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Nate in Francia nella seconda metà del ‘700 come conseguenza dell’estinzione delle corporazioni dei mestieri, retaggio medievale, le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (Cciaa) rivestono oggi in Italia un ruolo molto importante nel nostro sistema economico. Si pongono infatti come enti a diretto contatto con il sistema delle imprese, la cui funzione prioritaria è promuovere lo sviluppo delle imprese, con particolare riferimento alle Pmi (piccole e medie imprese) che costituiscono l’asse portante del sistema economico italiano.
La legge del 29 dicembre 1993 n. 580, “Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”, ha conferito alle Camere di commercio un ruolo e una valenza istituzionale dettandone il riordinamento istituzionale.
Dagli articoli 1 e 2 di questa legge si conclude che le Camere di commercio svolgono funzioni di supporto e di promozione degli interessi delle imprese, curandone il loro sviluppo nell’ambito delle economie locali; istituite come enti autonomi di diritto pubblico, per ogni capoluogo di provincia o area metropolitana, hanno infatti competenza per la circoscrizione provinciale corrispondente.
Su questa definizione si può legittimamente concludere che esse sono “enti locali” nel senso che operano nell’ambito di una circoscrizione territoriale delimitata (la provincia), fornendo servizi di informazione economica, di formazione e altri servizi reali tenendo conto di quelle che sono le peculiarità delle economie provinciali.
Sempre dall’articolo 2 della L.580/93, viene specificato il ruolo delle Camere di commercio come supporto al sistema delle imprese attraverso funzioni:
- di promozione degli interessi generali delle imprese;
- in materie amministrative ed economiche;
- delegate dallo Stato, dalle regioni e dalle convenzioni internazionali.
Per il raggiungimento di questi fini le Camere di commercio hanno realizzato e gestiscono:
- strutture ed infrastrutture di interesse economico generale, a livello locale, regionale e nazionale, da sole o mediante la partecipazione in Consorzi;
- aziende speciali, novità introdotta dalla L. 580/93: grazie a esse, regolate dalle norme del diritto privato comune e prive dell’apparato burocratico che caratterizza invece l’istituzione camerale, le Camere di commercio riescono ad erogare alle imprese servizi in modo più efficace e in reali in tempi abbastanza celeri;
- accordi di programma, previsti dalla L.142/90, tra più enti pubblici (comuni, province, regioni) per la realizzazione di opere, programmi di intervento che, per la loro complessità, prevedono l’azione integrata di più amministrazioni.
DEFINIZIONE > INFORMAZIONE > FORMAZIONE E OCCUPAZIONE > PROMOZIONE > AMBIENTE E INNOVAZIONE > INTERNAZIONALIZZAZIONE > CERTIFICAZIONI > FONTI CAMERALI > TERRITORIO > EXCELSIOR > AVVIO D’IMPRESA > IM+ SERVIZI INFORMATICI > ORIENTAMENTO, FORMAZIONE E ALTERNANZA > CONCILIAZIONE E ARBITRATO > CONTRATTI TIPO
> LA RIFORMA DELLE CAMERE > NUOVI AMBITI D’AZIONE PER LE CAMERE
> IL CONTRATTO DI RETE > IL CONTRATTO DI RETE: LA SITUAZIONE >
Le Camere di commercio sono “enti autonomi di diritto pubblico” cioè istituzioni a pieno titolo, segmenti dello Stato con competenze promozionali, amministrative e di supporto della comunità degli affari.
La loro missione è lo sviluppo dell’interesse generale del sistema delle imprese e dell’economia locale, attraverso una sintesi che concilia le esigenze dei principali settori, rappresentati nelle Camere dalle associazioni di categoria. I più importanti campi di intervento delle Camere sono quelli dell’internazionalizzazione, della formazione, dell’innovazione tecnologica, della certificazione di qualità, dell’arbitrato e dello sviluppo di servizi avanzati alle imprese, specialmente piccole e medie.
L’attività più visibile è però costituita dal “Registro delle imprese”, che, per effetto della legge 580/93 di riordino delle Camere di Commercio, sostituisce il “Registro delle Ditte” e rende unica la funzione di “anagrafe” delle imprese, in passato condivisa dalle stesse Camere con le Cancellerie commerciali dei Tribunali.
Come per la collettività dei cittadini, “l’anagrafe” delle imprese rappresenta uno strumento di riconoscibilità, di trasparenza e di governo. Il Sistema camerale italiano mette a disposizione del mondo delle imprese una rete di 102 Camere di Commercio articolate su base provinciale, 19 Unioni Regionali e 18 Centri Estero, una Unioncamere nazionale e numerose agenzie specializzate nazionali.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
Il sistema delle Camere di commercio è una rete che collega imprese, mercati, pubbliche amministrazioni, in un flusso continuo di informazioni. Infocamere è il consorzio che gestisce l’informazione della rete delle Camere; grazie ad essa un vastissimo patrimonio di informazioni è reso disponibile agli operatori economici: il sistema informativo di Infocamere permette annualmente quasi 400 milioni di transazioni informative.
Lo sviluppo della rete informatica consente di collegare le imprese alle banche dati, all’Istat, alla pubblica amministrazione, ai centri informativi sui mercati esteri. Prossimamente la richiesta di certificati e il deposito di informazioni potranno essere svolte “on line”.
Attualmente con il Registro delle imprese il sistema camerale gestisce in modo integrato l’anagrafe del sistema economico più vasta e completa esistente in Europa.
La rete delle Camere di Commercio svolge una funzione di importanza primaria a supporto dell’informazione economica, con prodotti editoriali, periodici, riviste, statistiche, studi, analisi socio-economiche. L’accesso a questo vastissimo patrimonio informativo camerale è facilitato dal sito www.bibliocam.it.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
La formazione è uno dei compiti tradizionali delle Camere di commercio, che vi provvedono direttamente (attraverso servizi specifici e gestioni dedicate) o attraverso aziende speciali appositamente costituite.
Le iniziative formative camerali si rivolgono a categorie imprenditoriali diverse, come operatori del terziario (dal commercio tradizionale fino al terziario avanzato), piccoli imprenditori del settore manifatturiero, gestori di attività agricole, operatori del settore ecologico e di quello energetico ecc. Il contatto diretto delle Camere di commercio con le imprese consente di cogliere la domanda di formazione esistente sul territorio.
I corsi (per principianti, di aggiornamento, di specializzazione) su argomenti giuridici, economici, aziendalistici, di marketing, rappresentano uno strumento che consente a chi è già avviato in un particolare settore imprenditoriale o di lavoro autonomo di aggiornarsi, per meglio gestire la propria attività, e ai giovani di acquisire particolari, ricercate e specifiche competenze da offrire al mercato.
Tra le agenzie di formazione del sistema camerale si distinguono a livello nazionale AsseforCamere (con sede a Roma e Firenze), l’Istituto Guglielmo Tagliacarne (con sede a Roma), l’Ifoa (Istituto di formazione operatori aziendali, con sede a Reggio Emilia), il Formaper (con sede a Milano). Sul fronte occupazione le Camere di commercio sono attive nella realizzazione di un sistema informativo per l’occupazione, l’imprenditorialità e la formazione (Excelsior), in grado di fornire previsioni affidabili sui fabbisogni di professionalità specifiche da parte delle imprese.
