Stilista

Il settore della moda in Italia , oltre ad una grande e lontana tradizione, un ruolo di rilevante importanza per il sistema produttivo italiano.
Nel corso degli ultimi dieci anni, pur in presenza di fasi di sviluppo alterne e diversificate per
ciascuno dei tre comparti (tessile, abbigliamento, cuoio), il settore ha assorbito tra il 19 e il 20% dell’occupazione manifatturiera ed ha prodotto l’11% del valore aggiunto dell’industria. Le esportazioni rappresentano circa il 37% della produzione con un peso sulle esportazioni totali di manufatti, nel decennio, tra il 16 e il 18%.
L’Italia è il maggiore produttore del settore in Europa, seguito dalla Germania, dalla Francia e dal Regno Unito.

Le imprese del settore localizzate nel Nord Italia sono oltre 47 mila pari, al 43,2% dell’intero tessuto moda italiano, quasi 35mila sono nel Centro (32,1%) e 26,8 mila nel Mezzogiorno (24,6%).
Le principali regioni italiane per numero di imprese del settore sono la Toscana, dove sono localizzate oltre 21 mila aziende attive, pari al 19,5% nazionale, e la Lombardia (quasi 18 mila imprese pari al 16,4%).
Più distanziate il Veneto (11%), la Campania (8,9%), l’Emilia Romagna (8,1%), la Puglia (6,8%) e le Marche (6,7%), ognuna delle quali si differenzia per settore di attività, specializzazioni produttive, dimensioni aziendali, livello di innovazione, strategie adottate, apertura ai mercati esteri.

Nel processo di creazione del prodotto moda, un ruolo di primo piano è ricoperto dallo stilista, autore della collezione e della progettazione dei prodotti che la compongono. Mente creativa dell’azienda insieme al modellista, al sarto, e al responsabile stile, lo stilista ispira le tendenze moda mettendo a punto le linee delle collezioni per l’abbigliamento, le calzature e gli accessori.

Per un quadro completo, rimandiamo all’Osservatorio sul Sistema moda in Italia

Data: 15/06/2009
Fonte: Isfol – Elaborazione redazionale

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PROFILO

Lo stilista è colui che crea, imposta e indirizza lo stile di collezioni, linee di capi o accessori per l’abbigliamento. Può operare in forma professionale autonoma o subordinata; nel primo caso, progetta e crea capi, collezioni di moda, oggetti o linee che firma e, spesso, produce direttamente; oppure presta una collaborazione temporanea per uno studio stilistico o per aziende produttrici di capi o accessori per l’abbigliamento, ideando e sovrintendendo alla realizzazione di quanto commissionatogli.
Con il rapporto subordinato, può operare all’interno di studi stilistici o aziende, spesso affiancato da altri creatori e disegnatori di moda, disegnando i capi o gli accessori che poi verranno prodotti in serie.
In tal caso oltre a preparare gli schizzi dei capi e degli oggetti da realizzare, indica i colori, i tessuti e i materiali più adatti, tenendo conto delle caratteristiche tecnologiche dell’azienda in cui opera e controlla la realizzazione dei prototipi per assicurare la loro corrispondenza al disegno originale (in questo contesto viene anche indicato con il temine di tecnologo dello stile).
Una volta conclusa la parte creativa della sua attività, lo stilista sceglie in prima persona o collabora alla scelta (qualora sia inserito in una azienda) dei prototipi da inserire nella collezione, individuando la strategia di lancio della collezione o della linea prodotta o intervenendo a eventuali manifestazioni di lancio (sfilate, presentazioni, ecc.).
E’ detto anche, meno comunemente, creatore di moda o disegnatore di moda.

Lo stilista ha un’influenza fondamentale nella determinazione del posizionamento dell’azienda. Nonostante il gusto e la creatività siano le caratteristiche più importanti dello stilista, egli deve poter riuscire a tradurre una intuizione in un prodotto che deve rispondere ad una serie di requisiti richiesti dal mercato ed entrare in produzione.
Può specializzarsi nei diversi settori ed influisce anche sulla progettazione dei materiali, tessuti e pellami, che poi verranno confezionati in base alle indicazioni dei prototipi messi a punto di volta in volta.
La creazione stilistica confluisce nel più ampio bacino dell’industria culturale che, elaborando simboli e informazioni, sta permeando massicciamente il sistema produttivo della moda trasformando la comunicazione e gli eventi ad essa correlati in risorsa produttiva all’interno di sistemi economici sempre più influenzati dall’immateriale e dall’immaginario.

