Ripartiamo dalla scuola

Rilanciare il Paese anche attraverso scuola, università e ricerca. Ecco i punti principali contenuti nel «Decreto del fare» approvato dal Consiglio dei ministri del 15 giugno 2013.
Gli interventi per l’istruzione scolastica riguardano l’edilizia, la lotta all’abbandono scolastico e il miglioramento dei risultati della scuola. Per gli edifici scolastici è previsto un investimento straordinario di 300 milioni per il triennio 2014/2016 , finanziato dall’Inail, nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego di propri fondi.
Il provvedimento ha come base le 6 Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività, che per la scuola si traduce nell’intensificare gli sforzi per scongiurare l’abbandono scolastico e migliorare qualità e risultati della scuola.
Per l’università è previsto lo sblocco parziale del turn-over che dal 20 per cento passa al 50 per cento dei pensionamenti. Finora, per semplificare, gli atenei virtuosi potevano assumere un nuovo docente ogni 5 pensionati. Col decreto sarà possibile assumerne invece la metà: uno ogni due pensionati. L’obiettivo è liberare posti per 1.500 ordinari e 1.500 nuovi ricercatori in Tenure track, un percorso che a cinque anni dall’assunzione prevede una valutazione per passare ad associato. In caso negativo il ricercatore dovrà trovarsi un’altra sistemazione.
Sono previsti anche 12 milioni di euro (5 per il 2014 e 7 per l’anno successivo) per l’erogazione di borse per la mobilità a favore di studenti che avranno conseguito risultati scolastici eccellenti. I premi serviranno a quegli studenti, con voto di diploma pari o superiore a 95 centesimi, per iscriversi per l’anno accademico 2013/2014 a corsi di laurea in regioni diverse da quella di residenza.
Infine, il decreto prevede misure per rendere più flessibile il sistema di finanziamento degli atenei e semplificare le procedure di attribuzione delle risorse. Il primo passo sarà quello di unificare in unico fondo le risorse destinate al Ffo (il Fondo di finanziamento ordinario) e quelli relativi alla programmazione triennale del sistema, ai dottorati, e agli assegni di ricerca. E, in aggiunta, è previsto di delegare all’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca la valutazione dei servizi delle università e degli enti di ricerca per semplificare il sistema di valutazione attualmente in vigore.

Per la ricerca sono previsti interventi straordinari diretti al sostegno e allo sviluppo delle attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale. Si intende procedere mediante la concessione di contributi alla spesa, nel limite del 50 per cento della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto, disponibili sul Fondo per la ricerca applicata (Far).
Gli interventi da finanziare riguardano soprattutto lo sviluppo di:

- start-up innovative: società che hanno come scopo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico
– spin-off universitari: nuove imprese che, a partire da imprese preesistenti, che perseguano idee innovative in un ambito di ricerca universitaria per dare uno sbocco sul mercato all’innovazione in questione mediante una nuova società.
– progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni,
– rapporto tra il mondo della ricerca pubblica e le imprese,
– infrastrutture delle università e degli enti pubblici di ricerca.

 

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