Le Camere di commercio inoltre sostengono lo sviluppo delle imprese nell’accesso al credito attraverso i consorzi di garanzia collettiva fidi, e nell’individuazione di forme innovative di finanziamento (con la rete dei mercati mobiliari per le piccole e medie imprese).
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
Il secondo comma dell’art. 2 della legge n. 580 del 29 dicembre 1993 attribuisce alle Camere di commercio il compito di svolgere funzioni di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese, attraverso servizi reali, così classificabili:
- interventi a favore della produttività, contributi alle imprese;
- interventi a favore di consorzi e cooperative di garanzia collettiva;
- promozione dell’associazionismo;
- interventi a favore della commercializzazione;
- interventi per il trasferimento tecnologico;
- servizi di certificazione della qualità.
Altri interventi promozionali in senso lato, in grado cioè di accrescere l’efficienza dei mercati locali, agevolano gli scambi delle produzioni locali, attraggono affari e risorse dall’esterno e si riflettono, sia pure indirettamente, sull’economia delle imprese. In particolare:
- fornitura di supporti infrastrutturali;
- valorizzazione del prodotto;
- ammodernamento delle borse merci e sale di contrattazione;
- potenziamento dei laboratori chimico-merceologici;
- sviluppo di borse camerali;
- gestione marchi a denominazione di origine.
Per lo svolgimento dell’attività promozionale le Camere di commercio provvedono direttamente con la propria struttura, o si avvalgono di aziende speciali appositamente costituite, o di strutture esterne, nel caso di iniziative altamente specializzate. Talvolta si servono di organismi societari, consortili e simili, ai quali partecipano con l’apporto di parte del capitale sociale.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
La legge n.70 del 25 gennaio 1994 e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 luglio 1995, istituisce il Modello unico di dichiarazione ambientale, che supera l’estrema frammentazione tra i vari soggetti deputati alla raccolta di dati in campo ambientale, attraverso la realizzazione di un modello (il Mud), che comprende tutte le dichiarazioni preesistenti, unificando i punti di acquisizione delle informazioni presso le Camere di Commercio e uniformando la gestione dei dati sul territorio nazionale, grazie al sistema informativo realizzato da InfoCamere in collaborazione con Ecocerved.
Il sistema camerale, con le nuove competenze conferite dalla legge 580/93, fornisce inoltre consulenza e assistenza sulle iniziative comunitarie come Eco-audit ed Eco-label, e sulle norme interne in tema di smaltimento e riciclo dei rifiuti, di anagrafe dei rischi ambientali. Oltre l’80% delle Camere si impegnano in attività finalizzate al supporto dell’innovazione imprenditoriale. I campi di lavoro vanno dalla formazione-informazione, a quelli nuovi della certificazione, dai progetti per la qualità, al trasferimento di know-how, dalla sperimentazione di impianti e attrezzature, alla promozione di parchi scientifici e tecnologici.
Le iniziative delle Camere in materie innovative come la normazione, la certificazione, la sicurezza, la qualità, sono cresciute negli ultimi cinque anni del 54%; nel campo del know-how transfert del 57%.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
Il sistema delle Camere di commercio è un interlocutore di riferimento per la internazionalizzazione dei mercati. Può infatti vantare:
- 17 Centri regionali per il commercio estero;
- 62 Eurosportelli;
- la sede di Bruxelles;
- le agenzie nazionali come Mondimpresa;
- la rete Eurochambres e dei partenariati con le Camere estere.
Alle Camere di commercio sono inoltre collegate le Camere di commercio italiane all’estero, riunite in Assocamerestero: una rete di 60 strutture in tutti i continenti che associa 30.000 imprenditori di origine italiana o legati al business italiano. I compiti delle Camere di commercio sul fronte dell’internazionalizzazione comprendono:
- informare le imprese sulle iniziative dell’Ue;
- collegarle ai mercati esteri;
- aumentare il loro know-how sul commercio e il marketing internazionale;
- assisterle nelle manifestazioni fieristiche all’estero;
- facilitare il reperimento di partner in tutto il mondo per joint venture o accordi commerciali;
- assistere gli investimenti esteri in Italia.
In quest’ambito si colloca anche l’attività di Movimpresa tesa a favorire e assistere le imprese italiane nei processi di integrazione nei mercati internazionali, promuovendo tutte le possibili forme di collaborazione economica, commerciale, industriale e finanziaria.
- Scarica il Progetto network con i programmi di Internazionalizzazione del sistema camerale italiano per l’anno 2009.
- Consulta la sezione del sito di Unioncamere dedicata al tema dell’internazionalizzazione delle imprese.
Unioncamere e Ministro dello Sviluppo economico hanno attivato WordPass, una rete degli Sportelli per l’internazionalizzazione rivolto alle oltre 70mila imprese italiane che, secondo le stime di Unioncamere, hanno prodotti e strategie di business pronti a varcare i confini nazionali.
Costituiti presso tutte le Camere gli Commercio, i 105 sportelli rappresentano l’attuazione dell’input, giunto dalla Cabina di regia costituita dal Governo e dai recenti provvedimenti normativi, di attuare una strategia comune di tutti i soggetti coinvolti nelle politiche di supporto all’internazionalizzazione delle imprese.
Alle Camere di commercio, quindi, spetta il compito, in sinergia con le altre istituzioni competenti, di realizzare il punto di contatto primario sul territorio, mettendo a disposizione servizi per l’insediamento e la crescita delle Pmi all’estero, dando vita ad un servizio con caratteristiche omogenee e comuni su tutti i territori. Presso gli Sportelli, le imprese potranno contare sul supporto di oltre 300 unità di personale formato nelle Camere italiane, e su un pool di oltre 30 esperti che risponderà in tempo reale alle domande delle imprese, dai quali ottenere:
• Servizi certificativi per l’estero: informazioni su normative e disposizioni attinenti i documenti necessari per esportare, convenzioni internazionali, certificati, visti e tutti gli atti per l’estero, nonché il rilascio dei certificati/documenti necessari all’impresa.
• Primo orientamento: su Paesi e mercati, settori economici, normative internazionali, analisi sulla propensione all’export, trend di mercato.
• Informazione a assistenza: su formalità per aprire un’impresa di import-export, fasi di un’operazione commerciale internazionale, informazione sui principi di marketing internazionale, analisi sull’esportabilità dei prodotti.
• Assistenza specializzata: su certificazione, procedure doganali, fiscali e assicurative; normative internazionali; diffusione dei programmi e dei calendari; costituzione di società all’estero, contrattualistica internazionale; finanziamenti internazionali e comunitari, informazioni sulle opportunità offerte da Simest e Sace.
Le Camere di commercio vantano una strutturata esperienza di assistenza alle imprese all’estero. In tutte le sedi provinciali, infatti, sono già presenti Uffici estero operativi nella gestione delle procedure per l’export. La differenza – ed il valore aggiunto – delle nuove strutture è rappresentata dal nuovo modello di assistenza specializzata, costruita sulle esperienze d’eccellenza, che realizzerà il collegamento tra le imprese che vogliano operare oltre confine e tutte le strutture che si occupano di promozione dell’internazionalizzazione: Regioni, rete diplomatica consolare, Camere di commercio italiane all’estero, Camere miste, uffici dell’Agenzia ICE, sistema associativo.
