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LAVORARE PER
CONSEGUIRE RISULTATI

Il quinto e ultimo percorso di JobCompass intende proporre, attraverso un approccio pratico, metodologie e riferimenti utili per la progettazione, programmazione e realizzazione di un progetto o servizio di orientamento.
Passo dopo passo, il lettore è accompagnato verso la pianificazione e l'attuazione delle azioni da realizzare, la scelta dei partner più adatti, la promozione del progetto e la valutazione dei risultati ottenuti.

Progettare e programmare interventi
 
Affrontare e risolvere problemi
 
Lavorare in gruppo
 
Comunicare
e promuovere i servizi
 
 

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Progettare e programmare interventi

La gestione di un progetto (project management) include l'insieme di attività necessarie alla realizzazione degli obiettivi che il progetto stesso si prefigge.
Un progetto è uno sforzo delimitato nel tempo (con una data di partenza e una di completamento) per la creazione di prodotti, servizi o determinati risultati portatori di benefici o valore aggiunto.
Tutto ciò comporta l'applicazione di conoscenze, attitudini, tecniche e strumenti alle attività di un progetto al fine di conseguirne gli obiettivi. Intendere un progetto come uno sforzo in un arco temporale finito permette di distinguerlo dai normali processi operativi (le cosiddette attività di routine) che sono invece permanenti o semi-permanenti e diretti a produrre in modo ripetitivo lo stesso servizio.
Proprio la diversa natura di queste attività richiede lo sviluppo di filosofie, attitudini e approcci diversi per la loro gestione.
La sfida principale nella gestione di un progetto o di un evento è quella di rispettare il perimetro costituito dai vincoli del contesto, solitamente il costo, il tempo e la qualità.
La sfida secondaria, ma non meno ambiziosa, è quella di ottimizzare l'utilizzo delle risorse e integrare gli input necessari a raggiungere gli obiettivi definiti.
Queste sfide infine devono essere portate avanti risolvendo i problemi e mitigando i rischi che ciascun progetto, in misura diversa, troverà comunque lungo la sua strada. Con un po' di ironia si potrebbe considerare la gestione di un progetto come la risposta scientifica alla Legge di Murphy.
È evidente che l'identificazione puntuale degli obiettivi da conseguire, delle attività da realizzare e dei tempi implica anche la definizione dei compiti e delle modalità di attuazione delle iniziative, nonché il corretto utilizzo delle risorse umane, informative, tecnologiche e finanziarie disponibili.
A partire da queste considerazioni preliminari, è possibile individuare cinque fasi del project management:

1. Analisi della situazione di partenza.
2. Identificazione dei soggetti da coinvolgere.
3. Identificazione degli obiettivi generali e specifici.
4. Pianificazione e attuazione delle azioni da realizzare.
5. Valutazione dei risultati.

Va ricordato infine che la gestione di un progetto, un tempo attività prevalentemente tecnica, oggi è diventata soprattutto di comunicazione. Ad esempio, comporta:

L'organizzazione di riunioni formali e informali.
La stesura di relazioni scritte.
L'assegnazione di precisi compiti e responsabilità ai collaboratori.
L'identificazione e la soluzione di eventi critici e problematiche contingenti.
La promozione, lo sviluppo e il supporto ai gruppi di lavoro.

La situazione di partenza
I soggetti da coinvolgere
Gli obiettivi generali e specifici
Le azioni da realizzare
I risultati



Come si procede a una corretta analisi della situazione di partenza di un progetto?

La gestione di un progetto, di un'attività o di un evento parte dall'identificazione dei problemi che si intendono affrontare. Si tratta in sostanza di rispondere alla domanda: "Quali problemi si vogliono affrontare e risolvere attraverso un determinato programma?"
I possibili ambiti di intervento dovrebbero naturalmente essere identificati tenendo conto delle priorità concordate a livello strategico, di eventuali vincoli e variabili di contesto e delle risorse (umane, informative, finanziarie ecc.) disponibili.
La fase di analisi della situazione di partenza riveste un'importanza cruciale in quanto consente di identificare, sistematizzare e valutare tutte le informazioni significative disponibili per verificare la fattibilità di un programma e per fare un primo "inventario" dei vincoli e delle risorse che caratterizzano il contesto di riferimento.
Contesto di riferimento e patrimonio informativo sono i presupposti da cui partire perché l'azione progettuale non si svolge mai nel "vuoto informativo"; idee, orientamenti e indicazioni più o meno strutturate devono essere preesistenti al lavoro di progettazione.
Ulteriori approfondimenti della situazione di partenza possono essere condotti attraverso:

Il reperimento, la sistematizzazione e l'analisi dei materiali informativi e di ricerca già esistenti.
Brevi indagini realizzate sul campo tramite colloqui e interviste con interlocutori privilegiati.
La realizzazione ex novo di un'attività strutturata di osservazione del contesto/bacino di riferimento.

