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		<title>Niente tagli</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 22:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      Il governo blocca i tagli a istruzione e ricerca. Una boccata d&#8217;ossigeno da 137 milioni. La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che cancella i tagli previsti nel [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/ricerca.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12584" title="ricerca" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/ricerca.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Il governo blocca i tagli a istruzione e ricerca. Una boccata d&#8217;ossigeno da 137 milioni.<br /> <span id="more-12583"></span>La commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento che cancella i tagli previsti nel 2015. Il presidente del Consiglio aveva promesso le dimissioni in caso di ulteriori riduzioni dei finanziamenti a scuola e università. <br /> Anche la neoministra dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, si era impegnata a salvaguardare l’istruzione pubblica. E lo ha fatto postando su facebook un impegno a considerare come centrali nell’azione di governo scuola, università e ricerca. E adesso arrivano i primi fatti. Ieri pomeriggio, la V commissione della Camera ha approvato l’emendamento al disegno di legge che converte in legge il decreto sulle “Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione” che esclude istruzione e ricerca dai tagli lineari in previsione dal governo.<br /> Il ministro Carrozza, esprime soddisfazione per il provvedimento: è un’ottima notizia che conferma l’attenzione di questa maggioranza nei confronti della scuola, della ricerca e dell’università. Si tratta di temi che, come abbiamo ribadito durante l’incontro di Sarteano, saranno centrali e prioritari nell’azione del governo”. <br /> Il decreto prevedeva, tra accantonamenti e riduzioni, un taglio al bilancio dell’istruzione scolastica per un totale di 75 milioni di euro da operare in due anni: il 2014 e il 2015. L’istruzione universitaria avrebbe dovuto rinunciare a 47,5 milioni e la ricerca scientifica a 13,5 milioni, quasi tutti a scapito della ricerca di base. <br /> Un primo segnale che fa ben sperare alunni e insegnanti della scuola, studenti e docenti universitari, ricercatori e rettori dopo l’ondata di tagli che ha letteralmente falcidiato i Fondi per il finanziamento ordinario delle università, i bilanci degli enti di ricerca e il personale della scuola.</p>
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		<title>Onorare i debiti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 22:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      Debiti Pa, scendono i tempi di pagamento. Ma l&#8217;Italia resta in coda all&#8217;Europa. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre i fornitori delle amministrazioni locali ricevono i pagamenti in 170 [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/debiti.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12581" title="debiti" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/debiti.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Debiti Pa, scendono i tempi di pagamento. Ma l&#8217;Italia resta in coda all&#8217;Europa.<br /> <span id="more-12580"></span>Secondo i calcoli della Cgia di Mestre i fornitori delle amministrazioni locali ricevono i pagamenti in 170 giorni, dieci in meno dello scorso anno. Ma la Grecia e Cipro hanno ancora performance migliori, in Germania i pagamenti avvengono dopo poco più di un mese <br /> La lieve riduzione dei tempi per il pagamento dei debiti della Pa è dovuta, secondo la Cgia, agli effetti della nuova legge nazionale entrata in vigore dal primo gennaio di quest&#8217;anno che ha recepito la direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti, e al fatto che nel Paese si è diffusa una certa sensibilità nei confronti di questo problema. <br /> Questa è un&#8217;inversione di tendenza importante, ma non ancora sufficiente, visto che rimaniamo fanalino di coda a livello europeo. Se in questo ambito le Pubbliche amministrazioni di Grecia e di Cipro continuano ad essere più efficienti della nostra, vuol dire che il lavoro da fare è ancora molto. <br /> La Cgia sottolinea poi che rispetto alla media europea scontiamo un gap ancora abissale. Se la nostra Pa salda le fatture mediamente dopo 170 giorni, la media europea è di soli 61 giorni (-5 rispetto al 2012). Si pensi che la Pa francese onora i suoi impegni a 60 giorni, quella inglese a 41 giorni e quella tedesca a 36. </p>
<p> <strong><a href="http://www.cgiamestre.com/2013/05/scendono-i-tempi-di-pagamento-della-p-a/" target="_blank">Consulta i dati della Cgia di Mestre</a></strong></p>
