Il colloquio rappresenta una fase cruciale della ricerca di lavoro. Mette a confronto faccia a faccia due persone che hanno in comune un obiettivo: fare la scelta migliore. Se poi il candidato è una persona con molte esperienze lavorative alle spalle, certamente il colloquio diventa il momento di un queste esperienze vanno valorizzate, per trasformare il fattore età da potenziale limite ad una grande risorsa!
Scegli per ogni domanda il tipo di risposta che consideri più efficace e leggi i suggerimenti di JobTel!
Per quale ragione ha deciso di cambiare lavoro?
ATTENZIONE!
Non fa mai buona impressione su un potenziale datore di lavoro sapere che hai avuto diverbi con capo o colleghi, anche se questa è la vera ragione per cui hai lasciato il lavoro. Meglio concentrarsi sui contenuti della tua professione o sulle limitate possibilità di carriera.
BENE!
Questo è un approccio positivo che indica che sei una persona che ha ancora voglia di dare molto professionalmente. Attenzione solo nel caso in cui nel tuo curriculum risultino troppe esperienze di breve durata. Occorre che ne spieghi i motivi ancora prima che arrivi la domanda, per evitare di apparire incostante e poco incline agli impegni a lungo termine.
Quali sono le sue aspettative professionali?
BENE!
Certamente la risposta a questa domanda dipende in gran parte dal tuo potere contrattuale. In ogni caso è sempre utile far risaltare le corrispondenze tra le esperienze acquisite e la nuova posizione. Poi, se ti senti abbastanza sicuro, dal punto di vista professionale, puoi delineare in maniera più o meno precisa, gli obiettivi che vuoi perseguire.
ATTENZIONE!
Non conviene mai osare troppo, soprattutto se il tuo potere contrattuale è basso (cioè se ti trovi ad aver perso il lavoro) o se la posizione proposta non rappresenta una continuità con la tua storia lavorativa. Essere ambiziosi in parte è apprezzato, ma non durante il primo colloquio di lavoro!
Come mai ha deciso di invertire la rotta e ricominciare da capo?
ATTENZIONE!
Quando si cambia mestiere, anche se si tratta di una scelta radicale, non è mai bene dar l’impressione di un’inversione totale di rotta. Conviene piuttosto puntare sulle competenze/conoscenze che possono essere trasferite nella nuova occupazione.
BENE!
Ricordati che spetta a te e non al selezionatore saper presentare la tua storia lavorativa in modo da far risaltare le esperienze che possono essere trasferite. E’ un compito molto importante quando si hanno alle spalle diverse esperienze lavorative, e andrebbe anticipato in parte già nella stesura del curriculum.
Vedo dal suo curriculum che non conosce il francese
ATTENZIONE!
Ai selezionatori non piacciono le deviazioni dalla domanda che è stata posta. Se ti è stato chiesto se conosci una certa lingua meglio puntare sulle tue capacità di apprendere, che mentire o dimostrare che comunque ne sai altre due.
BENE!
Se il posto ti interessa molto, non dovrebbe essere difficile accordarsi in modo che ti diano il tempo di imparare una lingua nuova. Certo questo rappresenta uno sforzo ulteriore rispetto all’impegno lavorativo, ma è anche un’occasione per accrescere il tuo bagaglio di conoscenze.
Quali sono i suoi punti di forza?
ATTENZIONE!
Il consiglio è di non rispondere mai con degli aggettivi, che possono apparire banali, o magari presuntuosi, a meno che non siano immediatamente collegabili con la tua storia professionale.
BENE!
Questo è l’aggancio migliore anche se la domanda si riferisce ad eventuali punti deboli. In quest’ultimo caso conviene anche chiarire come si pensa di superarli o come sono già stati superati.
Perché ci ha contattati?
BENE!
Questa è una domanda che piace molto ai selezionatori, sopratutto se si tratta dei futuri capi, a cui piace essere considerati i preferiti. Attenzione solo a non imbarcarti in disquisizioni troppo tecniche se non conosci davvero la posizione sul mercato dell’azienda.
ATTENZIONE!
Tieni conto che se a porti questa domanda è il tuo futuro capo, ovviamente questa risposta è troppo generica. Prima di arrivare al colloquio dovresti prepararti a rispondere a questa domanda, cercando informazioni sull’azienda, i prodotti e la posizione nel mercato.
