Insegnante di sostegno

La figura dell’insegnante di sostegno è nata giuridicamente con il decreto del Presidente della Repubblica, come docente “specialista”, distinto dagli altri insegnanti curricolari ed è stata ulteriormente definita dalla legge 517/77 che ratifica il diritto alla piena integrazione degli studenti con handicap nella scuola pubblica.
L’ introduzione di questa figura ha come obiettivo quello di dare una prima risposta ai problemi legati all’integrazione di studenti con handicap o in condizione di svantaggio culturale.
L’insegnante di sostegno lavora nelle scuole dell’infanzia, nelle primarie, nelle secondarie di primo grado e, dal 1992, anche nelle scuole del secondo ciclo.
La quantificazione oraria nel rapporto insegnante/alunno viene stabilita in base al progetto educativo che si fonda sui bisogni dei singoli soggetti rapportati alle diverse gravità di handicap.
Come avviene del resto per gli altri insegnanti, una parte significativa del lavoro dell’insegnante di sostegno si svolge al di fuori della classe e riguarda la programmazione didattica, la preparazione e la correzione degli elaborati, lo svolgimento degli esami, gli incontri con i genitori e con i vari organismi collegiali
Non bisogna dimenticare inoltre l’aggiornamento culturale e professionale attraverso corsi specifici.
L’insegnante di sostegno partecipa, nella scuola elementare, in piena contitolarità e corresponsabilità, come pure alla valutazione di tutta la classe cui è stata assegnata, compresi i soggetti handicappati.

Data: 28/12/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO 

L’insegnante di sostegno in stretta collaborazione con l’equipe dei docenti, lavora alla predisposizione del Piano Educativo individualizzato sancito nella legge quadro sull’handicap n. 104/1992.
Questa figura professionale svolge, in particolare, compiti di:

- interazione e collegamento con i servizi, strutture e agenzie territoriali, forze sociali e soggetti pubblici e privati preposti all’inserimento sociale e lavorativo delle fasce marginali;
– coordinamento delle équipe di formatori incaricati di realizzare specifiche attività per favorire l’interazione personale e la comunicazione;
– raccordo e collaborazione con i servizi e strutture territoriali di orientamento scolastico;
– promozione dell’innovazione metodologica e tecnologica, favorendo l’utilizzazione di linguaggi multimediali per le attività formativi;
– collaborazione con gli altri docenti riguardo alla valutazione della qualità ed efficienza degli interventi formativi settoriali, e alla loro riprogettazione;
– collaborazione con gli operatori dell’orientamento professionale per l’organizzazione e la promozione di attività di orientamento al lavoro.

Si tratta in larga misura di docenti di ruolo o incaricati a tempo determinato, in possesso di particolari titoli di specializzazione e conoscenze relative alle condizioni di handicap per le quali sono previsti gli interventi di sostegno.
Gli insegnanti di sostegno vengono assegnati per almeno cinque anni consecutivi a questa attività; solo raramente è possibile far ricorso a prestazioni d’opera di personale esterno alla scuola.
L’insegnante di sostegno di norma si occupa di quattro alunni, anche se esistono possibilità di derogare rispetto al numero di studenti assegnati in relazione a particolari necessità.
Partecipa alla programmazione didattica ed educativa insieme agli altri insegnanti e ne integra l’attività con interventi orientati a favorire lo sviluppo degli allievi portatori di handicap. Il suo lavoro punta non solo all’integrazione non solo scolastica ma anche sociale dell’alunno e al potenziamento delle sue abilità. 

Data: 09/10/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI 

L’insegnante di sostegno deve possedere conoscenze e competenze relative a:

- le problematiche dei mondo dei lavoro inerenti l’inserimento sociale e lavorativo dei soggetti in situazione di svantaggio e di emarginazione
– la legislazione volta a favorire l’integrazione e il lavoro dei predetti soggetti
– le problematiche psicologiche e sociologiche connesse alla particolare tipologia di utenza
– le metodologie didattiche e le sperimentazioni funzionali alla programmazione di interventi formativi specifici e individualizzati
– l’organizzazione e il coordinamento di iter formativi integrati fra struttura formativa e aziende per favorire l’alternanza, la formazione mista in situazione, l’inserimento guidato nell’ ambiente lavorativo. 

