Riforma delle professioni

Professioni, è l’ora della riforma con l’approvazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 7 agosto 2012 (G.U. del 14 agosto 2012) recante il regolamento di attuazione dei principi dettati dall’art. 3, comma 5, del decreto legge n. 138 13 agosto 2011 in materia di professioni regolamentate. Tra le principali novità viene definita la professione regolamentata come l’attività, riservata per disposizione di legge o non riservata, il cui esercizio è previsto solo a seguito di iscrizione in ordini o collegie subordinatamente al possesso di qualifiche profesionali o all’accertamento delle specifiche professionalità.
Cancellato anche il tirocinio obbligatorio: gli ordini possono non istituirlo o istituirlo per una durata più breve. La durata di 18 mesi è prevista come durata massima. Inoltre non sussiste più l’incompatibilità per i pubblici dipendenti sia atempo parziale che full-time.
La formazione continua diventa obbligatoria (pena l’applicazione di sanzioni disciplinari) e sarà sotto il controllo degli Ordini che disciplineranno le modalità, i contenuti formativi minimi e i parametri per l’attribuzione dei crediti con regolamento da varare con l’assenso del ministero vigilante.
La riforma delle professoni sancisce il principio di separazione tra gli organi disciplinari e gli organi amministrativi nell’autogoverno degli ordini. Pertanto spetta al tribunale, nel cui circondario ha sede il Consiglio, nominare i membri. I criteri in base ai quali è effettuata la proposta di consigli dell’ordine o collegio e la designaziona da parte del tribunale sono individuati con regolamento adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica, dai consigli nazionali dell’ordine o collegio.
La riforma introduce dal 13 agosto 2013 l’obbligo per il professionista di stipulare un’assicurazione per i possibili danni arrecati al cliente.
Infine la pubblicità informativa è ammessa «con ogni mezzo» se relativa all’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni.

Consulta la pagina del sito del Governo Italiano dedicata alla riforma delle professioni.
Consulta il decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 7 agosto 2012.

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