La rete degli Sportelli si avvarrà di una serie di strumenti informativi messi a disposizione sul sito www.worldpass.camcom.it, di fonte camerale, Agenzia ICE e ministero degli Affari esteri. A breve vi confluiranno anche servizi specializzati di Sace e Simest. Il prossimo passo sarà la realizzazione di un’unica piattaforma informatica che consenta la piena interazione dei diversi Sportelli della rete e l’interazione con le altre istituzioni centrali e regionali.
La piattaforma metterà a fattor comune i patrimoni informativi della rete nazionale ed estera delle Camere, degli uffici dell’Agenzia Ice, delle ambasciate e degli uffici consolari, consentendo anche l’aggiornamento in tempo reale dei report sui Paesi e le risposte all’utenza sulle diverse aree geografiche di interesse.
Data: 26/01/2009
Fonte: Redazione
La nascita di un’impresa passa attraverso la Camera di commercio. Chi intende avviare una impresa deve iscriverla nei registri camerali. Il Registro delle imprese è una vera e propria anagrafe economica, dove si registrano tutti i fatti salienti di un’impresa, dalla nascita alla cessazione. Ma anche lo svolgimento dell’attività di impresa è soggetto ad abilitazioni, ad autorizzazioni o licenze e alla denuncia di inizio attività.
Le Camere di Commercio costituiscono la parte della pubblica amministrazione dedicata alle imprese. Ad esse spetta la funzione di rilasciare a richiesta certificati. Nel mondo degli affari le certificazioni camerali contribuiscono alla circolazione di informazioni certe e quindi allo sviluppo regolato del mercato. La certezza dell’informazione non va, tuttavia, confusa con la verità dell’informazione.
Talvolta, infatti, i certificati rilasciati dalle Camere di commercio riguardano le registrazioni basate sulle dichiarazioni degli interessati, in questo caso si presume che i fatti o le situazioni certificati siano veri fino a che non venga provato il contrario. Quando le registrazioni vengono effettuate a seguito di accertamenti condotti dalla Camera di commercio, la certezza è identificabile anche con la verità dell’informazione, nel senso che si ha in assoluto la presunzione di veridicità dell’informazione.
Le principali certificazioni che la Camera di commercio rilascia all’impresa, sulla base di modelli ministeriali predeterminati e a seguito del pagamento dei diritti di segreteria da parte del richiedente, sono:
- certificazioni anagrafiche (tra cui la Certificazione antimafia);
- le visure;
- certificati relativi a registri abilitanti;
- certificati relativi al Ruolo dei periti e degli esperti;
- certificati relativi all’Albo delle imprese artigiane.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
All’esigenza di acquisire dati e notizie sugli operatori economici, esigenza che nel mondo degli affari si manifesta assai frequentemente, rispondono in maniera soddisfacente le Camere di Commercio, che danno la possibilità agli imprenditori (agricoltori, commercianti, artigiani, industriali, ecc.) di conoscersi e di intraprendere affari.
Le numerose informazioni relative alle imprese, che affluiscono dalle varie Camere di Commercio, sono aggregate in un unico archivio elettronico centralizzato, a cui possono accedere istituti di credito, grandi aziende, professionisti, notai, commercialisti e imprenditori in genere. Le principali fonti camerali di informazione sono:
- Registro informatico delle imprese;
- Registro informatico dei protesti cambiari;
- Anagrafe delle imprese operanti con l’estero;
- Sportello per l’internazionalizzazione;
- Eurosportello;
- Servizio metrico Eureka;
- Rete dei brevetti Simba;
- Centro di consultazione PatLib;
- Servizio nuove imprese;
- Sistema informativo Excelsior.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
La legge 580/93 e le successive normative, oltre a riconoscere alle Camere di commercio autonomia e pari dignità istituzionale rispetto agli enti locali, ha fornito le basi normative perché diventassero un soggetto progettuale per la valorizzazione economica del territorio. In questo quadro si inserisce l’attività degli uffici studi e statistica delle Camere di Commercio, oggi on-line sulla rete Starnet.
Queste strutture informano sui principali fenomeni economici e sociali del paese, fornendo agli imprenditori una fotografia dettagliata dell’area dove intendono investire, attraverso demografie delle imprese, analisi congiunturali e strutturali, statistiche provinciali e regionali sull’economia, stime del valore aggiunto e degli investimenti, andamenti dei prezzi nei diversi mercati e del lavoro.
Gli interventi di maggiore rilevanza nell’ambito della valorizzazione del territorio sono:
- valorizzazione del marketing territoriale, promuovendo l’attrazione di investimenti, soprattutto dall’estero, e favorendo la conoscenza delle opportunità di investimento sul territorio (fiscalità, infrastrutture, qualificazione di mano d’opera, ecc.)
- sostegno degli Sportelli unici, per facilitare i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione e velocizzare gli adempimenti per l’installazione di nuovi impianti produttivi o per modificare impianti preesistenti.
- realizzazione di una rete di società, consorzi e altri organismi, per creare e gestire infrastrutture vitali per lo sviluppo del territorio. Grande impegno è stato indirizzato nella creazione e gestione di infrastrutture di trasporto, per rendere possibile la circolazione delle merci e dei servizi oltre i confini strettamente locali, e di infrastrutture per la commercializzazione: poli fieristici, centri congressuali, mercati agroalimentari.
- certificazione di qualità dei prodotti, attraverso 28 laboratori chimico-merceologico (il primo fondato nel 1905) e 30 Sportelli informativi a indirizzo tecnologico diffusi su tutto il territorio nazionale.
Data: 15/01/2007
Fonte: Redazione
Il Sistema Informativo Excelsior, e la relativa indagine annuale sui fabbisogni di professionalità, è un progetto promosso da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro e l’Unione Europea. Esso ha lo scopo di:
- misurare la domanda effettiva di professioni nei diversi bacini territoriali del lavoro (per ora definiti dall’unità amministrativa provinciale ma con la sperimentazione in micro-aree territoriali), in modo da fornire un supporto informativo a quanti – enti pubblici o privati – si trovano impegnati nell’orientare l’offerta di lavoro verso le esigenze espresse dalle imprese, o nel favorire l’incontro diretto e puntuale tra domanda ed offerta di lavoro;
- promuovere l’orientamento delle scelte dei decisori istituzionali in materia di politiche della formazione scolastica e professionale, nonché degli operatori della formazione a tutti i livelli, offrendo informazioni dettagliate sui bisogni di professionalità espressi dalle imprese per il breve e medio periodo.
Excelsior intervista tutte le imprese private iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio che hanno almeno un dipendente; sono pertanto escluse:
- unità operative della pubblica amministrazione;
- aziende pubbliche del settore sanitario;
- unità scolastiche e universitarie pubbliche;
- organizzazioni associative.
L’indagine avviene, per le imprese fino a 250 dipendenti (90.000 imprese), attraverso intervista telefonica (con adozione della metodologia C.A.T.I.) oppure, per tutte le imprese con oltre 250 dipendenti (3.000 imprese), con intervista diretta e assistenza alla compilazione del questionario a cura degli uffici studi e statistica delle Camere di Commercio. Alle imprese Excelsior chiede:
- situazione dell’occupazione e previsioni per il biennio considerato;
- le figure professionali in entrata;
- motivi di non assunzione;
- entrate e uscite nell’anno in corso;
- attività di formazione promosse;
- ripartizione delle entrate per unità provinciali (limitatamente alle imprese plurilocalizzate con oltre 100 dipendenti, il questionario ha proposto una ulteriore sezione.
