Il diritto societario

La storia della riforma del diritto societario è cominciata con il disegno di legge Mirone e l’istituzione della relativa commissione e proseguita, dopo l’avvento del secondo Governo Berlusconi, con l’approvazione della legge delega 366 del 2001 che stabiliva i principi cui si sarebbe dovuto attenere l’Esecutivo nel definire le nuove norme.

INTRODUZIONE > I PUNTI DELLA RIFORMA > SPA > SRLSRLS > COOP > GRUPPI > GOVERNANCE > BILANCI > CONTENZIOSO > MUTUE ASSICURATRICI > RECESSO >

.

INTRODUZIONE

In riferimento alla riforma del diritto societario, il Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 ha approvato due decreti legislativi di attuazione della legge 3 ottobre 2001 n. 366:

1) un decreto legislativo che attua una riforma organica della disciplina vigente in materia di società di capitali e di società cooperative.
Si tratta di un rilevante aggiustamento delle norme di diritto societario che, nel rispetto di indirizzi e vincoli comunitari, interviene per:

- semplificare la fase di costituzione delle società per azioni limitando la rilevanza dei vizi;
– innovare la disciplina dei conferimenti, nonché del valore, dell’emissione e del trasferimento delle azioni e delle obbligazioni. Particolare attenzione alla nuova filosofia del rapporto fra questi e le azioni assegnate al socio e quindi della tutela del capitale sociale;
– razionalizzare i poteri dell’assemblea (anche con riferimento a convocazione, quorum, diritti di intervento, rappresentanza dei soci);
– prevedere nuovi sistemi di governance disegnando diversi tipi di gestione societaria alternativa;
– ampliare le cause del recesso;
– introdurre il nuovo istituto dei patrimoni destinati ad uno specifico affare;
– riformare integralmente la fisionomia delle società a responsabilità limitata;
– accelerare, semplificare e chiarire le fasi dello scioglimento e della liquidazione;
– introdurre regole trasparenti per la direzione ed il coordinamento di società (anche con riferimento alla tutela dei soci di minoranza);
– facilitare la trasformazione, la fusione e la scissione di società.

Per le società cooperative la riforma si muove sulle direttrici di favorirne la competitività anche attraverso il loro accesso ai mercati, valorizzarne il carattere imprenditoriale, semplificarne la disciplina, ampliare gli ambiti dell’autonomia statutaria.
Particolarmente degna di nota la nuova collocazione sistematica delle cooperative a mutualità prevalente e la definizione dei rapporti fra queste e le altre cooperative;

2) un decreto legislativo che introduce una nuova procedura per il contenzioso relativo ai procedimenti in materia di diritto societario e di intermediazione finanziaria, nonché in materia bancaria e creditizia, e che realizza tra l’altro la concentrazione dei procedimenti e la riduzione dei tempi processuali.
Si tratta di un intervento che, al fine di realizzare un processo più agile e rapido, introduce un nuovo rito per le controversie civili in materia societaria, introducendo tra l’altro anche un nuovo tipo di “arbitraggio economico”. Rilevante, infine, la previsione e l’incentivazione di una vasta gamma di modalità di risoluzione delle controversie alternative alla sentenza.

Data la complessità della riforma, su richiesta delle Commissioni parlamentari competenti e degli operatori, entrambi i provvedimenti entreranno in vigore il 1° gennaio 2004, anche se sarà possibile da subito per le società adeguare i propri statuti alla nuova disciplina. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione

Torna su

I PUNTI DELLA RIFORMA

Dopo 60 anni il diritto societario va in pensione: con due decreti, uno dedicato alla parte civilistica, l’altro a quella processuale, approvati dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 viene riscritta la materia, introducendo importanti novità.

