Medico – Chirurgo

La professione di medico-chirurgo è una professione intellettuale riconosciuta dalla legge, per il cui esercizio occorre l’iscrizione ad appositi albi professionali controllati e gestiti dagli ordini professionali, sotto la vigilanza dello Stato. Tali ordini sono organizzati a livello locale – provinciale o interprovinciale – e riuniti in Federazioni nazionali.
In Italia, gli iscritti all’Albo dei medici-chirurghi secondo i dati disponibili più aggiornati, relativi al 1998, sono circa 322.000; di questi circa 25.000 sono iscritti contemporaneamente anche all’Albo degli odontoiatri (Fonte Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri). Circa 96.000 sono i medici ospedalieri e 56.000 i medici di medicina generale (o medici di famiglia).
In Italia, l’attività di medico-chirurgo può essere svolta in tre forme diverse:

- libera professione, sia individuale che in forma associata, sulla base della specializzazione in possesso del professionista;
– rapporto di lavoro dipendente, pubblico o privato;
– rapporto di lavoro autonomo coordinato e continuativo.

La libera professione può aver luogo negli studi medici, ambulatori e poliambulatori, laboratori privati di analisi, ambulatori di terapia fisica e di riabilitazione, di radiodagnostica e radioterapia, sia individualmente che in forma associata.
Il lavoro dipendente può essere svolto:

- nel Servizio Sanitario Nazionale, cioè nelle strutture pubbliche delle Aziende Sanitarie Locali;
– nelle strutture pubbliche e a funzione pubblica non appartenenti alle ASL da: medici universitari, medici degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, medici degli ospedali classificati, medici del Ministero della Sanità, medici militari, degli enti previdenziali, dell’amministrazione penitenziaria, dell’Ente Ferrovie dello Stato, della Polizia di Stato, della Croce Rossa;
– in strutture sanitarie, aziende e altre organizzazioni private.

Il rapporto di lavoro autonomo coordinato e continuativo (rapporto convenzionale) con il Servizio sanitario nazionale (SSN) è disciplinato con legge 23/12/1978 n. 833, art. 48, che fa riferimento solo ad alcune categorie di medici: generici (“di famiglia”), specialisti pediatri di libera scelta, specialisti e generici ambulatoriali, specialisti esterni, cui vanno aggiunti per prassi contrattuale le seguenti categorie: medici addetti ai servizi di guardia medica e alle attività di medicina dei servizi, odontoiatri. I contratti collettivi di categoria individuano compiti e prestazioni, nonché il trattamento economico. 

Data: 05/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO 

Il compito fondamentale del medico – chirurgo è quello di “guidare il paziente, attraverso la malattia, verso la guarigione”. Come è facile intuire, le attività specifiche di questa figura professionale variano a seconda dell’ambito lavorativo e del tipo di specializzazione, così come variano le modalità di esercizio, del singolo medico o dell’équipe; ciò nonostante è possibile individuare alcuni compiti fondamentali e comuni a tutti i medici con riferimento alle tre principali aree di attività: prevenzione, cura e assistenza.

- Prevenzione
Il medico informa il singolo paziente sui fattori di rischio e sugli strumenti e modalità per la loro rimozione; in tale campo un ruolo fondamentale riveste il medico di famiglia insieme agli altri operatori delle strutture territoriali;
Partecipa inoltre alle attività di informazione sui fattori di rischio a scopo di prevenzione rivolte alla collettività, attraverso campagne di educazione sanitaria, svolte ad esempio in ambienti di lavoro o scolastici. Infine il medico somministra vaccini contro le malattie infettive (es. antipolio, antitetano,….)

- Cura
Le principali attività che il medico deve svolgere per giungere a definire la migliore cura possono essere così, sinteticamente, delineate:

- raccolta anamnestica: raccogliere, attraverso l’ascolto diretto del paziente, tutti i dati che possono aiutare nella definizione di una corretta diagnosi (sintomi, malattie pregresse,…);
– esame obiettivo: visita del paziente per verifica eventuali patologie;
– esami di laboratorio e strumentali;
– diagnosi della malattia;
– cura, che può essere di tipo medico – utilizzo di farmaci e presidi terapeutici – oppure includere interventi chirurgici.

- Assistenza
Il medico deve effettuare:

- la valutazione del decorso della malattia;
– la verifica dell’efficacia della terapia;
– l’adeguamento della stessa a condizioni sopravvenute;
– i controlli periodici atti a prevenire lo sviluppo di complicanze della malattie (nel caso ad esempio di malattie croniche).

Figure sanitarie affini al quella del medico chirurgo, secondo il D.P.R. n. 761/1979 sono:

- l’assistente medico: svolge funzioni medico-chirurgiche di supporto e funzioni di studio, di ricerca e didattica secondo le direttive impartite dai medici superiori. La sua attività è soggetta a controllo e gode di autonomia vincolata alle direttive ricevute;

- il coadiutore sanitario: svolge funzioni autonome nell’area dei servizi a lui affidata, relativamente ad attività e prestazioni medico-chirurgiche, nonché ad attività di studio, didattica e ricerca e di partecipazione dipartimentale, anche sotto il profilo della diagnosi e cura, nel rispetto delle necessità del lavoro di gruppo e sulla base delle direttive ricevute dal medico appartenente alla posizione apicale;

- il dirigente sanitario svolge attività e prestazioni medico-chirurgiche, di studio, didattica, ricerca e programmazione e di direzione dell’unità operativa o dipartimentale, servizio multizonale o ufficio complesso affidatogli.
Cura la preparazione di piani di lavoro e la loro attuazione ed esercita funzioni di indirizzo e di verifica sulle prestazioni di diagnosi e cura, nel rispetto dell’autonomia professionale operativa del personale dell’unità assegnatagli, impartendo istruzioni e direttive ed esercitando la verifica inerente all’attuazione di esse. In ambiente ospedaliero assegna a sé e agli altri medici i pazienti ricoverati. 