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		<title>Salari, cresce la disuguaglianza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 22:06:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area test tecnici (temporanea)]]></category>

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      La crisi ha allargato la forbice della diseguaglianza sociale e quasi la metà della ricchezza nazionale, circa il 47%, è ormai concentrata nelle mani del 10% delle famiglie. Il dato [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/disuguaglianza.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12565" title="disuguaglianza" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/disuguaglianza.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>La crisi ha allargato la forbice della diseguaglianza sociale e quasi la metà della ricchezza nazionale, circa il 47%, è ormai concentrata nelle mani del 10% delle famiglie. Il dato emerge da un aggiornamento del rapporto sui salari 2012 della <a href="http://www.fisac-cgil.it" target="_blank">Fisac-Cgil</a> che segnala anche il sempre maggior distacco tra le retribuzioni dei top manager e quelle dei lavoratori medi.<br /> Si tratta di una forbice che cresce, allargando senza freni le diseguaglianze, producendo un rapporto di 1 a 163 tra la retribuzione media di un lavoratore dipendente (pari a 26 mila euro lordi) e il compenso, sempre medio, degli amministratori delegati e dei top manager (pari a 4 milioni e 326 mila euro). <br /> I numeri del rapporto sottendono un distacco enorme che richiede subito una legge che imponga un tetto alle retribuzioni dei top manager. Infatti, n questi sei anni di crisi il potere d&#8217;acquisto dei salari e delle pensioni si è più che dimezzato mentre non hanno subito alcuna flessione i compensi dei top manager, così come nessuna incidenza ha subito quel 10% di famiglie più ricche, determinando e incrementando la vera forbice delle diseguaglianze. <span id="more-12564"></span>Dallo studio emerge che il rapporto tra retribuzione lorda di un lavoratore dipendente e compenso medio di un top manager è attualmente di 1 a 163 mentre era nel 1970 di 1 a 20. Si tratta di una vera ingiustizia, che cresce pensando che, nei fatti, il salario cumulato nei passati quattro anni da un lavoratore dipendente è pari a 104 mila euro lordi mentre per i top manager è pari a 17 milioni e 304 mila euro, pari cioè ad una differenza di 17 milioni e 200 mila euro. <br /> La proposta di Fisac-Cgil è di realizzare unitariamente, non solo nella categoria del credito, il lancio di un disegno di legge di iniziativa popolare, accompagnato dalla raccolta di centinaia di migliaia di firme e contestualmente sollecita la presentazione da parte del centro-sinistra della legge di iniziativa parlamentare per porre un tetto alle retribuzioni nel rapporto uno a venti, immaginando che in tempi di difficoltà come questo le quote eccedenti di compensi dei top manager possano essere versate in un fondo di solidarietà per favorire un piano di occupazione per i giovani.</p>
<p>Per un approfondimento, vai al <a href="http://www.jobtel.it/dossier-quanto-vale-il-mio-lavoro/" target="_blank"><strong>dossier di JobTel dedicato alle retribuzioni in Italia</strong></a>.</p>
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		<title>Consulenti cercasi</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 13:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Occasioni e Opportunità]]></category>

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      Capgemini lancia in tutta Italia una nuova campagna di assunzioni per il 2013 che prevede la selezione di 350 nuove figure professionali. Capgemini, uno dei più importanti fornitori mondiali di [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/picche.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12521" title="picche" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/picche.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Capgemini lancia in tutta Italia una nuova campagna di assunzioni per il 2013 che prevede la selezione di 350 nuove figure professionali.