Il Rapporto sull’apprendistato

Realizzato dall’Isfol su incarico del ministero del lavoro e in collaborazione con l’Inps, il XIII Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato fotografa il quadro dell’occupazione e della formazione per gli apprendisti, delle norme nazionali e regionali, nonché delle discipline contrattuali che definiscono la cornice di riferimento per l’implementazione dello strumento.
L’apprendistato, pensato per favorire un maggiore inserimento delle nuove generazioni non decolla, anzi diminuisce. I contratti di inserimento hanno registrato una flessione del 6,9 per cento e alcune regioni come Sardegna e Lombardia hanno pagato un prezzo molto alto.
I contratti di apprendistato nel corso del 2011 sono stati 504.558, in termini assoluti, 37 mila in meno del 2010. La flessione registrata nell’ultimo anno analizzato è stata del 6,9 per cento, leggermente inferiore (di un paio di punti percentuali) a quella del 2010.
La riduzione percentuale più accentuata si è registrata nel Mezzogiorno (8,9 per cento in meno). I contratti di apprendistato sono diminuiti del 6,1 per cento nel nord e del 7,2 per cento nel centro Italia. Tra il 2009 e il 2011, a pagare il prezzo più alto in termini percentuali, del trend negativo dell’apprendistato, è stata la regione Sardegna, che ha visto ridursi di oltre il 30 per cento il numero medio di rapporti di lavoro di questa tipologia.

In termini assoluti le cose sono andate male soprattutto in Lombardia dove sono andati in fumo in due anni quasi 22 mila contratti di apprendistato con una flessione del 19,1 per cento. A ogni modo la Lombardia rimane ancora la regione in cui si concentra il maggior numero di apprendisti (poco meno del 17 per cento sul totale).
Le altre regioni dove le imprese stipulano la gran parte dei contratti di lavoro di questo tipo sono il Veneto, l’Emilia Romagna e il Lazio dove si concentrano, rispettivamente, il il 12,6%, il 10,0% e il 9,8% dei contratti totali. Dopo di loro ci sono la Toscana, con il 9,1 per cento e il Piemonte con l’8,5 cento.
Nel complesso queste sei regioni da sole coprono quasi il 70 per cento dei rapporti di lavoro in apprendistato in Italia. La forma contrattuale tipica dell’apprendistato è ormai quella di tipo “professionalizzante” (circa l’80 per cento del totale), forma che negli anni tra il 2009 e il 2011 ha perso solo l’1 per cento del numero dei contratti mentre le altre tipologie hanno subito una flessione pari al 15,2 per cento.
Il settore in cui si è sentita di più a crisi per questo tipo di contratto, tra il 2009 e il 2011, è stato quello dei trasporti e delle comunicazioni con una flessione del 26,1 per cento. Significativa anche la riduzione di questi contratti che si è registrata nelle costruzioni (-22,6 per cento), nelle attività finanziarie (-20,2 per cento) e nell’industria manifatturiera. Il settore in cui la flessione è stata meno accentuata è quello alberghiero e della ristorazione dove i contratti di apprendistato negli ultimi due anni si sono ridotti del 2,6 per cento.
Quanto agli esiti dell’apprendistato, nel 2011 sono stati 180.749 i lavoratori per i quali il contratto di apprendistato si è trasformato in un’assunzione a tempo indeterminato presso la stessa azienda. Nel 2009 erano stati 157.578.
L’incremento più consistente si è registrato nelle aziende operanti nel centro Italia (+25,2 per cento). Il settore in cui si è verificato il maggior incremento di apprendisti trasformati è quello delle attività finanziarie, seguito dalle imprese che operano in attività immobiliari, informatica e servizi alle imprese, nel commercio, nell’industria alimentare e nell’industria elettrica e elettronica.

Il XIII Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato è diviso in due parti. Nella prima parte viene dedicato ampio spazio alle novità introdotte dal Testo Unico dell’Apprendistato (decreto legislativo 167/2011) e all’analisi qualitativa degli atti che sia le Parti sociali sia le Regioni e le Province Autonome hanno adottato per rendere operative le tre tipologie contrattuali previste:

- apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale;
– apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere;
– apprendistato di alta formazione e ricerca.

Nella seconda parte, curata dall’Inps, si analizzano le dinamiche dell’occupazione, con un dettaglio sui contratti di lavoro cessati e trasformati in esito ad un contratto di apprendistato. A partire dai dati sulle Comunicazioni Obbligatorie, un contributo curato dal ministero del Lavoro, focalizza inoltre l’attenzione sui rapporti di apprendistato attivati nel primo semestre 2012. Nella terza parte, sulla base delle informazioni fornite dalle Regioni e Province Autonome, l’Isfol approfondisce l’esame del sistema pubblico di formazione per l’apprendistato.

Del XIII Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato è possibile consultare:
Prefazione del ministro del Lavoro Elsa Fornero (.pdf 252 Kb)
Action plan per la promozione e la diffusione dell’apprendistato (.pdf 416 Kb)
Sintesi del rapporto di monitoraggio e avanzamento del quadro normativo (.pdf 275 Kb)
Rapporto (.pdf 2,7 Mb)
Allegato statistico (.pdf 178 Kb)
Allegato normativo (.pdf 96 Kb)
Allegato Accordi e Ccnl (.pdf 77 Kb)

Consulta la sezione dedicata all’apprendistato di JobTel.

Share