Musicista

Quella del musicista è una carriera difficile, che prevede non soltanto un talento innato, ma anche un lungo percorso di studio e allenamento quotidiano. E, nonostante la crisi del settore, il nostro Paese, considerato tra i più “musicali” del mondo, da secoli prepara i migliori «professionisti della musica.
Assieme agli istituti pareggiati (che hanno lo stesso ordinamento ma non sono ancora statalizzati) i conservatori rappresentano il momento di massimo approfondimento con la musica. È qui che si formano e si diplomano i futuri compositori e musicisti. Istituiti con una legge del 1918, dal ’74 i conservatori si sono rinnovati e hanno ampliato il loro piano di studi, rendendolo più attuale e decisamente al passo coi tempi. Con il decreto legge 417/74 si sono istituite le scuole medie e i licei sperimentali a indirizzo musicale annessi ai conservatori.
Inoltre si è aperta la possibilità di adottare percorsi formativi alternativi per gli insegnamenti tradizionali: ogni strumento ha una doppia possibilità di diploma, tradizionale o sperimentale. E ai corsi esistenti si sono aggiunti quelli sperimentali, dai contenuti altamente innovativi.

Data: 13/09/2000
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PROFILO

Il musicista esegue, solitamente in pubblico, brani musicali composti da altri, più raramente di sua creazione. Si tratta di una figura tipica del settore dello spettacolo che, grazie al favore riscosso dalla musica dal vivo, sta godendo di ampi spazi presso diversi tipi di locali e strutture.
I compiti di un musicista sono essenzialmente di due tipi: artistico e manageriale. Da un punto di vista artistico, il musicista, al momento dello spettacolo, deve dimostrare le proprie capacità esecutive e di arrangiamento, oltre a quelle più creative che garantiscono una efficace comunicazione con il pubblico. In questo senso il musicista esecutore deve tener presente il cambiamento delle tendenze del pubblico, aggiornandosi continuamente su quelli che possono essere i suoi gusti.
L’attività promozionale che viene svolta in prima persona solo agli inizi della carriera, in seguito viene generalmente affidata a un manager che procura i contatti con i gestori dei locali e ottiene gli ingaggi.

Data: 13/06/2000
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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REQUISITI

Il musicista esecutore deve essere un attento conoscitore di musica, sia da un punto di vista tecnicoc che da quello culturale. Ovviamente deve conoscere molto bene il proprio strumento ed essere in grado di creare nuovi arrangiamenti, utilizzando sempre più frequentemente i supporti informatici.
Grazie ad una ricca cultura musicale, inoltre, il musicista esecutore può rivelare una certa versatilità, muovendosi agilmente tra i vari generi e stili musicali. Oltre che molte ore dedicate all’esercizio, il musicista esecutore dedica anche molto tempo all’ascolto di nuove produzioni e soprattutto di produzioni datate.

Data: 13/06/2000
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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FORMAZIONE