<br /> <span id="more-12520"></span>Capgemini, uno dei più importanti fornitori mondiali di servizi di consulenza, tecnologia e outsourcing, intende inserire le nuove risorse all&#8217;interno delle proprie sedi in tutta Italia, in particolare a Milano, Torino, Roma, Bologna, Venezia, Napoli e La Spezia. <br /> La maggior parte delle figure professionali ricercate sono: consulenti di business &amp; processi con esperienza specifica di settore, in particolare con competenze sui mercati manufacturing, financial services, telecomunicazioni &amp; media e pubblica amministrazione; consulenti in ambito Erp-Sap e Microsoft AX; professionisti in ambito application maintenance e, infine, consulenti di tecnologia e ingegneria del software. Il piano di assunzioni del 2013 è concentrato da una parte sulla ricerca di professionisti ad alto livello di specializzazione sui mercati/tecnologie e dall&#8217;altra sulla ricerca di brillanti neolaureati da far crescere in un contesto ricco di opportunità di apprendimento. <br /> Le caratteristiche indispensabili sono: orientamento ai risultati, comprensione del business del cliente, spirito d&#8217;iniziativa e predisposizione a lavorare in team, abilità analitiche, capacità di tradurre gli ostacoli in occasioni per imparare, ottime capacità relazionali e un inglese fluente.</p>
<p>Per consultare le posizioni aperte e inviare il curriculum è possibile consultare il sito <a href="http://www.it.capgemini.com/lavora-con-noi" target="_blank">www.it.capgemini.com</a>.</p>
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		<title>Minori fra povertà e futuro negato</title>
		<link>http://www.jobtel.it/minori-fra-poverta-e-futuro-negato/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 10:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/SaveChildren.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12570" title="SaveChildren" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/SaveChildren.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>I dati nel dossier di Save the Children rivelano che 1 famiglia su 3 non può pagare università a figli.<br /> <span id="more-12569"></span>E&#8217; un vero e proprio furto di futuro quello che si sta consumando ai danni dei bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La povertà, sociale, economica, d&#8217;istruzione, di lavoro, li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive e opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi, si sta disintegrando il futuro del nostro paese. A lanciare l&#8217;allarme è il nuovo dossier di Save the Children <em>L&#8217;isola che non sarà</em> diffuso insieme all&#8217;indagine <a href="http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/All/IT/Tool/Press/Single?id_press=581&amp;year=2013" target="_blank"><strong><em>Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani</em></strong></a>, in occasione del lancio della campagna <em>Allarme infanzia</em>.<br /> Quattro le principali e più pesanti &#8216;ruberie&#8217; commesse a spese del &#8216;giovane capitale umano: il taglio dei fondi per minori e famiglia, con l&#8217;Italia al 18esimo posto nell&#8217;Europa dei 27 per spesa per l&#8217;infanzia e famiglia, pari all&#8217;1,1% del Pil; la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa: dunque &#8216;furto&#8217; di cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie (quasi il 29% dei bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa, vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al 21esimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale). E ancora: il furto d&#8217;istruzione è la terza ruberia con l&#8217;Italia 22esima per giovani con basso livello d&#8217;istruzione (il 28,7% tra i 25 e i 34 anni per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25 e l&#8217;Italia all&#8217;ultimo posto per tasso di laureati: il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000; furto di lavoro: disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i Neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il nostro paese al 25esimo posto su 27. <br /> Il 31% di madri e padri italiani infatti ammette di non poter pagare l&#8217;università dei figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (secondo il 22% dei genitori intervistati), salvo chiedere un prestito (9%). <br /> Per quantificare il furto di futuro che si sta commettendo ai danni delle giovani generazioni, Save the Children ha utilizzato 12 indicatori Eurostat che permettono di comparare le chance dei bambini italiani con quelle dei loro coetanei europei, ha spiegato Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia, il risultato, riassunto in 5 mappe e classifiche dei 27 paesi dell&#8217;Ue, compresa l&#8217;Italia, è deprimente. Considerando i diversi indicatori, il nostro paese si posiziona per 7 volte oltre il ventesimo posto in classifica. <br /> Un posizionamento molto negativo che Save the Children ha tradotto in una mappa sintetica in cui l&#8217;Italia appare di dimensioni molto ridotte rispetto alle attuali, a indicare la perdita di futuro per i bambini e adolescenti, rispetto ai quali stanno peggio solo i minori di Bulgaria e Grecia.</p>
<p>Consulta il dossier di Save the Children <strong><a href="http://risorse.savethechildren.it/files/comunicazione/Ufficio%20Stampa/dossier%20infanzia%20def.pdf" target="_blank"><em>L’isola che non sarà</em></a></strong></p>