La separazione tra Spa e Srl
La riforma del diritto societario centra innanzitutto l’obiettivo prioritario che la legge delega (la 366 del 2001) aveva fissato e cioè ridefinire i connotati che caratterizzano le principali tipologie di società: la società a responsabilità limitata (Srl) e la società per azioni (Spa). Nel corso degli anni, complici le lacune originarie delle norme del Codice civile sulla Srl, si è affermato un meccanismo di continui richiami alla disciplina della Spa.
Ciò ha condotto alla crisi d’identità della Srl, alla fine differenziata dalla Spa per l’inferiore ammontare minimo del capitale sociale necessario e poco altro (non necessità di pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale” dell’avviso di convocazione delle assemblee e impossibilità di emissione di titoli di debito); insomma, una specie di sorella minore, più gracilina. Ora, invece, si ricomincia daccapo, con regole innovative destinate a rivoluzionare il panorama societario italiano.
Il vecchio sistema, dove si fronteggiavano, da un lato, le società di persone (imperniate sui soci, i loro accordi e la loro illimitata responsabilità) e, dall’altro lato, le società di capitali (caratterizzate invece da un impianto normativo “rigido”, dalla limitata responsabilità dei soci) viene superato.
Lo sostituisce un sistema basato sull’individuazione di due tipi societari autonomi (la Spa e la Srl) assai differenti e sulla collocazione della srl fra le società di persone, seppure ai soci spetti il beneficio della limitazione della responsabilità patrimoniale alla sola entità dei conferimenti promessi.

La nuova Srl
L’intento del legislatore è proprio quello di considerare la Srl come una società di persone con responsabilità limitata e non più come una piccola Spa senza azioni; tutta la nuova disciplina della Srl è dunque informata a questa esigenza e molte sono le regole tipiche delle società di persone che ora si applicano alla Srl.
Per esempio la centralità degli accordi tra i soci nel conformare le regole di funzionamento della società alle loro esigenze; oppure la possibilità di conferire nel capitale sociale della Srl le prestazioni lavorative dei soci; o ancora la possibilità di organizzare la governance mediante il mero richiamo alle regole dell’amministrazione della società semplice, il più primitivo ed elementare tipo di società di persone.

La nuova Spa
Diverse le novità. In primo luogo, accanto al sistema di governance fino a oggi praticato (detto “sistema latino”, articolato su un consiglio di amministrazione e un collegio sindacale), arrivano due nuovi modelli, di derivazione mitteleuropea e anglossassone, detti “monistico” (che pare comunque di dubbia praticabilità nel nostro ordinamento) e “dualistico” (probabilmente confacente alle compagini societarie dove s’intenda creare un netto solco tra azionisti e manager).
Quest’ultimo si basa su un consiglio di gestione che amministra la società e un consiglio di sorveglianza che nomina il consiglio di gestione, approva il bilancio e promuove l’azione di responsabilità nei suoi confronti.
In secondo luogo la categoria del controllo viene suddivisa in due sottocategorie, quella del controllo di legalità e di corretta amministrazione e quella del controllo contabile, con l’entrata in campo di un nuovo organo (impersonato dal revisore contabile o dalla società di revisione).
Cambia anche il capitale sociale minimo per la costituzione, che sale da 100 a 120mila euro.
Infine, il riordino investe il conflitto d’interesse: l’amministratore deve informare consiglio d’amministrazione e collegio sindacale di ogni interesse abbia in qualsiasi oprazione. I soci, per sollevare l’azione di responsabilità contro i manger, dovranno rispettare determinati quorum.

I gruppi
La riforma presta attenzione anche alla disciplina dei gruppi, fissando regole dettagliate. A partire dalla responsabilità della capogruppo per la violazione dei principi di corretta gestione societaria nei confronti dei soci della controllata.

Le cooperative
Qui il riordino punta essenzialmente ad assicurare che il perseguimento della funzione sociale, da parte delle cooperative, e dello scopo mutualistico, da parte dei soci, avvenga in modo più definito.
La novità principale è la distinzione tra le coop “riconosciute” (a mutualità prevalente) e “diverse”, ma comunque appartenenti al mondo della cooperazione. Le agevolazioni fiscali sono riservate alle sole coop a mutualità prevalente, quelle cioè che svolgono la propria attività in misura preponderante grazie al lavoro e all’apporto di beni e servizi dei soci e a favore degli stessi. Anche alle coop si cercherà di applicare i modelli di governance delle società, con la possibilità di emettere titoli di debito e collocamento in Borsa. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

