Quali sono le competenze più apprezzate dalle imprese in un candidato?

Dal 2010, l’indagine Excelsior di Unioncamere si è arricchita di una speciale sezione dedicata all’esame delle competenze che le imprese ritengono molto importanti per lo svolgimento delle professioni.
Per «competenza» si intende la capacità di mobilitare verso uno specifico obiettivo conoscenze e abilità che sono state acquisite tramite apprendimento:

- Formale, come scuole e corsi.
- Non formale, attraverso mezzi che, pur non fi nalizzati all’apprendimento, veicolano conoscenze, come le esperienze di lavoro.
- Informale, ovvero legato alla vita quotidiana o alle caratteristiche dell’individuo.

Le competenze che le imprese ritengono molto importanti
nel momento di assumere un candidato

  

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Bisogna subito notare come le competenze trasversali contino più di quelle tecniche. Le imprese possono anche mettere in conto investimenti in un’ulteriore formazione dei candidati per sopperire eventuali carenze tecniche, ma non transigono nella ricerca di persone capaci di lavorare in gruppo e di svolgere in modo autonomo i compiti affidati. Contraddizione solo apparente, perché l’autonomia non implica affatto isolamento ma collaborazione.

Molto importante si rivela anche possedere abilità manuali e una spiccata capacità di gestire i rapporti con la clientela nonché risolvere i problemi. Insomma, un buon candidato è quello che sa assumersi le proprie responsabilità e collabora e comunica efficacemente con gli altri nelle attività più complesse.

Se andiamo a vedere in modo più approfondito, scopriamo che nelle attività terziarie sembrano più importanti le capacità di gestione del rapporto con i clienti, di lavorare in gruppo e quelle comunicative; invece nel settore delle costruzioni contano soprattutto le abilità manuali (64,5%, il valore più alto di tutti).

Inoltre, l’importanza complessiva delle competenze risulta crescere al crescere del titolo di studio: dal 21,5% per il solo obbligo scolastico si arriva fi no al 36% circa nel caso della laurea.

La prevalenza delle competenze trasversali viene confermata con riferimento ai livelli di istruzione maggiori; le abilità manuali sono invece la competenza più importante sia per il titolo minimo che per la qualifica, mentre per diplomati e laureati risulta estremamente importante la capacità di risolvere problemi.

Il fabbisogno di competenze più propriamente trasversali, pur essendo maggiore per le professioni più qualifi cate, resta elevato anche per quelle di livello più basso.

Al Nord è più importante la capacità di lavorare in gruppo, in autonomia, gestire il rapporto con i clienti e sapere comunicare. Più diffusa al Sud è l’importanza delle abilità manuali (48,8%), del problem solving (42,7%), delle capacità direttive e di coordinamento (16,7%) e di quelle creative (16%), mentre è meno richiesta la conoscenza delle lingue.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro, Sistema Informativo Excelsior, 2011

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