Il curriculum vitae

Sono principalmente due i motivi per cui non bisogna prendere alla leggera il compito di compilare il proprio curriculum vitae. Il primo è che alla lettura di un curriculum il selezionatore dedica mediamente 30 secondi, compresa la lettera di presentazione.

Se non si è capaci, in così poco tempo, di attirare l’attenzione del selezionatore, evidenziando gli elementi che più lo possono interessare, il destino del CV e delle speranze di chi l’ ha scritto sarà immediatamente segnato.

Il secondo motivo è che nelle interazioni umane la prima impressione è spesso determinante nel definire il proseguo della relazione, e la prima impressione che il selezionatore si fa del candidato, come persona e come professionista, è dettata dalla lettura del CV: un selezionatore esperto dovrebbe esserne consapevole e saper ridurre gli effetti di questi “errori”, ma spesso questa funzione non viene svolta in modo continuativa e sistematica, dunque senza un’adeguata formazione.
L’impressione che se ne ricava, non del tutto errata, è che un candidato che ha impiegato tempo, energie e soldi per stilare un bel curriculum vitae è probabilmente più motivato e professionalmente più maturo di chi stende su un foglio, in modo disordinato e superficiale, quattro notizie su di sé. Lo scopo del curriculum vitae è quello di stimolare la curiosità del selezionatore, tanto da indurlo a fissare un colloquio di lavoro.
Molto importante è identificare la persona a cui indirizzare il proprio CV, per evitare che arrivi nell’ufficio sbagliato e di qui direttamente nel cestino.
Quando non si riesce ad avere nessun nominativo, bisogna rivolgersi al direttore del personale o al responsabile della selezione del personale, se ci si rivolge ad una azienda di medie o grandi dimensioni. Quando invece ci si rivolge ad aziende di piccole dimensioni il destinatario sarà il titolare o l’amministratore delegato.
Chiarezza e capacità di sintesi sono le regole da tenere sempre presenti nella compilazione del proprio curriculum.
E’ consigliabile attenersi ad una successione di paragrafi che contengano le informazioni necessarie in modo logico ed ordinato; ecco un esempio:

- dati personali, nome, data di nascita, stato civile, indirizzo, numero di telefono;
– titoli scolastici e eventuali corsi di specializzazione;
– esperienze lavorative, evidenziando stage, lavori saltuari, collaborazioni di qualunque genere;
– conoscenze linguistiche, specificando eventuali titoli e il livello di conoscenza, specificando il livello di lingua scritta e parlata;
– conoscenze informatiche;
– eventuali incarichi di responsabilità, anche piccoli, ricoperti in associazioni, studentesche, di volontariato, ecc;.
– motivazioni e aspirazioni.

Ed ecco alcuni suggerimenti per evitare gli errori più comuni e perché il vostro curriculum sia il più efficace possibile:

- scrivere il CV al computer, in modo che la lettura sia facile e comprensibile;
– evitare cose superflue che distolgono dal “nocciolo” della questione: la lunghezza media del CV di un giovane laureato è di una pagina e mezza;
– impaginare in modo ordinato i paragrafi, numerandoli e sottolineando i titoli;
– selezionare le informazioni in modo da far risaltare le capacità personali in relazione al tipo di posizione per cui ci si candida;
– valorizzare in particolare le esperienze professionali;
– Mai “bluffare”;
– Rileggere il curriculum cercando di mettersi nei panni di chi lo riceve.

 

STRUTTURA > DATI ANAGRAFICI > STUDI COMPIUTI > ESPERIENZE FORMATIVE > LINGUA E INFORMATICA > ALTRE INFORMAZIONI > LIBERATORIA > MANOSCRITTO > USARE LA RETE > MIRATO E ACCATTIVANTE

> CURRICULUM VITAE EUROPEO > VIDEOCURRICULUM > SOCIAL NETWORK PROFESSIONALI > CURRICULUM INFOGRAFICO

> REGOLE DA SEGUIRE > COSE DA EVITARE > DECALOGO PER UN BUON CURRICULUM >

 

STRUTTURA

 Un curriculum vitae efficace deve essere personalizzato rispetto ai diversi interlocutori e posizioni alle quali ci si rivolge. Si dovrà trovare ogni volta un “aggancio” per valorizzare al massimo la propria esperienza e competenza in relazione al tipo di lavoro e azienda a cui si rivolge. Il curriculum deve essere impostato per sezioni in sequenza logica:

• Dati anagrafici
Devono essere indicati nome e cognome, numero di telefono e di cellulare, indirizzo di posta elettronica. È sconsigliata l’indicazione del numero di telefono dell’ufficio.
Vanno precisati luogo e data di nascita e l’indirizzo.
Chi ha già svolto il servizio militare può scrivere ‘obblighi di leva assolti, mentre se si devono ancora assolvere tali obblighi, l’invio del curriculum è sconsigliabile. Può essere riportato lo stato civile, pur non essendo indispensabile.

• Studi compiuti
Si parte dall’esperienza più recente (master o laurea), fino al diploma superiore. Va sempre indicato il voto di laurea, mentre quello del diploma solo se molto positivo. Insieme al voto di laurea vanno riportati:

- anno di conseguimento della laurea;
– università;
– facoltà e l’argomento della tesi.
In taluni casi può essere opportuno evidenziare se si è seguito un indirizzo di studi specifico.

• Esperienze professionali
È la parte più significativa del curriculum. Gli elementi da indicare per ogni esperienza professionale sono:

- il periodo di tempo occupato;
– il nome dell’azienda;
– il settore di mercato in cui opera;
– la posizione ricoperta.

È generalmente preferibile partire dalle esperienze più recenti. Per l’ultima esperienza lavorativa, è consigliabile indicare le attività compiute e il grado di responsabilità, le caratteristiche dei progetti sviluppati e i risultati ottenuti.
Anche lo svolgimento di stage deve essere evidenziata, con una breve descrizione dell’esperienza compiuta, dell’ente e delle qualità potenziate.
Vanno riportate tutte le esperienze maturate, anche quelle “in nero” quindi non indicate sul libretto di lavoro. In caso di colloquio, basta raccontare la situazione reale: il selezionatore è interessato solo alle competenze acquisite dal candidato e non al contratto con cui è stato inquadrato. In caso di più attività lavorative è utile evidenziarne una in relazione del destinatario del curriculum.