Data: 05/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI

Primo requisito per un medico – chirurgo è il possesso di competenze scientifico-tecniche, che richiedono la conoscenza approfondita del corpo umano, delle cause, sintomi e manifestazioni delle patologie, degli strumenti terapeutici.
Oltre alle conoscenze scientifiche, un ruolo fondamentale assume la capacità di istaurare un buon rapporto medico-paziente unito a quello con gli altri medici ed altri operatori sanitari e socio-sanitari. Spirito di collaborazione e disponibilità a comunicare con gli altri sono dunque qualità fondamentali per questa professione.

In particolare, comunicare con il paziente, implica sia la capacità di ascoltare ed eventualmente interrogare il paziente al fine di acquisire tutti gli elementi conoscitivi rilevanti per la definizione della malattia e del migliore percorso di cura, sia la capacità di trasmettere al paziente le informazioni necessarie.
Al medico – chirurgo è inoltre richiesto determinazione per operare le scelte di intervento terapeutico più adatte e chiarezza per dare precise indicazioni agli operatori con cui collabora (assistenti, infermieri, vigilatrici d’infanzia….),

In generale al medico si richiede di operare con prudenza, perizia e diligenza. Il medico deve cioè prevedere e prevenire i pericoli che si possono verificare come conseguenza del suo comportamento, deve agire avvalendosi non solo delle conoscenze scientifiche ma anche della propria esperienza (sapere e saper fare).

Data: 05/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE 

Per l’esercizio della professione di medico chirurgo è richiesta la laurea in Medicina e Chirurgia e l’iscrizione obbligatoria all’Albo dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri. Più in particolare, la qualificazione del medico-chirurgo comprende una formazione di base (corso di laurea, esame di Stato) e una formazione specialistica, attraverso i corsi post-laurea presso le Scuole di specializzazione riconosciute.
Per accedere al corso di laurea è necessario possedere il diploma di scuola secondaria di durata quinquennale e superare un esame di ammissione costituito da test a scelta multipla su materie quali: biologia, fisica, chimica, matematica logica). La votazione conseguita all’esame di maturità ed il punteggio riportato nel test sono considerati nella formazione della graduatoria degli ammessi e degli esclusi.

L’ordinamento didattico prevede:

- la frequenza obbligatoria;
– la finalizzazione del corso alla preparazione del medico di base;
– il piano di studi personalizzato (orientamento scientifico, medico, chirurgico, ecc.), per creare un curriculum che rispecchi le singole inclinazioni.

L’attività formativa prevede 5.500 ore comprensive di:

- attività didattica formale (lezioni per non più di 1800 ore totali;
– attività didattica interattiva, organizzata in piccoli gruppi con l’assistenza di tutori, volta alla analisi, discussione e soluzione di problemi biomedici ed alla pratica clinica (1.700 ore);
– attività d’internato obbligatorio e di preparazione della tesi di laurea (800 ore);
– apprendimento autonomo e guidato (circa 1.200 ore).

Dopo i sei anni del corso di laurea, per sostenere l’esame di abilitazione all’esercizio professionale è indispensabile il tirocinio – della durata di 1 anno – da svolgersi presso strutture universitarie o del Servizio Sanitario Nazionale.
L’esame di abilitazione consiste in tre prove, pratiche e orali:

- una prova di clinica medica generale e cliniche affini (clinica neurologica e clinica psichiatrica, clinica derosifilopatica);
– una prova di clinica chirurgica generale e cliniche affini (clinica oculistica, clinica otorinolaringoiatrica, clinica ortopedica, clinica odontoiatrica);
– una prova di clinica ostetrica e clinica pediatrica.

Per accedere alla scuola di specializzazione – a numero chiuso – oltre all’abilitazione, è necessario superare un esame. 

Data: 05/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

La situazione occupazionale relativa alla figura professionale di medico chirurgo è piuttosto critica: nel 2002 il numero dei medici in rapporto alla popolazione, pari a 1 medico per 172 abitanti, colloca l’Italia sui livelli più elevati a livello europeo.
Maggiore è la concentrazione di medici nelle città sedi di Facoltà universitarie; nelle provincie di Bologna, Roma, Genova, ad esempio, il rapporto è di 1 medico ogni 113-120 abitanti. Le aree più carenti, in rapporto al valore medio nazionale, sono collocate invece per lo più nelle piccole provincie del nord-centro, come Asti, Prato, Lodi, Treviso, solo per citarne alcune.
Nel contempo i disoccupati o sottoccupati oscillano tra i 60 e gli 80.000. Diverse misure stanno cercando di frenare la disoccupazione di tale figura, quali il numero chiuso di accesso alle facoltà e la riduzione delle specializzazioni, il cui numero si è ridotto da 150 a 72, ma rimane comunque distante dalle 48 previste dalla direttiva comunitaria.

Data: 05/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIÙ 

Per avere maggiori informazioni sulla figura professionale del medico chirurgo è possibile contattare:

- Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri
Piazza Cola di Rienzo 80/a,
00192 Roma
tel. 06 362031 fax 06 3222794
sito: www.fnomceo.it 

Data: 05/07/2010
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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