SPA

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 stabilisce che per costituire una Società per azioni dovrà esserci un capitale minimo non inferiore a 120mila euro e sarà possibile non indicare una durata prestabilita.
Alla sottoscrizione dell’atto costitutivo dovrà essere versato presso un istituto di credito almeno il 25% dei conferimenti in denaro; per i conferimenti in natura, i beni e i crediti dovranno essere accompagnati da una relazione giurata di un esperto del tribunale che ne attesti il valore.
Novità anche per i patti di sindacato. Della durata massima di cinque anni – e che comunque potranno restare in vigore nella veste attuale sino al 2009 – dovranno essere dichiarati, per le Spa che fanno ricorso al capitale di rischio, in apertura di ogni assemblea.
La riforma prevede che più ampio sia il ventaglio delle tipologie di azioni che potranno essere emesse, a partire da quelle con un’incidenza limitata delle eventuali perdite. Le azioni potranno non avere il valore nominale. Potranno essere costituiti anche patrimoni dedicati, entro il limite del 10% del patrimonio netto della società, per il finanziamento di un singolo affare.
Per quanto riguarda il conflitto d’interessi, l’amministratore dovrà dare notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale di ogni interesse che eventualmente abbia nella conclusione di una qualsiasi operazione, indipendentemente dalla possibilità del conflitto. L’azione sociale di responsabilità dei soci nei confronti del management potrà essere proposta solo da chi rispetti determinati quorum.

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

SRL

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 prevede che la società a responsabilità limitata assuma connotati più specifici, svincolandosi dal modello della società per azioni.

La costituzione di una srl sarà possibile anche con atto unilaterale e saranno ammessi conferimenti sia in denaro o crediti o beni in natura, sia anche attraverso prestazioni d’opera, garantite da polizze assicurative o fideiussioni.
La partecipazione, che non potrà essere costituita da titoli, di solito sarà proporzionale al conferimento effettuato. La partecipazione potrà poi essere pignorata o ceduta, ma chi vende resta obbligato in solido per i versamenti non ancora eseguiti.

Come avviene per le Spa, anche per le Srl sarà possibile la costituzione di società a durata illimitata, mentre per azioni e quote resta confermato il valore di un euro o suoi multipli.
Per quanto riguarda i decimi, in luogo dei 3/10 attuali, saranno richiesti 2,5/10, sostituibili da polizza o fideiussione bancarie.

La riforma infine affida all’esclusiva competenza della Srl le materie dell’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili, la nomina degli amministratori, le modificazioni dell’atto costitutivo. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

SRLS

Dal 29 agosto 2012 è attiva la società a responsabilità limitata semplificata: entra infatti in vigore del Dm Giustizia n. 138 del 23 giugno 2012 (pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» 189 del 14 agosto 2012), che detta l’atto costitutivo standard della Srl semplificata (Srls, in sigla). 

Si tratta di un passaggio obbligato perché il nuovo articolo 2463-bis del Codice civile (introdotto dal Dl 1/2012, convertito in legge 27/2012) sancisce che «l’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico in conformità al modello standard tipizzato con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro dello Sviluppo economico».
La caratteristica fondamentale della società a responsabilità limitata semplificata consiste nel fatto di essere priva di statuto e che l’atto costitutivo deve coincidere con quello dettato dal Dm Giustizia: non dovrebbero qualsiasi variazione rispetto al modello standard dà come conseguenza la costituzione non di una Srls ma di un altro tipo societario.
Adeguamento alla formula standard permette di beneficiare di costi di costituzione assai ridotti e di notevoli semplificazioni rispetto alla procedura di costituzione di una Srl normale. Tra i costi azzerati vi sono quelli notarili.
In breve, ecco le caratteristiche saleinti della società a responsabilità limitata semplificata

- Può essere costituita solo da giovani under 35 ed è vietata la cessione delle quote a soci che abbiano compiuto i 35 anni, ed è nullo l’eventuale atto di trasferimento. Quindi, impediscono la costituzione di una Srls sia il fatto che all’atto costitutivo partecipi un qualsiasi soggetto diverso dalle persone fisiche sia il fatto che una delle persone fisiche partecipanti all’atto costitutivo abbia già compiuto il trentacinquesimo anno d’età. Infine, gli amministratori devono essere soci.