• Esperienze formative
Va qui indicato:

- il titolo del corso;
– la durata;
– l’ente organizzatore;
– la votazione ottenuta.

In caso di più attività di formazione è utile evidenziarne una a seconda del destinatario del curriculum.

• Conoscenze informatiche
In generale è importante indicare:

- gli ambienti operativi (Windows, Unix);
– programmi di uso generale (Word, Excel, Power Point);
– altri programmi fondamentali per la propria area professionale;
– i corsi di formazione seguiti e la durata;
– l’utilizzo di Internet con eventuale conoscenza di linguaggi specialistici (Java, html).

• Lingue straniere Per ogni lingua conosciuta vanno indicate:

- il livello (scolastico, buono, ottimo, madrelingua);
– le certificazioni conseguite (Toefl, Delf, Dele);
– i corsi seguiti in Italia e all’estero indicandone la durata, i periodi di stage all’estero, l’eventuale pratica quotidiana per motivi di lavoro o scolastici.

• Hobby e interessi personali
L’indicazione di hobby e interessi personali è utile al selezionatore per tracciare meglio un profilo del candidato. Vengono generalmente indicati:

- gli sport praticati;
– interessi per la lettura, la scrittura o il cinema;
– i viaggi e i paesi stranieri visitati;
– l’impegno sociale attraverso attività di volontariato.

Differenziarsi è possibile indicando i traguardi raggiunti. Non è indispensabile inserire hobby o interessi, ma vale la pena di farlo soltanto se si ritengono significativi e collegati in qualche modo all’area professionale per la quale ci si rivolge. Se gli hobby sono centrali per il candidato, è bene valorizzarli, collegandoli alla posizione per la quale si propone, indicandoli eventualmente anche nella lettera di accompagnamento.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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DATI ANAGRAFICI

 

Nel curriculum vitae anche la sezione dei dati anagrafici va impostata schematicamente. Ad esempio: non ” Io sottoscritta Anna Rossi”, ma semplicemente Anna Rossi. La prima informazione da riportare utilizzando magari il neretto o un carattere diverso è il Nome e il Cognome. Omettere i titoli.
Segue Data e Luogo di nascita. Per le persone nate all’estero è utile riportare l’eventuale cittadinanza italiana. Sconsigliato il segno zodiacale.
L’ Indirizzo, completo di Cap, da indicare è del domicilio, non della residenza. Il numero di telefono deve comprendere anche il prefisso. Inutile indicare orari particolari per eventuali contatti.
Lo Stato civile non è, a rigore, da riportare. In ogni caso, attenzione a non dichiararsi nubili se si è maschi.
La Situazione militare o Servizio civile è da indicare solo se si è ancora in età di chiamata e in questo caso può essere utile riportare l’attività svolta soprattutto se in funzione della posizione per la quale ci si propone.
Ricapitolando ecco gli elementi della sezione anagrafica del curriculum vitae:

- nome e cognome
– luogo e data di nascita
– residenza
– recapito telefonico domestico e cellulare
– stato civile (celibe per gli uomini non sposati, nubile per le donne non sposate, libero per chi vuole indicare più genericamente che non è sposato, sposato)
– posizione rispetto agli obblighi di leva (da assolvere, assolto tramite servizio militare, assolto tramite servizio civile sostitutivo, esonerato per esubero,…)
– patente automobilistica posseduta (B per l’automobile), e se si possiede un auto propria
– indirizzo e-mail (serve soprattutto a suscitare l’immagine di una persona in sintonia con i tempi, purché non si usi l’e-mail di un altra persona o con nomi strani!).

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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STUDI COMPIUTI

 

La seconda sezione da inserire è quella che riporta informazioni relative al proprio titolo di studio e a corsi frequentati e che riguardano il lavoro da svolgere.
Anche per la sezione studi del curriculum valgono le regole di sintesi, chiarezza, precisione, colpo d’occhio e coerenza con la posizione per la quale ci si propone. Un buon metodo consiste nel suddividere in blocchi logici diversi le esperienze scolastiche/universitarie dai seminari e master successivi.
In generale, se i corsi di approfondimento sono in aree diverse non vanno riportati in ordine cronologico, ma raggruppati per disciplina.
Per ogni corso, ma anche per master generalmente conosciuti, bisogna riportare:

- l’istituto o scuola;
– durata in mesi, giorni o anni secondo i casi;
– le principali materie affrontate (sviluppare quest’area se di stretta coerenza con la posizione per la quale ci si propone);
– il titolo dell’eventuale tesina o stage (anche in questo caso da approfondire se in linea con la proposta).

Lo spazio da occupare per queste informazioni non deve essere mai complessivamente più di mezza pagina al massimo. Nel caso di una significativa esperienza professionale, non riportare tutti i corsi frequentati, ma selezionare quelli più significativi.
Nel riportare il diploma di laurea o di maturità, indicare esattamente il titolo di studio e l’eventuale indirizzo scelto, l’istituto e anno nel quale è stato conseguito, la disciplina in cui è stata discussa la tesi o il suo titolo e la votazione finale. Vanno inserite qui anche le esperienze di formazione o specializzazione post-diploma o post-laurea.
Altri corsi qualificanti come informatica o lingue, possono essere raccolti nella sezione “Corsi extrascolastici”. Lo stesso dicasi per corsi all’estero e le borse di studio.

Esempio

Laurea in Ingegneria Gestionale conseguita presso il Politecnico di Torino nel 1994. Tesi dal titolo “Costi della qualità in ambito produttivo”. Relatore prof. R. Costa. Votazione finale 95/100.

Maturità scientifica conseguita presso il liceo “Tito Livio” di Napoli nel 1987. Votazione finale 45/60.

