Test di selezione

Dopo l’esame del  curriculum il candidato può essere convocato (o un centro specializzato di selezione del personale) in cui dovrà compilare, in un lasso di tempo determinato (solitamente piuttosto breve, 30 minuti) un questionario e dei test psicoattitudinali.

Può anche capitare che durante il colloquio di lavoro le aziende di maggiori dimensioni, o le società specializzate che effettuano la selezione del personale per conto di queste, propongono ai candidati dei test da compilare per iscritto, i quali costituiscono una base oggettiva di conoscenza e comparazione dei candidati.

Ve ne sono di diverso tipo:

- test di personalità, con i quali si analizzano le caratteristiche emotive, motivazionali e caratteriali del candidato.
– test attitudinali, che mirano a verificare le attitudini intellettuali (creatività, logica, sistematicità, ecc.) e le attitudini pratico/operative (velocità, destrezza, precisione, ecc.);
– test logici, verificano specificatamente le capacità logiche ed il quoziente intellettivo del candidato;
– test linguistici, verificano nel dettaglio le conoscenze linguistiche.

La somministrazione dei test avviene per lo più nel quadro di una selezione di gruppo, in cui si viene valutati anche rispetto alle proprie capacità ed attitudini nelle relazioni con gli altri.

TIPOLOGIE DI TEST > AFFRONTARE I TEST AL MEGLIO > CONSIGLI > PREGIUDIZI > BIBLIOGRAFIA >

 

TIPOLOGIE DI TEST

I test di selezione sono uno strumento amato dai selezionatori perché permettono una misurazione standardizzata e oggettiva delle diverse caratteristiche di un individuo (attitudini, capacità, funzioni intellettuali, conoscenze, carattere, personalità, ecc.).
Esistono varie tipologie di test, somministrate ai candidati a seconda di cosa l’azienda vuole sondare.

I test di personalità, a domanda aperta o chiusa, fanno emergere le note caratteriali salienti del candidato. Individuano le caratteristiche emotive, motivazionali e relazionali e i tuoi atteggiamenti. Tramite questi test si può ad esempio valutare le capacità relazionali del candidato, oppure le capacità decisionali, o ancora l’attitudine a “guidare” le proprie emozioni.

I test attitudinali cercano di misurare alcune specifiche qualità del candidato: la facilità di comprensione verbale, l’attitudine logica e numerico-matematica, la capacità visiva e di ragionamento, ecc. Formulati a domanda chiusa, servono a effettuare una prima veloce scrematura dei candidati, data la rapidità con cui i lettori ottici permettono la correzione e la verifica dei risultati.
Non sono molto difficili ma l’ansia e il tempo limitato aumentano le possibilità di errore. È importante quindi mantenere concentrazione e restare tranquilli: tutto sommato sono anche divertenti.

I test di intelligenza pretendono di misurare le capacità intellettive del candidato. Il più famoso è l’americano test del Q.I. (Quoziente Intellettivo).
Negli ultimi anni hanno preso piede strumenti di misurazione dell’intelligenza emotiva: la capacità di lavorare in gruppo, interagire, sopportare le frustrazioni, raggiungere i tuoi obiettivi, essere leader, ecc.

I test di conoscenza valutano il livello di preparazione su argomenti o settori specifici (cultura generale, economia, storia, scienza, politica, sociologia, ecc.) del candidato.
Bisogna studiare un po’, e farsi tornare alla mente i ricordi di scuola. Attenzione a non sbagliare per eccesso di sicurezza, a volte si cade sulle domande più banali.

 

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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AFFRONTARE I TEST AL MEGLIO

Per superare i test attitudinali l’allenamento è fondamentale. Le batterie di domande seguono sempre la stessa logica, anche se i contenuti sono diversi. Inoltre, la pratica velocizza le risposte, vantaggio notevole dato lo scarso tempo a disposizione per la compilazione. In commercio esistono molti libri corredati di soluzioni e spiegazioni: vale la spesa acquistarne un paio, tanto più che alcuni test assomigliano a quelli dei giornali di enigmistica e sono piacevoli da fare.
Prima dell’inizio della prova, bisogna sempre chiedere come viene calcolato il punteggio finale. Ad esempio. Ogni risposta esatta solitamente vale un punto, ma le altre? Se alla domanda vuota corrispondono 0 punti e alla risposta sbagliata -1, conviene rispondere solo quando si ha una ragionevole certezza di azzeccare il punto in palio.
Se invece la risposta sbagliata non penalizza, meglio tentare la sorte: si potrà accrescere comunque la probabilità di aver messo la crocetta nel posto giusto.
Bisogna leggere sempre ogni domanda attentamente e non fissarsi su una domanda di cui non si conosce la risposta, perché si perderebbero minuti preziosi e avrebbe un impatto negativo sulla motivazione. Meglio lasciarla indietro e riprenderla alla fine, se ce tempo.
Inutile tentare di copiare: non c’è tempo e, in questo tipo di selezioni, nemmeno il cameratismo necessario tra i candidati.

