Ponte generazionale

Al via decreto ministeriale del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per favorire occupazione giovanile. 
L’intervento normativo prevede la possibilità di concludere un ‘accordo’ fra cinque attori diversi: soggetti pubblici, enti previdenziali, imprese, lavoratori anziani, lavoratori giovani.
In base a questo accordo, il lavoratore anziano accetta di trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo indeterminato a part-time.Il lavoratore giovane viene assunto con contratto di apprendistato o a tempo indeterminato (condizione necessaria è che il saldo finale in termini di posti di lavoro sia positivo); il soggetto pubblico si fa carico di versare all’ente previdenziale i contributi previdenziali aggiuntivi in favore del lavoratore anziano, in tal modo garantendo a quest’ultimo un livello di copertura pensionistica adeguato.
Questo strumento, se sviluppato in tutte le sue potenzialità, può rappresentare realmente un importante passo avanti nella realizzazione di un vero e proprio ‘patto fra generazioni’ volto sia ad assicurare la salvaguardia dei livelli di occupazione per le nuove generazioni sia a mantenere condizioni di reddito accettabili per le fasce di popolazione meno giovani.
Il decreto, che offre risposte effettive e concrete al tema dell’invecchiamento della popolazione, è stato definito nel mese di ottobre dagli uffici del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ed è stato positivamente verificato dagli organismi nazionali di controllo e ora è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
L’idea di un patto fra generazioni – è certamente una prospettiva, anche etica, di grande respiro, che si auspica possa in futuro sostenere azioni concrete per disegnare una società più equa e più inclusiva.

In concreto, un lavoratore anziano può trasformare il proprio rapporto di lavoro da tempo indeterminato a part-time, per favorire l’assunzione di un giovane con contratto di apprendistato (o a tempo indeterminato). A condizione però che l’interrelazione tra nuova assunzione e riduzione dell’orario di lavoro «comporti un saldo occupazionale aziendale positivo».
I soggetti pubblici (vale a dire Regioni e province) che si fanno carico di versare al l’Inps i contributi previdenziali aggiuntivi in favore del lavoratore anziano in modo tale da garantirgli un livello di copertura pensionistica adeguato
Accanto agli incentivi per il reinserimento nel mercato del lavoro e ai bonus assunzionali già previsti da precedenti decreti ministeriali (con una dotazione complessiva di circa 80 milioni di euro), viene “normato” il cosiddetto “patto tra generazioni”.
Il decreto, sei articoli in totale, stabilisce come a fronte del l’assunzione dei giovani come apprendisti (o a tempo indeterminato) le Regioni e le province autonome versino al l’Inps l’integrazione contributiva – a titolo di contribuzione volontaria – a beneficio dei lavoratori che accettano volontariamente un contratto part-time. Sarà quindi necessario che Regioni e province siglino intese con l’Inps per quantificare l’onere finanziario degli interventi e per le comunicazioni inerenti i lavoratori beneficiari dell’integrazione contributiva volontaria.
Regioni e province autonome dovranno inoltre comunicare al ministero del Lavoro le risorse che intendono destinare per questa nuova tipologia di incentivo per l’assunzione dei giovani, per consentire i relativi pagamenti: quanto al 50% a seguito di acquisizione della comunicazione dell’importo totale individuato; e quanto al restante 50% a seguito della richiesta, corredata dall’avvenuta intesa con l’Inps, dell’elenco dei lavoratori in part-time, con l’indicazione delle mensilità per cui è prevista l’integrazione contributiva e dell’elenco dei giovani assunti.
Regioni e province autonome dovranno poi attestare, ogni trimestre e a conclusione dell’intervento, le risorse definitive utilizzate con l’indicazione dei datori di lavoro interessati, i lavoratori assunti e l’ammontare dei versamenti effettuati a titolo di integrazione volontaria della contribuzione. Per questi compiti potranno avvalersi dell’assistenza tecnica di ItaliaLavoro.

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