Si trova meglio a lavorare da solo o in gruppo?
ATTENZIONE!
Nel lavoro oggi è sempre più importante saper lavorare in gruppo e confrontarsi continuamente con colleghi e collaboratori. Una risposta secca come questa, può far presagire al selezionatore che potranno esserci problemi nel caso ti venga chiesto di lavorare in team. Se davvero le tue esperienza di lavoro di gruppo sono negative, meglio essere pronti a chiarire bene cosa non ha funzionato e perché.
BENE!
Questa risposta denota una buona dose di flessibilità organizzativa. Eventuali preferenze o problematiche riscontrate possono poi essere poi dettagliate sulla base delle tue precedenti esperienze.
Vedo che ha molte esperienze lavorative di breve durata. Come mai?
BENE!
Anche se sarebbe meglio spiegare queste esperienze di breve durata ancor prima che ti venga posta una domanda diretta in merito, i selezionatori conoscono benissimo le difficoltà del mercato del lavoro. Quindi, non c’è da preoccuparsi a fornire questo tipo di spiegazione.
ATTENZIONE! Se le tue esperienze di breve durata sono da imputare alla tua insoddisfazione, cerca di illustrarne molto chiaramente i motivi (confrontandole se possibile anche con esperienze di lunga durata che consideri positive), perché sennò corri il rischio di perdere credibilità e spessore professionale.
Ha mai preso in considerazione la possibilità di mettersi in proprio?
ATTENZIONE!
Quella del mettersi in proprio è una domanda a doppio taglio che, se da un lato vuole testare la tua autonomia e intraprendenza, dall’altro potrebbe seriamente preoccupare il selezionatore sul fatto che magari decidi di mollare l’azienda portandoti via i nominativi dei clienti!
BENE!
Anche se davvero volessi metterti in proprio, non conviene assolutamente scoprire le proprie carte.
C’è qualcosa di cui si pente?
ATTENZIONE!
Certamente, se questa è davvero una massima in cui credi, la risposta è corretta. Tuttavia, in questo modo, dai l’impressione di voler chiudere troppo in fretta l’argomento. Sarebbe meglio fare uno sforzo per individuare qualche situazione che non si pensa di aver afferrato al meglio, o di qualche occasione mancata, spiegandone le ragioni. Mai far riferimento all’attuale professione come “errore”, a meno che lo scopo del colloquio non sia proprio quello di cominciare un’attività diversa.
BENE!
Bene, qualunque sia la situazione negativa o l’occasione mancata a cui vuoi far riferimento è importante impostare un discorso completo, spiegando eventualmente le ragioni che ti hanno fatto fare una scelta di cui oggi ti penti.
Stiamo lavorando ad un progetto. Vuole dargli un’occhiata e dirmi fra qualche giorno cosa ne pensa e come lo migliorerebbe?
BENE!
Se il posto ti interessa o se, in ogni caso, vuoi tenere le porte aperte con quest’azienda, non mostrarti dubbioso e consegna il lavoro nel tempo pattuito, anche se questo ti richiede uno sforzo notevole.
ATTENZIONE!
Certamente stanno mettendo alla prova la tua professionalità, ma sopratutto il tuo interesse per la posizione offerta. E se il posto ti interessa, dovresti accettare di svolgere questo compito senza esitare.
Lei in effetti sembra troppo qualificato per questa posizione
BENE!
Sia che l’affermazione del selezionatore derivi dal fatto che realmente le tue competenze sono sovradimensionate rispetto alla posizione offerta, sia che sia stato tu ad enfatizzare troppo la tua esperienza, l’unico modo per “recuperare”, se il posto ti interessa, è quello di soffermarti su ciò che ti manca per dimostrare la tua reale motivazione per quel lavoro.
ATTENZIONE!
Con una risposta di questo tipo non fai che aumentare le preoccupazioni del selezionatore che teme – e a ragione – che una persona sovradimensionata se ne vada alla prima buona occasione, e che la posizione offerta venga considerata solo come impiego d’emergenza, finché non trovi qualcosa di meglio.
Speriamo che questi suggerimenti ti saranno utili per la scelta degli studi universitari.