Corso di informatica su Windows95 e Office95, durata 100 ore, presso l’istituto “Scuola e lavoro” di Torino.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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ESPERIENZE FORMATIVE

 

La scuola è un’utile strumento per acquisire una serie di conoscenze di base, ma molto meno per acquisire uno specifico “know-how”, cioè una determinata capacità di svolgere dei compiti, di “fare” delle cose.
Tutto ciò va acquisito sul campo e, soprattutto per coloro che non hanno ancora maturato esperienze professionali, è importante indicare altre esperienze, oltre a quelle più prettamente scolastiche o lavorative, che sono comunque altamente professionalizzanti.
Lo strumento istituzionalmente deputato a svolgere questa funzione è lo stage o tirocinio. Questo tipo di esperienza è solitamente valutata come una vera e propria esperienza di lavoro. Ecco perché è importante poter vantare anche esperienze di questo tipo soprattutto, ma non solo, se svolte in ambiti simili a quello al quale ci si sta riferendo.
Esistono però anche esperienze non istituzionalizzate che indicano la capacità di saper svolgere una serie di compiti professionalmente importanti. È il caso, ad esempio, di chi si occupa della contabilità di un’associazione di volontariato, gestendo fondi pubblici e privati su specifici progetti.

Esempio

Esperienze formative

Febbraio – Aprile 1995
Stage con mansione di contabile presso la stamperia “T.S.E.” di Mestre (VE).

1993
In corso Responsabile contabilità della cooperativa “Leonardo” di Padova che realizza interventi di prevenzione sociale utilizzando fondi pubblici comunali e nazionali.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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LINGUA E INFORMATICA

 

In questa sezione del curriculum vitae vengono riportate le informazioni riguardanti due competenze pregiate e assai richieste nel mercato del lavoro: conoscenza delle lingue e informatica.
Occorre qui indicare le lingue conosciute specificandone il livello: scolastico, buono, ottimo, madrelingua. In alcuni casi può essere utile specificare anche il livello di conoscenza separatamente per lo scritto e il parlato.
Per quanto riguarda le conoscenze informatiche, viene qui specificato i sistemi operativi (Windows98, Macintosh,…) e i programmi conosciuti (come l’intero pacchetto Office97 o solamente Word, Excel,…).
È importante indicare la conoscenza di specifici programmi relativi alla professione da svolgere (come CAD per i disegnatori, Spiga per i contabili,…).
Anche in questo caso può essere utile indicare il livello di conoscenza, soprattutto se si può vantare la partecipazione a corsi.
Infine, non vanno dimenticate le conoscenze e capacità relative ad aspetti della professione per cui si candida: l’utilizzo di un particolare macchinario o la conoscenza di una particolare procedura contabile che potrebbe essere utile per l’azienda alla quale ci si vuole candidare.

Esempio

Conoscenze linguistiche

Francese: madrelingua
Inglese: ottimo parlato, buono scritto

Conoscenze informatiche

Windows98, Word97, Access97, applicativi per internet

Conoscenze professionali

Ricettazione computerizzata in laboratorio tintoria con ColorDef

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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ALTRE INFORMAZIONI

 

Nel curriculum vitae può essere utile indicare altre informazioni che non rientrano nelle sezioni precedentemente viste ma che possono un visione più completa e approfondita del candidato. Ad esempio:

- la partecipazione ad attività di associazioni culturali, di volontariato, sportive;
– hobby;
– disponibilità ad effettuare viaggi;
– disponibilità a partecipare a corsi di formazione;
– interessi professionali e attitudini.

Esempio

Altre informazioni

Membro consigliere dell’associazione “Banca del tempo” di Forlì.
Disponibile per trasferte in Italia e all’estero.
Attitudine al lavoro di gruppo e al contatto con la clientela.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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LIBERATORIA

 

In riferimento alla legge 675/96 è indispensabile riportare a nota del curriculum (e non nella lettera di accompagnamento) una liberatoria. Il rischio, in caso contrario, è di essere automaticamente scartati da chi si occupa di selezione. È possibile utilizzare la seguente formula:

“In riferimento alla legge 675/96 ‘Tutela del trattamento dei dati personali’ autorizzo espressamente all’utilizzo dei miei dati personali per le esigenze di selezione e di comunicazione”

oppure

“Autorizzo l’azienda… al trattamento dei dati personali e professionali riportati nel mio curriculum per permetterle un’adeguata valutazione della mia candidatura finalizzata all’assunzione (o a uno stage)”.

La dichiarazione va firmata.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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MANOSCRITTO

 

Sempre più aziende chiedono di ricevere il curriculum manoscritto per l’analisi grafologica. Si tratta di una prova utilizzata in parecchi Paesi (soprattutto in Francia) e che si sta sempre più accreditando anche in Italia. Questa si propone, attraverso l’analisi del segno grafico, di dedurre delle indicazioni sul carattere e temperamento del candidato.
Questa valutazione non viene fatta a se stante, ma affiancata anche all’esame dei dati oggettivi del curriculum (età, scolarità, esperienza, conoscenza lingue ecc.) e dei risultati di altre eventuali prove di selezione.
L’obiettivo è quindi quello di cogliere il maggior (e miglior) numero di informazioni.
Le eventuali variazioni della grafia che si manifestano normalmente delle persone non influenzano l’analisi dei grafologi che sanno tenerne conto. Il grafologo è in grado di individuare spunti interessanti, dai quali cogliere gli elementi centrali della personalità del candidato anche se “a colpo d’occhio” la sua scrittura appare diversa.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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USARE LA RETE

 

Anche il curriculum vitae, quando si trasferisce sulla Rete, deve adeguarsi al suo linguaggio e alle sue regole. Spesso la prima tappa del reclutamento su Internet è la compilazione di modulo elettronico standardizzato ( il “format”) che richiede al candidato tutte le informazioni, e in questo caso nessun problema.
Se invece si utilizza l’e-mail per inviare i propri dati, esiste una serie di regole che è sempre bene seguire. In questo caso vale ancor di più la regola d’oro del CV: la prima impressione è quella che conta.
Attenzione, quindi, sia alla forma che al contenuto dell’e-mail. In particolare:

- non utilizzare corsivi, grassetti e lettere accentate. Chi riceve potrebbe utilizzare un programma di posta diverso e non sempre questi caratteri compaiono sul testo del destinatario.