Il quadro informativo sulla situazione di partenza dovrebbe essere possibilmente discusso tra tutti coloro che, a vario titolo, partecipano al progetto. Un ciclo di incontri permette infatti di:

Rendere disponibile e condivisibile tutta la documentazione significativa esistente.
Integrare e confrontare le informazioni disponibili.
Ricomporre e sistematizzare in via definitiva il quadro informativo condiviso.

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Come si individuano i soggetti da coinvolgere per la soluzione dei problemi, la gestione del progetto e la sua realizzazione?

È fondamentale individuare con precisione quali siano i soggetti o i gruppi di lavoro da coinvolgere nell'attuazione dei programmi di lavoro. Si tratta in sostanza di rispondere alla domanda: "Chi è coinvolto nella soluzione dei problemi che si vogliono affrontare?"
Si tratta di un punto molto delicato in quanto spesso è la causa dell'andamento negativo della gestione di un programma di lavoro.
Tra le situazioni più frequenti:

Incompatibilità tra obiettivi del programma e necessità/aspettative dei partecipanti.
Presenza di problematiche non esplicitate, e quindi non prevedibili, legate all'esercizio del ruolo dei diversi soggetti coinvolti.
Conflitti e sovrapposizioni di ruolo e di competenza.
Assenza di adeguati strumenti di pianificazione e controllo.
Utilizzo disfunzionale o personalistico delle informazioni determinato da dinamiche di potere.

Richiamare queste problematiche, insieme a una forte responsabilizzazione e consapevolezza dei soggetti coinvolti, può facilitare la coesione e garantire il raggiungimento dei risultati prefissati.
Uno strumento particolarmente efficace per la definizione dei ruoli e delle responsabilità nell'ambito di un progetto è la Carta delle responsabilità.
Si tratta di una semplice scheda informativa che può essere predisposta al momento iniziale di un programma/progetto (e poi aggiornata periodicamente) per definire in relazione alle diverse fasi di lavoro previste:

Chi è il responsabile di un determinato intervento/azione.
Chi sono gli eventuali altri soggetti coinvolti.
Quali sono nel dettaglio le attività da realizzare.
Entro quanto tempo devono essere realizzate tali attività.
Con quali risorse disponibili.

Nel definire i ruoli e le responsabilità è consigliabile, inoltre, tenere presente che:

Ogni fase di attuazione di un programma deve avere possibilmente un solo responsabile (il quale avrà eventualmente il compito di coordinare altri soggetti/collaboratori).
Le responsabilità devono essere attribuite facendo riferimento alla competenza e all'esperienza maturata dai soggetti coinvolti.
Bisogna stabilire preventivamente a chi si deve rispondere del proprio operato.
Va previsto un adeguato numero di ruoli di supporto (ad esempio, a livello di segreteria).
Occorre concordare una modalità certa e affidabile di circolazione delle informazioni tra i diversi soggetti coinvolti.

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Quando e come bisogna identificare degli obiettivi generali e specifici?

Gli obiettivi del progetto da realizzare devono essere descritti sia in termini generali che di risultati specifici che si vogliono conseguire. Si tratta in sostanza di rispondere alla domanda: "Quali sono i risultati concreti da conseguire realizzando un determinato programma?"
In proposito è sempre utile ricordare che:

Gli obiettivi generali rappresentano le categorie di sintesi che conferiscono unitarietà logica a un programma/progetto. Più che definire risultati operativi, indicano una meta, un traguardo finale.
Gli obiettivi specifici rappresentano il vero punto di riferimento del programma, perché in relazione a essi possono essere definite sia le azioni da intraprendere sia gli indicatori di verifica dei risultati.

Ecco un esempio di obiettivo specifico:

Intervenire in un determinato contesto locale per affrontare la crisi occupazionale di un determinato settore riconvertendo almeno il 50% dei lavoratori interessati tramite l'utilizzo dei servizi per il lavoro disponibili nel territorio.

Nella operazione di "smontaggio" dell'obiettivo generale per descrivere gli obiettivi specifici, dovrebbero essere evitati due possibili errori:

"Smontare troppo poco" definendo obiettivi specifici ancora troppo generici rispetto ai quali non risulta ben comprensibile il risultato da perseguire.
"Smontare troppo" definendo obiettivi specifici che, per eccesso di dettaglio, possono risultare troppo parcellizzati rispetto all'obiettivo generale.

È importante ricordare che la chiarezza degli obiettivi e la loro piena condivisione da parte dei soggetti coinvolti rappresenta una condizione fondamentale per il successo del progetto.

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Quali sono le cose concrete da fare per attuare delle azioni da realizzare?