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		<title>Inserimento nel mondo del lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 13:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Occasioni e Opportunità]]></category>

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      A Frosinone si terrà una giornata informativa su Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia. L&#8217;evento, rivolto a donne disoccupate, è organizzato dal progetto Possiamo in [...]]]></description>
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      <p align="left"><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/12/donne.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-11477" title="donne" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/12/donne.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>A Frosinone si terrà una giornata informativa su <em>Come creare o trovare il proprio lavoro nel mercato che cambia</em>.<br /> <span id="more-12517"></span>L&#8217;evento, rivolto a donne disoccupate, è organizzato dal progetto <em>Possiamo</em> in collaborazione con la Consigliera provinciale di Parità. L’iniziativa risponde all’esigenza di arricchire il bagaglio informativo delle donne partecipanti, irrobustendo la loro capacità di muoversi sul mercato del lavoro locale e di intraprendere percorsi che favoriscano l’inserimento/re-inserimento nel mondo del lavoro. <br /> Le partecipanti potranno confrontarsi su vari temi attinenti alle politiche attive del lavoro e accedere ad un set di conoscenze pratiche, che le renda più consapevoli ed informate rispetto alle modalità e i canali di ricerca di un lavoro, alle opportunità formative e ai fabbisogni occupazionali espressi dal territorio. <br /> Per partecipare, inviare una mail ad <a href="mailto:infoparita@italialavoro.it">infoparita@italialavoro.it</a> entro il 25 maggio 2013 indicando:</p>
<blockquote>
<p>• Nome e Cognome <br /> • Età <br /> • Comune di residenza <br /> • Durata dello stato di disoccupazione (in mesi) <br /> • Data e luogo evento (come su indicato)</p>
</blockquote>
<p align="left">Sono disponibili 40 posti.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è giovedì 6 giugno 2013, a partire dalle ore 9.00, presso il Centro per l’impiego di Frosinone, in via Tiburtina 321.<br /> Per ulteriori dettagli visualizza la <a href="http://www.italialavoro.it/wps/wcm/connect/0affdd004f913dbc8590ed2897c13a32/FROSINONE+Locandina.pdf?MOD=AJPERES" target="_blank">locandina informativa</a> dell’incontro.</p>
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		<title>Il piano giovani</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 09:47:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area test tecnici (temporanea)]]></category>

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      Il piano giovani è la priorità del governo, secondo le affermazioni il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. L&#8217;obiettivo è ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30%. [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/giovani.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12553" title="giovani" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/giovani.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Il piano giovani è la priorità del governo, secondo le affermazioni il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. L&#8217;obiettivo è ridurre la disoccupazione giovanile di otto punti percentuali portandola al 30%. <br /> Una priorità condivisa dall&#8217;Europa messa di fronte al rischio di trovarsi un&#8217;intera generazione senza lavoro.<br /> Servono idee ma soprattutto risorse che l&#8217;Italia potrà usare uscendo dalla procedura per deficit eccessivo; poi dovrà negoziare al vertice di fine giugno un&#8217;interpretazione estensiva della golden rule così da escludere dal tetto del disavanzo al 3 per cento, oltre agli investimenti infrastrutturali, le spese per le politiche attive per il lavoro. <span id="more-12552"></span><br /> In campo potrebbero esserci tra i 10 e i 12 miliardi di euro. Poi ci sono i sei miliardi in sette anni del piano approvato da Bruxelles della youth garantee, per garantire a tutti i giovani un&#8217;opportunità di occupazione o di formazione una volta rimasti disoccupati o terminati gli studi. Intanto si procede con l&#8217;applicazione dell&#8217;ultima riforma del lavoro, quella firmata dall&#8217;ex ministro Elsa Fornero. Giovannini insiste nel parlare di &#8220;manutenzione&#8221;, non di una nuova riforma. Intende muoversi nel solco della legge &#8217;92, monitorando gli effetti della legge, come questa stessa prevede. <br />Ecco le questioni in campo in dettaglio:</p>
