Storico dell’arte

Allo storico dell’arte competono interventi di tutela, conservazione e valorizzazione specificamente rivolti agli oggetti di pregio dal punto di vista storico – artistico e delle istituzioni (museali) destinate ad ospitarli.
Uno dei compiti principali dello storico dell’arte, come di altre figure professionali del settore, è rappresentato dalla direzione e spesso, soprattutto all’inizio dei percorso di carriera, dalla realizzazione delle attività di catalogazione. I criteri e gli strumenti standard per la catalogazione sono definiti dall’istituto Centrale per il Catalogo sulla base di una approfondita ricerca metodologica.

L’aspetto principale della produzione culturale realizzata da questa figura è costituita da ricerche e pubblicazioni, che hanno anche finalità divulgative. Pubblicazioni che possono riguardare gli approfondimenti a carattere metodologico come quelli relativi agli oggetti di applicazione delle analisi stesse, ossia le opere d’arte.
Nella gestione concreta dei musei, a questa figura, competono anche funzioni di direzione e di cura riguardo alla conservazione (sicurezza e climatizzazione, ad esempio) dei materiali e al loro allestimento.

Lo storico dell’arte si occupa inoltre di curare la direzione dei restauri per le opere di sua competenza, attività svolte, salvo rari casi, da collaboratori esterni. Oltre ai compiti di conservazione e ricerca questa figura deve inoltre occuparsi della valorízzazione dei beni storico artistici.
In questo senso, lo storico dell’arte deve far sì che l’istituto presso il quale opera divenga “polo di aggregazione” attraverso iniziative di animazione e promozione culturale come, ad esempio, giornate di studio, seminari, presentazione di libri, esposizioni temporanee, realizzazione di percorsi e materiali didattici, attività queste che oltre ad attrarre un pubblico ampio possono offrire o incentivare occasioni di incontro con altri istituti, università, associazioni.
Il grado di autonomia è fortemente legato al tipo di attività da realizzare alla collocazione gerarchica e alla tipologia contrattuale.
Si va da un livello minimo, nella compilazione di schede standard per la catalogazione, ad un massimo di discrezionalità negli allestimento di mostre e nella valutazione dell’autenticità e dei valore di un’opera d’arte.
Anche i tempi di lavoro sono fortemente legati al tipo di attività svolte e alle tipologie contrattuali. Per i dipendenti dalla Pubblica amministrazione valgono, comunque, salvo eccezioni, le indicazioni contenute nei contratti dei settore.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

Torna su

PROFILO 

Lo storico dell’arte svolge attività di studio e ricerca finalizzate all’accertamento, alla valorizzazione e alla promozione del patrimonio artistico. Questa figura, inoltre, può insegnare la storia dell’arte come anche occuparsi di interventi di tutela e conservazione.
I compiti principali di questa figura sono:

- progettare e realizzare i lavori di inventariazione e schedatura dei beni;
– svolgere attività di studio e ricerca, finalizzate all’accertamento e alla definizione dell’identità culturale di oggetti d’arte, alla loro valorizzazione e promozione;
– organizzare e coordinare le manifestazioni e le mostre, redigere cataloghi e testi illustrati, curare le pubblicazioni didattiche e scientifiche;
– dirigere, collaudare e verificare i lavori di restauro;
– raccogliere ed esaminare la documentazione, anche straniera, relativa alle innovazioni del settore;
– offrire consulenza per organi dello Stato ed enti pubblici al fine di verificare l’identità e l’autenticità dei beni;
– gestire il personale, verificare i costi delle attività svolte dal proprio gruppo, predisporre gli atti ed i provvedimenti tecnico-amministrativi. 

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

Torna su

REQUISITI

Oltre alle conoscenze riguardanti i contenuti disciplinari e metodologici, per gli storici dell’arte impiegati nel settore pubblico è essenziale l’acquisizione di nozioni di legislazione artistica e di diritto amministrativo.
Sono considerate inoltre sempre più importanti, anche per questa figura, le competenze di natura informatica.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

Torna su

FORMAZIONE 

Riguardo al percorso formativo dello storico dell’arte, oltre ai Corsi di laurea in Storia dell’arte attivati presso le Facoltà di lettere di numerosi atenei italiani, sono presenti scuole di specializzazione post laurea, di durata triennale, presso le università di Bologna, Milano (Università Cattolica e Statale) e Napoli.
Per un quadro completo dell’offerta formativa universitaria in Italia rimandiamo al database offf.miur.it.
Mentre però la formazione teorica è garantita dalle istituzioni accademiche, quella pratica è interamente affidata alla concreta esperienza realizzata sul campo.
Riguardo alla modalità di acceso al ruolo nella Pubblica amministrazione, lo storico dell’arte deve superare un concorso pubblico per titoli ed esami. In particolare, per accedere al profilo di Collaboratore storico dell’arte (VII qualifica funzionale) nell’amministrazione statale è richiesto:

- il possesso dei diploma di laurea;
– il possesso di un diploma di specializzazione post universitario conseguito al termine di un corso della durata di almeno un anno;
– la conoscenza dei greco e/o dei latino;
– la conoscenza di una lingua straniera.