- per lo stesso motivo, evitare i font elaborati: meglio optare per quelli più semplici: Times, Arial o Helvetica;

- bandire anche gli “smiley”, cioè quelle “faccine” (sorriso, rabbia, delusione…) che si usano di solito nella scrittura dei messaggi per sottolineare un concetto o per firmare.

- inviare il curriculum in attachment (in allegato). Chi invece preferisse inserirlo nel corpo del messaggio, è indispensabile che condensi le informazioni in una sola pagina: leggere un testo a video è meno agevole che scorrere un foglio scritto.

- sostituire la lettera di presentazione con tre righe sintetiche per

- indicare a che annuncio ci si riferisce;
– dichiarare il proprio interesse al lavoro proposto;
– introdurre il curriculum che segue o è allegato;
– congedarsi con i saluti.

- nel caso di un’azienda straniera, il testo dovrà essere scritto nella lingua del destinatario o comunque, in inglese. Solo nel caso che la ricerca sia effettuata dalla filiale italiana di una multinazionale, la lingua sarà l’italiano.

- rileggere infine con attenzione il messaggio per ripulirlo dai refusi, particolarmente insidiosi quando si scrive a video;

- salvare sempre il messaggio con il nome dell’azienda a cui è destinato, per poterlo ritrovare facilmente ogni volta che occorrerà;

- vietato usare il comando “Cc” (carbon copy), che permette di inoltrare un messaggio a più destinatari. Nel caso in cui il CV venga inviato a diverse aziende (cosa sconsigliabile perché, come per il curriculum cartaceo, è sempre meglio personalizzare ogni stesura) adoperare il comando “Bcc” (blind carbon copy), che rende l’elenco dei destinatari non visibile nell’intestazione.

- preparare sempre il curriculum off line, così si avrà tempo per rifletterci sopra: in ogni caso è opportuno essere sintetici. Questo significa non occupare più di una pagina Web (circa 25 righe).

- se il curriculum è inserito come corpo dell’e-mail, deve essere scritto sotto forma di file di testo; viceversa, per chi è più esperto, è possibile strutturarlo sotto forma di ipertesto, con collegamenti interni.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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MIRATO E ACCATTIVANTE

 

Dal primo sguardo, chi legge decine di curricula tutti i giorni (come i direttori del personale o i responsabili delle risorse umane) capisce subito se dentro c’è qualcosa di interessante. Chiarezza e sintesi però non bastano. Superato l’esame fotografico, a fare la differenza sono i contenuti: tanti curricula restano sulla scrivania perchè idonei ma non richiesti. Il curriculum che risponde a un annuncio, scritto in modo mirato, ha più chance rispetto a uno mandato “tanto per mandarlo”
In pochi s’informano sul reale bisogno dell’azienda. Informandosi prima però, è possibile evitare di mandare curriculum invano: sono davvero numerose le candidature «al buio», di chi cerca di «pescare nel mucchio». Presentarlo poi a mano, piegato in quattro in una busta alla reception, rende dubbie la possibilità di essere ricontattati.
Se poi le carte sono in regola, a fare la differenza è l’originalità. Fra tutti il prodotto proposto deve avere un appeal particolare, deve disinguersi. E in questo senso il format europeo non aiuta affatto: bisogna infatti agire in ottica di venditori, sottolineando le caratteristiche richieste dal selezionatore. In una sola frase: rendere «accattivante» il proprio profilo. Ecco qualche suggerimento

La formula troppo discorsiva disincentiva alla lettura. Quella troppo schematica, del modello europeo, risulta anonima e spersonalizzata. La giusta via di un curriculum sta nel mezzo: chiarezza e sintesi devono andare a braccetto con creatività e persuasione.
Il direttore del personale in prima istanza non lo legge, ma lo vede. Solo il 20% viene letto veramente e molto dipende dalla lettera di accompagnamento, in cui è fandamentale motivare la propria candidatura, la voglia di cambiare, instaurando un dialogo personalizzato.

Non dimenticare mai dati anagrafici, contatti e riferimenti professionali (come l’iscrizione all’Ordine, il possesso della patente oppure di altre licenze e riconoscimenti ottenuti). Dimenticarsi la data di nascita oppure i propri riferimenti anagrafici vuol dire essere automaticamente fuori dai giochi.
Per quanto riguarda la foto, una in buona risoluzione in testa al curriculum, attenzione a quella scelta: una posa naturale consente al selezionatore di stabilire subito un contatto personalizzato con il candidato e instaurare un dialogo, ma uno scatto troppo informale in bassa risoluzione “stile Facebook” può determinare subito l’esclusione.

Non dilungarsi nelle esperienze svolte, raccontando tutti gli obiettivi raggiunti e i ruoli professionali ricoperti. Andare subito al dunque, possibilmente sottolineando le caratteristiche del proprio background che meglio si conciliano con il profilo richiesto. È bene partire dall’ultimo incarico svolto e ripercorrere al massimo gli ultimi cinque anni di vita lavorativa. . Due pagine sono più che sufficienti per dare tutte le informazioni indispensabili sul proprio futuro e anche le aspettative per il futuro.

È meglio spiegare in breve le motivazioni che hanno condotto all’interruzione di un rapporto di lavoro, piuttosto che imporre al selezionatore di doverlo chiedere al momento del colloquio.

Riportare brevemente, massimo in 5 righe, hobby e passioni sottolineando quelle che maggiormente si conciliano con lo spirito e la cultura dell’impresa.

Infine, attenzione a quello che pubblicate su internet: la vostra storia online potrebbe, indipendentemente da ogni curriculum, giocarvi il futuro.

Biglietto da visita oppure trailer cinematografico della propria vita, il curriculum è troppo spesso sottovalutato da chi cerca un’occupazione ma altrettanto determinante per chi seleziona. Da queste due pagine, scritte in Word, meglio se chiuse in un pdf, può dipendere l’esito della propria candidatura. Finiscono nel cestino, senza passare nemmeno dalla stampante, quei curricula allegati per email che sconfinano in cinque o addirittura dieci pagine. Oppure basta che il carattere di scrittura sia troppo piccolo, non sufficientemente leggibile, per dissuadere il lettore.