<p><strong style="color: #ff6600;">I contratti a termine<br /></strong>Per gli interventi più onerosi bisognerà aspettare le conclusioni del Consiglio europeo di giugno. Tra gli interventi che richiedono invece meno risorse e quindi più facilmente attuabili ci sono le correzioni ai contratti a termine, la strada più battuta per l&#8217;ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Oltre il 70 per cento delle assunzioni avviene con contratti a tempo determinato.<br />La legge Fornero ha mutato, allungandolo, l&#8217;intervallo temporale tra un rinnovo e un altro. Ha stabilito che per il rinnovo del contratto con una durata fino a sei mesi debbano passare due mesi anziché dieci giorni come prima e che per i contratti con una durata superiore debbano trascorrere tre mesi anziché venti giorni. Sindacati e Confindustria sono d&#8217;accordo nel tornare indietro. È la stessa legge, d&#8217;altronde, a prevedere la possibilità che le parti ritornino (come già hanno fatto in alcuni settori) ai vecchi intervalli. Il governo è favorevole. <br />Strada in discesa anche per l&#8217;ipotesi di estendere a tutto un anno la possibilità di non indicare la causa per la stipula di un contratto a termine ora limitata al solo primo contratto con durata massima di dodici mesi. Le imprese (in particolare le piccole) insistono nella richiesta di superare l&#8217;aggravio contributivo dell&#8217;1,4 per cento sui contratti a termine destinato a finanziare la nuova Aspi (l&#8217;assicurazione sociale per l&#8217;impiego). Aggravio che si recupera se il contratto si trasforma a tempo indeterminato.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>La staffetta anziani-giovani sul posto di lavoro </strong></span><br /> Istituto, in fase di sperimentazione in alcune regioni come la Lombardia e l&#8217;Emilia Romagna, prevede tuttavia dei costi perché il lavoratore anziano andrebbe in part time e per non perdere i contributi pieni avrebbe bisogno di una integrazione da parte dello Stato.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Sgravi fiscali</strong></span><br /> Il ministro Giovannini frena sull&#8217;ipotesi (molto costosa, peraltro) di ridurre il costo del lavoro per i giovani assunti. Il ministro riprende gli studi fatti all&#8217;estero sugli effetti della decontribuzione e defiscalizzazione secondo cui non è detto che in questa fase economica questa sia necessariamente una priorità. Considerando anche che in Italia quando il governo Prodi avviò, nel 2007, la riduzione del 5% del cosiddetto cuneo fiscale non si constatarono particolari effetti positivi. Piuttosto il governo punta sulla riforma dei centri per l&#8217;impiego. <br />Una delega affidata al governo è scaduta. Si tratterebbe di rinnovarla. Occorre fare in modo che un giovane senza lavoro venga assistito nella ricerca di un impiego, come accade nel paesi dell&#8217;Europa del nord, gli stessi che hanno anche i tassi di disoccupazione più bassi.</p>
<p><span style="color: #ff6600;"><strong>Le pensioni</strong></span><br /> Il cantiere si riaprirà per rendere più flessibile l&#8217;uscita dal lavoro prima dell&#8217;età pensionabile ma con penalizzazioni proporzionali. Anche questo servirà ai giovani danneggiati dal blocco sostanziale del turn over.</p>
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		<title>Stress da lavoro</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 12:58:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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      Cresce in Europa, sopratutto nelle nazioni più colpite dalle politiche restrittive europee, lo stress da lavoro. A lanciare l&#8217;allarme è l&#8217;Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/stress.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12529" title="stress" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/stress.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Cresce in Europa, sopratutto nelle nazioni più colpite dalle politiche restrittive europee, lo stress da lavoro.