Per l’accesso o il passaggio al profilo di storico dell’arte (VIII qualifica funzionale) oltre al diploma di laurea e alla conoscenza dei latino e/o dei greco, è richiesto:

- il possesso di un diploma di specializzazione post universitario conseguito al termine di un corso della durata almeno biennale;
– la conoscenza più approfondita di una lingua straniera. 

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

Torna su

SBOCCHI PROFESSIONALI

Lo storico dell’arte opera prevalentemente all’interno di istituti museali (gallerie e pinacoteche) e nella Pubblica amministrazione opera come lavoratore alle dipendenze.
Lo storico dell’arte trova inoltre impiego come libero professionista per attività di catalogazione, allestimento di esposizioni (soprattutto temporanee), redazione di cataloghi, testi didattici e scientifici e per fornitura di expertise.
Per questa figura professionale esistono scarse possibilità di occupazione sia nel settore pubblico sia in quello privato, ad eccezione delle altissime professionalità che possono giocare un ruolo nel mercato dell’arte fornendo expertise e valutazioni circa l’autenticità e il valore delle opere d’arte. Peraltro, gli sbocchi tradizionali per queste figure, la Pubblica amministrazione e l’Università, sembrano ormai saturi e non si prevede che possano fornire significative opportunità occupazionali.

Il grado di autonomia così come i tempi di lavoro sono fortemente legati al tipo di attività da realizzare, alla collocazione gerarchica e alla tipologia contrattuale. Si va da un livello minimo di discrezionalità, nella compilazione di schede standard per la catalogazione, ad un massimo di autonomia negli allestimenti di mostre e nella valutazione dell’autenticità e del valore di un’opera d’arte.
Gli allestimenti ad esempio impongono tempi spesso frenetici e legati alle esigenze di coordinamento con gli altri professionisti che partecipano a queste iniziative. Le attività di catalogazione svolte da un free lance possono essere invece gestite e retribuite anche a cartella.
Lo storico dell’arte, inoltre, può svolgere attività di insegnamento nelle università, nelle accademie di belle arti e nelle scuole secondarie.
La retribuzione annua lorda varia fra i 26 mila e i 40 mila euro in base al livello di inquadramento.

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

Torna su

PER SAPERNE DI PIU’ 

Per quanto riguarda le modalità per reperire maggiori informazioni sulla figura professionale dello storico d’arte, ricordiamo che le Università dove è presente la Scuola di specializzazione in storia dell’arte possono fornire informazioni sui criteri di ammissione, la durata, gli insegnamenti previsti ecc.
Il Ministero dei beni culturali ed ambientali ha allestito un sito internet (www.beniculturali.it) che presenta organizzazione, compiti e funzioni del Ministero e permette l’accesso ad un motore di ricerca specifico per il settore.
É utile consultare anche il sito dei Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica (www.murst.it) che fornisce, tra i vari servizi, gli indirizzi internet di tutti gli atenei italiani.

Maggiori informazioni possono essere reperite contattando:

- Aici, Associazione delle istituzioni culturali italiane
via della Dogana Vecchia 5 Roma,
tel. 06 6879953 fax 06 68307516
e-mail: segreteria.aici@tiscalinet.it
sito web: www.aici.it.
L’Aici promuove un’adeguata tutela del patrimonio artistico, storico e scientifico di proprietà o di pertinenza degli enti locali e istituzionali, sia esso costituito da Musei o Collezioni, da complessi monumentali o ambientali. Promuove l’incremento delle raccolte, la ricerca scientifica e le attività culturali, e valorizza le professionalità operanti nei musei.

Può essere utile consultare i seguenti siti:

- www.cribecu.sns.it
Sito del Centro di Ricerche Informatiche per i Beni Culturali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Il Centro si occupa di tutti gli aspetti connessi all’interazione fra gli strumenti informatici e le discipline umanistiche.

- www.artfind.it
Importante motore di ricerca per il campo artistico – culturale. In esso si possono trovare informazioni utili riguardanti tutto il mondo artistico a seconda del settore di interesse.

- www.arten.net
Portale italiano dell’Arte.

- www.gallerieitaliane.it
Il portale che comprende un gran numero di possibilità per accedere ai dati ed alle informazioni sul mondo dell’arte aggiornate ogni giorno dalla redazione e direttamente dagli operatori. 

Data: 01/04/2009
Fonte: Isfol (elaborazione redazionale)

Torna su

Share

Tags: , ,