenuto &#8220;soprendente&#8221; dagli stessi autori del rapporto data l&#8217;elevata percentuale di &#8220;senza lavoro&#8221; nel 2009. In Italia la quota delle aziende che copre con difficoltà le posizioni &#8220;vacanti&#8221; è stato del 26 per cento. Molto più dell&#8217;anno scorso, quando era stata del 18 per cento, e del 2007 (23 per cento).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 15/06/2009<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
<p><a name="901"></a>COLLOQUIO SENZA ABUSI</p>
<p>L&#8217;articolo 8 dello <a href="http://www.coordinamentorsu.it/doc/norme90/l300_70.htm" target="_blank">Statuto dei lavoratori (legge n.300 del 20 maggio 1970)</a> vieta al datore di lavoro, durante i colloqui di assunzione e nel corso del rapporto di lavoro, di effettuare indagini sulle opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore e, più in generale, su fatti non rilevanti per la valutazione dell&#8217;attitudine professionale del lavoratore. Il datore di lavoro non può neppure affidare questo genere di indagini a terzi come, ad esempio, agenzie investigative o società di ricerca del personale. <br /> Lo Statuto dei lavoratori riconosce al datore la possibilità di assumere solo le informazioni rilevanti per valutare la capacità del candidato a svolgere la specifica mansione prevista dal contratto di lavoro. Non è possibile ottenere informazioni di altra natura neppure con il consenso espresso del candidato.<br /> Nel corso dei colloqui che precedono l&#8217;assunzione, domande del tipo: «Lei è iscritto a un sindacato?», «Lei è sposato?». «Intende sposarsi e avere dei figli?» sono vietate come pure non è lecito chiedere al candidato il certificato di stato di famiglia. È possibile invece chiedere la documentazione che attesta i titoli di studio conseguiti o le competenze maturate.</p>
<p>Per quanto riguarda la richiesta di informazioni relative ai procedimenti penali in corso, oltre a essere in contrasto con il suddetto articolo 8, viola anche l&#8217;articolo 27 della Costituzione secondo cui «l&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva». Il certificato del casellario giudiziale, invece, può essere richiesto a un candidato in quanto la giurisprudenza ritiene l&#8217;informazione riguardante le sentenze passate in giudicato rilevante ai fini dell&#8217;assunzione.</p>
<p>Il ricorso a test psico-attitudinali o analisi grafologiche da parte del datore di lavoro o delle società di ricerca e selezione del personale è consentito, ma solo se i risultati sono rilevanti per la valutazione dell&#8217;idoneità del candidato a svolgere determinate mansioni. I test devono essere eseguiti da uno psicologo iscritto all&#8217;albo e rispettare le norme sulla privacy che comprende informativa al candidato su finalità e modalità del trattamento, facoltatività del test, trasparenza su modalità di valutazione dei risultati e su chi li valuterà, incarico di responsabile esterno allo psicologo.</p>
<p>Dal punto di vista normativo, i decreti legislativi <a href="http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&amp;datagu=2003-08-12&amp;annoatto=2003&amp;numeroatto=215&amp;task=ricercaatti&amp;elementiperpagina=50&amp;redaz=003G0239&amp;aggatto=si&amp;&amp;afterrif=yes&amp;newsearch=1&amp;fromurn=yes&amp;paginadamostrare=1&amp;tmstp=1280132243949" target="_blank">215/2003</a> e <a href="http://www.normattiva.it/dispatcher?service=213&amp;datagu=2003-08-13&amp;annoatto=2003&amp;numeroatto=216&amp;task=ricercaatti&amp;elementiperpagina=50&amp;redaz=003G0240&amp;aggatto=si&amp;&amp;afterrif=yes&amp;newsearch=1&amp;fromurn=yes&amp;paginadamostrare=1&amp;tmstp=1280132291577" target="_blank">216/2003</a>, in attuazione delle direttive comunitarie <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000L0043:it:HTML" target="_blank">2000/43</a> e <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32000L0078:it:HTML" target="_blank">2000/78</a>, stabiliscono che durante la fase di accesso e selezione al lavoro e nel corso del rapporto di lavoro, deve essere garantita la parità di trattamento indipendentemente dalla razza, dall&#8217;origine etnica, dalla religione, dalle convinzioni personali, dagli handicap, dall&#8217;età e dall&#8217;orientamento sessuale.<br /> Infine, il <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/06198dl.htm" target="_blank">Codice delle pari opportunità del 2006</a> stabilisce:</p>
<blockquote dir="ltr">
<p>- Il divieto di discriminazione in base del sesso al momento dell&#8217;assunzione, anche con riferimento allo stato di maternità o paternità adottive, in base a una modifica introdotta dal <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10005dl.htm" target="_blank">decreto legislativo 5/2010</a>.<br /> &#8211; Il divieto di fare annunci di ricerca del personale indicando la fascia d&#8217;età o il sesso preferiti (ad esempio: «Cercasi segretaria di età compresa tra i 25 ed i 40 anni» e «Cercasi coppia cinquantenne, senza impegni familiari») in quanto discriminatori sulla base del sesso e dell&#8217;età. <br /> &#8211; Il divieto specifico per le agenzie per il lavoro, contenuto nell&#8217;<a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/deleghe/03276dl.htm" target="_blank">articolo 10 della legge Biagi</a>, di acquisire informazioni non rilevanti o di effettuare trattamenti discriminatori, a meno che ciò sia necessario al fine di fornire specifici servizi o azioni mirate per assistere le categorie di lavoratori svantaggiati nella ricerca di un&#8217;occupazione.</p>
</blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Data: 27/07/2010<br />Fonte: Redazione</p>
<p align="right"><a href="#inizio">Torna su</a></p>
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		<title>Austerity e crescita</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 22:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[      
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
            
      Il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde rilancia sulla priorità del risanamento delle finanze pubbliche. Nei paesi dell&#8217;Europa del Sud una persona su cinque e un giovane su due [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Austerity.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9818" title="Austerity" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Austerity.jpg" alt="" width="140" height="80" /></a>Il direttore del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde rilancia sulla priorità del risanamento delle finanze pubbliche. <span id="more-9817"></span>Nei paesi dell&#8217;Europa del Sud una persona su cinque e un giovane su due non trova lavoro. A livello mondiale ci sono 200 milioni di disoccupati, inclusi 75 milioni di giovani. &#8220;Il risanamento delle finanze pubbliche è essenziale &#8211; dice Lagarde- occorre mettere a punto un piano credibile di medio termine per ridurre il debito. Secondo il capo del Fmi, l&#8217;economia globale ha bisogno di una crescita maggiore e più elevata e questo dipende dalla giusta combinazione di politiche. <br /> Il dibattito su «austerity contro crescita» è un falso dibattito, aggiunge Lagarde, sottolineando che non è l&#8217;una o l&#8217;altra, ma si può mettere a punto una strategia che è buona sia per oggi sia per domani; bbuona per la stabilità e buona per la crescita, in cui la stabilità porta alla crescita e la crescita facilità la stabilità. <br /> Il problema dell&#8217;occupazione è poi particolarmente serio in Europa, afferma Lagarde. Migliorare il mercato del lavoro spesso significa assumere decisioni difficili e per questo c&#8217;e bisogno di un dialogo costruttivo fra tutte le parti, inclusi i lavoratori e le aziende.</p>
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		<title>Dirigenti disoccupati</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 22:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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      Secondo l&#8217;Istat negli ultimi tre anni un dirigente su 5 è senza lavoro. Sono oltre 100 mila.Dalla rilevazione Istat sulle forze lavoro emerge che il numero degli occupati con profilo [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Dirigenti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9815" title="Dirigenti" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Dirigenti.jpg" alt="" width="140" height="80" /></a>Secondo l&#8217;Istat negli ultimi tre anni un dirigente su 5 è senza lavoro. Sono oltre 100 mila.<br /><span id="more-9814"></span>Dalla rilevazione Istat sulle forze lavoro emerge che il numero degli occupati con profilo professionale di «dirigente» è sceso da 500 mila unità nel 2008 a 396 mila nel 2011, con una caduta del 20,8%. Un tributo notevole alla crisi, se si considera che tra il 2008 e il 2011 il numero complessivo di chi lavora è sceso del l&#8217;1,9%. La scure si è abbattuta su tutti, senza grandi differenze tra uomini (-21,5%) e donne (-19,7%). È possibile immaginare anche che abbiano risentito della contrazione tutti i comparti, dal pubblico al privato. <br /> Un&#8217;idea la offre l&#8217;organizzazione dei manager e delle alte professionalità del terziario, <a href="http://www.manageritalia.it/" target="_blank">Manageritalia</a>, che sulla base dei dati Istat e Inps, ha calcolato la fuoriuscita dal mondo del lavoro di 54.500 manager tra il 2006 e il 2011, solo del settore privato. Di questi, ben 43 mila tra il 2008 e il 2011. Le previsioni per l&#8217;anno in corso sono al momento «piuttosto negative, perché dopo un lieve miglioramento in atto nei primi mesi del 2011, da settembre in poi l&#8217;acuirsi della crisi ha visto la crescita dei licenziamenti e la diminuzione delle assunzioni».  </p>
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		<title>Re-impiego</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 22:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Occasioni e Opportunità]]></category>

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      Al via nuove iniziative per promuovere il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in mobilità in deroga, percettori di indennità.La Regione Basilicata – Dipartimento formazione lavoro cultura sport, nell’ambito [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Strettadimano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9829" title="Strettadimano" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/05/Strettadimano.jpg" alt="" width="140" height="80" /></a>Al via nuove iniziative per promuovere il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in mobilità in deroga, percettori di indennità.<span id="more-9828"></span>La <a href="http://www.basilicatanet.it/basilicatanet/site/Basilicatanet/detail.jsp?sec=104922&amp;otype=1101&amp;id=588238" target="_blank">Regione Basilicata – Dipartimento formazione lavoro cultura sport</a>, nell’ambito dell’<em>Azione di sistema Welfare To Work per le politiche del re-impiego</em>, ha pubblicato un avviso per attuare interventi di politiche attive mirate al reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in mobilità in deroga, percettori di indennità. Gli interventi di politica attiva possono essere realizzati attraverso l’attuazione di un duplice percorso: lavoro dipendente (percorso assunzionale); lavoro autonomo (percorso per autoimpiego). </p>