- La forma da adottare è quella dell’atto costitutivo pubblico redatto secondo il modello ministeriale, al quale non può essere apportata alcuna modifica o integrazione. Nella denominazione va specificato che si tratta di Srl semplificata. Sono nulle le clausole difformi dal modello standard, che sarebbero sostituite “di diritto” da quelle standard. La Srls non può essere utilizzata in quei casi nei quali occorra confezionare uno statuto ad hoc per disciplinare situazioni particolari;

- L’amministrazione della società spetta necessariamente a uno o più soci. Il capitale sociale per la costituzione della Srls va da 1 a 9.999 euro da versare integralmente in denaro. Nwe consegue che le società che abbiano bisogno di una capitalizzazione pari o superiore ai 10mila euro non possono adottare la forma della Srls e, allo stesso tempo, la società che si trovi ad aumentare il suo capitale sopra i 9.999,99 euro dovrà dismettere l’abito della società semplificata per indossare quello dell’ordinaria Srl. Infine, l’ammontare del capitale sociale (che va versato esclusivamente in denaro, non essendo ammessi i conferimenti in natura.

- Sulla patrimonializzazione della Srls occorre poi anche segnalare la novità rappresentata dal fatto che non è ammesso il versamento per centesimi, in quanto il capitale sociale va per intero sottoscritto e versato all’atto della costituzione; e che il versamento del capitale sociale non deve essere effettuato in banca, ma nelle mani di coloro che sono nominati amministratori della Srls.

L’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese sono esenti da onorari notarili, da imposta di bollo e da diritti di segreteria ma sono dovuti l’imposta di registro (168 euro), i diritti camerali (in media 200 euro), i tributi per l’apertura della partita Iva.

La Srls è disciplinata dall’ articolo 2463-bis del Codice civile, introdotto dall’articolo 3, comma 1, del decreto legge n.1/2012, convertito in legge n. 27/2012.

Data: 15/09/2012
Fonte: Redazione

Torna su

GRUPPI

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 prevede una dettagliata disciplina dei gruppi, con l’introduzione di una responsabilità della capogruppo per la violazione dei principi di corretta gestione societaria nei confronti dei soci della controllata

I soci della società controllata verranno tutelati sotto il profilo del pregiudizio provocato alla redditività e al valore della partecipazione sociale. Nei confronti della società che esercita il controllo, la parte che si considera danneggiata potrà procedere solo quando le sue pretese non siano state soddisfatte dalla società controllata

La riforma prevede inoltre che la società oggetto dell’attività di direzione e coordinamento altrui debba indicarlo in una sezione specifica del Registro imprese, dove confluiranno sia i soggetti controllanti sia i controllati. L’omissione dell’indicazione o della cancellazione in caso di cambiamento del rapporto intersocietario porta alla responsabilità degli amministratori per i danni provocati

Infine, la riforma prevede che le decisioni delle società sottoposte a direzione e coordinamento, quando prese sotto l’influenza della capogruppo, debbano essere analiticamente motivate e indicate nella relazione sulla gestione che gli amministratori devono obbligatoriamente preparare. Nei bilanci, la nota integrativa della controllata dovrà esporre anche i dati essenziali dell’ultimo rendiconto dell’ente che esercita su di essa l’attività di controllo. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

GOVERNANCE

In base alla riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 le Spa potranno affidarsi a tre modelli di governance:

- un modello analogo a quello attuale, con un organo amministrativo (consiglio di amministrazione o amministratore unico) controllato dal collegio sindacale cui spettano tutte le prerogative attuali, tranne il controllo contabile che spetta a un revisore contabile o a una società di revisione. Se la società non fa ricorso al mercato del capitale di rischio e non è tenuta a redigere un bilancio consolidato può affidare al collegio sindacale anche il controllo contabile

- un modello dualistico (“modello tedesco”) con un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza. Il consiglio di sorveglianza può essere composto da soci o non soci in numero non inferiore a tre, a condizione che uno dei suoi effettivi e uno dei supplenti siano iscritti nel Registro dei revisori. Il consiglio di sorveglianza nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione, approva il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato, promuove l’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del consiglio di gestione

- un modello monistico (“modello anglosassone”) con il solo consiglio di amministrazione, che nomina al suo interno un comitato di controllo, determinandone il numero dei componenti. Per le società che fanno ricorso al capitale di rischio il comitato deve essere formato almeno da tre componenti e opera come il consiglio di sorveglianza. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

BILANCI

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 stabilisce che la valutazione delle voci, oltre a essere fatta secondo prudenza e in prospettiva della continuità dell’attività, debba tenere conto anche della “funzione economica” dell’elemento considerato. Vengono poi meglio specificate alcune voci critiche per la continuità dell’impresa o per i soci.