Il percorso formativo per diventare musicista è molto lungo, impegnativo e inizia fin dalla tenera età. Già a 3 o 4 anni i bambini possono avvicinarsi allo studio della musica. Recenti ricerche hanno dimostrato che l’educazione musicale rappresenta un forte stimolo allo sviluppo dell’intelligenza infantile e facilita l’apprendimento di tutte le materie scolastiche. Esistono numerosi corsi, organizzati da comuni e province o da scuole private, che consentono di muovere i primi passi «musicali» in un clima di gioco.
Comincia così il percorso educativo più completo, che prepara i giovani allievi alle scuole medie a indirizzo musicale e in seguito ai licei sperimentali musicali annessi ai conservatori. L’età giusta per iniziare a studiare uno strumento è variabile: il pianoforte, il violino, il violoncello oppure il flauto possono essere iniziati tra i 7 e i dieci anni; gli strumenti a fiato richiedono invece che l’apparato respiratorio sia perfettamente formato: l’oboe oppure il fagotto si possono iniziare verso gli undici anni, tromba e corno intorno ai 15. Per accedere ai conservatori si deve superare l’esame di ammissione.
Chi ha già maturato un’esperienza musicale sia a livello privato, sia attraverso le scuole di avviamento alla musica, deve sostenere un esame che stabilisce il «livello di competenza» sullo strumento. Chi non ha pratica strumentale (è il caso dei bambini di 10/11 anni) deve sostenere una prova attitudinale. Viene inoltre verificata l’assenza di disturbi di coordinamento psico-motorio, fondamentale per chi si avvicina allo studio di uno strumento. I principianti che superano la selezione, frequenteranno il conservatorio con un anno di prova. Alcuni conservatori offrono la possibilità di frequentare la scuola media inferiore e il liceo a indirizzo musicale all’interno della propria struttura. Il piano di studi prevede l’insegnamento delle tradizionali materie scolastiche (lettere, filosofia, storia, matematica, fisica) affiancate a lezioni musicale di area comune e lezioni individuali di strumento. Il maestro, che segue l’allievo dall’inizio alla fine del corso (quindi per 7/10 anni), verifica i progressi e indirizza il metodo di studio. L’allenamento, costante e quotidiano, viene svolto a casa.
L’ordinamento generale prevede un percorso di formazione in verticale. Le discipline sono divise per scuole: musicale, di composizione, di strumenti, di canto, direzione orchestra e direzione coro. Questi sono gli assi portanti, cui in un secondo tempo si sono aggiunte altre scuole, diverse a seconda delle sedi (per esempio, a Milano da 7 anni sono state istituite le scuole di percussioni, musica elettronica, clavicembalo, didattica della musica). Il corso principale è quello di strumento, cui si affiancano i corsi complementari di area comune musicale: teoria e solfeggio, pianoforte complementare (per i «non pianisti»), storia della musica, cultura musicale generale (armonia complementare), musica da camera, musica d’assieme per fiati, esercitazioni corali e orchestrali, lettura della partitura. La scuola di strumento ha una durata diversa a seconda dello strumento scelto: 10 anni per organo e piano, viole e violoncelli, chitarra, composizione e direzione d’orchestra; 7 anni per gli strumenti a fiato (flauto, oboe, tromba), arpa e contrabbasso; 5 per il corso di canto. Ogni corso è poi strutturato in livelli: inferiore, medio e superiore.
I diplomi sono numerosi: ogni strumento ha il proprio. Ci sono poi quelli «non strumentali», da composizione a musicologia. Il corso più gettonato è quello di pianoforte, seguito dagli strumenti d’orchestra (principalmente violino, viola e violoncello). Molto seguita la scuola di composizione, che spesso è frequentata da chi segue anche un corso di strumento.

Data: 13/06/2000
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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SBOCCHI PROFESSIONALI

È risaputo che il settore della musica soffre di una crisi occupazionale. Più volte si è addirittura parlato di chiudere i conservatori. Le tre possibilità di lavoro più tradizionali per un musicista rimangono l’insegnamento, la carriera solistica e l’orchestra. L’ insegnamento rappresenta la maggior fonte d’occupazione del settore. Solo nei conservatori lavorano 5 mila professori. «Inoltre, da quando gli enti pubblici gestiscono le attività culturali, si sono moltiplicate le scuole civiche. Ma si assiste a un doppio fenomeno: da una parte si sono creati più posti di lavoro per gli insegnanti, dall’altra si mettono in circolazione professionisti che con ogni probabilità non avranno la possibilità di fare i musicisti. La scuola civica “media” tende infatti a proporre programmi classico-tradizionali, tralasciando l’insegnamento delle nuove professioni musicali legate alle tecnologie all’avanguardia, che sono oggi le sole a presentare sbocchi alternativi. Si crea così un circolo chiuso: non ci sono insegnanti di “nuova musica” perché non esiste questo tipo di formazione. La strada più difficile è quella dei solisti. Per tutti è necessario un periodo di perfezionamento post-diploma: i musicisti freschi di conservatorio in genere non sono in grado di suonare subito in orchestra.
In alternativa agli sbocchi tradizionali si sono aperte nuove possibilità di lavoro, dalla musicoterapia alla musica elettronica. Per quanto riguarda la musica elettronica si stanno imponendo due nuove figure professionali: gli “assistenti di studio” e gli “ingegneri del suono”, tecnici altamente specializzati che sposano la conoscenza della musica con le tecnologie. La professione del musicista è essenzialmente notturna, e trova buone opportunità nei piano bar e anche in bar e ristoranti. Interessanti occasioni di lavoro possono inoltre nascere da cerimonie e feste, nonché nell’ambito di manifestazioni fieristiche. Un traguardo è sicuramente la partecipazione a serate di artisti più quotati, esperienza che arricchisce in maniera rilevante il curriculum professionale.
Un altro settore dove il musicista esecutore trova occupazione è la produzione musicale che prevede anche colonne sonore, spot pubblicitari, documentari e musiche per spettacoli teatrali. In Italia i musicisti sono circa 40.000, dai coristi ai concertisti, ai musicisti di musica leggera. Questa professione è penalizzata dai lunghi periodi di inattività, anche se soprattutto nell’ambito della musica leggera dal vivo, si riscontrano negli ultimi anni segnali positivi. Il tipo di occupazione che il mercato può offrire resta comunque precario, caratterizzato da un pesante turnover, ed è quindi indispensabile, oltre alle doti professionali e alla versatilità, anche molta tenacia. Solo pochi riescono ad avere i requisiti essenziali per fare della musica un mestiere di cui vivere e non un hobby.