<br /> <span id="more-12528"></span>A lanciare l&#8217;allarme è l&#8217;<a href="https://osha.europa.eu/fop/italy/it/index.stm" target="_blank">Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro</a> che ha sondato, tra la fine di novembre del 2012 e i primi di febbraio del 2013, gli umori e lo stato d&#8217;animo di quasi 17 mila cittadini europei. Dipendenti e collaboratori, persone che hanno superato la maggiore età e tutti quelli che hanno un impiego, più o meno stabile. I risultati sono stati pubblicati in questi giorni nel rapporto European Opinion Poll on Occupational Safety and Health. <br /> In Italia più della metà dei lavoratori ha dichiarato che nel proprio ufficio si verificano casi di stress. Gli autori della ricerca, anche nel caso italiano, sottolineano come si tratti delle &#8220;percezioni&#8221; dei lavoratori più che di numeri statistici relativi a fatti verificati. Tra le cause che più di altre generano questo senso di ansia (ciascuno ne poteva indicare fino a sei), quasi tre lavoratori italiani su quattro hanno indicato l&#8217;insicurezza del posto. Il 65 per cento ha invece citato i carichi di lavoro mentre appena poco meno (il 63 per cento) ha fatto riferimento alla mancanza di supporto da parte dei colleghi e dei superiori. <br /> Due terzi degli intervistati (il 66 per cento) sono convinti che a originare tensione, sono anche le scadenze sempre più pressanti. <br /> La difficile fase delle economie sembra avere anche incrementato fenomeni di bullismo e mobbing (li indica il 59 per cento). Così come pare avere determinato un minor spirito di collaborazione tra i lavoratori: quasi sei intervistati su dieci hanno indicato come causa di tensione la mancanza di aiuto, quando necessario, da parte di colleghi o superiori.</p>
<p>Ricordiamo che l&#8217;<a href="http://www.ispesl.it/" target="_blank">Ispesl</a> (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro) è il focal point italiano nel network informativo dell&#8217;Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>
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		<title>La Casa del Welfare</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 22:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Occasioni e Opportunità]]></category>

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      Ministero del Lavoro, Italia Lavoro, Isfol, Inps, Inail e Covip riuniti in un unico stand alla XXIV edizione del Forum PA La Casa del Welfare vuole essere lo strumento per [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/welfare.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-12515" title="welfare" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/welfare.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Ministero del Lavoro, Italia Lavoro, Isfol, Inps, Inail e Covip riuniti in un unico stand alla XXIV edizione del <a href="http://iniziative.forumpa.it/" target="_blank">Forum PA</a><br /> <span id="more-12514"></span>La Casa del Welfare vuole essere lo strumento per mettere al centro delle politiche sociali il cittadino, offrendogli un unico luogo sia logico sia fisico, che possa rispondere a tutti i suoi bisogni previdenziali, assistenziali, assicurativi. <br /> Nello stand gli operatori dei vari enti, ciascuno in base alle proprie competenze, risponderanno ai quesiti dei visitatori in materia di politiche del lavoro, progetti di impiego e di formazione, infortuni sul lavoro e pensioni. E saranno offerti servizi, quali la verifica dell’estratto conto contributivo e della posizione previdenziale e l’iscrizione a <strong><a href="http://www.cliclavoro.gov.it/Pagine/default.aspx" target="_blank">Cliclavoro</a></strong>.<br /> La Casa del Welfare intende testimoniare la volontà di rappresentare un nuovo sistema di governance teso a rendere più agevole l&#8217;accesso al mercato del lavoro e ai servizi sociali e previdenziali. All’interno dello stand sarà possibile partecipare a seminari sul mercato e sulle politiche del lavoro. Il programma sarà comunicato appena sarà ufficializzato </p>
<p> La manifestazione si svolgerà al Palazzo dei Congressi di Roma dal 28 al 30 maggio.</p>
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		<title>Lavoro &amp; Sviluppo 4</title>
		<link>http://www.jobtel.it/lavoro-sviluppo-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Jobtel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area test tecnici (temporanea)]]></category>

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      Il programma Lavoro&#38;Sviluppo 4 (L&#38;S4), promosso da Italia Lavoro, intende realizzare 2.400 tirocini a favore di soggetti non occupati residenti nelle Regioni “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). L&#8217;obiettivo finale [...]]]></description>
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      <p><a href="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/Tirocinio.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-9467" title="Tirocinio" src="http://www.jobtel.it/wp/wp-content/uploads/2012/03/Tirocinio.gif" alt="" width="140" height="80" /></a>Il programma Lavoro&amp;Sviluppo 4 (L&amp;S4), promosso da <a href="http://www.italialavoro.it/">Italia Lavoro</a>, intende realizzare 2.400 tirocini a favore di soggetti non occupati residenti nelle Regioni “Convergenza” (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia). L&#8217;obiettivo finale è promuovere, mediante incentivi all’assunzione, l’inserimento lavorativo dei partecipanti ai percorsi. <br />Nelle precedenti edizioni, il programma ha già realizzato oltre 4. 885 tirocini. <br /> La durata del programma Lavoro&amp;Sviluppo 4 è dal 28 luglio 2009 al 30 giugno 2015.</p>