 

Data: 27/10/2010
Fonte: Redazione

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CURRICULUM VITAE EUROPEO

 

Europass Curriculum Vitae (ex Curriculum Vitae Europeo) costituisce uno strumento importante:

- per chi aspira a trovare un posto di lavoro, e/o proseguire il suo percorso di formazione, in quanto permette di valorizzare e dare notorietà anche ai percorsi di apprendimento non formali;
– per le aziende e gli istituti di istruzione/formazione che hanno la possibilità di riconoscere con maggior chiarezza il possesso di conoscenze, abilità e competenze, indipendentemente dalle modalità con cui sono state acquisite e dalle qualifiche o titoli professionali posseduti dai singoli cittadini.

Europass Curriculum Vitae costituisce un modello comune di riferimento per fornire e reperire informazioni sui percorsi formativi compiuti e sulle esperienze lavorative capitalizzate nel tempo.
L’obiettivo è quello di consentire a tutti i cittadini europei di riconoscere e valorizzare le proprie competenze per proporsi o riproporsi sul mercato del lavoro e della formazione con un curriculum più trasparente e spendibile in tutto il territorio dell’Unione.
Europass Curriculum Vitae accoglie in pieno le indicazioni politiche proposte dall’Unione europea in tema di sviluppo delle risorse umane, che vanno dalla necessità di considerare l’intera esperienza di una persona in una logica di formazione
per tutta la durata della vita, alla visibilità delle competenzeritenute utili per lavorare nella società attuale.
Il Curriculum vitae europeo, infatti, prende in considerazione:

- sia la formazione iniziale, che le esperienze di vita e di lavoro;
– sia le competenze maturate a scuola o in un ambiente formativo, che quelle acquisite nella vita professionale e sociale;
– sia le competenze tecnico-professionali tradizionali, che quelle utili nelle nuove forme di organizzazione del lavoro e nelle nuove professioni (competenze relazionali, organizzative, ecc.).

Europass Curriculum Vitae è uno strumento a disposizione di tutti i cittadini. Non è un certificato, bensì una dichiarazione autocertificata e volontaria.
Il Curriculum vitae europeo fornisce informazioni su:

- competenze linguistiche
– esperienze lavorative
– qualifiche e titoli di istruzione e formazione
– abilità e competenze acquisite anche al di fuori dei percorsi formali di formazione.

L’adozione di un formato standard per tutti i paesi elimina le barriere poste dai diversi metodi istituzionali e nazionali di riconoscimento delle competenze, permettendo alle persone di esprimere la propria storia ed esperienza
in modo comprensibile per tutti.

Scarica la guida completa alla corretta compilazione di Europass Curriculum Vitae, clicca qui.
Scarica il modello europeo di Cv, clicca qui.
Infine, per maggiori informazioni su Europass Curriculum Vitae (ex Curriculum Vitae Europeo), clicca qui.

 

Data: 05/06/2007
Fonte: Redazione

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VIDEOCURRICULUM

C’era una volta il curriculum vitae tradizionale, con la lettera di presentazione allegata, doviziosamente piegato in tre parti e inserito nella busta bianca regolarmente affrancata. Oggi arrivano le autopresentazioni spedite per email o inseriti nei social network.
A dare il colpo finale al Cv tradizionale potrebbe essere la sua nuova evoluzione multimediale, in linea con la tendenza a «youtubizzare» sempre più le nostre esistenze. Lo sfondo giusto, l’abbigliamento adatto e una videocamera. Bastano questi ingredienti per confezionare un video curriculum vitae, l’ultima frontiera per quanto riguarda la selezione del personale.
Questo strumento sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti ed è arrivato anche in Italia. Il principio è semplicissimo: basta raccontarsi mentre ci si filma, spaziando tra il proprio background e le esperienze professionali. Si aggiunge il pepe della fantasia. Poi si mette il tutto su YouTube o MySpace o altre piattaforme per la condivisione dei filmati. E il gioco è fatto.

Negli Stati Uniti, il mercato del lavoro si sta sempre più orientando verso questa nuova forma di comunicazione e sono molte le aziende che iniziano ad accettare le videocandidature on line, al fine di recepire al meglio la multimedialità dell’aspirante lavoratore. Ma non si tratta di un’esperienza solo americana: in Europa e in Italia si possono già trovare centinaia di esempi di autopromozione, diffusi in rete o inviati direttamente ai responsabili degli uffici personale.
Le tecniche sono le più disparate. Ci sono videocurriculum pensati come promo, dei «corti» con storyboard annessa o filmati che ricalcano lo stile dei videoclip musicali.
E per i meno creativi ma ricchi di risorse crescono come funghi i blog autoreferenziali, oppure i curriculum visuali, come ad esempio quelli presentati su Visualvc. Un videoclip per proporsi e cercare lavoro attraverso YouTube.

I vantaggi del video-curriculum rispetto alla versione cartacea sono dati dalla immediatezza, dalla personalizzazione e dalla maggiore possibilità di arrivare a destinazione.
A differenza di un foglio bianco di carta, il video cv permette una maggiore libertà espressiva e creativa: ci sono curriculum pensati come la recita di un semplice elenco delle caratteristiche personali e delle referenze lavorative, altri che mostrano immagini salienti della vita passata corredati da testi e didascalie come in un video clip, altri ancora che raccontano la persona attraverso interviste ad amici e parenti.
In un minuto, un minuto e mezzo al massimo, si cerca di condensare esperienze, sorrisi e creatività, nella speranza di ben impressionare i selezionatori.