Data: 13/06/2000
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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PER SAPERNE DI PIU’

A musicisti, o aspiranti tali, segnaliamo alcuni riferimenti utili per reperire informazioni su opportunità formative, sbocchi professionali, associazioni e enti musicali. Il Comitato nazionale italiano musica Cim/Unesco (largo Torre Argentina 11, Roma; tel. 06 6819061) è l’organismo nato nel ’79 per contribuire allo sviluppo delle attività e della cultura musicale in Italia. Svolge attività a livello di informazione, documentazione, raccolta dati e ricerche di interesse musicale. Cidim pubblica l’«Annuario musicale italiano»: due volumi con gli indirizzi utili a chi lavora in ambito musicale: enti lirici, ministeri, teatri, istituzioni concertistico industriali, orchestre Rai, associazioni concertistiche e teatrali, festival e rassegne, concorsi, associazioni di musicisti, sindacati, organizzazioni lavorative. E anche interpreti e strumentisti, operatori musicali, riviste, case editrici, biblioteche e librerie, corsi e stage brevi, corsi annuali e pluriennali, scuole pareggiate e conservatori, centri di informazione musicale nel mondo. L’annuario si trova in vendita nei negozi Ricordi o si può richiedere direttamente al Cidim. Si può anche consultare presso le biblioteche dei conservatori. La Scuola di musica di Fiesole (via delle Fontanelle 24, S. Domenico di Fiesole; tel. 055.59571-599994) è un’istituzione culturale unica nel suo ambito in Italia. È stata fondata nel ’74 da Piero Farulli sulle indicazioni del Comitato nazionale di musica e cultura, che aveva messo a punto una radiografia delle carenze del Paese in campo musicale, proponendo alcune strade per avviare un radicale rinnovamento. Oggi è una fondazione aperta ai bambini (4 anni di età) e agli adulti, a chi della musica vuole fare una professione oppure rimanere un «dilettante». Oltre ai corsi di base, aperti a tutti, la scuola propone corsi annuali di alto perfezionamento e di qualificazione professionale per orchestra, realizzati con il contributo della Regione Toscana e del Fondo sociale europeo. Il «frutto» è l’Orchestra giovanile italiana, diretta tra gli altri da Muti, Accardo e Bellugi. Il corso d’orchestra prevede una selezione. Altre opportunità formative nel campo musicale: – Scuola popolare di musica di Testaccio, via Monte Testaccio 91, Roma tel. 06.5759309; – CIMES Centro di musica e spettacolo via Barberia 4, Bologna tel. 051.229102; – Centro nazionale di musica, danza e teatro via Fracassini 90, Roma tel./fax 06.3611926; – UM Università della musica, via Libetta 1, Roma tel./fax 06.5783309. Associazioni – Comitato nazionale italiano musica largo di Torre Argentina 11, Roma tel. 06.6819061; – CTSIS Coordinamento per la tutela del settore intrattenimento e spettacolo, via E. Biondi 3, Milano; – SMI Sindacato musicisti italiani via Goito 39, Roma; – SNM Sindacato nazionale musicisti via Maria Cristina 12, Pino Torinese (Torino); – UNAMS (Arte, Musica, Spettacolo) viale Province 184, Roma; Siti web da visitare: – www.assomusica.org; – http://fasolmusica.it.

Data: 13/06/2000
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

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