Per ciascuna figura professionale che l’impresa intende assumere, viene precisato:
- il livello di inquadramento;
- la denominazione attribuita dall’impresa alla figura e il relativo numero di unità da assumere, l’eventuale numero di unità appartenenti alla figura indicata che saranno assunte part-time;
- le particolari competenze richieste alla figura professionale indicata;
- la forma contrattaule prevista e il livello contrattuale l’area funzionale di probabile inserimento all’interno dell’impresa;
- il livello di istruzione e il titolo di studio specifico richiesto (con attenzione alla eventuale formazione post-diploma);
- altri caratteri della figura da assumere: l’età (ripartita in tre classi: sino a 25 anni, da 25 a 35 anni, oltre 35 anni;), l’esperienza specifica precedente, il livello di conoscenza delle lingue straniere e dell’informatica, la difficoltà di reperimento o meno della figura, l’assunzione della figura per sostituire o meno una analoga figura presumibilmente in uscita dall’impresa, la disponibilità ad assumere in caso di difficile reperimento personale proveniente da paesi extra comunitari;
- la necessità di ulteriore formazione con corsi specifici interni o esterni all’impresa, la formazione in affiancamento a personale interno all’impresa, la durata della formazione e l’ambito nel quale la formazione stessa verrà prevista.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
L’Italia occupa il 65mo posto nella classifica mondiale sulla facilità con cui si può avviare un’attività imprenditoriale.
Dal 1° ottobre 2009 la Comunicazione Unica giunge alla fase di sperimentazione. La sperimentazione si concluderà il 31 marzo 2010 e, dal 1° aprile, le comunicazioni di avvio dell’impresa dovranno essere presentate unicamente per via telematica o su supporto informatico all’ufficio del registro delle imprese. Scarica la circolare di Unioncamere in formato .pdf.
Tutte le Camere di Commercio, comunque, hanno già effettuato i test necessari a mettere a punto l’infrastruttura telematica gestita da Infocamere, ricevendo, fino ad oggi, circa 28mila comunicazioni uniche.
Si avranno tempi certi e veloci per i riscontri. Presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) e gratuita, fornita dalle Camere di commercio, all’impresa giungerà immediatamente la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività.
In pratica, la “regia” delle comunicazioni viene affidata alle Camere di commercio che, attraverso InfoCamere, la loro società di informatica, diventano l’unico front office per tutte le registrazioni ai fini dell’attribuzione del codice fiscale e/o della partita Iva e per l’iscrizione al Registro delle Imprese, ma anche ai fini, previdenziali (Inps) e assicurativi (Inail).
• Gli adempimenti possibili
L’Unioncamere, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, l’Inps e l’Inail, ha convenuto che, a partire del 1° ottobre 2009, la nuova procedura potrà essere utilizzata su tutto il territorio nazionale per effettuare i seguenti adempimenti:
• dichiarazione di inizio attività, variazioni dati e cessazioni dell’attività ai fini Iva;
• domanda di iscrizione di nuove imprese, modifica e cessazione nel registro delle imprese e nel R.E.A. (escluso il deposito di bilancio);
• domanda di iscrizione ai fini Inail (le variazioni e le cessazioni saranno rese disponibili nei primi giorni del 2010);
• domanda di iscrizione, variazione e cessazione al registro delle imprese con effetto per l’Inps relativamente alle imprese artigiane ed esercenti attività commerciali;
• domanda di iscrizione e cessazione di impresa con dipendenti ai fini Inps;
• variazione dei dati d’impresa con dipendenti sempre ai fini Inps;
• domanda di iscrizione di impresa agricola ai fini Inps (le variazioni e le cessazioni saranno rese disponibili, invece, nel mesi di febbraio 2010).
Le domande di iscrizione, variazione e cessazione delle imprese artigiane nell’albo delle imprese artigiane seguiranno invece quanto disposto dalle leggi regionali in materia, alcune delle quali sono state di recente modificate per adeguarne il contenuto all’articolo 9 della legge n. 40 del 2 aprile 2007, istitutivo di ComUnica.
• Formazione e assistenza
Una delle novità più rilevanti introdotte dalla “comunicazione unica” è rappresentata dall’obbligo esteso a tutte le imprese, anche a quelle individuali, di trasmettere le dichiarazioni agli uffici del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico.
La presentazione della “comunicazione unica” richiede il possesso della firma digitale da parte degli interessati che devono sottoscrivere digitalmente il modello. Il servizio di invio è disponibile dalle ore 8:00 alle ore 21:00 nei giorni feriali e dalle ore 8:00 alle ore 14:00 il sabato.
Nel corso dell’anno, in occasione di consistenti invii a Comunica, è già previsto di estendere l’orario fino alle 24. Ai fini della trasmissione della pratica di “comunicazione unica” può essere utilizzato il modello di “procura” (allegato alla circolare del Ministero dello Sviluppo Economico del 15 febbraio 2008 n. 3616/C), con il quale l’imprenditore conferisce a professionisti o ad altri intermediari l’incarico di sottoscrivere digitalmente e presentare per via telematica la “comunicazione unica per la nascita dell’impresa”.
Le Camere di commercio hanno reso gratuito l’utilizzo del software “ComUnica”, che guida l’utente nella compilazione del modello e hanno pubblicato sul sito internet www.registroimprese.it la Guida alla compilazione della Comunicazione unica.
Il modello di “comunicazione unica” prevede poi che l’utente indichi l’indirizzo di posta elettronica certificata al quale saranno trasmesse tutte le comunicazioni relative al procedimento.
Nei casi di imprese individuali sprovviste di casella di posta elettronica certificata, la richiesta può essere inoltrata tramite l’applicativo di “ComUnica” e la Camera di commercio destinataria della domanda provvederà all’immediata assegnazione di una casella di posta elettronica certificata senza costi per l’impresa.
Le società, invece, dovranno iscrivere nel Registro delle imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata in sede di presentazione della domanda di iscrizione all’ufficio stesso.
Il regolamento sulle modalità di presentazione della comunicazione unica è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2009.
• La ricevuta
La “comunicazione unica”, una volta inviata dall’interessato all’ufficio del registro delle imprese, viene sottoposta dal sistema informatico del Registro delle imprese ad una serie di verifiche, le quali dovranno avere tutte esito positivo, altrimenti la “comunicazione unica” è considerata irricevibile ed il sistema notifica immediatamente l’informazione alla casella di posta elettronica certifica dell’utente e, in area riservata, all’utente nel sito.
Qualora le verifiche abbiano, invece, tutte esito positivo, la “comunicazione unica” viene protocollata immediatamente nel sistema del registro delle imprese.
Una volta effettuato il protocollo elettronico, il sistema rilascia la ricevuta che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività imprenditoriale.
La ricevuta viene inviata all’indirizzo di posta elettronica certificata dell’impresa e, nel caso che il richiedente sia persona delegata, all’indirizzo di posta elettronica certificata di colui che ha trasmesso la comunicazione unica” .