Entriamo dunque nella fase tipicamente organizzativa di attuazione del programma. Si tratta in sostanza di rispondere alla domanda: "Quali sono le cose concrete da fare e la loro modalità di esecuzione?"
Le prime azioni da compiere sono:

Raccogliere dati in relazione al problema identificato.
Predisporre schede informative per la raccolta dei risultati.
Descrivere dettagliatamente le azioni che si vogliono realizzare.
Definire i tempi di realizzazione dell'azione e le risorse necessarie.

In sostanza un'attività, per essere inclusa in un piano di lavoro, deve rispondere a tre caratteristiche essenziali:

1. Rappresentare un'unità di lavoro elementare definita e circoscritta (ad esempio, reperire specifiche informazioni, elaborare un documento scritto trasmetterlo a quel determinato soggetto ecc.).
2. Essere quantificabile in termini temporali e quindi avere una durata definita, ossia un inizio e una fine.
3. Risultare fattibile in relazione alle risorse disponibili per il suo svolgimento (persone, tecnologie, finanziamenti ecc.)

Gli approcci più avanzati del project management prevedono la Work breakdown structure (Wbs), ovvero l'elenco di tutte le attività di un programma di lavoro tenendo conto del fatto che spesso i progetti sono composti da migliaia di attività.
In altre parole il Wbs consiste nell'individuazione delle attività elementari (tasks) nelle quali suddividere i programmi (o progetti), le quali tasks vengono a loro volta raggruppate in macro attività (work packages).
A ciascuna attività sono poi assegnate le risorse umane, materiali e temporali necessarie per conseguire gli obiettivi identificati. Questo approccio consente di definire la catena di attività, la cui durata influisce direttamente sui tempi di completamento del progetto.
Tra i vari strumenti del project management, quello più frequentemente usato è il diagramma di Gantt che consiste in una rappresentazione grafica a barre che mette in evidenza le interrelazioni tra le diversi elementi del progetto (macro attività, attività elementari e output) in una scala temporale.

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Come si svolge correttamente la valutazione dei risultati di un progetto?

Siamo finalmente giunti alla fase in cui, utilizzando strumenti il più possibile oggettivi, si procede alla verifica dello stato di avanzamento delle attività e dell'efficacia/efficienza delle azioni realizzate.
In primo luogo è importante definire i tempi della valutazione che può essere realizzata ex ante, in itinere ed ex post:

La valutazione ex ante consiste nell'analisi preventiva dei programmi e dei progetti, per ottenere informazioni relative alla coerenza delle iniziative proposte, ai bisogni effettivi dei destinatari, al tipo di obiettivi che si vogliono conseguire ecc.
La valutazione in itinere consiste nell'analisi periodica dell'andamento dei programmi e dei progetti, per ottenere "in tempo reale" lo stato di avanzamento dei lavori.
La valutazione ex post consiste nell'analisi svolta al termine degli interventi realizzati, per ottenere informazioni relative alla soddisfazione dei destinatari coinvolti, all'efficacia degli interventi e alle possibili azioni correttive da approntare nella successiva fase di programmazione.

In definitiva, un efficace "dispositivo" di valutazione delle iniziative realizzate deve affrontare alcune domande chiave:

Chi sono i destinatari dell'attività di valutazione?
Quali sono i principali referenti dell'attività di valutazione?
In che termini è espressa la domanda di tali referenti?
Quali sono gli eventuali altri utilizzatori dell'attività di valutazione?
A quale tipo di esigenze deve rispondere l'attività di valutazione?
Quali sono i bisogni informativi dei referenti identificati e di eventuali altri utilizzatori?
A che tipo di problemi intendono dare risposta i referenti in questione attraverso la valutazione?
Quali indicazioni strategiche e operative deve fornire la valutazione?
Quali sono le principali aree di osservazione da indagare e in base a quali indicatori?
Come deve configurarsi il prodotto dell'attività di valutazione per poter diventare un adeguato supporto informativo ai processi decisionali e di programmazione? Come deve essere realizzata l'attività di valutazione?
Tenuto conto dei bisogni informativi e delle aree di osservazione identificate, come deve essere realizzata l'attività di valutazione? Con quale metodo, con quali strumenti, utilizzando quali fonti informative?
Quali sono le modalità di raccolta e di elaborazione delle informazioni relative alle varie "aree di osservazione"?
Quali sono le risorse necessarie (umane, tecnologiche, temporali, finanziarie, ecc.) per realizzare in modo adeguato l'attività di valutazione?

Le risposte a queste domande definiscono una proposta globale di valutazione che comprende:

Criteri metodologici per l'attuazione dell'attività di valutazione.
Finalità generali dell'attività di valutazione.
Obiettivi, articolazione delle attività di valutazione e principali ambiti di indagine.
Fonti informative e modalità di raccolta delle informazioni.
Prodotti informativi destinati alla committenza e/o alla divulgazione esterna.
Iniziative di promozione e diffusione dei risultati della valutazione.

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