Data: 09/10/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE 

Per diventare insegnante di sostegno, occorre possedere gli stessi requisiti, cioè titolo di studio e abilitazione, previsti per l’accesso al ruolo nei corrispondenti ordini di scuola (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e del secondo ciclo), più un ulteriore corso di specializzazione. Fino al 2001, la formazione supplementare era affidata a un semestre aggiuntivo di 400 ore da effettuarsi dopo la laurea in Scienze della Formazione primaria, per la scuola dell’infanzia e primaria, e dopo il biennio Ssis (Scuole di Specializzazione post-laurea per la formazione degli Insegnanti della scuola Secondaria), per le scuole secondarie di primo grado e il secondo ciclo.
Con il decreto del 20 febbraio 2002 le Università, attraverso le Ssis, ha attivato nuovi corsi di specializzazione di almeno 800 ore, riservati a docenti già abilitati. Infine la legge n. 133 del 6 agosto 2008, le Ssis sono state sospese e, attualmente, è in discussione in Parlamento un progetto per la creazione di un nuovo canale di reclutamento alternativo (il cosiddetto disegno di legge Aprea).

Per accedere alla professione in questo periodo di transizione, bisogna inserirsi nelle graduatorie a esaurimento (ex graduatorie permanenti), ovvero liste nelle quali gli aspiranti docenti sono iscritti ai fini delle immissioni in ruolo e per il conferimento di supplenze annuali e temporanee del personale docente ed educativo.
Le graduatorie sono suddivise in tre fasce. Nelle prime due sono inseriti i supplenti che hanno già effettuato alcuni anni di supplenza e che sono i primi a essere assunti nel caso in cui siano previste nuove immissioni in ruolo.
La terza fascia comprende coloro che hanno poco punteggio, relativamente all’esperienza lavorativa. La permanenza nelle graduatorie avviene su domanda dell’interessato e la mancata presentazione comporta la cancellazione, fermo restando il diritto a presentare richiesta di reinserimento.
Per maggiori informazioni, ci si può rivolgere agli uffici scuola dei vari sindacati o agli Uffici Scolastici Provinciali. 

Data: 09/10/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

Alle funzioni di sostegno e integrazione degli studenti in condizione di disagio vengono adibiti prevalentemente insegnati già in servizio nel sistema scolastico nazionale. Questo ambito professionale coinvolge dunque soprattutto soggetti già occupati, anche se non stabilmente e dà luogo in misura estremamente limitata a nuova occupazione.
Le possibilità di impiego si riducono se si tiene presente i progressivi tagli alla spesa pubblica.
Ad oggi comunque gli insegnanti di sostegno non sono ancora presenti in misura adeguata rispetto alle esigenze e questo potrebbe portare, oltre all’impiego di personale in esubero, alla stabilizzazione dell’impiego per migliaia di docenti abilitati e specializzati ma con impiego precario e intermittente.

Data: 09/10/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIU’

Per maggiori informazioni sulla figura professionale dell’insegnante di sostegno, contatta:

- Fadis, Federazione associazioni di docenti per l’integrazione scolastica
e-mail: info@integrazionescolastica.it
sito web: www.integrazionescolastica.it
La Fadis è l’organo rappresentativo a livello nazionale delle associazioni dei docenti specializzati che operano nell’attività di sostegno. La Federazione si è costituita nel gennaio del 1998 a Bologna ad essa aderiscono otto associazioni che riconoscono come loro comune obiettivo la promozione della qualità dell’integrazione scolastica e sociale degli alunni e delle alunne in situazione di handicap e di svantaggio.

Data: 09/10/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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