• La formazione
Il sistema delle Camere di commercio ha deciso di promuovere un piano di formazione e di informazione relativo al nuovo procedimento. Le iniziative previste sono:
• la revisione del sito www.registroimprese.it per rendere più visibile l’avvio della comunicazione unica;
• l’aggiornamento della Guida operativa ComUnica, per renderla più aggiornata alle novità tecniche disponibili e con quanto previsto da ciascuna Amministrazione interessata al procedimento;
• la realizzazione di una serie di strumenti informativi che consentano agli utenti di essere informati sulla novità e su dove trovare il materiale necessario.
• Per saperne di più
Maggiori informazioni possono essere reperite sul sito www.registroimprese.camcom.it. oppure presso
Unioncamere, Ufficio Stampa
tel. 06 4704264/370/287 fax 06 4704290
e-mail: ufficio.stampa@unioncamere.it
Infine, consulta la Guida alla compilazione della Comunicazione unica sul sito registroimprese.it.
Avvia ora, direttamente via Internet, la tua impresa, clicca qui.
Data: 02/10/2009
Fonte: Redazione
Im+ – Servizi per lo sviluppo dell’impresa è un insieme di servizi informatici tecnologicamente all’avanguardia e del tutto gratuiti promossi dalle Camere di commercio italiane.
I servizi “in più” (Im+) si rivolgono alle piccole e piccolissime imprese, anche individuali. L’obiettivo è facilitare gli imprenditori nello sviluppo del proprio business, inserendosi sulla strada già intrapresa della semplificazione amministrativa. I servizi attualmente proposti sono:
• GestiRete
Per gestire i rapporti con la clientela e sostenere opportune azioni di marketing per ampliare il proprio portafoglio clienti. Si tratta di uno strumento che consente alla piccola impresa di monitorare il business attraverso i “comportamenti” dei propri clienti (acquisti, richieste di preventivi, adesione a campagne promozionali, preferenze nelle tipologie di pagamento, eccetera).
Con l’aiuto di report personalizzati è quindi possibile prendere le decisioni che servono per aumentare la produttività della propria attività, riducendo i costi.• Archivierete
Per aumentare la sicurezza del proprio business e metterlo dal riparo di qualsiasi evento negativo. È un servizio per la protezione dei dati e delle informazioni presenti nel proprio computer, utilizzate nell’attività lavorativa.
Grazie a un semplice collegamento Internet è possibile salvare, in un’area sicura, i file e/o le cartelle che l’impresa ritiene importanti e che desidera proteggere da qualsiasi imprevisto che li potrebbe danneggiare: guasti hardware, virus informatici, furti, incendi ecc.• Promuoverete
Per promuovere l’attività delle aziende e dei professionisti, attraverso le competenze offerte e tutte le informazioni che questi soggetti ritengono utili per ampliare il proprio mercato clienti.• Incontrerete
Per favorire la cessione di piccole imprese. Si configura come un sito web per favorire l’incontro tra domanda e offerta nell’ambito delle cessioni aziendali. Il sistema prevede una sorta di “bacheca virtuale” nella quale gli utenti registrati possono inserire i propri “annunci” relativi alla cessione di un’attività o la disponibilità ad acquistarne una.
I software dell’offerta Im+ sono velocemente installabili e facilmente utilizzabili, oltre che completamente gratuiti. Realizzati da InfoCamere, la società di informatica del sistema camerale, saranno messi a disposizione dalle stesse Camere di commercio sui loro siti.
Per maggiori informazioni o per utilizzare i servizi Im+, occorre contattare la propria camera di commercio, oppure visitare il sito www.infocamere.it.
Data: 12/01/2009
Fonte: Redazione
ORIENTAMENTO, FORMAZIONE E ALTERNANZA
Le Camere di commercio sanno che per uscire dalla crisi e sostenere la competitività e lo sviluppo dei tessuti produttivi si deve puntare su qualità e valorizzazione del capitale umano.
Per questo, c’è un filo rosso che corre nel sistema camerale per favorire le potenzialità dei giovani, rendere spendibile la loro formazione e fluidificare le dinamiche di incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Cooperare per orientare e formare
L’Area Promozione Servizi alle Imprese di Unioncamere promuove, coordina e realizza le strategie nazionali, le iniziative di rete e gli interventi territoriali delle strutture camerali sui temi dell’alternanza scuola-lavoro, del passaggio dei giovani dal mondo della scuola o dell’università a quello del lavoro e dell’impresa, dei rapporti tra sistemi formativi e mondo della produzione.
Il rafforzamento delle competenze relative alla «cooperazione con le istituzioni scolastiche e universitarie, in materia di alternanza scuola-lavoro e per l’orientamento al lavoro e alle professioni», previsto dall’art. 2 del D. Lgs. 23/2010 di riforma delle Camere di commercio, rappresenta un riconoscimento al sistema camerale per le sue funzioni di collegamento tra canali formativi ed esigenze delle imprese e dei territori.
Un network per i giovani e le imprese
Alle imprese, Unioncamere, le Camere di commercio e le loro Aziende speciali offrono maggiori possibilità di trovare professionalità e competenze necessarie per innovarsi e svilupparsi, ma anche di assumere un ruolo da protagoniste nei processi formativi, per colmare le distanze tra scuola e lavoro.
Ai giovani sono date più chance per fare esperienza diretta di come funzioni il mondo del lavoro. Il Sistema Informativo Polaris è una «rete connettiva» tra scuole, imprese e ragazzi per i progetti di alternanza e per i tirocini formativi e di orientamento.
Si aggiungono le azioni di orientamento nelle scelte formative e professionali di giovani e adulti, il Premio «Scuola, Creatività e Innovazione» e le collaborazioni con il Miur per il riordino del canale dell’istruzione tecnica e professionale e il decollo dell’istruzione e formazione tecnica superiore.
Laboratori territoriali per capire ciò che cercano le imprese e per far crescere le risorse umane
Per facilitare l’incontro domanda-offerta di formazione e lavoro, il sistema camerale sperimenta da anni i Laboratori territoriali per «fare rete» e creare partenariati forti con i soggetti impegnati a migliorare l’offerta formativa locale e creare nuovi percorsi di comunicazione e orientamento. Il punto di partenza è la rilevazione dei fabbisogni di professionalità delle imprese attraverso Excelsior, per progettare indirizzi di studio e rendere più flessibili quelli esistenti.
Completano il quadro delle attività la diffusione della cultura del lavoro imprenditoriale e autoimpiego e la salvaguardia dell’occupabilità, attraverso l’aggiornamento permanente degli occupati e l’assunzione di giovani laureati, tecnici e professionalità di alto livello. Se la formazione è una continua crescita e «manutenzione » delle proprie competenze, cui sono dedicate iniziative come l’università telematica Universitas Mercatorum, anche l’orientamento per il sistema camerale è un’azione imprescindibile che investe la persona lungo tutto l’arco della propria vita.
Tutto ciò per poter contare su risorse umane pronte per affrontare con le imprese, nell’interesse della collettività, le sfide dell’economia globale.
- Scuola, Università, Lavoro
L’orientamento in azione permanente.