 

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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CONSIGLI

Ecco alcuni consigli utili su come affrontare i test di selezione posti dalle aziende o dalla società di selezione del personale.

- Stare attenti alle istruzioni: quando viene presentato il Test è fondamentale capire cosa viene detto. Se qualche spiegazione sfugge non bisogna avere timore di chiedere chiarimenti. Una volta che sarà iniziata la prova non sarà più possibile fare delle domande.

- Non preoccuparsi del tempo a disposizione: è volutamente ristretto. I minuti lasciati a disposizione sono sempre meno di quelli che servirebbero per concludere ottimamente le prove.

- Concentrarsi: quando viene dato il via bisogna pensare solo al proprio test, senza lasciarsi distrarre da quanto stanno facendo gli altri.

- Se non si sa una risposta: passare subito a quella successiva. Non perdere tempo, eventualmente si tornerà alla risposta non data dopo aver risposto a tutte le altre.

- Non fissarsi: uno degli obiettivi dei test è quello di valutare la flessibilità dei candidati. Bisogna essere quindi elastici e variare sistematicamente le ipotesi interpretative.

- Non barare: quando dobbiamo rispondere a test di autovalutazione dobbiamo essere sinceri. Ogni “bugia” verrà scoperta.

- Acquisire familiarità con i test: ad esempio, come “addestramento ” ai test di intelligenza ed attitudinali possono andare bene i giochi di enigmistica (cruciverba, rebus, anagrammi), i rompicapo visivo-spaziali (cubo di Rubik, giochi di costruzione), gli indovinelli e le curiosità matematiche. In commercio è, inoltre, possibile trovare dei libri contenenti dei test da compilare (soprattutto test di intelligenza, ma non solo) con le rispettive soluzioni.

 

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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PREGIUDIZI

Per quanto riguarda i test di selezione, quelli per entrare in una azienda come quelli per accedere a un corso universitario, è bene liberare il campo da alcuni pregiudizi che finiscono spesso per avere un’influenza negativa su chi deve affrontare queste prove:

Pregiudizio n. 1
Il test misura come siamo fatti.
I test non misurano caratteristiche profonde e stabili della nostra mente; più semplicemente, si limitano a misurare la capacità di rispondere a delle domande, capacità che può essere migliorata con un po’ di riflessione e tanto esercizio.

Pregiudizio n. 2
Quando si affronta un test di selezione, tensione e paura migliorano la capacità di rispondere.
Un po’ di tensione rappresenta una precondizione motivazionale utile in termini di rendita, oltre che inevitabile; ma l’ansia per affrontare una prova che misura noi stessi o le nostre doti (come l’intelligenza) è sciocca oltre che immotivata.
È ormai provato che le prestazioni di un individuo sono modeste sia nel caso di tensione e ansia troppo basse, che troppo elevate.

Pregiudizio n. 3
Superare il test di selezione significa necessariamente essere tagliati per quel posto di lavoro.
Si tratta di una convinzione tanto diffusa quanto falsa. In nessun caso i test contengono gli elementi per avvalorare un tale giudizio: sono infatti troppe le caratteristiche sia dell’individuo che lavoro proposto perché una semplice sequenza di domande a risposta multipla possa fondare una decisione.

Pregiudizio n. 4
Per superare con successo i test di selezione occorre avere spiccate capacità intuitive e di ragionamento.
Nello svolgimento di un test di ammissione entrano certamente in gioco qualità come intuizione, capacità di ragionamento logico e verbale e memoria. Tuttavia l’esercizio con questo genere di prove permette un po’ alla volta di affinarsi, e di conoscere i meccanismi e le tipologie dei quesiti. Insomma, quanto più si impara a farli, tanto meglio si eseguono, tenendo conto che i test misurano solo la capacità di fare test, cioè l’abilità di rispondere in modo corretto e veloce a determinati quesiti. E non capacità innate e abilità inalterabili nel tempo.

 

 

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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BIBLIOGRAFIA

Per la preparazione agli esami d’ammissione (test), oltre agli appositi opuscoli eventualmente forniti dalle università, può essere molto utile consultare:

- i numerosi volumi della collana Alpha Test-Hoepli, Hoepli Edizioni, Manuale per l’esame d’ammissione, Univerity Test;
– P. Legrenzi, R. Rumiati, Prepararsi ai Test, 1996, Il Mulino Bologna;
– R. Martignone, Manuale per l’esame di ammissione alle facoltà a numero chiuso, Milano, Casa Editrice Ambrosiana, 1994.

 

 

Data: 16/01/2007
Fonte: Redazione

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