Così, piano piano, sono nati così portali dedicati alla raccolta dei files, come l’americano Vault, che ha indetto un concorso per definire le linee guida di un buon video curriculum, e il californiano Vator, che si rivolge a neoimprenditori e consente, a chi ha una piccola impresa, di farsi conoscere attraverso un filmato.
In Italia ci sono ancora pochi punti di riferimento, ma uno di questi è sicuramente Pnbox che ha organizzato un concorso di video curriculum e che, nell’apposita sezione del sito, mostra consigli su come strutturare e confezionare filmati attraverso gli esempi di chi ci ha già provato. Sono stati i contributi più alternativi a risultare quelli più efficaci e, dunque, quelli più vincenti: il primo premio lo ha vinto infatti un ragazzo che ha affidato la sua presentazione a un orsacchiotto di peluches.
Altra esperienza tutta italiana e Ilcurriculumsonoio.it, il sito professionale dedicato a chi cerca e offre lavoro che punta sulle potenzialità del video curriculum.

Ma se i video cv sono il presente, il futuro sarà tutto delle video interviste. Nella società globalizzata di oggi i manager viaggiano spesso e sono assenti dall’ufficio per settimane, di conseguenza non è facile per loro fissare appuntamenti per dei colloqui. Diventa quindi indispensabile dotarsi di uno strumento che permetta di formulare giudizi preliminari, e così si ricorre a chiacchierate per mezzo del Voip (Voice over Ip), usando spesso Skype, il software più diffuso che permette di videochiamare gratuitamente.
Sì perché, in questo modo si può immediatamente capire qual è il reale interesse del candidato per una posizione aperta all’interno di un’azienda, e si ha la possibilità di spiegare bene quali sono le caratteristiche richieste, risparmiando un sacco di tempo. In questo modo, in venti minuti e a costo zero, si può avere una panoramica molto esauriente.
Un esempio molto calzante è rappresentato dalle aziende cinesi che sono sempre più presenti sul mercato, e che spesso cercano manager di taglio europeo da collocare ai vertici delle loro imprese. Offrono posti di lavoro prestigiosi e molto ben remunerati, però per i colloqui bisogna prendere l’aereo. Molto meglio prima farsi una chiacchierata davanti al pc.
È ‘ assolutamente normale che nell’era delle immagini “a tutti i costi” la versione “cinematografica” del curriculum sia all’ordine del giorno. I nostri messaggi diventano allora veri e propri trailers dove la cura dell’immagine finisce con l’essere più importante del contenuto stesso del messaggio da trasmettere.

 

Data: 20/10/2008
Fonte: Redazione

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SOCIAL NETWORK PROFESSIONALI

 

Relationships matter, le relazioni contano. È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali. Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.

Il boom dei social network finalizzati allo svago o all’amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i “profani” della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale. Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l’unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica. Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.

L’iscrizione di base è gratuita, ma tutti i social Network offrono maggiori funzioni attraverso abbonamenti “premium” a pagamento, con molte differenze di prezzi e servizi (LinkedIn offre più opzioni gratis degli altri). Solo Xing e Viadeo dispongono di versioni in italiano, assenti per Linkedin e Plaxo, a dimostrazione di uno sviluppo (anche tecnologico) che in Italia è ancora parziale. Sono in progetto però evoluzioni importanti, di fronte a un’utenza non più composta solo da professionisti dell’Ict, ma da profili trasversali, solitamente qualificati e di medio-alta seniority.
Infatti, sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunter: «Consentono di entrare in contatto in modo rapido e diretto con professionisti «selezionati» dalle community – spiega Erika Perez, senior manager di Robert Half, società di recruitment specializzato – anche se poi è sempre necessario il classico incontro conoscitivo, perché non ci si può affidare totalmente alle informazioni contenute nei profili, spesso troppo concise e imprecise».
Gli uffici di risorse umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali: «Ma sicuramente il fenomeno diventerà sempre più rilevante – afferma Paolo Citterio, presidente dell’Associazione direttori risorse umane Gidp – anche con qualche rischio per gli utenti: ci sono i pericoli per la privacy o la possibilità di cadere in «trabocchetti» della propria azienda». Il social networking a scopo professionale infatti funziona se gestito con cura, conoscendone anche i pericoli.
La rete di contatti deve essere sufficientemente ampia, ma anche selezionata. Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, ma limitando la pubblicazione di informazioni strettamente personali.
Va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un’immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.

Ma quali sono le regole giuste per proporsi in un social network professionale? Ecco alcuni suggerimenti.

Iscrizione
Crea il tuo profilo con cura, inserendo la foto e tutte le informazion iutili per presentarti.
Completa il più possibile i campi con le esperienze professionali, gli studi, gli interessi e gli obiettivi (la barra di completezza indica la percentuale di informazioni inserite), ma per evitare rischi alla privacy limita allo stretto necessario le informazioni sulla vita privata e i contatti diretti.

Raccomandazioni
Utilizza, se presente, lo strumento degli «endorsement», per richiedere ai tuoi contatti referenze sulle tue esperienze professionali.
Non a tutti, però, ed evita raccomandazioni di scarso valore: è importante segnalare solo esperienze degne di nota, con referenze rilasciate da persone qualificate allo scopo. Dall’altra parte, non rilasciarle troppo facilmente a chiunque le richieda.

Network
Crea la tua rete di contatti stringendo connessioni con altri iscritti, senza estenderle in modo eccessivo. Non è necessario fare richiesta a tutte le persone inserite nella rubrica e-mail: seleziona solo contatti con un certo grado di confidenza o la cui relazione professionale può rivelarsi utile.

Annunci e ricerche
Consulta gli annunci di lavoro nelle sezioni dedicate del social network impostando i criteri di ricerca. Per altri annunci, prova a ricercare nel network il profilo del reclutatore o connessioni che ti conducano a lui per contattarlodirettamente. Oppure ricerca contatti tra chi lavora nell’azienda in cui desideri entrare, per ottenere informazioni e consigli.

Visibilità
Per essere facilmente rintracciabile attraverso i motori di ricerca, imposta il profilo come pubblico. Per dargli visibilità all’interno del network, mantieni sempre un certo tasso di attività utilizzando i diversi strumenti a disposizione,come l’iscrizione a gruppi e la partecipazione a discussioni ed eventi. Concentrati solo sui profili che sei ingrado di seguire con costanza.