- Dalla scuola all’impresa
L’importanza dell’alternanza scuola-lavoro.- Quando la scuola illumina l’impresa
Dalla formazione alle «idee eccellenti».- Formare per l’innovazione e lo sviluppo
Dall’istruzione tecnica e professionale al rilancio del sistema Ifts.- Stage e tirocini
Una formazione sul lavoro per il lavoro.- A scuola in azienda
Il progetto e il portale Polaris.- «Job creation»
La cultura d’impresa per l’autoimpiego.- Rapporti consolidati in via di sviluppo
Università, Alta Formazione e Formazione continua.- Alte professionalità
Attrarre, formare e inserire talenti stranieri.- Laboratori Territoriali
Sviluppo del capitale umano e incontro domanda-offerta di formazione e lavoro.- Fare rete
Le relazioni e gli accordi istituzionali.- Portali e strumenti editoriali
Per l’orientamento, per l’alternanza scuola-lavoro, gli stage e i tirocini.- Orientamento, formazione e mercato del lavoro
Unioncamere e il territorio.
Scarica gratuitamente la pubblicazione Prepararsi al futuro (.pdf, 6,2 MB).
Data: 27/06/2010
Fonte: Redazione
Le Camere di commercio italiane sono inserite attivamente all’interno del circuito della giustizia nell’esercizio delle procedure di risoluzione alternativa delle controversie attraverso il servizio Arbitrato e Conciliazione.
Dal 2003, i contrasti che insorgono sia tra imprese che tra imprese e consumatori possono essere presentati presso un apposito sportello all’interno della Camera di commercio territorialmente competente per la risoluzione dei conflitti di tipo paragiurisdizionale.
L’arbitrato è un istituto paragonabile al primo grado della giustizia ordinaria. È regolato dal Codice di Procedura Civile e consiste nell’affidare una decisione (il lodo arbitrale) ad un soggetto privato e neutrale scelto dalle parti in lite.
Grazie a una procedura unica a livello nazionale, il servizio Arbitrato e Conciliazione consente a imprese, consumatori e professionisti di ricevere assistenza specializzata nel raggiungimento di un accordo per risolvere in modo semplice, rapido, economico e sicuro una controversia, evitando di ricorrere alla giustizia ordinaria.
Unioncamere sostiene queste attività promuovendo ogni anno la Settimana della conciliazione, una campagna promozionale che, a livello nazionale e locale, coinvolge ciascuna Camera di Commercio in azioni di sensibilizzazione rivolte alle imprese per sfruttare al meglio le opportunità offerte da questa procedura.
Il servizio conciliazioni gestite dalle Camere di commercio cresce nei numeri e nel successo di utenti: i 14.051 casi affrontati del 2007 sono divenuti 20.246 nel 2008, con un incremento del 45% rispetto al 2007. A dare un contributo essenziale alla diffusione di questa forma extragiudiziale di composizione delle controversie, il settore delle telecomunicazioni e il Mezzogiorno, le cui 15mila conciliazioni rappresentano oltre il 70% del totale (nel 2007 erano il 65,5%).
Le 20mila domande di conciliazione gestite nel 2008 dalle Camere di Commercio hanno riguardato, in 3.669 casi, controversie nascenti da rapporti tra imprese, mentre 16.577 sono relative a rapporti tra imprese e consumatori. Sale così a 60.207 il numero complessivo di procedure conciliative gestite dai 105 Sportelli del sistema camerale nel periodo 1997-2008: 12.492 relative a controversie nascenti da rapporti tra imprese e 47.715 controversie in materia di consumo, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni.
Il valore medio delle conciliazioni è di 22.200 euro mentre la durata media di 66 gg. conferma i tempi contenuti della procedura conciliativa. Maggiore il valore e la durata delle conciliazioni in materia di diritto societario, che nel 2008 hanno raggiunto i 100 giorni per un valore medio di 112.851 euro.
Davvero consistente il ricorso delle regioni del Mezzogiorno a questa forma extragiudiziale di composizione delle controversie. 15.306 conciliazioni, infatti, sono state gestite da sportelli camerali delle regioni meridionali.
La prima in classifica è la Campania, con 9.390 procedure nel 2008, seguita dalla Toscana (1.677) e dalla Sicilia (1.646). Napoli, Caserta, Salerno e Catanzaro le province più concilianti.
In meno di due mesi, più di una controversia su due trova risoluzione. E non soltanto per il vestito maltrattato dalla tintoria o per la vacanza andata in fumo, ma anche per dispute dal valore economico consistente, quali quelle nelle quali talvolta possono incappare soprattutto le imprese nei loro rapporti con i fornitori. E’ quanto evidenzia l’analisi dell’attività di conciliazione condotta dalle Camere di commercio nei primi sei mesi del 2010, resa nota della 7° Settimana di promozione dei servizi di conciliazione delle Camere di Commercio.
Se il bilancio complessivo delle conciliazioni, gestite dalle Camere di commercio nel I semestre 2010, si allinea a quanto registrato negli ultimi due anni (oltre 10mila i procedimenti giunti ai servizi camerali), continua a crescere la percentuale di controversie risolte con un accordo tra le parti (il 55%) concluso mediamente in 57 giorni ed aumenta in maniera considerevole il valore medio dei procedimenti, che arriva a superare i 21mila euro (contro i 12mila del I semestre 2009), in virtù proprio del maggior ricorso delle imprese alla conciliazione.
Infatti, crescono di quasi il 10% le domande riguardanti dispute tra imprese (poco più di 2.500 contro le 2.284 dello stesso periodo dell’anno scorso), mentre si riducono di circa il 5% quelle inerenti controversie tra consumatori e aziende.
Per maggiori informazioni, rimandiamo al sito www.conciliazione.camcom.it dove è possibile trovare tutte le informazioni per attivare i servizi di conciliazione camerali.
Data: 20/10/2010
Fonte: Unionamere
I contratti tipo sono schemi contrattuali predisposti per i settori economici a maggiore rischio di conflittualità. Rappresentano un utile strumento per assicurare una concorrenza corretta tra le imprese e una tutela adeguata dei consumatori, nell’interesse generale dell’economia. In altre parole, sono modelli contrattuali standard condivisi e privi di clausole vessatorie il cui scopo è di evitare l’insorgenza di problemi tra consumatori e imprese e che consentono di assicurare regole di trasparenza e di equità.
Le clausole inique o vessatorie sono quelle clausole che determinano, a sfavore del consumatore, uno squilibrio rilevante nei diritti e negli obblighi derivanti da un contratto.
I contratti tipo nascono dalla collaborazione delle Associazioni imprenditoriali e delle Associazioni dei consumatori che trovano nelle Camere una sede ideale per raggiungere un accordo.
Dal 1993 al 2005, 56 Camere di commercio hanno realizzato 200 documenti relativi ai contratti tipo che, grazie a un progetto coordinato da Unioncamere e finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico, sono a disposizione di imprenditori e consumatori.
Il progetto si è avvalso della partecipazione alla Commissione nazionale di validazione dei contratti, dalle Camere di commercio coinvolte, da consulenti legali, dalle associazioni di categoria e dei consumatori, dal Ministero dello Sviluppo economico e dall’Antitrust.
Grazie a queste collaborazioni è stato possibile realizzare modelli chiari, equilibrati e, soprattutto leggeri, tali da non ingessare troppo il mercato e quindi la libera concorrenza. Fino ad oggi nell’ambito del progetto nazionale sono stati realizzati 14 schemi contrattuali e 5 pareri.
