Paradosso

Sembrerebbe proprio un paradosso, ma nel 2013, il 62% delle imprese in tutto il mondo ha difficoltà a selezionare le figure adeguate alle necessità delle proprie attività. In dettaglio, per la maggior parte delle organizzazioni (il 55%), sono i professionisti, le figure tecniche intermedie e gli addetti specializzati i più difficili da trovare. Per le figure manageriali, le imprese che trovano difficoltà sono in numero minore (il 25%). Minori problemi sorgono anche nella ricerca delle altre figure di staff (11%) e dei top executive (il 9%).
A sostenerlo è la ricerca internazionale Talent Managers to drive business performance 2013, realizzata del Top Employers Institute. Il rapporto evidenzia un cambiamento nei processi di selezione messi in atto dalle imprese. I canali informali e i social network sono sempre più utilizzati al momento di rintracciare il talento giusto. Questi infatti danno modo alle aziende di accedere a una più ampia popolazione di potenziali candidati.

Gli strumenti più innovativi permettono di fatto di individuare profili con specifici skill, come prima non era mai stato possibile.
Sempre più spesso, all’interno dell’azienda, vengono premiati i dipendenti che indicano all’impresa figure e profili che possono essere adeguati al tipo di organizzazione per cui lavorano. Questo sistema, di fatto, crea un’alleanza, remunerativa per entrambi, tra datore di lavoro e dipendente nella ricerca dei migliori talenti da inserire in organico.

Il processo decisionale che porta all’assunzione di un profilo sta poi diventando sempre meno soggettivo e quanto più oggettivo possibile. Negli ultimi tre anni si è assistito a un crescente utilizzo di strumenti di valutazione (test e altro) per una più attenta profilazione del candidato.
In Italia, la totalità delle imprese utilizza il colloquio di lavoro nella procedura standard per l’assunzione di un persona con un elevato titolo di studio. Altrettanto elevata è la quota di quelle imprese che compiono una valutazione attenta della personalità e delle capacità (87%). Quasi il nove su dieci fa passare i candidati a un test di conoscenza di lingua. Solo il 9 per cento sottopone il test per la valutazione del Quoziente d’Intelligenza.
Una significativa quota (il 60) fa passare i candidati attraverso dei giochi di ruolo e il 24 per cento partecipa agli Open Day.

Percentuale degli strumenti utilizzati dalle imprese in Italia in una procedura di selezione, per un candidato con un elevato titolo di studio.

  2013(%)
Colloquio di lavoro 100%
Assessment di personalità e capacità 87%
Test di lingua 87%
Incontri con executive manager 78%
Giochi di ruolo 60%
Controllo referenze 56%
Dialoghi informali con potenziali futuri collaboratori 56%
Sessioni informali su retribuzione e benefit 47%
Open day 24%
Test Quoziente d’intelligenza 9%
Talent Managers to drive business performance 2013

 

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