Data: 15/06/2009
Fonte: Isfol – Elaborazione redazionale

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REQUISITI 

Creatività, intuito e fantasia, come pure la capacità di anticipare i bisogni delle varie fasce di clienti sono le caratteristiche principali dello stilista.
A queste attitudini naturali, che si sviluppano con la realizzazione dei prodotti creativi, si devono aggiungere delle competenze specifiche che riguardano la realizzazione grafica, la conoscenza dei prodotti e delle lavorazioni specifiche, le competenze e conoscenze degli elementi socio-culturali che vanno ad influenzare l’ideazione e la realizzazione di un modello.

Per quanto riguarda l’area tecnico-operativa, lo stilista deve conoscere:

- le tecniche di design e di progettazione grafica;
– le tecniche del figurino, e del design e della stilizzazione dei bozzetti;
– le tecniche di lavorazione dei materiali, del taglio e del confezionamento;
– gli aspetti merceologici dei vari materiali;
– tutte le fasi della messa a punto di una collezione ideandone i modelli e gli stili;
– i cicli di lavorazione e la fattibilità di una intuizione creativa per trasformarla in capi da produrre in serie.

La continua innovazione tecnico-scientifica dei tessuti e dei materiali impiegati nella moda impone allo stilista un’ampia e aggiornata conoscenza delle tecnologie dei materiali.
La conoscenza dei movimenti e delle avanguardie artistici forniscono altri importanti stimoli creativi. Lo stilista deve saper leggere le tendenze socio-culturali dei vari contesti contemporanei per estrarne gli stili e i gusti che possono creare valore aggiunto al prodotto. 

Data: 15/06/2009
Fonte: Isfol – Elaborazione redazionale

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FORMAZIONE 

Non esiste un percorso formativo specifico per diventare stilista. Lo stilista può avere una formazione di stampo umanistico o tecnico- artistico. Dopo il conseguimento del diploma, può specializzarsi seguendo corsi di formazione professionale o master. Le specializzazioni possono articolarsi in diversi indirizzi di studio, dalla maglieria, alle calzature/pelletterie al prêt-à-porter.
Data la natura essenzialmente artigianale e artistica della professione, i percorsi di formazione avvengono essenzialmente negli atelier o all’interno degli uffici stili delle singole aziende.
Per avere un panorama completo dell’offerta formativa nel settore moda e abbigliamento è possibile consultare la banca dati, suddivisa per regioni, elaborata da Sistema moda Italia, l’associazione che raccoglie le aziende del settore. Basta consultare il sito web www.sistemamodaitalia.it.
Segnaliamo inoltre alcune occasioni formative:

Polimoda
Istituto internazionale fashion, design e marketing
via Pisana 77, 50143 Firenze
tel. 055 739961 fax 055 700287-055 7399632,
e-mail: info@polimoda.com
sito web: www.polimoda.com

Ateneo impresa
Palazzo Giannelli Viscardi
corso Vittorio Emanuele II 18, 00186 Roma
tel. 06 69920231 fax 06 69922515
sito web: www.ateneoimpresa.it

Istituto europeo di design Moda lab
via Pompeo Leoni 3, 20124 Milano
tel. 02 583361 fax 02 5833660
e-mail: info.modalab@milano.ied.it,
sito web: www.ied.it

Italian fashion school
Dipartimento Formazione e Ricerca
Camera Nazionale della Moda Italiana
via Santa Marta 18, 20123 Milano
tel. 02 7771081 fax 02 77710850
sito web: www.cameramoda.it/formazione

Laurea in Economia per le arti, la cultura e la comunicazione
Università Bocconi Facoltà di Economia
via Sarfatti 25, 20136 Milano
tel. 02/58361
e-mail: orienta@uni-bocconi.it
sito web: www.uni-bocconi.it