Tutti i pareri e gli schemi contrattuali sinora definiti sono pubblicati nella banca dati nazionale, sul sito Unioncamere, alla pagina: http://www.unioncamere.it/clausole_contratti
Data: 07/06/2009
Fonte: Redazione
LA RIFORMA DELLE CAMERE
L’articolo n. 53 della legge n. 99 del 23 luglio 2009, Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” delega al Governo per la riforma della disciplina in materia di camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
In altre parole, il Governo adotterà, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della suddetta legge (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2009 – Supplemento ordinario n. 136), un decreto legislativo per la riforma della disciplina del sistema camerale italiano.
L’intervento legislativo sarà proposto dal Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Le linee guida della riforma sono le seguenti:
- Assicurare uniformità e coerenza nelle funzioni e nei compiti esercitati dalle camere di commercio, in linea con le diverse competenze tra lo Stato e le regioni.
- Revisione della disciplina relativa ai segretari generali delle camere di commercio.
- Semplificazione e rafforzamento delle procedure di nomina degli organi camerali per ottimizzarne il funzionamento.
- Previsione di una maggiore trasparenza nelle procedure relative alla rilevazione del grado di rappresentatività delle organizzazioni imprenditoriali, sindacali e delle associazioni di consumatori, per la designazione dei componenti delle stesse nei consigli camerali.
- Valorizzazione del ruolo delle camere di commercio quali autonomie funzionali nello svolgimento dei propri compiti di interesse generale per il sistema delle imprese nell’ambito delle economie locali, nel contesto del sistema regionale delle autonomie locali.
- Limitazioni per la costituzione di nuove camere di commercio per il raggiungimento di un sufficiente equilibrio economico.
- Valorizzazione e rafforzamento del ruolo delle camere di commercio a sostegno dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di alternanza scuola-lavoro e di orientamento al lavoro e alle professioni.
- Miglioramento degli assetti organizzativi in funzione dei compiti assegnati alle camere di commercio sul territorio.
- Valorizzazione del ruolo dell’Unioncamere per la razionalizzazione e semplificazione del sistema contrattuale.
Un importante passo avanti su questo percorso riformatore del sitema camerale italiano è stato fatto dal Consiglio dei ministri del 12 febbraio 2010 che ha varato il decreto legislativo sulla riforma delle Camere di commercio. Una riforma attesa da sedici anni che punta a un significativo rafforzamento della capacità di azione del sistema camerale soprattutto per la promozione e lo sviluppo delle autonomie locali.
Il decreto prevede, per gli organi camerali viene inserita la rappresentanza dei professionisti nei consigli camerali e vengono semplificate le modalità di composizione degli organi. Si rafforzano le competenze delle Camere su tre linee di lavoro: internazionalizzazione e promozione all’estero delle nostre aziende, in raccordo con le strategie del Governo.
Si semplificano le attività delle imprese attraverso la telematica. Inoltre, la riforma introduce il Patto di stabilità per il sistema camerale; si prevede che le Camere più piccole debbano accorpare i loro servizi. Non si potranno istituire nuove Camere di commercio se non in presenza di un numero minimo di aziende (40mila).
Sul versante del federalismo, infine, vengono potenziate le Unioni regionali delle Camere di commercio e valorizzato il raccordo con le Regioni anche attraverso lo strumento degli accordi di programma.
Leggi il comunicato stampa di Unioncamere con le principali innovazioni introdotte dalla riforma.
Data: 15/02/2010
Fonte: Redazione
NUOVI AMBITI D’AZIONE PER LE CAMERE
L’articolo 4, (commi 55 e 56) della riforma del lavoro varata dal ministro Fornero (legge n. 92 del 28 giugno 2012) promuove la realizzazione di reti territoriali che comprendono l’insieme dei servizi di istruzione, formazione e lavoro. Queste reti devono collegarsi alle strategie per la crescita economica, l’accesso al lavoro dei giovani, la riforma del welfare, l’invecchiamento attivo, l’esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati.
La riforma ritiene pertanto prioritarie 3 azioni:
• Sostegno alla costruzione, da parte delle persone, dei propri percorsi di apprendimento formale, non formale e informale.
L’obiettivo è individuare i fabbisogni formativi degli individui in relazione alle necessità dei sistemi produttivi e dei territori di riferimento, con particolare attenzione alle competenze linguistiche e digitali.
Ricordiamo brevemente che:
- l’apprendimento formale è acquisito tramite scuole e corsi;
- l’apprendimento non formale, attraverso mezzi che, pur non finalizzati all’apprendimento, veicolano conoscenze, come, ad esempio, le esperienze di lavoro;
- l’apprendimento informale è legato alla vita quotidiana o alle caratteristiche dell’individuo.
Infine, per «competenza» si intende la capacità di mobilitare verso uno specifico obiettivo conoscenze e abilità che sono state acquisite tramite apprendimento.
• Riconoscimento di crediti formativi e certificazione degli apprendimenti acquisiti.
• Fruizione di servizi di orientamento lungo tutto il corso della vita.
Nella realizzazione di queste reti territoriali dei servizi la legge n. 92/2012 riconosce un ruolo molto importante alle camere di commercio quali promotrici del sistema imprenditoriale e del territorio attraverso la formazione, l’apprendimento e la valorizzazione dell’esperienza professionale acquisita dalle persone.
Dal punto di vista operativo, il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della riforma (dunque entro gennaio 2013), uno o più decreti legislativi per la definizione delle norme generali e dei livelli per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali, con riferimento al sistema nazionale di certificazione delle competenze.
I principi e i criteri direttivi che verranno seguiti sono:
• Individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali acquisiti dalla persona. Si intendono innanzitutto i servizi svolti su richiesta dell’interessato per valorizzare il proprio patrimonio culturale e professionale.
• Riconoscimento delle esperienze di lavoro quale parte essenziale del percorso educativo, formativo e professionale della persona.
• Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni per l’erogazione dei servizi da parte dei soggetti istituzionalmente competenti in materia di istruzione, formazione e lavoro. Sono incluse anche le imprese e loro rappresentanze nonché le camere di commercio.
• Possibilità di riconoscimento degli apprendimenti non formali e informali convalidati come crediti formativi in relazione ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni compresi nel repertorio nazionale.
• Previsione di procedure di convalida dell’apprendimento non formale e informale e di riconoscimento dei crediti da parte dei soggetti istituzionali.
Queste procedure devono basarsi su principi di semplicità, trasparenza e rispettare i sistemi di garanzia della qualità e valorizzazione del patrimonio culturale e professionale accumulato nel tempo dalla persona.
• Attuazione di riscontri e prove sulla base di quadri di riferimento e regole definiti a livello nazionale e in linea con le norme e i regolamenti dell’Unione europea.
L’obiettivo è assicurare, in un ottica di equità e pari trattamento delle persone, la comparabilità delle competenze certificate su l’intero territorio nazionale.
Data: 12/09/2012
Fonte: Redazione
Il 2011 si è chiuso con circa 200 contratti di rete e un migliaio di imprese coinvolte in questa nuova formula di aggregazione. Un fenomeno in continua e rapida crescita, posto che erano 50 a fine aprile e 63 a metà giugno 2011.
