Manuale di sopravvivenza per giovani in cerca di lavoro

Il Manuale di sopravvivenza per giovani in cerca di lavoro orienta chi non sa bene come muoversi dopo la laurea, facendo un po’ di chiarezza su un mondo (quello del lavoro) e su un linguaggio (quello delle aziende) non completamente familiari.
Il libro raccoglie i risultati dei dieci anni di attività dell’osservatorio Istud sul rapporto tra giovani e lavoro, in cui abbiamo fatto ricerca a fianco delle aziende, e li mette a disposizione dei neolaureati.
E’ pubblicato da Lupetti editore, è curato da Daniele Boldizzoni, Simonetta Manzini, Antonio Nastri e Luca Quaratino della Fondazione Istud, business school che dal 1970 opera nel campo della formazione professionale superiore e della ricerca sul management.
Per avvicinarci al linguaggio della Generazione Y (i nati dopo il 1980) è stato scelto un format agile, con informazioni in pillole, illustrazioni e rimandi.
Per aiutare i giovani a prendere confidenza con il lavoro, gli autori hanno scelto la forma del libro-glossario. Sono 81 le parole-chiave prese in considerazione: si parte dalla A di affiancamento in azienda (“un affiancamento di qualità consente ai giovani neolaureati di socializzare velocemente con la cultura organizzativa”) per arrivare alla Z di Zambia e Zimbabwe (“due paesi lontani scelti per suggerire possibili opzioni fuori dai nostri confini per chi non riuscisse a trovare lavoro, ma ovviamente ci sono destinazioni più agevoli e promettenti”).
In mezzo, definizioni e riflessioni su bamboccioni, community, human resource management, multitasking, qualità, raccomandazione, sindacato, talenti, volontariato, work & life balancement
E ancora, con consigli su come rendere originale un curriculum vitae, come affrontare (e superare) un colloquio di lavoro o su come scegliere il master e perché.
Non mancano approfondimenti sull’inserimento in azienda e su quello che i manager si aspettano dai giovani: una buona preparazione non basta, infatti, servono impegno, umiltà, volontà e l’entusiasmo è una delle qualità più richieste, da parte dei giovani, anche una maggiore consapevolezza sia delle loro capacità sia di quella che è la realtà del mondo del lavoro, con le sue regole, la sua organizzazione, la sua logica. E per finire, qualche  mito da sfatare come,  per esempio, quello per cui i giovani preferiscono lavorare in una multinazionale piuttosto che in una piccola impresa. 

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