Data: 15/06/2009
Fonte: Isfol – Elaborazione redazionale

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SBOCCHI PROFESSIONALI 

Rivolgendosi alle piccole imprese (che caratterizzano il comparto), lo stilista deve essere pronto non solo a disegnare i modelli, ma anche ad aiutare nei lavori di sartoria.
Tuttavia, nelle imprese più grandi, che dispongono di un area progettazione creativa, la figura dello stilista risulta fortemente scoperta e i pochi professionisti in circolazione vengono aspramente contesi. Allo stilista viene spesso proposta una collaborazione temporanea in relazione alla preparazione delle collezioni.
A questa figura vengono richiesti continua innovazione e continuo aggiornamento in cambio di collaborazioni più o meno continuative. Uno spazio aperto si può trovare nelle sartorie in quanto non vi è un adeguato ricambio generazionale: il lavoro richiesto (disegnare, tagliare, cucire) è soprattutto di tipo manuale.
Lo stilista può lavorare all’interno di aziende o studi di consulenza e ricerche come free-lance con un rapporto di collaborazione esclusivo o per il proprio marchio nel caso di stilisti imprenditori con una propria maison. In particolare:

- come free-lance, collabora alla messa a punto di collezioni stagionali, anche se, tendenzialmente, lo stilista di successo viene di solito assorbito all’interno di una singola azienda.
– come stilista imprenditore, come nel caso delle grandi firme del made in Italy, espleta un ruolo di coordinamento di un’équipe di stilisti.
– come stilista designer lavora stabilmente per un marchio normalmente specializzato all’interno dei diversi settori e linee di produzione. 

Data: 15/06/2009
Fonte: Isfol – Elaborazione redazionale

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PER SAPERNE DI PIU’ 

Per maggiori informazioni sulla figura professionale dello stilista, rimandiamo ai seguenti riferimenti:

- Sistema Moda Italia
Sistema Moda Italia è una delle più grandi organizzazioni mondiali di rappresentanza degli industriali del tessile e moda. La Federazione rappresenta un settore che, con oltre 510.000 addetti e quasi 60.000 aziende, costituisce una componente fondamentale del tessuto economico e manifatturiero italiano. La Federazione tutela e promuove gli interessi del settore e dei suoi associati e rappresenta l’intera filiera, a livello nazionale e internazionale, nei rapporti con le istituzioni, le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni economiche, politiche,sindacali e sociali.
SMI Sistema Moda Italia
viale Sarca, 223
20126 Milano (MI)
tel. 02 641191 fax 02 66103667
e-mail: info@sistemamodaitalia.it
sito web: www.sistemamodaitalia.com.

- Federazione italiana lavoratori tessile abbigliamento cuoio calzature – Filtea Cgil
Il sito www.filtea.cgil.it offre informazioni su contratti, leggi sicurezza sul lavoro, analisi e ricerche. News e appuntamenti garantiscono inoltre un aggiornamento costante sui princpali avvenimenti di attualità che interessano il settore. La Filtea è organizzata in tutto il territorio nazionale e si articola nelle sue sedi territoriali, provinciali e regionali. La sede nazionale è in
via Leopoldo Serra 31, 00153 Roma
tel. 06 5836828 – 06 5811628 – 06 5811380 fax 06 5803182,
e-mail: filtea@mail.cgil.it

- Unione italiana lavoratori tessili e abbigliamento – Uilta
Il sito www.uil.it/uilta offre una buona raccolta dei Ccnl e i rispettivi rinnovi, di facile consultazione. Ampio spazio è dedicato alla previdenza grazie al rimando sul sito www.previmoda.it il fondo pensione per i lavoratori del settore tessile-abbigliamento. Il sito offre, tra l’altro, due sezioni relative alle principali norme legislative e fiscali, oltre alla relativa modulistica. La Uilta è organizzata in tutto il territorio nazionale e si articola nelle sue sedi territoriali, provinciali e regionali. La sede nazionale è in
via del Viminale 43, 00184 Roma
tel. 06 4883486 06 4874019 fax 06 4819421
e-mail: uilta@uil.it

Data: 15/06/2009
Fonte: Redazione

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