Reputazione
Gestisci con cura la tua reputazione virtuale, facendo attenzione alle informazioni personali (anche video e foto) inserite su tutto il web. All’interno del network, iscriviti ai gruppi professionali coerenti con il tuo profilo, partecipa alle discussioni esprimendo pareri in grado di qualificarti come esperto. Evita di inviare troppi messaggi per non essere additato come «spammer».

 

Data: 19/01/2009
Fonte: Il Sole 24 Ore, Piero Orlando

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CURRICULUM INFOGRAFICO

Quando sembra che il curriculum abbia guadagnato una nuova dimensione entrando nel grande universo dei social network, ecco che si aprono nuovi scenari. L’obiettivo è sempre lo stesso: «costruire» un curriculum vincente.
Parliamo del curriculum infografico, costruito su barre cronologiche simili alle linee del tempo dei manuali di storia, e arricchiti di grafici a torte, «bolle» di diversi colori che mettono in evidenza le esperienze lavorative più significative del percorso professionale del candidato. E ancora, font accattivanti, colore, diagrammi fantasiosi, collage di foto e illustrazioni, tutto per spiccare sulla montagna di cv che i direttori del personale ricevono ogni giorno.

L’idea nasce dal giornalista americano Chris Spurlock il cui curriculum infografico, dopo la pubblicazione sulla celebre rivista online Huffington Post, ha riscosso grande successo in tutto il mondo.
A piacere è la sua immediatezza: l’uso dei grafici permette di evidenziare i punti di forza del curriculum, ricorrendo a colori chiave che rendono la lettura molto coinvolgente.
Un curriculum infografico assomiglia ai grafici pubblicati sui giornali e il risultato è certamente più bello a vedersi rispetto al solito elenco di date e lavori. Immaginate ad esempio una serie di torte di varia grandezza per rendere l’idea della confidenza del candidato nei vari ambiti (dai programmi di grafica ai social network). Gli esempi e gli spunti sono infiniti purché si abbia confidenza con programmi come Photoshop e Illustrator.

Per giocare con testo e grafica però ci sono anche programmi più semplici da usare e soprattutto gratuiti. Ad esempio è possibile utilizzare Wordle che permette di creare «nuvole di testo» direttamente online inserendo le parole che ci servono e scegliendo l’effetto più gradito, con un meccanismo simile a quello utilizzato anche da Tagxedo.
Per grafici e diagrammi si può invece ricorrere a Gliffy, più complesso ma altrettanto gratuito: richiede soltanto una registrazione online.
Tuttavia, di fronte a tante possibilità, è importante avere le idee chiare su come impostare il proprio cv e, sopratutto, sulle competenze da valorizzare. Naturalmente è importante scegliere la grafica più adatta al lavoro per cui ci si propone.
In ogni caso, il curriculum infografico è più adatto a chi si propone per lavori creativi.
Il curriculum infografico offre due vantaggi fondamentali: stimola l’interesse di chi riceve il curriculum e sfrutta le potenzialità del web, ad esempio postando il proprio cv su Twitter, ad esempio, o sugli altri social network.

Ecco l’esempio di Michael Anderson, designer, fotografo e illustratore americano.
Il blog Workawesome.com ha raccolto numerosi esempi di curriculum creativi, fra il serio e il faceto.
E ancora, altri casi di curriculum grafici molto creativi.

Data: 25/07/2011
Fonte: Redazione

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REGOLE DA SEGUIRE

 

Gi Group, agenzia italiana di servizi dedicati allo sviluppo del mercato del lavoro, ha redatto un decalogo di 10 preziosi consigli per redigere un buon curriculum vitae.

1. Brevità
una stesura sintetica, ma completa, e che non superi le 2 pagine. Oltre a rendere più agevole la lettura, questo accorgimento valorizzerà la capacità di sintesi del candidato, qualità, come noto, sempre apprezzata.

2. Precisione e accuratezza
I dati mancanti o errati possono dimostrare, agli occhi del selezionatore, poca affidabilità. Dunque attenzione alla cronologia, partendo sempre dall’esperienza più recente per arrivare a quella più datata, e attenzione anche alla chiarezza espositiva.

3. Lettera di presentazione
La lettera di presentazione via utilizzata solo nel caso in cui si intende intraprendere una nuova attività o nel caso in cui la propria formazione non sia molto attinente con la posizione richiesta. Altrimenti meglio mandare il solo curriculum.

4. Percorso formativo
La valorizzazione del proprio percorso formativo, spesso lasciata in secondo piano, è invece da non trascurare: è opportuno sviluppare in modo approfondito questa sezione del curriculum.

5. Interessi personali
Contrariamente a quanto si pensa la sezione del Cv Interessi personali è strategica. Gli hobbies sono considerati dal selezionatore un elemento chiave per farsi un’idea completa della persona.

6. Onestà
Fare “come Pinocchio” non paga, anche perché, in sede di colloquio, il selezionatore non ci metterebbe molto a scoprirlo. Niente bugie, dunque, in modo da evitare di risultare inaffidabili e scorretti.

7. Curriculum diversi
Può rivelarsi utile stilare un curriculum ad hoc per ogni annuncio, raccogliendo prima informazioni sull’azienda in cui ci si candida. In questo modo si eviterà di farlo perdere nell’asettica pila di curricula che occupa un angolo delle scrivanie dei selezionatori, o ancora peggio, di farlo cestinare.

8. Ambizioni lavorative
L’obiettivo professionale e le propeie ambizioni vanno sempre esplicitate perché permette all’azienda di capirne prospettive e aspettative.

9. Flessibilità
La disponibilità alla flessibilità, dal punto di vista degli orari e dei trasferimenti, è un requisito sempre più richiesto che costituisce spesso una corsia preferenziale.

10. Privacy
È fondamentale inserire, in calce al documento, dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali, così come prevede la normativa sulla privacy. Riportare la dicitura (d.lgs 30 giugno 2003 n.196) in maniera scorretta, o addirittura ometterla, metterebbe a rischio la valutazione del curriculum.