Guardando ai contenuti ed agli obiettivi dei Contratti di rete in essere, colpiscono due aspetti:
- da un lato, il fatto che in molti casi rappresentino la formalizzazione di reti preesistenti: di frequente, infatti, le reti risultano sovrapporsi ad esperienze di distretti produttivi o di cluster d’impresa;
- in secondo luogo, sembra sempre più diffusa la propensione a costituire network orientati all’innovazione, ovvero finalizzati a sperimentare nuovi processi produttivi, a condividere know-how o ad operare in ambiti in fase di espansione e poco tradizionali, come la bio-edilizia, le tecnologie a basso impatto ambientale, la realizzazione di impianti per la produzione di energie alternative.
Il concetto di rete di imprese è stato introdotto per la prima volta dall’art. 6..bis della legge 133/2008. Si è tuttavia dovuto attendere la legge 33/2009 per vedere disciplinata, per la prima volta, la rete di imprese e, in particolare, il Contratto di rete, le cui disposizioni si trovavano nell’art. 3 di tale decreto ministeriale. Questa prima disciplina è stata poi modificata e completata l’anno successivo dall’art. 42 della legge 122/2010.
Il contratto di rete è un istituto innovativo del nostro sistema produttivo che realizza un modello di collaborazione tra imprese; quest’ultime, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità possono realizzare progetti e obiettivi condivisi nell’ottica di incrementate capacità innovativa e competitività sul mercato.
Lo scopo del contratto di rete di imprese deve essere quello di “accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato”.
La finalità che deve quindi costituire la ragion d’essere dell’iniziativa, è di migliorare le performance e il posizionamento di mercato delle aziende che partecipano alla Rete. La rete di imprese si deve distinguere dai consorzi, che hanno come finalità la realizzazione in comune solo di specifiche fasi della produzione.
Spetta alle aziende, caso per caso, individuare le modalità concrete, ossia le attività che possono consentire il raggiungimento di tali obiettivi. Queste modalità, o attività, dovranno poi essere esplicitate nel Contratto di rete, in quanto assumono una valenza fondamentale e un riferimento necessario per l’avvio e lo svolgimento dell’attività della Rete stessa.
In sostanza, il contratto di rete deve prevedere inevitabilmente:
- un programma comune (alle imprese che costituiscono la Rete);
- una collaborazione tra le imprese della Rete;
- lo scambio di informazioni;
- lo scambio di prestazioni (industriali, commerciali, tecniche, tecnologiche);
- l’esercizio in comune di una o più attività (ovviamente, funzionale all’operatività di ciascuna azienda della Rete, dovendo rientrare nell’oggetto dell’impresa).
Le informazioni che occorre riportare all’interno del contratto di rete di imprese sono:
- la denominazione delle imprese aderenti alla Rete;
- gli obiettivi di innovazione e di competitività che si intendono perseguire con la Rete;
- le modalità per misurare l’avanzamento verso tali obiettivi;
- il programma di Rete, con i diritti e gli obblighi di ciascuna impresa partecipante;
- le modalità di realizzazione dello scopo comune;
- l’eventuale fondo patrimoniale comune e l’indicazione dei conferimenti, nonché le regole di gestione del fondo;
- la durata del contratto;
- le modalità di adesione di altre imprese;
- le eventuali cause di recesso;
- l’eventuale soggetto che cura l’esecuzione del Contratto di rete, ed i poteri di gestione e di rappresentanza ad esso conferiti;
- le procedure decisionali delle imprese partecipanti.
I Contratti di rete garantiscono alle imprese sottoscrittrici alcune agevolazioni che assumono le seguenti forme:
- incentivi fiscali;
- facilitazioni nei rapporti con la Pubblica amministrazione;
- contributi a fondo perduto (forniti per il momento da bandi delle Regioni).
Per ulteriori approfondimenti sui contratti di rete è possibile scaricare la pubblicazione Reti d’impresa. Un’opzione credibile per lo sviluppo del sistema produttivo italiano a cura del Centro studi di Unioncamere.
Data: 15/02/2010
Fonte: Redazione
IL CONTRATTO DI RETE: LA SITUAZIONE
La ricerca Contratti di rete: un’analisi comparativa, promossa da RetImpresa-Confindustria e Unioncamere, ha analizzato le prime pratiche di contratto di rete attraverso la lente dei primi 214 contratti iscritti al registro tra il 2010 e il 2011.
La ricerca, la prima di questo genere condotta in Italia, offre l’opportunità di discutere circa le potenzialità di sviluppo dei modelli di rete di imprese quali strumenti di collaborazione e di governo delle filiere d’impresa stesse, volti ad accrescere le loro capacità competitive e innovative sui mercati, sia locali che globali.
La ricerca mostra che l’intervento normativo ha risposto ad una domanda reale di strumenti per la collaborazione tra imprese. Le reti costituite si dividono in due macro gruppi: reti orizzontali e reti verticali. Il contratto di rete si aggiunge e non sostituisce gli strumenti esistenti. Costituisce uno strumento che mette al centro il progetto di cooperazione imprenditoriale. Consente di raggiungere obiettivi che le imprese singolarmente non sarebbero in grado di perseguire o potrebbero farlo a costi molto più elevati.
Il contratto di rete viene usato dalle imprese per accedere a nuovi mercati, specialmente internazionali, per offrire servizi alle imprese, per svolgere attività di ricerca, per governare in modo più efficace alcuni segmenti della filiera. Opera nella manifattura, in agricoltura, nei servizi. E’ diffuso sul territorio nazionale con una prevalenza nelle regioni del centro-nord ed alcune rilevanti picchi in qualche regione meridionale. Rare ancora le reti transeuropee.
Le reti costituite comprendono società di capitali, in prevalenza srl, mentre è ancora limitata la presenza di micro-imprese costituite con società di persone e ditte individuali. Presenta architetture differenziate: dalla rete bilaterale a reti estese comprensive di un numero elevato di imprese.
Talvolta viene impiegato per costituire reti tra reti. Spesso formalizza rapporti pre-esistenti caratterizzati dalla frammentazione, dando luogo a collaborazioni più stabili e durature. I progetti hanno una durata media superiore ai cinque anni. Sia l’opzione per la costituzione dell’organo comune che quella per l’istituzione del fondo comune vengono sistematicamente esercitate.
La governance riflette esigenze diverse. Nella maggior parte il potere decisionale è condiviso ma in una minoranza di casi viene attribuito ad una sola impresa. La patrimonializzazione della rete è relativamente ridotta, anche se in taluni casi il finanziamento è consistente. Uno strumento che rivela grandi potenzialità nella proiezione dalla attuale fase di ‘sperimentazione organizzativa’ a quella prossima di consolidamento e stabilizzazione con il prevedibile aumento di reti di ampia dimensione e di reti di reti.
Retimpresa, l’agenzia per le aggregazioni tra imprese, ha realizzato la Guida pratica al contratto di rete d’impresa per avvicinare le imprese a questo nuovo strumento di aggregazione, descrivendone le caratteristiche principali, le sue modalità di applicazione ed i suoi vantaggi.
La pubblicazione si rivolge a quelle imprese che intendono valutare l’opportunità di realizzare un contratto di rete in funzione dei propri obiettivi strategici e dei programmi di sviluppo condivisi con altre imprese.
Tratto da Unioncamere, 6 giugno 2012.