<p>I beneficiari degli incentivi ( o bonus) per l’autoimpiego o la creazione d’impresa sono i lavoratori in mobilità in deroga o i lavoratori in cassa integrazione in deroga, residenti in Basilicata, singoli o associati, che portano ad attuazione il percorso di autoimpiego. <br /> Gli interventi indicati dall’Avviso sono finanziati per Euro 2.322.438,00 con risorse a valere sul PO FSE 2007-2013 della Regione Basilicata, Asse II <em>Occupabilità</em>, Ob. Specifico e), Cat. di spesa 67. Le risorse a valere sui finanziamenti del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale relative al programma Welfare to Work verranno utilizzate ove il Ministero le renda disponibili. <br /> Le domande, sia per il percorso per il reinserimento lavorativo che per il percorso per l’autoimpiego, dovranno pervenire, a pena di irricevibilità, entro il 30° (trentesimo) giorno dalla data di pubblicazione del presente Avviso Pubblico sul B.U.R., avvenuta il 1 maggio 2012. <br /> La modalità di presentazione devono avvenire esclusivamente on line.</p>
<p>Per maggiori informazioni: tel. 0971 668040, e-mail dell&#8217;Urp Regione Basilicata: <a href="mailto:urpformazione@regione.basilicata.it" target="_blank">urpformazione@regione.basilicata.it</a></p>
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		<title>Chi insegna agli insegnanti?</title>
		<link>http://www.jobtel.it/chi-insegna-agli-insegnanti/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 22:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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      L&#8217;Ocse invita a investite per formare i professori, ma l&#8217;Italia in 10 anni quasi azzera i fondi. Ma nell&#8217;ultimo decennio i fondi per la formazione dei docenti in Italia si [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/Insegnare2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8949" title="Insegnare2" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/Insegnare2.jpg" alt="" width="140" height="80" /></a>L&#8217;Ocse invita a investite per formare i professori, ma l&#8217;Italia in 10 anni quasi azzera i fondi.<span id="more-9812"></span> Ma nell&#8217;ultimo decennio i fondi per la formazione dei docenti in Italia si sono assottigliati dell&#8217;81,4 per cento. Il dato è contenuto in una elaborazione effettuata dalla <a href="http://www.cislscuola.it/" target="_blank">Cisl-scuola</a> su <em>Finanziamenti per la formazione di docenti e Ata</em> estratti dal bilancio dello stato. Nel 2001, per la formazione del personale furono iscritti in bilancio 45,4 milioni di euro, che dieci anni dopo si sono ridotti a 8,4. Una scelta che, leggendo uno degli ultimi focus dell&#8217;Ocse (l&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sui risultati del Pisa 2009, non annovera l&#8217;Italia tra i paesi più lungimiranti. <br /> Tra i paesi e le economie ad alto reddito &#8211; spiegano dall&#8217;Ocse &#8211; quelli che ottengono le performance migliori investono di più sugli insegnanti. Così, in Corea e Hong Kong (Cina), tra i migliori per competenze nella lettura, gli insegnanti nel primo ciclo istruzione secondaria guadagnano più del doppio del Pil pro capite dei loro paesi&#8221;. E in Italia? Un insegnante della scuola media riceve uno stipendio annuale di poco superiore al Pil pro-capite italiano, che nel 2007 era pari a 31 mila dollari Usa. <br /> Complessivamente, i paesi al top per risultati nel Pisa attraggono i migliori studenti verso l&#8217;insegnamento &#8211; continuano da Parigi &#8211; offrendo loro salari più alti e un migliore inquadramento professionale&#8221;. Una correlazione &#8211; quella tra risultati nelle literacy di Lettura, Matematica e Scienze e investimenti sul personale docente &#8211; che vale soltanto per le economie avanzate. Nelle economie deboli, con un Pil per abitante inferiore a 20 mila dollari Usa, le performance degli studenti sono in affetti legate alla ricchezza dei diversi paesi. Ma appena si supera questa soglia, non sembra esserci più nessuna correlazione tra Pil pro-capite e performance nel Pisa. <br /> Ad esempio &#8211; concludono dall&#8217;Ocse &#8211; i paesi che spendono più 100 mila dollari Usa per la formazione di uno studente di età compresa tra i 6 e 15 anni, come gli Stati Uniti, Lussemburgo, Norvegia e Svizzera, hanno un livello di prestazioni simile a quella dei paesi che spendono meno di metà di tale importo, come l&#8217;Estonia, l&#8217;Ungheria e Polonia. La discriminante è invece il rapporto salario/Pil: nei paesi dove gli insegnanti guadagnano di più gli studenti sono più bravi.</p>
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