La riforma cancella la possibilità di “effettuare rettifiche di valore e accantonamenti esclusivamente in applicazione di norme tributarie”. L’abrogazione mira a eliminare le valutazioni viziate da norme fiscali, ma dovrà essere accompagnata da altri interventi sul fronte fiscale, ai quali sta lavorando la commissione Gallo.

La riforma integra alcune voci di stato patrimoniale e conto economico. Nel primo, sono stati anche separati i crediti tributari dalle imposte anticipate evidenziando quanto si pagherà in meno in futuro.
Più dettaglio negli impegni verso i soci: nello stato patrimoniale è prevista la voce “debiti verso soci per finanziamenti con obbligo di restituzione” che si differenzia dai versamenti senza obbligo di restituzione.

La riforma prevede alcune semplificazioni, riferite agli schemi di stato patrimoniale e conto economico, per i bilanci redatti in forma abbreviata. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

CONTENZIOSO

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 punta ad accorciare decisamente i tempi dei processi in materia societaria. La durata dei procedimenti, tra l’altro, sarà soggetta a un monitoraggio periodico. Le regole rappresentano un’anticipazione del più ampio progetto di riforma della procedura civile che il Governo ha in agenda.

Il ruolo del giudice viene circoscritto alla fase preliminare all’udienza: i legali avranno tutto il tempo di scambiarsi comparse, memorie, repliche e documentazioni, senza limiti di tempo. Quando poi una delle parti sarà pronta per il giudizio, allora potrà chiedere il decreto di fissazione dell’udienza

Per quanto riguarda le notificazioni tra le parti, la riforma prevede che potranno essere eseguite anche per fax o posta elettronica. La sentenza conclusiva potrà essere pronunciata in forma abbreviata in maniera da ridurne i tempi di redazione.

La riforma dà via libera a un procedimento sommario di cognizione (non per le azioni di responsabilità) che si potrà concludere con la pronuncia di un’ordinanza (non sentenza) di condanna.

In materia cautelare, la riforma stabilisce che la misura decisa dal giudice potrà diventare definitiva nel caso in cui il processo non venga avviato. Sarà maggiore il ricorso a conciliazioni e arbitrati: per le prime partirà l’Albo dei conciliatori, per i secondi l’allargamento delle clausole compromissorie. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

MUTUE ASSICURATRICI

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 prevede tre articoli per disciplinare la figura delle mutue assicuratrici.
Sui patrimoni dedicati al finanziamento di un singolo affare, una delle novità più rilevanti dell’intervento, è stato previsto che, oltre al limite del 10% del patrimonio netto, non si possano costituire per attività riservate in base a leggi speciali.
Di qualche correzione di rotta è stata oggetto anche la disciplina del diritto di recesso.
È stato previsto che il termine di preavviso che il socio dissenziente deve fornire nel caso si tratti di un ente costituito a tempo indeterminato e le azioni non siano quotate sia di 180 giorni.

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

RECESSO

La riforma del diritto societario approvata dal Consiglio dei ministri del 10 gennaio 2003 stabilisce la nullità di ogni patto inteso a limitare l’esercizio del diritto di recesso almeno nei casi previsti.
Il recesso poi non potrà essere esercitato se la società ritira la delibera oggetto di contestazione entro il limite di 90 giorni oppure se viene deliberato lo scioglimento dell’ente stesso.
A essere ritoccate sono state poi anche le disposizioni che disciplinavano le modalità di liquidazione del socio recedente. Infine a completare la breve ricognizione sui più significativi cambiamenti, è stata rafforzato l’obbligo di introduzione del collegio sindacale nel caso delle Srl e delle cooperative che abbiano un capitale sociale superiore a centoventimila euro oppure superino i limiti stabiliti per i ricavi e gli attivi patrimoniali.
Una maniera per innalzare il livello di vigilanza contestualmente all’aumento delle dimensioni dell’ente. 

Data: 15/01/2007
Fonte: Il Sole 24 Ore

Torna su

Share

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*