Come abbiamo visto, il curriculum vitae deve essere sintetico, ordinato e preciso, adatto per una lettura rapida e superficiale. Come fare allora? Al momento della stesura è bene tener conto di queste poche ma semplici regole:

- vivacizzare il testo con soluzioni grafiche quali neretti, sottolineature, corsivi;
– adottare un linguaggio semplice, mai burocratico o discorsivo;
– essere diretti, evitando la terza persona parlando di se stessi;
– curare l’aspetto grafico del curriculum; attenzione anche agli errori e alle cancellature;
– utilizzare per la stesura il computer, solo se richiesto va scritto a mano;
– agevolare la lettura prevedendo sufficienti margini e spaziature e dividendo il curriculum in paragrafi, ciascuno contrassegnato da un titolo evidenziato.
– personalizzare il curriculum, facendo riferimenti al destinatario o competenze possedute in relazione al posto di lavoro offerto.

Un curriculum non deve superare le due cartelle, meglio una sola.
Nella stesura occorre assumere un ottica di vendita, concentrandosi sull’interlocutore e sulle sue esigenze evidenziando le corrispondenze personali con la posizione offerta.

 

Data: 07/10/2008
Fonte: Redazione

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COSE DA EVITARE

 

Nella stesura del curriculum vitae, ecco le cose che non bisogna mai fare:

- allegare documenti, certificazioni e fotografie a meno che non vengano richiesti;
– scegliere la stesura il manoscritta, salvo richieste per valutazioni grafologiche;
– allegare referenze personali;
– fare riferimento a questioni di denaro;
– nella cronologia, mettere in testa le esperienze più lontane;
– inviare curriculum fotocopia in quantità industriali;
– inviare il curriculum genericamente a enti, aziende, organizzazioni e non a uffici o responsabili del personale.
– dimenticare di rileggere il testo soprattutto se sono presenti parole straniere;
– mentire: durante il colloquio si verrebbe immediatamente scoperti;
– essere troppo sicuri di se, scrivendo ad esempio ‘solo con un colloquio vi renderete conto delle mie effettive capacità;
– lasciare vuoti temporali tra un’occupazione e l’altra. Se questo capita, bisogna spiegarne le cause.

 

Data: 07/10/2008
Fonte: Redazione

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DECALOGO PER UN BUON CURRICULUM

 

1) La grafica e l’impaginazione devono rendere il curriculum leggibile e facile da seguire.
Usate titoli concisi e chiari, un carattere largo e facile da leggere. Utilizzate carta semplice e di qualità. Fogli colorati e bordi originali o eleganti non aggiungono nulla, a meno che l’impiego non sia di tipo creativo, nel campo della grafica o della pubblicità ad esempio. Evitate di inviare fotocopie di cattiva qualità.

2) Un buon curriculum deve essere perfetto sotto il profilo formale.
Non deve contenere errori di battitura e deve essere sintatticamente impeccabile.

3) Deve riportare, secondo il modello europeo, i dati anagrafici curati nel dettaglio (nome e cognome, data e luogo di nascita, residenza o domicilio, telefono, stato civile, fotografia solo se richiesta); le esperienze lavorative; i titoli di studio conseguiti; il grado di conoscenza delle lingue straniere; le competenze in ambito informatico; gli interessi. In calce al curriculum deve comparire la formula liberatoria per il trattamento dei dati sensibili, in base alla normativa vigente. In basso a sinistra deve essere riportata la data di consegna o invio del curriculum; mentre a destra la firma del candidato, ricordando che il nome deve precedere il cognome.

4) Deve estendersi su una, massimo due pagine.
Deve essere conciso, ma completo e contenere tutti i dati salienti. Eventuali informazioni aggiuntive possono essere fornite nella lettera di accompagnamento, che deve invece incuriosire e spingere il responsabile Risorse umane a fissare un primo colloquio conoscitivo con il candidato.

5) Non essere troppo formali
Nel redigere il curriculum è preferibile utilizzare la prima persona singolare ed evitare frasi troppo formali o pompose. E’ preferibile scrivere in uno stile chiaro, conciso e usare termini “attivi”: ottenere, creare, aumentare, lanciare, negoziare.

6) Il curriculum deve mettere in luce gli aspetti migliori del candidato.
Per quel che concerne l’iter professionale e scolastico, è bene utilizzare l’ordine cronologico inverso, iniziando dagli eventi più recenti in ordine di tempo (sempre che coincidano ovviamente con le esperienze professionali più rilevanti). Lo stratagemma consente di evidenziare un coerente e progressivo sviluppo di carriera.

7) Essere precisi nel descrivere ruoli ricoperti ed esperienze lavorative
Specie per le esperienze professionali più qualificanti è bene precisare in maniera efficace i contenuti del ruolo ricoperto, in termini di obiettivi raggiunti, competenze gestionali e specifiche abilità tecniche. Per ogni periodo lavorativo è bene specificare oltre all’anno anche il mese di inizio e conclusione di ciascuna esperienza. Diversamente si rischia di sembrare approssimativi, o voler dissimulare la mancanza di continuità tra i periodi lavorativi.

8) Il curriculum deve offrire un’idea precisa della personalità del candidato.
Ma è bene evitare autovalutazioni sul proprio carattere e capacità. Devono essere le esperienze a parlare della personalità e del potenziale del soggetto. Ad esempio da un curriculum molto variegato, che annovera esperienze lavorative diversissime fra loro, si deduce che il candidato sia una persona eclettica, versatile e flessibile.
Da un curriculum omogeneo, per formazione e professionalità, si evincono invece la tenacia e la perseveranza nel raggiungimento degli obiettivi, la lungimiranza e le ambizioni.

9) Essere sempre sinceri
La regola d’oro è la sincerità. Mai gonfiare le esperienze lavorative per farle sembrare più interessanti. Durante il colloquio infatti, viene spesso richiesto di spiegarle nel dettaglio.

10) A volte è bene selezionare
Se si invia il curriculum in risposta a un’inserzione, è bene evidenziare di volta in volta le esperienze lavorative più pertinenti al profilo menzionato nell’annuncio.

A cura di Marica Dian di Yous, agenzia per la ricerca, selezione, formazione e gestione di personale qualificato.

 

Data: 27/09/2010
Fonte: Redazione

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