<p>L’impianto progettuale di L&amp;S4 è incentrato sulle seguenti linee di intervento:<span id="more-12574"></span></p>
<p>- <strong>Definizione e trasferimento di metodologie e tecnologie ad una rete operativa di attori pubblici e privati</strong>. <br /> L’obiettivo che si vuole perseguire è quello di trasferire ai Servizi per il lavoro coinvolti (Cpi, Agenzie per il Lavoro, ecc.) un set di metodologie, strumenti e competenze necessario alla promozione, gestione e monitoraggio degli interventi di politica attiva avviati nell’ambito del Progetto.</p>
<p><strong>- Promozione, attivazione, gestione e monitoraggio degli interventi di politica attiva del lavoro</strong>.<br /> Questo punto è articolato nelle seguenti tipologie:</p>
<blockquote>
<p>• <em>Tirocinio in loco</em> <br /> Il percorso formativo on the job, della durata massima di sei mesi, che si svolge presso una “azienda target” operante nelle Regioni Convergenza.<br /> • <em>Tirocinio in mobilità </em><br /> Il percorso formativo, della durata massima di sei mesi, si svolge presso una “organizzazione accogliente” individuata su puntuale e specifica richiesta dell’azienda target. Organizzazioni &#8220;accoglienti&#8221; possono essere: aziende non target oppure centri di ricerca e innovazione di eccellenza (universitari e non), localizzati prevalentemente nelle Regioni Convergenza ed, in misura ridotta, anche nelle Regioni Competitività.</p>
</blockquote>
<p>I destinatari diretti del programma sono tutte le persone residenti in una delle quattro Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), che abbiano già assolto l’obbligo scolastico e che si trovino nello stato di inoccupazione o disoccupazione così come definito dal D.Lgs. 181/00 e successive modificazioni.<br /> Possono fare richiesta di partecipazioni:</p>
<blockquote>
<p>• “Imprese target”, così definite quando beneficiarie di interventi di finanza pubblica agevolata promossi dal ministero dello Sviluppo Economico (Progetti di Innovazione Industriale, D.Lgs. 185/00 &#8211; Tit. I e Tit. II -, completamento L. 488/92, completamento PIA Innovazione, L. 46 ecc.) con sede nelle Regioni Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e comprese negli elenchi forniti al Progetto dal Mise.</p>
<p>• “Organizzazioni accoglienti”, ovvero organizzazioni (imprese o centri di ricerca universitari e non), non target con sede sia in Area Convergenza che Competitività, che siano state valutate idonee “organizzazioni formatrici” dalle aziende target e abbiano dato la disponibilità a partecipare al Progetto.</p>
</blockquote>
<p>I destinatari indiretti del programma sono i servizi per il lavoro pubblici e privati presenti sul territorio nazionale, le associazioni datoriali, il sistema nazionale all’istruzione alla formazione.</p>
<p>Per la realizzazione dei 2.400 interventi di politica attiva è previsto un sistema di doti e supporti economici così strutturato:</p>
<p>• Per i tirocinanti:</p>
<blockquote>
<p>- borsa mensile di € 500,00 nel caso in cui il soggetto beneficiario sia coinvolto in un intervento realizzato a meno di 50 Km di distanza dal proprio luogo di residenza; <br /> &#8211; borsa mensile di € 1.300,00 qualora il beneficiario partecipi ad un intervento realizzato ad oltre 50 Km dal proprio luogo di residenza.</p>
</blockquote>
<p>• Per le imprese:</p>
<blockquote>
<p>- supporto economico di € 250,00 mensili per l’attività di tutoraggio (assistenza e formazione) svolta dall’azienda ospitante nei confronti del soggetto beneficiario della politica attiva del lavoro; <br /> &#8211; incentivi alle imprese target, per l’assunzione dei tirocinanti, parametrati in relazione alla tipologia di contratto posto in essere e cioè:</p>
<blockquote>
<p>- € 6.000,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato pieno; <br /> &#8211; € 4.000,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato parziale (30 h/sett.); <br /> &#8211; € 3.500,00 per ogni assunzione a tempo indeterminato parziale (24 h/sett.); <br /> &#8211; € 5.500,00 per ogni assunzione con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale; <br /> &#8211; € 4.700,00 per ogni assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere.</p>
</blockquote>
</blockquote>
<p>Per maggiori informazioni, visita il sito <strong><a href="http://www.italialavoro.it/">www.italialavoro.it</a></strong></p>
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